{"id":1244,"date":"2025-04-10T19:03:33","date_gmt":"2025-04-10T19:03:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/?p=1244"},"modified":"2025-04-10T19:03:33","modified_gmt":"2025-04-10T19:03:33","slug":"i-pezzi-della-guerra-mondiale-nel-libro-di-piero-bevilacqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2025\/04\/10\/i-pezzi-della-guerra-mondiale-nel-libro-di-piero-bevilacqua\/","title":{"rendered":"I pezzi della guerra mondiale nel libro di Piero Bevilacqua"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di\u00a0<strong>Alessandro Scassellati<\/strong> &#8211; Viviamo in tempi cupi e turbolenti, tempi di guerre sanguinarie, atti di terrorismo, massacri di civili e tentativi di genocidio che gettano il mondo attuale in un caos, e, pi\u00f9 in generale, di una \u201cguerra mondiale a pezzi\u201d di cui ha parlato da tempo Papa Francesco. Dai media istituzionali e dai social media siamo bombardati quotidianamente di informazioni, in gran parte incomplete, false o manipolate, che non ci aiutano a comprendere quanto sta realmente accadendo nel mondo. Gran parte di noi \u00e8 spaesato, angosciato e scosso dal succedersi di eventi sempre pi\u00f9 catastrofici e violenti. Abbiamo difficolt\u00e0 a comprendere le interconnessioni tra questi eventi (la \u201cguerra mondiale a pezzi\u201d, appunto) o, irreparabilmente confusi e depressi, ci abbiamo rinunciato da tempo, desintonizzandoci dalla realt\u00e0 del mondo per rifugiarci nei nostri piccoli mondi, nelle nostre piccole routine e realt\u00e0 quotidiane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u2019altra parte, quando scoppia un conflitto militare, i media istituzionali presentano la storia come se iniziasse allora e ignorano tutto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto prima. Il risultato \u00e8 quello di concentrarsi sul conflitto immediato e ignorare le cause, rendendo molto difficile una comprensione e una soluzione del conflitto stesso. Nei tre anni di guerra in Ucraina, i media istituzionali si sono schierati e hanno dimostrato di essere una efficiente \u201cmacchina da guerra\u201d, di saper costruire una prigione in cui hanno rinchiuso le opinioni pubbliche \u2013 i cittadini e le \u00e9lite politiche -, manipolando l\u2019informazione in un incessante lavoro di propaganda, di inganno e di falsificazione dei fatti e della realt\u00e0. Sembra che le regole della neutralit\u00e0 dell\u2019informazione sui fatti non si applichino quando si tratta di guerra (soprattutto quando \u00e8 combattuta da quelli che vengono considerati dei \u201cnostri amici\u201d) e spesso asserzioni del tutto discutibili (e non adeguatamente verificate) sono state riportate come dati di fatto. \u00c8 prevalsa l\u2019idea di quanto non sia importante ascoltare le voci scettiche e tener distinta la ricerca dei fatti dalla linea editoriale. Per questo tutti coloro \u2013 semplici cittadini e intellettuali \u2013 che amano la pace e che in Italia sono legati al principio dell\u2019articolo 11 della Costituzione (\u201cl\u2019Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libert\u00e0 degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali\u2026\u201d) sono stati prontamente etichettati come \u201cputiniani\u201d, visti come potenziali traditori dell\u2019Europa e dell\u2019Occidente. Non importa quanto solide fossero (e siano) le loro argomentazioni, sono stati delegittimati come indegni di considerazione e relegati ai margini del dibattito pubblico, di fatto impedendo loro di manifestare la libert\u00e0 di pensiero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo storico Piero Bevilacqua con il suo ultimo libro, \u00abLa guerra mondiale a pezzi e la disfatta dell\u2019Unione Europea\u00bb (Castelvecchi, Roma 2025), vuole \u201cmarxianamente\u201d andare \u201calla radice delle cose\u201d, per cui si assume il lodevole e necessario compito di darci una mano ad aprire i nostri occhi e a capire. Vuole \u201cfornire all\u2019opinione pubblica un quadro sintetico [di circa 200 pagine] che l\u2019aiuti, con la comprensione, a superare l\u2019angoscia generata dall\u2019oscurit\u00e0 delle minacce incombenti\u201d (pag. 10). Sostiene giustamente che ormai esiste un\u2019ampia letteratura analitica e storica di specialisti e che quindi c\u2019\u00e8 un patrimonio di conoscenze che consente \u201cdi spazzare via la montagna di menzogne eretta in questi anni con paziente servilismo e stupefacente malafede dai media dell\u2019Occidente\u201d<sup><a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#footnote_0_40222\">1<\/a><\/sup>&nbsp;che \u201ctendono a confondere o a cancellare le responsabilit\u00e0 dei protagonisti [\u2026] sicch\u00e9 la guerra appare una sventura metafisica, un flagello biblico che si ripete\u201d (pag. 10). La narrativa prevalente \u2013 articolata in Italia da editorialisti come Paolo Mieli, Ezio Mauro, Ernesto Galli Della Loggia e Federico Rampini, spesso artatamente presentati anche come storici \u2013 \u00e8 pervasa da \u201cun cinismo razzista\u201d che secondo Bevilacqua \u201c\u00e8 per noi europei un segnale drammatico di uno scadimento di civilt\u00e0, di una caduta di senso umano di piet\u00e0 in un abisso di cui non si vede il fondo\u201d (pag. 11). Per questo invita ciascuno di noi ad adottare il pensiero critico (identificare i pregiudizi e valutare le argomentazioni) e a compiere \u201cuno sforzo supplementare di studio e di analisi, di ricognizione storica, fuori dal proprio specialismo\u201d (pag. 149), o almeno di informazione presso fonti giornalistiche indipendenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella sua ricostruzione del quadro storico, Bevilacqua sistematizza ed organizza una ricchissima quantit\u00e0 di informazioni e di analisi, utilizzando fonti di prima mano e testi di autorevoli ricercatori e analisti italiani ed internazionali. Concentra la sua analisi solo su due conflitti (dei 56 in corso nel mondo) \u2013 quello in Ucraina e quello in Palestina \u2013 ma, seguendo l\u2019economista-politico Emiliano Brancaccio<sup><a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#footnote_1_40222\">2<\/a><\/sup>, sostiene che questi, come tanti altri, fanno parte di un conflitto globale capitalista, incentrato sulle convulsioni dell\u2019impero americano ormai da tempo in declino. Con la globalizzazione dispiegata ha perso la supremazia economica, per cui dalla crisi finanziaria del 2008 gli Stati Uniti innalzano barriere commerciali sempre pi\u00f9 alte contro paesi competitori e sussidiano le aziende industriali. Un impero gestito da una \u201cdemocrazia oligarchica\u201d (con una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 finanziarizzata e disuguale, con milioni di poveri abbandonati a se stessi, una classe lavoratrice con salari stagnanti da decenni e il record del numero dei carcerati) che per\u00f2 negli ultimi decenni \u00e8 stata ancora capace (con circa 800 basi militari in 80 paesi) di assestare colpi micidiali in giro per il mondo, soprattutto nei paesi del Sud globale, con interventi diretti di intelligence, di disinformazione, militari ed economici (come dazi, sabotaggi commerciali e finanziari, finanziamenti segreti, sanzioni ed embarghi) o indiretti (le guerre per procura combattute da alleati e vassalli). Bevilacqua nota amaramente che \u201cin qualunque angolo del mondo un Paese progetti uno sviluppo nazionale autonomo non ha scelte: o si sottomette alla \u2018protezione\u2019 degli Stati Uniti o deve temere un rovesciamento del proprio governo da parte delle amministrazioni americane\u201d (pag. 9).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo dedica un intero capitolo all\u2019anticomunismo (e poi al perseguimento della democrazia) come&nbsp;<em>instrumentum regni<\/em>&nbsp;dell\u2019impero (pp. 54-74) sia nella politica interna come arma di controllo sociale (il maccartismo e il \u201cdeep State\u201d del patriottismo, della sicurezza nazionale e del complesso militare-industriale) sia nella politica estera come mezzo per imporre e mantenere il proprio dominio dentro e fuori della propria sfera di influenza stabilita a Yalta nel 1945 (l\u2019anti-sovietismo della Guerra Fredda, le operazioni, spesso segrete, di destabilizzazione contro governi, leader e movimenti politici, pi\u00f9 spesso nazionalisti che genuinamente comunisti, in tantissimi paesi, dall\u2019Iran al Guatemala, dall\u2019Indonesia a Cuba, dal Vietnam al Brasile, dal Ghana al Cile, dalla ex Jugoslavia all\u2019Afghanistan, dall\u2019Iraq alla Libia, dalla Siria all\u2019Ucraina). A questo proposito, Bevilacqua cita \u201cIl libro nero degli Stati Uniti\u201d di William Blum (Fazi, Roma 2003) e \u201cIl metodo Giacarta. La crociata anticomunista di Washington e il programma di omicidi di massa che hanno plasmato il nostro mondo\u201d di Vincent Bevins (Einaudi, Torino 2021) che insieme documentano fatti e vicende legati all\u2019esercizio di un potere imperiale che \u00e8 stato \u201cper ottant\u2019anni una pratica criminale a livello planetario\u201d, \u201cfondata sulla violazione sistematica del diritto internazionale\u201d (pag. 68) e in perfetta continuit\u00e0 \u2013 per i metodi violenti e sanguinari di sterminio utilizzati contro le popolazioni civili del Sud del mondo \u2013 con le fasi terminali dei grandi imperi coloniali di Gran Bretagna e Francia, crollati (anche sotto la spinta, seppure ambivalente, della politica estera statunitense<sup><a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#footnote_2_40222\">3<\/a><\/sup>) nel secondo dopoguerra<sup><a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#footnote_3_40222\">4<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La posta in gioco della \u201cguerra mondiale a pezzi\u201d riguarda il dominio planetario del dollaro, moneta di riserva e mezzo di pagamento mondiale delle materie prime, che consente agli Stati Uniti (con solo il 4% degli abitanti della Terra) di avere un debito pubblico federale di 31 mila miliardi di dollari, pari a oltre il 122% del PIL, e quindi di vivere al di sopra delle proprie possibilit\u00e0 (consumando molto pi\u00f9 di quanto producono). Ciclicamente espongono i paesi del resto del mondo, soprattutto quelli poveri del Sud del mondo, a shock valutari, risultanti dalla esplosione di bolle finanziarie speculative e dalla gestione dei tassi di interesse da parte della FED, che li destabilizzano ed impoveriscono ulteriormente. \u201cLa \u2018deriva dei continenti\u2019 che sembra oggi sommuovere la Terra sorge dal moto di placche tettoniche profonde, che sono gli interessi e i bisogni di nuove potenze economiche, di miliardi di persone, contrapposti al dominio degli Stati Uniti. Solo tenendo presente gli interessi planetari che ispirano la condotta dell\u2019impero americano, anche fenomeni tra loro geograficamente pi\u00f9 lontani, generati da attori e occasioni diversi, mostrano il loro legame profondo, l\u2019unit\u00e0 rovinosa di una medesima volont\u00e0 di dominio\u201d (pag. 8).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Bevilacqua, per ora sono proprio gli Stati Uniti che hanno maggiormente beneficiato dai mutamenti che si sono prodotti nello scenario globale negli ultimi tre anni \u2013 dalle fatidiche date del 24 febbraio 2022 e del 7 ottobre 2023 \u2013 le deflagrazioni in Ucraina e Palestina che in realt\u00e0 proseguono storie di conflitti decennali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla Palestina Bevilacqua dedica il capitolo \u201cLa Palestina dall\u2019apartheid al genocidio\u201d che ricostruisce la vicenda storica partendo dal Mandato britannico e dal \u201cterrorismo che ha costituito lo strumento, la modalit\u00e0 di lotta con cui i gruppi sionisti hanno fondato lo Stato d\u2019Israele\u201d, battendosi contro i britannici e i palestinesi (pp. 105-128). Nel Medio Oriente, Israele, l\u2019alleato di ferro degli Stati Uniti nella regione, che Bevilacqua definisce \u201cun progetto neocoloniale sotto l\u2019ispirazione dominante di un disegno teologico di pulizia etnica\u201d (pag. 116) guidato da classi dirigenti \u201cnel loro complesso animate da un razzismo spietato e senza piet\u00e0\u201d (pag. 122), con il supporto diretto degli Stati Uniti (che fornisce armi, tecnologie, appoggio finanziario e politico, disinformazione e propaganda), ha non solo distrutto Gaza (uccidendo pi\u00f9 di 50 mila civili, per due terzi donne e bambini), imposto la pulizia etnica in Cisgiordania e invaso il Libano, ma anche praticamente distrutto la rete di movimenti e gruppi politici appoggiati dall\u2019Iran (un nemico degli USA dalla rivoluzione khomeinista del 1979), creando le condizioni per un cambio di regime in Siria. Un\u2019operazione militare che \u201ccostituisce il piano ormai pienamente dispiegato con cui da quasi un secolo i sionisti perseguono il progetto del Grande Israele, dal Giordano al mare\u201d (pag. 121), attenendosi strettamente al libro biblico di Giosu\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La guerra in Ucraina \u00e8 stato un grandissimo colpo favorevole per gli Stati Uniti: ha indebolito la Russia, aumentato la dipendenza dell\u2019Europa occidentale dagli USA e favorito i produttori di armi statunitensi. La NATO, da loro voluta e comandata dal 1949<sup><a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#footnote_4_40222\">5<\/a><\/sup>, che Macron aveva definito in uno \u201cstato di morte cerebrale\u201d nel 2019, ha inglobato Finlandia e Svezia e si \u00e8 presentata come difensore dell\u2019Ucraina, un paese invaso, e come guardiano del diritto internazionale. L\u2019Unione Europea \u201csi \u00e8 spenta come comunit\u00e0 internazionale quando ha ceduto la gestione della politica estera a un\u2019organizzazione militare, la NATO\u201d (pag. 129), controllata dagli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano economico, poi, gli Stati Uniti sono stati i grandi vincitori. L\u2019aumento della produzione di armi da inviare in Ucraina, Israele e ai paesi europei della NATO, ha fornito un importante stimolo alla produzione industriale statunitense che ha consentito di evitare una recessione, anche se vi \u00e8 stato il temporaneo aumento dell\u2019inflazione causato dallo scoppio della guerra (e questo ha determinato la sconfitta della candidata democratica Kamala Harris alle elezioni presidenziali). Inoltre, gli Stati Uniti hanno guadagnato tagliando, attraverso le sanzioni, la dipendenza della Germania e dell\u2019Europa occidentale dall\u2019energia russa a basso costo, sostituita da energia molto pi\u00f9 costosa fornita dagli Stati Uniti. Oltre che a petrolio e gas, l\u2019Europa ha perso anche l\u2019accesso a tante altre materie prime strategiche russe (ferro, uranio, nichel, terre rare, suoli fertili, acque, sterminate foreste). Ci\u00f2 ha ridotto gli standard di vita, indebolito la competitivit\u00e0 manifatturiera, mandando in frantumi il modello di sviluppo tedesco (da oltre due anni la Germania \u00e8 in recessione), e contribuito a un\u2019inflazione europea pi\u00f9 elevata, per cui oggi&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.spiegel.de\/wirtschaft\/erdgas-in-deutschland-80-prozent-teurer-als-vor-russland-invasion-in-der-ukraine-a-47917d6b-eaa0-40f6-8682-1bee5a707f6f\">le famiglie tedesche pagano quasi l\u201980% in pi\u00f9 per il gas rispetto a prima dello scoppio della guerra in Ucraina<\/a>. L\u2019Unione Europea ha anche perso l\u2019enorme mercato russo in cui vendeva beni manifatturieri e agro-alimentari e che forniva anche opportunit\u00e0 di investimento e crescita. Inoltre, ha perso la spesa di lusso dell\u2019\u00e9lite russa (gli oligarchi). Questa combinazione aiuta a spiegare l\u2019economia stagnante dell\u2019Unione Europea, per cui il futuro economico del blocco \u00e8 stato notevolmente compromesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La sconfitta dell\u2019Unione Europea<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Unione Europea \u00e8 stata \u201cla grande perdente, per vilt\u00e0 e pochezza dei suoi governanti\u201d (pag. 11) che non hanno impedito la guerra in Ucraina, schierandosi in sede NATO contro l\u2019espansione a est dell\u2019Alleanza e l\u2019inclusione dell\u2019Ucraina nei suoi ranghi. \u201cNon si sono mossi, [\u2026] hanno detto no ai tentativi della diplomazia russa di coinvolgerli in una soluzione pacifica della guerra civile in corso nel Donbass [\u2026] hanno ubbidito alle richieste degli Stati Uniti sapendo con tutta evidenza di fare scelte che danneggiavano gravemente i propri Paesi\u201d (pag. 133). Bevilacqua parla di \u201dmiseria servile della politica europea\u201d (pag. 134). Negli ultimi ottanta anni, l\u2019Europa \u00e8 stata priva di una visione indipendente di politica estera (se si eccettua l\u2019Ostpolitik tedesca intrapresa negli anni \u201960 e \u201970 e ora condannata). Invece, si \u00e8 arresa alla leadership degli Stati Uniti, riempiendo il suo apparato militare e di politica estera di persone con una prospettiva favorevole agli Stati Uniti. Tale resa si estese anche alla societ\u00e0 civile d\u2019\u00e9lite (ad esempio, think tank, universit\u00e0 d\u2019\u00e9lite e media tradizionali), e anche il complesso militare-industriale europeo e i leader aziendali si unirono a loro nella speranza di rifornire l\u2019esercito statunitense e ottenere l\u2019accesso ai mercati statunitensi. Il risultato netto \u00e8 stato che il pensiero di politica estera dell\u2019Europa venne hackerato (ci ha pensato la NATO a guida statunitense) e l\u2019Europa si \u00e8 trasformata in un vassallo della politica estera degli Stati Uniti, una condizione che perdura ancora. Pertanto, non stupisce che l\u2019\u00e9lite europea si \u00e8 immediatamente allineata alla risposta degli Stati Uniti di Biden nel conflitto in Ucraina, nonostante gli enormi costi economici e sociali e nonostante il conflitto riguardasse l\u2019egemonia degli Stati Uniti e non la sicurezza europea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La resa dell\u2019Europa alla leadership degli Stati Uniti aiuta anche a spiegare la parallela e affrettata espansione verso est dell\u2019Unione Europea. Qualsiasi guadagno economico derivante dal commercio avrebbe potuto essere facilmente ottenuto tramite accordi di libero scambio, che avrebbero anche consentito alle aziende europee di sfruttare la manodopera a basso costo dell\u2019Europa orientale e centrale. Tuttavia, l\u2019espansione dell\u2019UE \u00e8 stata preferita, nonostante fosse enormemente costosa dal punto di vista finanziario e l\u2019Europa orientale non avesse una tradizione politica democratica condivisa. Questo perch\u00e9 l\u2019espansione ha bloccato i paesi in un\u2019orbita occidentale e ha schiacciato la Russia, completando cos\u00ec l\u2019espansione verso est della NATO.