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Umbria Film Festival, omaggio a Gillo Pontecorvo a 20 anni dalla scomparsa e a 60 da La battaglia di Algeri

Marco Pontecorvo ospite del Festival: “Un film che non invecchia perché i simboli continuano a parlare a tutti”

(AVInews) – Montone 18 lug. – A sessant’anni dall’uscita di La battaglia di Algeri, capolavoro del 1966 vincitore del Leone d’Oro alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, l’Umbria Film Festival dedica una serata speciale a Gillo Pontecorvo, uno dei grandi maestri del cinema italiano del Novecento. Sabato 18 luglio, alle 21.15 in Piazza Fortebraccio, per la sezione The Square: film sotto le stelle, sarà proiettato La battaglia di Algeri. Alla serata sarà presente il figlio Marco Pontecorvo, regista e direttore della fotografia, che accompagnerà il pubblico alla scoperta dell’eredità artistica e civile lasciata dal padre a vent’anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 12 ottobre 2006.

Tutti gli appuntamenti e le proiezioni dell’Umbria Film Festival sono gratuiti e senza necessità di prenotazione.

L’omaggio a Gillo Pontecorvo si inserisce nel percorso della 30esima edizione dell’Umbria Film Festival, presieduta da Michela Paganelli, presidente dell’Associazione Umbria Film Festival APS, e con la direzione artistica di Maria Teresa Cavina. Un’edizione che celebra trent’anni di cinema, incontri e comunità, trasformando ancora una volta Montone in una sala a cielo aperto, luogo di visione, confronto e partecipazione.

Dopo gli appuntamenti dedicati a San Francesco, Abdallah Al-Khatib e Dario Fo, il Festival prosegue il proprio percorso tra cinema, memoria e impegno civile con la serata dedicata a Pontecorvo. Domenica 19 luglio la 30esima edizione si concluderà con gli ultimi appuntamenti dei concorsi AmarCorti e ShortsUp, il concerto della Filarmonica Braccio Fortebraccio e la cerimonia finale in Piazza Fortebraccio, con il riconoscimento a Gurinder Chadha.

Regista, sceneggiatore e documentarista, Gillo Pontecorvo ha costruito il proprio percorso artistico intorno a un’idea di cinema come strumento di conoscenza e confronto con la realtà. Dalla Resistenza al colonialismo, dalle lotte di liberazione ai conflitti politici del Novecento, la sua opera ha sempre posto al centro il rapporto tra individuo e storia, tra scelte personali e dinamiche collettive.

Ambientato tra il 1954 e il 1957 durante la guerra d’indipendenza algerina contro il dominio francese, La battaglia di Algeri racconta la nascita e lo sviluppo del movimento di liberazione algerino e la risposta delle autorità coloniali. Realizzato nel 1966, il film è diventato un punto di riferimento del cinema mondiale per il suo stile vicino al documentario, l’uso del bianco e nero e la capacità di raccontare un conflitto senza semplificazioni, attraverso uno sguardo corale capace di restituire la complessità della storia. A sessant’anni dalla sua realizzazione, l’opera continua a parlare al presente. “È un capolavoro rimasto nella storia del cinema – racconta Marco Pontecorvo – con qualcosa di magico e sempre moderno dentro di sé. I temi che affronta sono ancora attuali: il colonialismo diretto, indiretto, anche solo economico, esiste ancora e il nostro mondo è sempre più attraversato da queste dinamiche. È un film che parla della lotta di un popolo per emanciparsi ma non parla solo di questo: parla anche dell’umanità, degli oppressi, degli ultimi e della lotta per raggiungere la propria libertà. Tra le grandi lezioni lasciate da Gillo Pontecorvo c’è, secondo il figlio Marco, una precisa idea di cinema: “La dittatura della verità”. “Mio padre ha cercato di trasformare La battaglia di Algeri quasi in un cinegiornale – racconta – utilizzando la macchina a mano, lavorando sulla pellicola e scegliendo soluzioni tecniche che potevano sembrare imperfezioni, ma che invece restituivano un senso di realtà”. “Una delle cose più difficili da perseguire – ha proseguito Marco Pontecorvo – è avere un punto di vista molto preciso e allo stesso tempo riuscire a mantenere un’oggettività, uno sguardo capace di comprendere la complessità della realtà”. In La battaglia di Algeri, Pontecorvo non rinuncia alla propria posizione, ma evita ogni semplificazione: “Fa lo sforzo di capire anche il punto di vista della controparte, senza dividere la realtà tra buoni e cattivi e senza perdere il proprio sguardo”.

Figlio di Gillo Pontecorvo, Marco Pontecorvo è regista e direttore della fotografia. Dopo una lunga esperienza dietro la macchina da presa come autore della fotografia in produzioni italiane e internazionali, ha esordito alla regia con Pa-ra-da (2008), presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, proseguendo poi il proprio percorso tra cinema e televisione.

La giornata di sabato 18 luglio di Umbria Film Festival si è aperta al Cinema Ed Lewis con l’incontro ‘Quando nasce uno sguardo. Il futuro prende forma’, dedicato al cortometraggio e alle nuove prospettive del racconto cinematografico. Alle 18.30 al Teatro San Fedele proseguirà AmarCorti, il concorso dedicato ai cortometraggi italiani, con il secondo programma delle opere in gara e il dibattito alla presenza dei registi. Alle 21.15 in Piazza Fortebraccio, per The Square: film sotto le stelle, l’omaggio a Gillo Pontecorvo con La battaglia di Algeri, alla presenza di Marco Pontecorvo. A seguire, Wtf Off: The Return – Between Chaos and Vertigo celebrerà il cinema quando sceglie di smarrire deliberatamente la strada più battuta: una raccolta di cortometraggi che trasforma l’elegante follia in linguaggio, dove il caos diventa forma e la vertigine apre inattese possibilità dello sguardo.