Umbria Cooperativa di 26 cittadini in un quartiere popolare. Apre l’11 giugno. Ma si può aderire fino al 28/05. Il modello di riferimento è quello delle «Food Coop», sintetizzato negli anni 70 negli Usa e che ha avuto successo anche in Europa
L’11 giugno a Perugia inaugura Birà, il primo mercato di comunità dell’Umbria. A gestirlo sarà infatti la cooperativa sociale di comunità Coop 06124, fondata a gennaio 2025 da 26 residenti del quartiere. «Birà risponde a un’esigenza del quartiere, dove per lo più ci sono case di edilizia residenziale pubblica. Quello spazio, infatti, per decenni è stato un luogo dedicato al commercio di prossimità. A partire dagli anni Ottanta e fino alla chiusura definitiva di un anno e mezzo fa. Il nostro è un quartiere marginalizzato dai flussi turistici che per un decennio buono ha anche perso abitanti. Oggi qualcosa sta cambiando», racconta all’ExtraTerrestre Filippo Costantini, tra i soci fondatori della cooperativa, per cui si occupa di comunicazione, grafica, affissioni e ufficio stampa. È anche tra i soci dell’associazione MenteGlocale Aps, già presente nel quartiere di via Birago dal 2021 con il progetto di rigenerazione urbana Popup, libreria, caffetteria e spazio culturale e sociale.
«BIRA’» E’ FIGLIO DI QUESTA ESPERIENZA e di un percorso di partecipazione, avviato a partire dall’estate 2024 attraverso assemblee pubbliche, momenti di approfondimento teorico, proiezioni e laboratori, che ha visto il coinvolgimento attivo di oltre 100 residenti del quartiere. Tra i soci fondatori della cooperativa ci sono consumatori, produttori e lavoratori.
IL PROGETTO CONSISTE NELL’APERTURA di un piccolo supermercato collaborativo per l’acquisto diretto e la vendita di prodotti alimentari e non. La superficie di vendita è di 100 metri quadrati e il modello di riferimento è quello delle «Food Coop», sintetizzato negli anni 70 negli Stati Uniti e che ha portato a esperienze di successo in Europa (Parigi, Lisbona, Lione) e, in anni più recenti, anche in Italia: un modello che permette di calibrare la proposta sui bisogni e le esigenze del territorio in cui insiste. In via Birago è attivo da 4 anni un gruppo d’acquisto solidale, che serve più di cento famiglie, e il mercato ne rappresenta una evoluzione, puntando ad aumentarne l’offerta di prodotti disponibili, ampliarne il bacino di utenti e garantirne la sostenibilità nel medio-lungo periodo.
GLI OBIETTIVI CHE I SOCI SI SONO DATI sono duplici: per i cittadini, rispondere alla crescente domanda di prodotti eco-sostenibili e di qualità a un prezzo accessibile, promuovendo la diffusione di corretti stili di vita a partire dalle scelte di acquisto (in primis di prodotti alimentari); per i produttori, dare stabilità e giusta remunerazione per le piccole realtà del territorio. «Abbiamo immaginato di poter superare le difficoltà e limitazioni che vive un Gas gestito da un’associazione di volontari grazie agli input che sono arrivati dai soci delle associazioni, dai frequentatori della libreria, dai residenti. Abbiamo vistato alcune esperienze simili alla nostra, grazie a uno dei soci che fa ricerca sulle food coop all’Università e si interroga sulle potenzialità di questo modello» racconta Costantini. Dal punto di vista pratico, si tratta di una struttura che si adatta alle esigenze di chi la propone, è stabile ma non è fissa. Dal punto di vista della governance, la coop funziona seguendo il modello della sociocrazia: l’approvazione è per assenso e questo prevede una partecipazione molto più attiva dei soci, anche in fase decisionale; una volta che si arriva al risultato, in questo modo tutti hanno avuto la possibilità di far sentire e contare la propria voce. Il modello funziona per gruppi, i cerchi. Un cerchio si occupa di approvvigionamento. E in un quartiere popolare, sta lavorando per offrire a tutti l’accesso a prodotti di qualità, preferibilmente biologici e del territorio, a filiera corta. Ci saranno senz’altro i produttori che già servono il Gas, ma stiamo lavorando anche per un’alternativa di fascia alta e una accessibile» sottolinea Costantini. A livello di prodotto, da Birà ci sarà tutto quello che trovi in un supermercato di prossimità, anche la carta igienica. L’alternativa alla Gdo, uno spazio in cui far la spesa.
Fino al 28 maggio è possibile sostenere il crowdfunding per il progetto Birà su Produzioni dal basso
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