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mancanza di indipendenza in politica estera ha significato che l\u2019Unione Europea ha sostenuto volentieri l\u2019espansione verso est della NATO guidata dagli Stati Uniti dopo la Guerra Fredda. \u201cSiamo stati noi europei, insieme agli Stati Uniti, a bombardare Belgrado, a mandare soldati in Afghanistan, a massacrare il popolo iracheno, e poi quello libico, quello siriano, ora quello palestinese e libanese. La vulgata della \u2018brutale invasione russa\u2019 \u00e8 la pi\u00f9 stolida menzogna con cui l\u2019\u00e9lite politica europea e la stampa che la serve nascondono una scelta di aperto tradimento degli interessi nazionali e continentali europei a favore di un Paese straniero\u201d (pag. 134).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel corso del libro, Bevilacqua si interroga su che cosa ne sar\u00e0 dell\u2019UE (un\u2019area che invecchia, perde popolazione e si rifiuta di accogliere i migranti che \u201cvengono perlopi\u00f9 da Paesi che l\u2019Europa ha saccheggiato per secoli come proprie colonie, o ha destabilizzato di recente con le guerre promosse dalla NATO per affermare la&nbsp;<em>pax americana<\/em>\u201d, e che continua a mercificare e distruggere la natura attraverso una relazione estrattiva; pp. 135-139), su quale ruolo possa ancora avere per un assetto internazionale di pace e se si possa ancora ricomporre un fronte politico riformatore in Europa e in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il mancato crollo della Russia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Russia non \u00e8 crollata sotto il peso delle sanzioni, come invece sosteneva l\u2019intera stampa occidentale. Bevilacqua sottolinea come dopo un periodo iniziale di difficolt\u00e0 sia tornata a crescere a ritmi sostenuti. Il gruppo dirigente russo ha trasformato l\u2019isolamento dall\u2019Occidente (non certo da Cina, India e altri paesi BRICS+ e del Sud del mondo che non hanno applicato le sanzioni contro la Russia) \u201din occasione e leva per una dinamica riconversione dell\u2019economia. Poich\u00e9 la Russia non poteva pi\u00f9 comprare dalla Germania i prodotti industriali e tecnologici, o i beni alimentari dall\u2019Italia, in cambio di petrolio e gas, ha cominciato a produrseli in casa propria attraverso facilitazioni statali alle imprese private\u201d (pag. 14).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Bevilacqua, Vladimir Putin non \u00e8 il nuovo Adolf Hitler che personifica il male come sostenuto dai media istituzionali euro-americani (\u201cuna tecnica di delegittimazione per giustificare i&nbsp;<em>regime changes<\/em>&nbsp;messi in atto dagli Stati Uniti nei vari angoli del mondo\u201d; pag. 76)<sup><a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#footnote_5_40222\">6<\/a><\/sup>. Piuttosto, seguendo&nbsp;<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-sconfitta-delloccidente-nichilista-la-profezia-di-emmanuel-todd\/\">Emmanuel Todd<\/a>, lo considera il leader di \u201cuna democrazia autoritaria\u201d che tiene conto degli interessi delle masse popolari. Riconosce a Putin \u201cla sua dimensione di statista\u201d (pag. 76), attribuendogli il merito di aver tratto la Russia fuori dal decennio di umiliazioni, anarchia, insicurezza, fallimento economico e povert\u00e0 di massa di Yeltsin, ricostituendo il potere dello Stato centrale (vis-\u00e0-vis quello degli oligarchi, del terrorismo nelle regioni del Caucaso e della corruzione dilagante nelle istituzioni) e un assetto economico capitalistico che non \u00e8 certo solo fatto di un\u2019economia di guerra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, la Russia ha cementato la sua alleanza strategica con la Cina, il grande avversario economico e geopolitico degli Stati Uniti. \u201cI due Paesi hanno economie complementari. La Russia \u00e8 uno sterminato deposito di materie prime, che ha uno sbocco commerciale naturale in Cina, reso possibile da infrastrutture di trasporto via terra sicure (ferrovie, oleodotti, gasdotti). Ma il Paese russo possiede know-how militare che alla Cina diventa sempre pi\u00f9 necessario man mano che gli Stati Uniti innalzano il livello delle minacce. Mentre all\u2019immensa popolazione cinese pu\u00f2 offrire i prodotti della sua agricoltura. Dunque la Cina ha sostituito in buona parte l\u2019Occidente per tanti prodotti fondamentali mentre ha allargato alla Russia l\u2019esportazione dei propri beni a buon mercato e la propria avanzatissima tecnologia\u201d (pag. 16).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Russia e Cina sono anche i due paesi guida dei BRICS+ che puntano a dare vita ad un nuovo ordine mondiale multilaterale, meno iniquo dell\u2019attuale ordine unilaterale (plasmato e dominato dagli USA), pacifico, paritario e basato sulla reciproca cooperazione economica. In sostanza, Russia e Cina hanno dato vita ad un\u2019alleanza strategica che avrebbe portato Xi Jinping, incontrando Putin, ad affermare: \u201cSiamo di fronte al pi\u00f9 profondo mutamento degli ultimi 500 anni [la lunga storia del colonialismo euro-occidentale] e siamo noi a guidarlo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le responsabilit\u00e0 della guerra in Ucraina<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per ricostruire un quadro storico ed interpretativo della guerra tra Russia e Ucraina, Bevilacqua utilizza i lavori di analisti come Emmanuel Todd, Jacques Baud, Bruno Drweski, Elena Basile, Benjamin Abelow, Alberto Brandanini e altri. La ricostruzione \u00e8 di \u201clunga durata\u201d e parte dalla caduta del Muro di Berlino nel 1989 e dal crollo dell\u2019Unione Sovietica nel 1991. La sua tesi, suffragata da fonti e dati, \u00e8 che gli Stati Uniti hanno agito in Ucraina con l\u2019intenzione di bloccare lo sviluppo economico dei paesi euroasiatici, ossia per cercare di evitare la saldatura tra l\u2019Europa occidentale, la Russia, l\u2019Asia centrale e la Cina. Bevilacqua cita Bruno Drweski<sup><a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#footnote_6_40222\">7<\/a><\/sup>&nbsp;che afferma: \u201cse i confini fossero aperti, gli Stati Uniti diventerebbero una potenza periferica rispetto all\u2019Asia e all\u2019Europa. Quindi Russia, Ucraina, Bielorussia, Iran e Turchia sono territori chiave per il futuro del mondo, dove \u00e8 in gioco l\u2019equilibrio di potere tra gli Stati Uniti e i suoi alleati occidentali e la Cina con i Paesi del Sud del mondo\u201d (pag. 31).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo obiettivo si \u00e8 intrecciato con la \u201cdottrina unipolare\u201d dei neoconservatori statunitensi che ha cercato di creare un nuovo ordine mondiale unipolare in cui gli Stati Uniti sarebbero stati egemoni e nessun paese avrebbe potuto sfidarli, come aveva fatto l\u2019Unione Sovietica<sup><a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#footnote_7_40222\">8<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 ha comportato \u201cil tradimento americano\u201d di Gorbachev che auspicava la creazione di \u201cuna casa comune europea\u201d da Vladivostok a Lisbona e che aveva raggiunto accordi informali con i governanti euro-americani (il presidente George H.W. Bush, il cancelliere tedesco Helmuth Khol e il segretario generale della NATO Manfred W\u00f6rner, tra gli altri) in base ai quali \u2013 dal momento che si abbatteva il Muro di Berlino e l\u2019ex Germania comunista veniva assorbita dalla Germania occidentale, finendo nella sfera di influenza della NATO \u2013 l\u2019Alleanza Atlantica non si sarebbe estesa verso l\u2019Europa orientale. Il \u201cpatto d\u2019onore\u201d venne ben presto violato dagli Stati Uniti con l\u2019espansione ad est della NATO, sostenuta volentieri dall\u2019Unione Europea. Le implicazioni aggressive e pericolose erano state notate da George Kennan, autore della dottrina del contenimento della Guerra Fredda, in&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/1997\/02\/05\/opinion\/a-fateful-error.html\">un editoriale del New York Times del 1997<\/a>&nbsp;intitolato \u201cUn errore fatale\u201d. Ma per i neoconservatori statunitensi, l\u2019espansione della NATO era facilmente comprensibile. La Russia non era stata sconfitta militarmente e costretta ad arrendersi incondizionatamente (come la Germania e il Giappone), e i neoconservatori la consideravano una minaccia continua all\u2019egemonia globale degli Stati Uniti, in un proseguimento della Guerra