Avevo 9 anni quando il mio babbo, delegato Fiom Cgil del Consiglio di fabbrica della Nardi, mi portò a una manifestazione in sostegno del popolo cileno toccato dal colpo di Stato, e mi parlava dell’uccisione del compagno presidente Salvador Allende.
Nei giorni successivi, ascoltai per la prima volta canzoni degli Inti Illimani, che si trovavano in Italia nelle ore drammatiche del golpe del 1973, e rimasi colpito dalla loro musica; negli anni successivi ho ‘consumato’ i loro dischi, in particolare Viva Chile, che mi hanno accompagnato in tante manifestazioni politiche e sindacali fino ai nostri giorni.
Ho assistito a numerosi loro concerti e una delle gioie più grandi della mia vita è stata quando, in occasione del congresso della CUT cilena (Central Unitaria de Trabajadores, bellissima la canzone la Cueca de la CUT) nel 2010 a Santiago del Cile, dove mi trovavo a rappresentare la segreteria nazionale della Fp-Cgil, con emozione altissima (uso l’espressione dell’intellettuale perugino Paolo Vinti), sono salito sul palco insieme agli Inti Illimani per un breve saluto, prima di ascoltare le loro storiche canzoni, che hanno fatto e faranno da colonna sonora a tutte le lotte nel mondo contro le ingiustizie, le dittature e le diseguaglianze (provo sempre un brivido ascoltando El Pueblo unido jamais sera vencido).
Appena ho visto il manifesto della loro esibizione a Perugia (concerto domenica 16 novembre) mi sono commosso dalla felicità. Come tante e tanti nel mondo devo a questo gruppo musicale un’immensa gratitudine per la forza e la voglia di impegnarsi per le classi sociali più deboli, contro i soprusi e il capitalismo selvaggio. In attesa del concerto, rimbomba dentro di me ‘Venceremos’. Vinceremo, vinceremo, mille catene dovremo spezzare, vinceremo, vinceremo, la povertà riusciremo a debellare!
Fabrizio Fratini – segretario generale Spi Cgil Perugia













