LA QUESTIONE POLITICA
La politica deve agire, deve programmare, deve aprire confronti, dibattiti, deve fare. Non basta amministrare, bisogna fare qualcosa in più. Quel qualcosa che oggi è urgente. E fare vuol dire avere una visione, vuol dire comprendere la società contemporanea; rifiutare la demagogia, le scorciatoie pericolose, le frasi fatte piene di vuoti significati. Ogni giorno le sentiamo ripetere, ma non portano a niente, creano solo odio, mentre abbiamo bisogno di pace e fratellanza. La democrazia è questa, è confronto, è dialettica. Con questi nostri ideali, sanciti dalla nostra Costituzione Antifascista, cerchiamo di portare avanti le nostre idee, perché esse possano affermarsi.
IL CENTRO STORICO DI TORGIANO
La crescita del paese, secondo i dati ISTAT, è arrivata dopo il 2001, passando da 5411 abitanti a 6479 nel 2009. Nel 1990 Torgiano era ancora sotto i 5000 abitanti. È indubbio che lo sviluppo del paese è dovuto ad un progetto che metteva in sinergia tradizione, economia e cultura. Con la nascita del Museo del Vino, la tradizione vinicola ha acquisito un ruolo culturale, riuscendo a promuovere il territorio e portando il nome di Torgiano in tutto il mondo. Si è affermato, così, quel filone enoturistico che tanto bene ha fatto alla crescita del paese. Le amministrazioni comunali hanno cavalcato questo filone, sia da un punto di vista di arredo urbano che culturale, come la manifestazione delle “Vaselle d’autore”. Anche l’associazionismo, in particolare le Pro-Loco di Torgiano e Brufa, con “I Vinarelli” e “Scultori a Brufa”, hanno contribuito notevolmente a questa crescita esponenziale. Certo è che l’espansione urbanistica ha contribuito notevolmente all’aumento demografico. Il primato di questa crescita spetta alla frazione di Brufa che da 270 abitanti nel 1991 e passata a 623 abitanti nel 2001 e a circa 700 nel 2009. Oggi ne conta 700 – 750. Quindi dei 1023 abitanti in più che oggi Torgiano registra, 500 vengono dalla frazione più grande del comune. Da notare è la sostenibilità ambientale e civile con la quale Brufa è cresciuta. Una sinergia, quindi, fra mondo istituzionale, economico-produttivo e associazionismo ha fatto da traino a questo periodo felice che Torgiano ha vissuto fra l’ultimo decennio del XX secolo ed il primo del nuovo millennio. Ma anche questa crescita ha il suo lato negativo: lo sviluppo edilizio avvenuto nelle campagne del comune ha finito per depauperare il centro storico del capoluogo, ma non è stata solo l’urbanizzazione periferica, che pure ha rispettato esigenze ambientalistiche e civili. A gravare sullo spopolamento dei centri urbani è stata anche una ristrutturazione capitalistica che a partire dagli anni ’80 ha trasformato radicalmente il tessuto sociale e le relazioni. Centri commerciali, deindustrializzazione, finanziarizzazione dell’economia hanno finito per colpire anche il nostro paese, ma non solo. Tutti i centri storici vivono la crisi che Torgiano sta vivendo. Quella rete commerciale che operava nel paese e che contribuiva ad unire la comunità è stata spazzata via. Oggi in pochissimi resistono, impensabile è riattivare esercizi commerciali che un tempo popolavano il paese. Per fermare questo inesorabile declino, dobbiamo avere idee coraggiose che premettano di portare gli abitanti a rivivere il proprio borgo, che resta uno dei “Più belli d’Italia”. Torgiano ha bisogno di una rivoluzione urbanistica, ha bisogno di infrastrutture, di ridisegnare un paese che possa permettere una crescita impostante come si è vista in quel periodo felice. Ma a questa progettazione dobbiamo abbinare un progetto culturale per dargli un’anima progressista, che, sempre partendo dalla tradizione, possa accompagnare questa nuova idea di Torgiano. Da questo punto di vista le associazioni possono e debbono dare il proprio contributo. È una sfida ambiziosa quella che ci poniamo, ma, se restiamo fermi e ci accontentiamo dell’ordinario vedremo Torgiano declinare lentamente giorno dopo giorno.
VIABILITA’
La strada provinciale, che percorre via Mazzini per poi proseguire in via Mario Angeloni, è l’arteria più importante del paese. Collega Torgiano con la E45 e raccoglie tutto il traffico che proviene sia da Bastia Umbra che da Bettona. Il traffico nelle ore di più intensità, a causa del semaforo dove si incrociano le 4 strade provinciali, è molto rallentato, e nei giorni in cui è chiusa l’uscita San Martino in Campo-Torgiano della E45, si crea una lunga coda fino all’ingresso del paese. Numerosi sono i mezzi pesanti che transitano, aggravando ancora di più il problema. A proposito si pensa di studiare una viabilità alternativa. L’idea è quella di un nuovo piano regolatore, che, ispirandosi ad un progetto degli anni ’90, preveda una nuova strada che eviti i passaggi nelle zone abitate del Comune di Torgiano. Il problema è urgente e approfondire lo studio del territorio per verificarne le effettive possibilità di realizzazione è un dovere della politica e di tutti. Il problema è molto sentito dalla cittadinanza, che giustamente pone delle domande alle quali si debbono dare delle risposte. Non è facile, ecco perché abbiamo bisogno di una vera e propria inchiesta. Ed è attraverso lo studio che si possono trovare soluzioni alle questioni più urgenti come queste. Ma partire da una posizione cosiddetta laica è obbligatorio, non si può anteporre l’idea e uniformare ad essa la realtà.
Serve uno spirito critico, e questo lo si può avere solo se continuiamo ad interrogarci, ma, allo stesso tempo, se abbiamo una visione della città. Per questo serve un surplus di politica, di quella vera, di quella che non si ferma alle apparenze, di quella che ripudia quella politicante, di quella che crede che la democrazia sia rispetto, confronto, uguaglianza.
IL CENTROSINISTRA DI TORGIANO