Fredda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019espansione della NATO ad est ha rafforzato la posizione militare e geopolitica degli Stati Uniti e indebolito quella della Russia. Secondo il piano generale delineato dall\u2019ex consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Zbigniew Brzezinski<sup><a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#footnote_8_40222\">9<\/a><\/sup>, ci\u00f2 comportava un processo in tre fasi. Il primo passo fu l\u2019espansione verso est della NATO per includere gli ex paesi del Patto di Varsavia (nel 1999 Ungheria, Cecoslovacchia e Polonia; nel 2004 Bulgaria, Lettonia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Romania, Lituania ed Estonia; nel 2009 Albania e Croazia; nel 2017 Montenegro e nel 2019 Macedonia del Nord). Il secondo passo era un\u2019ulteriore espansione della NATO per includere le ex repubbliche sovietiche (Ucraina e Georgia con il Memorandum di Bucarest del 2008 e poi anche la Bielorussia). Il terzo passo avrebbe completato il processo frazionando la Russia in una miriade di piccoli Stati su base etnica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda l\u2019Ucraina, Bevilacqua ricostruisce dettagliatamente i fatti storici, dalle elezioni del 2004 vinte dal filorusso Viktor Yanukovyc e che portano alla prima piazza Maidan, la rivoluzione arancione, \u201cfomentata, preparata e finanziata dagli Stati Uniti che fanno leva sull\u2019animosit\u00e0 antisovietica e antirussa delle regioni occidentali\u201d (pag. 39). Dopo un mese, la Corte Suprema annulla il risultato elettorale e indice nuove elezioni che questa volta vengono vinte dal candidato filo-occidentale Viktor Yushchenko che avvia quel processo che i russi hanno definito della \u201cnazificazione\u201d dell\u2019Ucraina, con leader politici russofobi di estrema destra e apertamente nazisti che assumono posizioni istituzionali di responsabilit\u00e0 nel governo del paese e la riabilitazione come eroe nazionale del fascista ucraino collaborazionista nazista Stepan Bandera che aveva contribuito ai massacri degli ebrei ucraini e polacchi<sup><a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#footnote_9_40222\">10<\/a><\/sup>. Poi, nel 2010 Yanukovyc vince nettamente le elezioni e privilegia il sostegno della Russia. \u201cQuesta scelta fa accelerare all\u2019interno dell\u2019amministrazione americana il progetto di&nbsp;<em>regime change<\/em>, una guerra civile destinata a rovesciare il presidente filorusso\u201d (pag. 41). Una vicenda che porta al colpo di Stato del 2014, orchestrato dalla vice del ministro degli esteri statunitense John Kerry, con delega speciale per l\u2019Eurasia, Victoria Nuland<sup><a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#footnote_10_40222\">11<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Yanukovyc viene deposto e costretto ad abbandonare il paese. Al suo posto viene nominato Petro Poroshenko e da qui in avanti scatta in grande stile una campagna per uccidere gli ucraini filo-russi e russofoni come anche filo-romeni, filo-ungheresi e pro-Tatari. A due mesi dal colpo di Stato, nel marzo 2014, i cittadini russi della Crimea, che costituiscono il 98% della popolazione, decidono, con un referendum indetto dal parlamento della Repubblica (vinto con il 97%), la reintegrazione nella Federazione russa. Un passo che ha provocato la reazione di Kiev e di gruppi nazionalisti ucraini di destra, con aggressioni, scontri armati ed eccidi (come quello della Casa del sindacato di Odessa con decine di morti) della popolazione russofona. Anche le province di Luhansk e Doneck, il cosiddetto Donbass, scelsero la strada del referendum, ma \u201ci risultati del referendum non poterono neppure essere presi in esame perch\u00e9 arriv\u00f2 l\u2019esercito e prese a bombardare la popolazione\u201d (pag. 44), uccidendo e ferendo circa 14 mila persone. A protezione dei civili intervenne l\u2019esercito russo e Mosca invi\u00f2 armi ai ribelli. Nel 2015 si stila un accordo a Minsk, mediato da Francia e Germania e approvato con una risoluzione dal Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU, che prevede un cessate il fuoco tra le parti, una relativa autonomia della regione (sul modello del Sud Tirolo) e punti di garanzia reciproca e di equilibrio tra Ucraina e Russia che avrebbero dovuto normalizzare la situazione in Ucraina, scongiurando un allargamento del conflitto. Com\u2019\u00e8 noto, nel 2022, sul quotidiano tedesco Die Zeit, Angela Merkel, ha rivelato apertamente che quegli accordi erano una finzione, perch\u00e9 servivano a \u201cdar tempo all\u2019Ucraina di armarsi\u201d. Ammissione, poi confermata anche dall\u2019ex presidente della Repubblica francese, Fran\u04abois Hollande. Infatti, n\u00e9 Poroshenko n\u00e9 Zelensky, a lui succeduto, lo hanno mai messo in atto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Subito dopo il colpo di Stato del 2014, il nuovo governo ucraino ha annunciato pubblicamente che l\u2019Ucraina avrebbe chiesto di essere accolta nella NATO, mentre nel 2017 il parlamento di Kiev ha votato una legge che stabiliva l\u2019ingresso nella NATO come priorit\u00e0 per la politica estera ucraina. Il 17 febbraio 2019 il parlamento approva dei cambiamenti alla Costituzione per proseguire l\u2019iter e conferma il percorso verso l\u2019ingresso nell\u2019Unione Europea e nella NATO. Nel giugno 2021, in un summit a Bruxelles, i vertici della NATO confermano pubblicamente che il paese viene inserito nella procedura di adesione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso tempo, nel 2019 l\u2019amministrazione Trump decide di ritirarsi unilateralmente dal trattato sui missili nucleari a raggio intermedio, accrescendo la vulnerabilit\u00e0 russa a un primo attacco statunitense. Missili che ora potevano essere piazzati sulle rampe di lancio di Polonia, Estonia e altri paesi atlantici intorno alla Russia. Inoltre, sempre nel 2019, il think-tank filo-Pentagono, la Rand Corporation, pubblica il rapporto&nbsp;<em>Overextending and unbalancig Russia<\/em>&nbsp;(Sovraccariccare e destabilizzare la Russia) che racconta che dal 2014 gli USA stanno armando l\u2019Ucraina e definisce le possibili mosse a tutto campo anti-russe degli Stati Uniti: fornire armi letali all\u2019Ucraina, riprendere il sostegno dei ribelli siriani, promuovere un cambio di regime in Bielorussia, sfruttare le tensione armene e azere, intensificare l\u2019attenzione all\u2019Asia centrale e isolare la Transnistria. Il rapporto \u00e8 \u201cun piano completo in tutti i suoi aspetti, militari, politici, economici, finanziari, giuridici, propagandistici, che punta deliberatamente al crollo della Russia per determinare la scomposizione dell\u2019intera Federazione in una miriade di Stati autonomi\u201d (pag. 47).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tutti questi anni, sono rimaste inascoltate le preoccupazioni reiteratamente espresse dai russi riguardo all\u2019espansione a est della NATO. Putin, in occasione della 43\u1d43 Conferenza di Monaco sulla sicurezza (10 febbraio 2007), aveva invocato un nuovo ordine mondiale che non minacciasse i confini della Russia. Negli anni successivi si \u00e8 rivolto spesso all\u2019opinione pubblica internazionale, soprattutto agli europei, con continue accorate esortazioni. Nella conferenza stampa del 23 dicembre 2021 aveva affermato: \u201cAbbiamo chiaramente detto che ogni ulteriore movimento della NATO verso est \u00e8 inaccettabile. Non c\u2019\u00e8 niente di poco chiaro, al riguardo. Noi non stiamo mettendo i nostri missili ai confini degli USA, mentre gli USA stanno piazzando i loro missili vicino a casa nostra. Stiamo chiedendo troppo? Cosa c\u2019\u00e8 di strano in questo?\u201d. Ma il processo di inserimento dell\u2019Ucraina nella NATO non si \u00e8 fermato. A vuoto \u00e8 andato anche l\u2019ultimo appello di Putin alla vigilia dell\u2019invasione dell\u2019Ucraina, l\u20198 febbraio 2022: \u201cLo voglio sottolineare ancora una volta [\u2026] che finalmente mi ascoltiate e lo comunichiate al vostro pubblico su stampa, tv, internet. Vi rendete conto che se l\u2019Ucraina entra nella NATO e cerca di riprendersi la Crimea per via militare, si troveranno automaticamente coinvolti in un conflitto militare con la Russia? Non ci saranno vincitori\u201d. La richiesta fondamentale di Putin, il leader di un paese da anni accerchiato dall\u2019Occidente, era che l\u2019Ucraina rimanesse un paese neutrale (non entrasse nella NATO), ma venne sdegnosamente rifiutata da Zelensky e soprattutto da Biden, per cui la Russia correva il rischio che missili balistici con testata atomica venissero collocati ai propri confini. Poi, il 24 febbraio 2022 l\u2019esercito russo attraversa i confini dell\u2019Ucraina, dando avvio all\u2019\u201doperazione militare speciale\u201d, mentre \u201cgli ucraini, che dal 2014 avevano scatenato una guerra contro l\u2019elemento russofono nelle regioni orientali, vengono trasformati in protagonisti di una resistenza patriottica, difensori dell\u2019integrit\u00e0 del proprio Paese, l\u2019argine della democrazia europea contro il brutale imperialismo russo\u201d (pag. 100).