UNA NUOVA LOTTA DI LIBERAZIONE (ricordando Lumumba, Nyerere e Samora Machel)
UN MOVIMENTO DI LIBERAZIONE DELL’EUROPA DAGLI USA: QUESTO CI VUOLE
di Roberto D’Agostino
Si sono create le condizioni per promuovere un movimento di liberazione dell’Europa dagli Stati Uniti d’America.
La condizione di colonia imposta all’Europa dopo la seconda guerra mondiale è certificata dalle oltre quaranta basi militari sparse in vari Paesi europei, dal mantenimento dell’organizzazione militare aggressiva a controllo USA, denominata NATO e, per quanto riguarda la condizione particolare dell’Italia, da un pletora di azioni illegali o criminali: dagli omicidi di Mattei e Moro, alle stragi di Ustica e alle stragi che hanno caratterizzato la strategia del terrore degli anni sessanta e settanta.
La borghesia compradora europea (la classe imprenditoriale e commerciale dei paesi semicoloniali che agisce come intermediario per gli interessi economici e politici della potenza imperialista), oggi rappresentata politicamente dalle varie Von der Leyen, Kallas, Meloni e dai vari Starmer, Mertz, Tusk, per decenni ha svolto un ruolo di cinghia di trasmissione degli interessi del grande capitale industriale, militare e finanziario statunitense pompando risorse dalle economie europee verso l’economia USA stimabili in cinquecento miliardi all’anno, e sostenendo le avventure militari dell’impero in varie parti del mondo.
La presenza competitiva dell’Unione Sovietica e la forza dei partiti comunisti europei per decenni è servita a mitigare queste forme di sfruttamento garantendo la stagione del welfare oltre che limitati livelli di autonomia politica.
Con la crisi della società e dell’economia USA e la contemporanea crescita di economie concorrenti, lo spauracchio della perdita della colonia europea che aveva cominciato a intrattenere rapporti economici e politici con la Russia, vale a dire l’altra parte di Europa, l’impero ha scatenato la guerra in Ucraina per impedire questa saldatura.
L’estensione della guerra a vaste parti del mondo è la continuazione e la logica conseguenza di quella strategia politica: portata ad un estremo mai visto attraverso la legalizzazione di fatto del genocidio e dell’aggressione militare senz’alcuna altra giustificazione che la volontà di impadronirsi delle risorse altrui, che siano quelle del Venezuela, dell’Iran o della stessa Europa.
La lotta di liberazione europea, come ogni lotta di liberazione, è resa possibile dalla presa di coscienza dei popoli dell’insostenibilità del dominio americano.
Oggi i popoli europei stanno cominciando a capire che le élites dirigenti dell’UE fanno politiche contrarie agli interessi dei loro Paesi e si comportano appunto come una borghesia compradora.
Nello stesso tempo la crisi che attanaglia l’impero, che lo condurrà a mosse ancora più disperate, crea le condizioni materiali per promuovere una lotta di liberazione anticoloniale da parte dell’Europa.
Si stanno dunque delineando sia le condizioni materiali che quelle culturali.
I passaggi sono lunghi e complessi, ma le trasformazioni della realtà in una fase di crisi come l’attuale rendono tutto eccezionalmente veloce.
In estrema sintesi.
Innanzi tutto occorre lavorare per il rafforzamento della consapevolezza che l’Europa non ha altri nemici che gli Stati Uniti d’America, che ne stanno distruggendo l’economia, la democrazia e la dignità;
e poi, interpretando il radicale rifiuto, soprattutto da parte dei giovani, di fornire una qualsiasi appoggio alle politiche dei propri governi, la denuncia delle guerre e del ruolo che queste svolgono per mantenere in vita gli apparati economici oligopolistici e predatori che attanagliano il mondo;
e, di conseguenza, la lotta contro l’aumento delle spese militari e per la loro progressiva abolizione, con l’eccezione di quelle necessarie a garantire il ruolo d’ordine interno degli Stati; e la lotta per la chiusura delle basi militari americane in Italia e in Europa e lo scioglimento della NATO;
nello stesso tempo l’apertura di relazioni politiche, economiche e culturali autonome e stabili verso l’altra parte del mondo.
Questo naturalmente è il compito delle forze politiche di sinistra anticapitaliste e il ruolo degli intellettuali organici alla sinistra.
Buon lavoro per il 18 aprile a Roma, nel Punto de Reunion…
Fonte: contributo originale di Roberto D’Agostino, 4 aprile 2026