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La fuga dalla realt\u00e0 dell\u2019establishment europeo e la morte dell\u2019Unione Europea<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per oltre tre anni, un leader europeo dopo l\u2019altro ha affermato la necessit\u00e0 di perseguire la \u201cvittoria militare\u201d dell\u2019Ucraina, il che era irrealistico fin dall\u2019inizio<sup><a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#footnote_11_40222\">12<\/a><\/sup>. L\u2019incapacit\u00e0 degli Stati europei di prendere serie iniziative diplomatiche per un cessate il fuoco sta ora costando caro. Ma invece di imparare dalla debacle, ora che Trump ha preso atto della sconfitta sul campo dell\u2019esercito ucraino e sta prendendo unilateralmente l\u2019iniziativa di negoziare direttamente con la Russia<sup><a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#footnote_12_40222\">13<\/a><\/sup>, parti dell\u2019establishment europeo vogliono rafforzare la strategia fallita, prolungando la guerra a ogni costo<sup><a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#footnote_13_40222\">14<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli europei sostengono che l\u2019America di Trump non sta negoziando una pace \u201cgiusta\u201d (in sostanza, la sconfitta della Russia) ma una resa, una capitolazione dell\u2019Ucraina perch\u00e9 accoglierebbe le richieste di Putin: l\u2019Ucraina deve adottare uno status neutrale, riconoscere l\u2019annessione da parte della Russia della Crimea e delle quattro regioni parzialmente occupate nel sud-est, ridurre drasticamente le sue capacit\u00e0 militari, cessare ogni cooperazione militare con la NATO e i suoi Stati membri, per cui ha insistito sul fatto che la presenza di truppe occidentali come peacekeeper sarebbe inaccettabile, e impedire ai \u201cnazionalisti ucraini\u201d di partecipare alla vita politica. Questo anche se per ora Trump sta negoziando un cessate il fuoco (che Putin ha gi\u00e0 detto non accetter\u00e0 mai) e non ancora la pace<sup><a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#footnote_14_40222\">15<\/a><\/sup>. I governanti dei paesi dell\u2019Unione Europea non vogliono assumersi le loro responsabilit\u00e0 della loro sconfitta e di quella dell\u2019Ucraina, le cui popolazioni e forze armate sono state utilizzate come \u201ccarne da cannone\u201d per una guerra contro la Russia che non sarebbe mai dovuta cominciare se solo si fosse dato ascolto alle preoccupazioni reiteratamente espresse dai russi riguardo all\u2019espansione a est della NATO.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli stessi leader politici ed istituzionali che ieri sostenevano che la vittoria su Mosca era imminente, oggi affermano che Mosca potrebbe essere \u201csulla Grand Place di Bruxelles domani\u201d o addirittura a Lisbona a meno che non ci riarmiamo urgentemente. L\u2019argomentazione \u00e8 che la potenza della Russia rappresenta una minaccia esistenziale per l\u2019Europa centrale e orientale, il che conferisce credibilit\u00e0 all\u2019accusa di espansionismo (o imperialismo) russo. Non esiste algebra che possa confutarla, ma i risultati sul campo di battaglia (con le manifeste difficolt\u00e0 russe ad avanzare speditamente attraverso la linea del fronte ucraino) suggeriscono il contrario. Lo stesso vale per una valutazione della base economica della Russia, che \u00e8 piccola rispetto a quella dei paesi NATO (il PIL della Russia non \u00e8 pi\u00f9 grande di quello del Benelux \u2013 Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo messi insieme), e, come giustamente nota Bevilacqua, la Russia ha anche una popolazione in declino e che invecchia per cui non riesce neanche a popolare adeguatamente (con circa 144 milioni di abitanti) gli oltre 17 milioni di chilometri quadrati russi (l\u2019Unione Europea ha 449 milioni di abitanti in 4 milioni e 233 mila kmq).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019espansione verso est della NATO e dell\u2019UE ha significato che queste istituzioni ora includono paesi \u2013 ad esempio, la Polonia e le repubbliche baltiche \u2013 con una profonda e attiva animosit\u00e0 verso la Russia, il che li rende accaniti sostenitori del bellicismo militarista. All\u2019interno della NATO, anche prima dell\u2019intervento militare della Russia in Ucraina, la Polonia ha accolto con favore lo stazionamento di strutture missilistiche statunitensi che potenzialmente rappresentano una grave minaccia per la sicurezza nazionale russa. Allo stesso modo, e prima dell\u2019intervento in Ucraina, le Repubbliche baltiche hanno sostenuto con insistenza lo stazionamento di maggiori forze NATO sul loro territorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda l\u2019UE, ha nominato intenzionalmente, via accordi intergovernativi con ratifica del parlamento europeo, dei russofobi in posizioni di responsabilit\u00e0 istituzionale come la presidente della Commissione Ursula von der Leyen che ora, oltre a promuovere il riarmo di uno dei continenti&nbsp;<a href=\"https:\/\/volerelaluna.it\/economie\/2025\/03\/31\/leconomia-di-guerra-non-salvera-il-capitalismo-europeo\/\">pi\u00f9 armati al mondo<\/a>&nbsp;in funzione anti-russa<sup><a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#footnote_15_40222\">16<\/a><\/sup>, auspica di trasformare l\u2019Ucraina in un \u201cporcospino d\u2019acciaio\u201d super armato di droni e missili a lungo raggio. La nomina pi\u00f9 recente in tal senso \u00e8 quella dell\u2019estremista nazionalista estone Kaja Kallas, a cui \u00e8 stata affidata la responsabilit\u00e0 degli affari esteri e della politica di sicurezza dell\u2019UE.&nbsp;<a href=\"https:\/\/theowp.org\/incoming-eu-foreign-minister-approves-of-breaking-russia-into-smaller-states\/\">Kallas ha apertamente auspicato la frammentazione della Russia<\/a>&nbsp;in decine di Stati etnici ed \u00e8 stata&nbsp;<a href=\"https:\/\/news.err.ee\/1609252482\/prime-minister-red-monuments-legislation-must-move-forward\">una fervente sostenitrice delle politiche anti-etniche russe<\/a>&nbsp;quando era primo ministro dell\u2019Estonia. A fianco alla Kallas poi c\u2019\u00e8 il lituano Andrius Kubilius, commissario per la Difesa e lo Spazio, un nuovo ruolo istituzionale che ha sostituito quello degli Affari Sociali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sia il presidente Macron che il primo ministro Starmer stanno ora parlando di inviare unilateralmente forze militari francesi e britanniche in Ucraina (una \u201cforza di rassicurazione\u201d). Ci\u00f2 promette di intensificare massicciamente il conflitto e riecheggia la stupidit\u00e0 degli eventi che hanno portato l\u2019Europa alla prima guerra mondiale.&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/articles\/c9vygkzkkrvo\">Il governo laburista di Starmer sta parlando di una \u201ccoalizione dei volenterosi\u201d<\/a>, apparentemente ignaro del fatto che il linguaggio si riferisce all\u2019invasione illegale dell\u2019Iraq guidata dagli Stati Uniti nel 2003 alla quale Germania e Francia si rifiutarono di partecipare (uno dei rari casi di contrasto tra gli Stati Uniti e una parte dei loro alleati europei e per questo etichettati come la \u201cvecchia Europa\u201d).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo l\u2019Unione Europea, con la benedizione dell\u2019establishment politico europeo, per garantire la sicurezza e la deterrenza in una NATO e in un\u2019Europa post-americana (caratterizzata dal disimpegno statunitense motivato da ragioni finanziarie e geo-strategiche: liberare risorse per impiegarle in Asia, in funzione anti-cinese), sta spingendo per un enorme&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2025\/mar\/04\/eu-plan-to-bolster-europes-defences-could-raise-800bn-for-ukraine\">piano di spesa militare da 800 miliardi di euro<\/a>&nbsp;del&nbsp;<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/en\/ip_25_793\">ReArm Europe<\/a>&nbsp;(o \u201cReadiness 2030\u201d) che sar\u00e0 finanziato (almeno in parte, per 150 miliardi) tramite obbligazioni (debito comune) con l\u2019obiettivo di contrastare due \u201cnemici strategici\u201d, Russia e Cina (oltre a Corea del Nord, Iran e paesi imprecisati dell\u2019Africa). Una scelta che non \u00e8 stata votata dal parlamento UE ma che \u00e8 stata decisa con una richiesta di spesa dirottata da altre direzioni come coesione e sviluppo regionale, welfare e infrastrutture. La facilit\u00e0 con cui quel denaro \u00e8 stato presentato la dice lunga sul carattere dell\u2019UE. Il denaro per il \u201c<a href=\"http:\/\/www.laboratorio-21.it\/il-riarmo-ue-tra-indipendenza-dagli-usa-e-keynesismo-militare\/\">keynesismo militare<\/a>\u201d \u00e8 facilmente disponibile, ma il denaro per le esigenze della societ\u00e0 civile \u2013 servizi, welfare, sanit\u00e0, pensioni, reddito di cittadinanza, accoglienza e integrazione dei migranti, oltre a salari, lavoro e istituzioni locali \u2013 non \u00e8 mai disponibile per motivi di responsabilit\u00e0 fiscale (l\u2019austerit\u00e0 imposta dal \u201cpatto di stabilit\u00e0 e crescita\u201d). Anche Gran Bretagna, Germania<sup><a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#footnote_16_40222\">17<\/a><\/sup>, Polonia (con una spesa militare pari al 4,7% del PIL per il 2025, gran parte destinata ad armi e sistemi di difesa missilistica americani), Danimarca e altri paesi hanno proposto una propria maggiore spesa militare. Invece, Francia, Italia, Portogallo e Spagna respingono il piano di difesa basato sul debito di Von der Leyen: chiedono di incrementare la spesa militare tramite sovvenzioni anzich\u00e9 prestiti europei (consentendo agli Stati membri di aumentare temporaneamente la spesa per la difesa dell\u20191,5% del PIL in quattro anni), per evitare di aumentare il loro gi\u00e0 elevato debito pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La svolta militare-keynesiana potr\u00e0 avere effetti macroeconomici positivi (\u201csgoccioler\u00e0\u201d una crescita economica, dopo due anni di stagnazione\/recessione) ed \u00e8 sostenuta dal complesso militare-industriale europeo (concentrato in Germania, Francia e Italia, oltre che in Gran Bretagna, con aziende come Rheinmetall, Dassault, Leonardo, BAE Systems) che ne trarr\u00e0 un grande beneficio. Tuttavia, produce armi, non burro. Peggio ancora, promette di bloccare un\u2019economia guidata dalla guerra che esaurisce lo spazio della politica fiscale, non lasciando spazio a una maggiore spesa pubblica per scienza e tecnologia, istruzione, sanit\u00e0, edilizia pubblica e infrastrutture, che sono ci\u00f2 che genera vera prosperit\u00e0. Il rischio \u00e8 che all\u2019aumentare del giro d\u2019affari dell\u2019industria bellica corrisponda una stagnazione sociale e una recessione economica generale. Inoltre, la svolta militare-keynesiana avr\u00e0 conseguenze politiche negative, poich\u00e9 rafforzer\u00e0 la posizione politica e il potere del complesso militare-industriale e di coloro che sostengono il militarismo. La celebrazione del militarismo si riversa anche nel pensiero degli elettori, promuovendo sviluppi politici reazionari pi\u00f9 ampi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi, l\u2019Unione Europea si trova di fronte a una situazione di disastro incombente nella quale non riesce a prendere la decisione giusta perch\u00e9 non si discute delle cose che veramente contano e che hanno a che fare con la realt\u00e0 reale e non con una realt\u00e0 immaginata (o immaginaria), in particolare con una visione manichea della realt\u00e0 che non ammette alternative, un \u201cpensiero unico\u201d dell\u2019establishment che postula e si illude che vi sia un consenso popolare (o quanto meno una passivit\u00e0) per le proprie folli posizioni militariste. Ridurre ulteriormente lo stato sociale europeo per costruire una \u201ceconomia di guerra\u201d (come proposto dal&nbsp;<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/il-pensiero-magico-di-draghi-per-trasformare-lue-da-uneconomia-di-pace-ad-uneconomia-di-guerra-2\/\">rapporto Draghi<\/a>&nbsp;e dai vertici della Commissione Europea) dannegger\u00e0 un continente gi\u00e0 ferito, e ottenere sostegno per le crescenti ambizioni di una postura militarista sar\u00e0 molto problematico, soprattutto perch\u00e9 risultati elettorali e sondaggi suggeriscono che il sostegno pubblico alla spesa per armi ed eserciti \u00e8 in calo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli effetti economici negativi della guerra ucraina hanno contribuito a un inasprimento dell\u2019umore politico che aiuta a spiegare l\u2019ascesa della politica proto-fascista soprattutto in Germania. La minaccia alla democrazia europea deriva dal fatto che \u201csi \u00e8 spezzato il vincolo di fiducia tra governanti e governati\u201d (pag. 141). Gli elettori della classe lavoratrice e dei ceti popolari \u2013 orma rimasti senza tutela, rappresentanza e supporto organizzativo \u2013 stanno gradualmente intuendo di essere stati traditi. Stanno sopportando enormi costi economici a causa di un conflitto che non \u00e8 nel loro interesse e dell\u2019applicazione decennale dell\u2019ideologia neoliberista \u2013 che chiede austerit\u00e0, privatizzazione e smantellamento dei servizi pubblici, precariet\u00e0 del lavoro e bassi salari (lavoro povero), riduzione delle proteste e del potere dei parlamenti, dei partiti popolari e dei sindacati, deregolamentazione e riduzione delle tasse per i ricchi e le grandi aziende \u2013 da parte di governi di centro-destra e di centro-sinistra che ha svuotato progressivamente la democrazia<sup><a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#footnote_17_40222\">18<\/a><\/sup>. Il che contribuisce a spiegare la loro rivolta contro l\u2019establishment politico ritenuto responsabile del fallimento del \u201csogno\u201d neoliberista e socialdemocratico (quello che prometteva libert\u00e0 e eguaglianza di opportunit\u00e0) su cui sono stati fondati sia l\u2019Unione Europea reale di Maastricht sia il primato dell\u2019Occidente. Con la sinistra che soffre di rigor mortis, l\u2019estrema destra \u00e8 l\u2019unica sponda verso la quale quegli elettori possono approdare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019establishment politico europeo ha fallito a livello sia nazionale sia del progetto europeo \u2013 la UE reale non \u00e8 quella federalista del manifesto di Ventotene, ma quella di Maastricht, un trattato iperliberista basato sulla piena libert\u00e0 dei mercati e della finanza e sulla condanna dell\u2019intervento pubblico nell\u2019economia (\u201clo Stato non \u00e8 la soluzione, ma il problema\u201d diceva Ronald Reagan), che ha operato come strumento della lotta di classe rovesciata, per l\u2019aggressione contro la societ\u00e0, per la precarizzazione e la sottomissione del lavoro \u2013 e ora \u00e8 diretto a schiantarsi sugli scogli. Il suo abbraccio sempre pi\u00f9 aperto per il nazionalismo militarista e l\u2019economia di guerra \u00e8 un tentativo cinico e disperato di guadagnare tempo e di cercare di salvare se stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bevilacqua ritiene che la costruzione dell\u2019Unione Europea \u201crappresenta una sottrazione di democrazia aggiuntiva a quella costituita dai processi materiali di emarginazione dei cittadini, e in primo luogo dei ceti popolari, dalla vita pubblica e dalle decisioni di governo\u201d. L\u2019UE, \u201cche pure era opera di creazione politica, una delle pi\u00f9 ardite invenzioni istituzionali mai realizzata in tempo di pace\u201d (pag. 162), con la connivenza attiva di governi di centro-sinistra, \u00e8 stata catturata dal progetto neoliberista che postula \u201cla pi\u00f9 o meno completa subordinazione dello Stato, il potere politico pubblico, alle economie private\u201d (pag. 142), ai gruppi e alle forze economiche e finanziarie<sup><a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#footnote_18_40222\">19<\/a><\/sup>. Un progetto&nbsp; che \u00e8 diventato un \u201cpiano di controllo sistemico della classe operaia e dei ceti popolari\u201d (pag. 180) che ha favorito il passaggio verso societ\u00e0 governate da \u201coligarchie liberali\u201d. Bevilacqua sostiene che dopo le due sonore bocciature, nel 2005, del Trattato che istituisce la Costituzione europea da parte del parlamento olandese e di quello francese, \u201ca Bruxelles si \u00e8 preferito evitare di chiedere il parere dei cittadini nell\u2019edificare il mostro burocratico che privava gli europei di una quota progressivamente rilevante di potere\u201d (pag. 141), il potere regolatore della politica democratica degli Stati nazionali e dei partiti popolari (non a caso, ormai trasformati in partiti personali che operano \u201cdentro il mercato della politica\u201d). Quello che oggi \u00e8 evidente \u00e8 che \u201cla struttura stessa dell\u2019Unione \u00e8 tale da tagliare fuori la volont\u00e0 dei cittadini\u201d, costruita come una sfera protetta, al riparo delle richieste degli elettori e dei loro rappresentanti, come aveva gi\u00e0 notato il politologo Peter Mair qualche anno fa. L\u2019Unione Europea reale \u00e8 una istituzione sovranazionale top-down, verticistica e tecnocratica che si sovrappone agli Stati nazionali democratici, \u00e8 del tutto priva di una vera legittimit\u00e0 democratica \u2013 \u00e8 priva della classica divisione tra i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario enunciata da Montesquieu che \u00e8 la caratteristica basilare delle democrazie liberali \u2013 e opera con procedimenti decisionali in larga parte resi opachi, se non addirittura oscuri, dalle dinamiche intergovernative.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un processo che ha portato anche al declino e alla scomparsa dei partiti popolari e socialdemocratici europei, \u201cche avevano portato nello Stato borghese i bisogni e i diritti dei ceti subalterni\u201d (pag. 142). Hanno perso il loro radicamento sociale avallando una restrizione della democrazia rappresentativa frutto della \u201cdissoluzione della societ\u00e0\u201d \u2013 ossia di quel patrimonio di legami, relazioni, culture, tradizioni, simboli, sentimenti che per millenni avevano tenuto insieme gli individui, pur nelle diversit\u00e0 e nei reciproci conflitti \u2013 che Bevilacqua considera \u201cla pi\u00f9 grave distruzione operata dal capitale dopo quella del mondo naturale\u201d (pp. 142-143). La \u201csociet\u00e0 liquida\u201d evocata da Zygmunt Bauman rappresenta il ritratto della dissoluzione delle societ\u00e0 euro-americane frutto della mercificazione di tutte le dimensioni sociali (compreso l\u2019assoggettamento al \u201cmercato\u201d dell\u2019istruzione scolastica ed universitaria) e della trasformazione dei cittadini in produttori-consumatori, in \u201csolitari individui\u201d e \u201cscarti\u201d (un termine ampiamente utilizzato anche da Papa Francesco). Una trasformazione che, secondo Bevilacqua, \u00e8 un tradimento degli ideali dell\u2019Illuminismo e della parte migliore della storia europea caratterizzata dalla \u201ccapacit\u00e0 di immaginare, di concepire utopie, forme nuove di societ\u00e0\u201d (pag. 145). Essendo i gruppi dominanti europei divenuti nichilisti (per cui tutto \u00e8 lecito, niente \u00e8 pi\u00f9 sacro) e avendo quindi perduto la loro proiezione utopica nel futuro, dato che sono \u201ccapaci di immaginare solo accumulazione di denaro e crescita di dominio\u201d, ora sono in grado di \u201cpromettere solo la guerra\u201d (pag. 146).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019alternativa c\u2019\u00e8, almeno per l\u2019Italia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Bevilacqua l\u2019Europa reale \u00e8 irriformabile (non ci sono le forze politiche per una riforma dei trattati), per cui nell\u2019ultimo capitolo tenta \u201cdi immaginare strategie possibili per invertire il corso di una regressione che non \u00e8 soltanto economica e sociale\u201d (pag. 169) dell\u2019Italia. Innanzitutto, avanza alcune proposte che auspica siano accolte da una forza politica (di opposizione) autenticamente riformatrice (un riformismo anticapitalista perch\u00e9 \u201cda quando la sinistra ha abbandonato l\u2019analisi del capitalismo e delle sue incessanti metamorfosi essa non ha pi\u00f9 compreso la direzione della Storia\u201d; pag. 187):<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>una riforma radicale del sistema fiscale (attualmente gravemente sbilanciato a favore del capitale e della rendita finanziaria rispetto al lavoro) caratterizzata da una progressivit\u00e0, \u201ccondizione non solo di giustizia, ma leva importante per una pi\u00f9 equa redistribuzione della ricchezza, per attenuare le gravi disuguaglianze che lacerano il Paese e ridare dinamismo all\u2019economia e alla societ\u00e0\u201d (pag. 169). Una riforma del fisco che sia capace di garantire la ripresa del welfare e arrestare la deriva oligarchica del Paese. Una riforma che riveda le aliquote e che soprattutto tassi la ricchezza patrimoniale di quei ricchi e super ricchi che negli ultimi 30 anni sono stati premiati in tutti i modi, a partire dalla riduzione delle aliquote per arrivare all\u2019esenzione fiscale per i beni ereditati e anche alla impunit\u00e0 per l\u2019elusione e l\u2019evasione fiscale;<\/li>\n\n\n\n<li>una riforma del sistema elettorale maggioritario (quello attuale con cui andiamo a votare \u00e8 illegale: \u00e8 stato bocciato per tre volte dalla Corte Costituzionale perch\u00e9 conferisce un carattere oligarchico alla rappresentanza politica), ripristinando un sistema proporzionale che consentirebbe la rappresentanza di tante culture politiche ormai esangui (e di milioni di cittadini che si astengono alle elezioni), ma che fanno parte della storia politica nazionale;<\/li>\n\n\n\n<li>una radicale riforma dei partiti politici (ora in gran parte trasformati in macchine elettorali al servizio dei loro capi), dal loro disciplinamento in regole certe di democrazia interna e soprattutto dalla loro separazione dalle strutture dello Stato;<\/li>\n\n\n\n<li>un progetto per la politica migratoria che rilanci i temi dell\u2019accoglienza e integrazione dei migranti in un quadro strategico di cooperazione internazionale con i paesi del Sud del mondo. Per Bevilacqua la migrazione \u00e8 stata una delle carte utilizzate dalle destre per aprire la guerra dei poveri, per governare il neoliberismo: l\u2019odio per lo straniero (diventato un capro espiatorio: \u201ci migranti che ci rubano il lavoro\u201d, che distoglie l\u2019attenzione dal fatto che sono gli imprenditori che pagano salari di fame e che i governanti non adottano politiche per l\u2019occupazione) nasce dalle periferie degradate delle citt\u00e0 e dalla voluta assenza di qualsivoglia politica pubblica di integrazione. Dunque, per sviluppare una politica migratoria nuova (necessaria anche per cercare di contrastare il calo demografico e l\u2019invecchiamento della popolazione italiana) si deve investire nell\u2019integrazione, combattere il precariato, lo sfruttamento para-schiavistico dei lavoratori e puntare su accordi di sviluppo e politica dei flussi con i paesi mediterranei e africani (la popolazione dell\u2019Africa ha una et\u00e0 media di 19,7 anni). D\u2019altra parte, l\u2019Italia spopolata, soprattutto quella delle colline, delle montagne e dei borghi storici, ha bisogno di aiuto, ha bisogno del lavoro e dell\u2019energia vitale dei migranti, magari sostenuti da un reddito di \u201cpresidio ambientale\u201d. Nel lungo periodo solo questo incontro, come tante volte \u00e8 accaduto in passato, \u00e8 in grado di risollevare il destino di declino di circa il 70-80% del paese (dove ancora oggi esiste l\u2019agricoltura pi\u00f9 ricca di biodiversit\u00e0 e di variet\u00e0 d\u2019Europa) che al momento sembra ineluttabile;<\/li>\n\n\n\n<li>un rilancio della centralit\u00e0 dello Stato-nazione (attualmente minacciato in Italia dal progetto politico secessionista dell\u2019autonomia differenziata): per Bevilacqua l\u2019Europa reale (quella di Maastricht) \u00e8 irriformabile, \u00e8 necessario riannodare il legame spezzato con le classi popolari e recuperare l\u2019internazionalismo anti-capitalista dei lavoratori contro l\u2019Europa neoliberista, che \u00e8 ostile verso lo Stato-nazione ed esiste solo in funzione del suo asservimento alla NATO. Al tempo stesso, non si pu\u00f2 lasciare la politica di risveglio nazionale alle destre, bisogna recuperare quindi anche una cultura nazional-popolare (evocata da Gramsci e Togliatti senza rinunciare all\u2019universalit\u00e0 del comunismo) a partire dalla difesa della lingua italiana. Non si pu\u00f2 accettare per provincialismo la colonizzazione linguistica anglofona, bisogna sapere due, tre, quattro lingue straniere, ma parlare italiano, perch\u00e9 l\u00ec c\u2019\u00e8 la nostra cultura. Non una cultura chiusa in se stessa, ma aperta al mondo perch\u00e9 consapevole di se stessa. La crisi linguistica attuale \u00e8 il riflesso dello smarrimento in cui versa in generale il nostro Paese.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un programma riformista con pochi punti fondamentali ambiziosi, ma da realizzare con quali forze politiche? Bevilacqua lamenta l\u2019assenza sostanziale per tanti anni di una reale opposizione di sinistra (oggi, ad esempio, il Partito Democratico vota insieme al governo neofascista per la prosecuzione della guerra in Ucraina) che sia capace di guardare con empatia alla classe operaia e ai ceti popolari, oltre ad essere pacifista. Le forze sono rese deboli dalla loro divisione e frantumazione, oltre a essere nascoste e sminuite dai grandi media. Bevilacqua \u00e8 consapevole di essere provocatorio e magari anche tranchant ma tra due anni, nel 2027, si domanda, si andr\u00e0 alle elezioni e come ci arriver\u00e0 la sinistra del riformismo anticapitalista? Il cuore del discorso di Bevilacqua \u00e8 che non c\u2019\u00e8 nessuna possibilit\u00e0 di rianimare in cos\u00ec breve tempo una sinistra anticapitalista di tipo radicale extraparlamentare. Praticamente dal 2008 quell\u2019area che prima era rappresentata da Rifondazione Comunista si \u00e8 divisa in mille rivoli e ha tentato di riunificarsi con progetti elettoralistici destinati al fallimento: da Rivoluzione civile a Unione popolare a Terra pace e dignit\u00e0, si \u00e8 passati da una sconfitta all\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto, la proposta pratica di Bevilacqua \u00e8 che bisogna guardare la realt\u00e0: ci sono il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) che hanno gi\u00e0 una rappresentanza in Parlamento, permettono un minimo di agibilit\u00e0 politica e contatto popolare, e possono anche arrivare a siglare un\u2019alleanza elettorale con il Partito Democratico. Con queste due forze bisogna lavorare \u201cper costituire l\u2019ossatura riformatrice per uno schieramento di opposizione alla destra italiana\u201d (pag. 192) e per creare una massa critica capace di essere credibile: i lavoratori non seguono chi non \u00e8 in grado di dare delle risposte, di contare, di pesare e di produrre cambiamenti nelle loro condizioni (pag. 195). Quindi l\u2019invito rivolto da Bevilacqua ai ceti dirigenti, ai militanti e ai simpatizzanti della ex sinistra radicale extraparlamentare \u00e8 quello di entrare in queste forze e vivificarle dall\u2019interno. La battaglia politica aperta contro il nemico di classe, i post fascisti della Meloni, \u00e8 talmente grande e importante che non pu\u00f2 certo essere affrontata con le mani legate dietro la schiena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alessandro Scassellati<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/?utm_source=brevo&amp;utm_campaign=250409&amp;utm_medium=email&amp;pdf=40222\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">&nbsp;Stampa PDF<\/a><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Bevilacqua sottolinea come i principali \u201cfabbricanti di notizie\u201d sono tre grandi agenzie internazionali \u2013 Associated Press, Agence France-Presse e Reuters \u2013 partecipate da grandi gruppi finanziari o Stati. Poi, ci sono le grandi agenzie militari (il Pentagono) e dell\u2019intelligence statunitensi \u2013 come la National Security Agency (NSA) \u2013 che \u201cinvestono somme ingenti e un gran numero di personale per orientare e ingannare l\u2019opinione pubblica mondiale, secondo le loro necessit\u00e0 imperiali\u201d (pag. 151). D\u2019altra parte, tutte le 10 principali societ\u00e0 mediatiche, tranne una, hanno sede in Nord America. Bevilacqua osserva amaramente che \u201cla stampa e i media, strumenti di informazione, e perci\u00f2 in teoria pilastri e veicoli della democrazia, operano in realt\u00e0 contro di essa, difendono le \u00e9lite e al tempo stesso le spingono a perseguire i propri fini al riparo dal giudizio dei cittadini. Siamo di fronte ad una frode colossale, che mina alla radice il contratto di fiducia su cui si reggono le nostre societ\u00e0\u201d (pag. 149).[<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#identifier_0_40222\">\u21a9<\/a>]<\/li>\n\n\n\n<li>Emiliano Brancaccio, Le condizioni economiche per la pace, Mimesis, Milano 2024; Emiliano Brancaccio, Raffaele Giammetti e Stefano Lucarelli, La guerra capitalista. Competizione, centralizzazione, nuovo conflitto imperialista, Mimesis, Milano 2022[<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#identifier_1_40222\">\u21a9<\/a>]<\/li>\n\n\n\n<li>Roosevelt era un sostenitore delle \u201cquattro libert\u00e0 essenziali\u201d (di parola ed espressione, di religione, dal bisogno e dalla paura), della Carta Atlantica e della supremazia dei diritti umani ovunque, ed era anche dogmatico nel voler smantellare l\u2019impero britannico dopo la seconda guerra mondiale, appoggiando l\u2019autodeterminazione dei popoli. Ma, poi con Truman accadde il contrario. In parte, questo avvenne perch\u00e9 gli Stati Uniti avevano bisogno della Gran Bretagna nella nascente Guerra Fredda. L\u2019anticomunismo ebbe la meglio sull\u2019antimperialismo. E cos\u00ec alla fine, vediamo gli Stati Uniti non solo permettere alla Gran Bretagna (e alla Francia) di mantenere buona parte del suo impero (chiudendo un occhio sulla violenza che accadeva), ma in realt\u00e0 cooptarla e farla compartecipe del ruolo di \u201cgendarme del mondo\u201d. L\u2019alleanza venne per\u00f2 messa a dura prova dallo stop di Eisenhower all\u2019intervento militare anglo-francese in Egitto teso a bloccare la nazionalizzazione del Canale di Suez da parte di Gamal Abd el-Nasser nel 1956.[<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#identifier_2_40222\">\u21a9<\/a>]<\/li>\n\n\n\n<li>Per l\u2019impero britannico si veda Caroline Elkins, \u201cUn\u2019eredit\u00e0 di violenza. Una storia dell\u2019Impero britannico\u201d (Einaudi, Torino 2024). Si veda la nostra recensione\u00a0<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/limpero-britannico-si-e-retto-per-oltre-due-secoli-su-una-sistematica-brutale-violenza\/\">qui<\/a>. La Elkins segnala che un manuale britannico di contro-insurrezione del 1966, mirato alle insurrezioni comuniste (\u201c<em>Defeating communist insurgency<\/em>\u201d), \u201cincludeva la necessit\u00e0 di aderire allo stato di diritto e di conquistare i cuori e le menti della popolazione civile\u201d (pag. 739). Come afferma Elkins, rifacendosi alla Malesia (dove l\u2019impero britannico era impegnato nel contrastare in modo sanguinario la potenziale diffusione del comunismo che avveniva attraverso le comunit\u00e0 di immigrati cinesi), \u201cemerse come un punto di riferimento per ogni azione anti-insurrezionale di successo, tanto da influenzare la dottrina americana del generale Petraeus in Iraq e plasmare fino ai giorni nostri le operazioni antiinsurrezionali dell\u2019Occidente\u201d (pag. 739), a cominciare da quelle utilizzate dagli statunitensi nella guerra in Vietnam. L\u2019eredit\u00e0 di violenza dell\u2019impero britannico si \u00e8 trasformata in un dominio anglo-americano di violenza, con la violenza e le regole che derivano principalmente dagli Stati Uniti. Per cui l\u2019impero britannico sopravvive, assorbito dal potere militare-industriale-finanziario degli Stati Uniti, e la sua presenza \u00e8 evidente in molte regioni del mondo ancora in fiamme, dove le popolazioni indigene stanno tentando di superare l\u2019eredit\u00e0 della violenza perpetrata dall\u2019ex potenza britannica e dall\u2019attuale potenza imperiale statunitense.[<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#identifier_3_40222\">\u21a9<\/a>]<\/li>\n\n\n\n<li>\u00c8 noto che la NATO \u00e8 nata nel 1949 per tenere gli \u201camericani dentro, i russi fuori e i tedeschi sotto\u201d. Negli ultimi decenni la NATO \u00e8 stata trasformata da alleanza difensiva regionale (Nord Atlantico) in alleanza interventista aggressiva a livello globale. Tale trasformazione \u00e8 iniziata con il bombardamento di Belgrado da parte della NATO nel 1999, si \u00e8 intensificata con la partecipazione della NATO all\u2019invasione dell\u2019Afghanistan guidata dagli Stati Uniti nel 2001 ed \u00e8 stata cementata dall\u2019intervento in Libia del 2011, avviato sotto gli auspici della NATO.[<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#identifier_4_40222\">\u21a9<\/a>]<\/li>\n\n\n\n<li>La narrazione che paragona grottescamente Vladimir Putin a Adolf Hitler ha l\u2019obiettivo di alimentare la menzogna del moralismo manicheo che dipinge la Russia come malvagia e l\u2019Europa come buona. Questa cornice impedisce di riconoscere qualsiasi responsabilit\u00e0 occidentale per aver provocato il conflitto tramite l\u2019espansione orientale della NATO e tramite l\u2019incitamento di sentimenti nazionalisti anti-russi in Ucraina e altre ex repubbliche sovietiche. Avvelena anche la possibilit\u00e0 di pace (che dovrebbe essere il fondamento dell\u2019identit\u00e0 collettiva europea) poich\u00e9 \u00e8 quasi impossibile negoziare con un avversario che \u00e8 considerato una minaccia esistenziale malvagia (da cui la convinzione che la Russia non capisca altro che la forza) che si contrappone ai \u201cnostri valori\u201d di civilt\u00e0. Nonostante sia falsa questa narrazione ha presa sull\u2019opinione pubblica. Questo perch\u00e9 risuona con la lunga storia del sentimento anti-russo, che include la Guerra Fredda e la Paura Rossa degli anni \u201920.[<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#identifier_5_40222\">\u21a9<\/a>]<\/li>\n\n\n\n<li>Bruno Drweski, \u201cRussie-Ucraine: Strat\u00e9gique, conflits et processus d\u2019int\u00e9gration eurasiatique\u201d, 13 febbraio 2023, https:\/\/bit.ly\/3ZqsfvE.[<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#identifier_6_40222\">\u21a9<\/a>]<\/li>\n\n\n\n<li>Questa dottrina neoconservatrice conferisce agli Stati Uniti il diritto di imporre la propria volont\u00e0 ovunque nel mondo, il che spiega perch\u00e9 gli USA hanno circa 800 basi militari in 80 paesi, circondando sia la Russia sia la Cina (almeno 400). La dottrina unipolare si \u00e8 inizialmente diffusa tra i repubblicani intransigenti come Dick Cheney e Donald Rumsfeld, ed \u00e8 stata poi adottata da democratici come Hillary Clinton e Barack Obama. Ci\u00f2 l\u2019ha resa ancora pi\u00f9 pericolosa, in quanto ha catturato entrambi i partiti politici statunitensi. Inoltre, con Biden i democratici hanno fornito una copertura insidiosa sostenendo che gli Stati Uniti, \u201cil faro della democrazia\u201d, erano motivati dalla protezione della liberal-democrazia e dei diritti umani dai leader autoritari e neo-autoritari (le \u201cautocrazie\u201d). Il paradosso \u00e8 che ora con l\u2019amministrazione Trump gli Stati Uniti stanno camminando come sonnambuli verso l\u2019autocrazia o la \u201cdemocrazia oligarchica\u201d, con un nazionalismo autoritario che si basa sull\u2019idea che l\u2019America non deve essere vincolata da regole e alleanze internazionali. Questo sta avendo l\u2019effetto di smantellare l\u2019intero ordine interno ed internazionale che aveva fatto grande gli Stati Uniti dal secondo dopoguerra.[<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#identifier_7_40222\">\u21a9<\/a>]<\/li>\n\n\n\n<li>Si veda Zbigniew Brzezinski, The grand chessboard. American primacy and its geostrategic imperatives, Basic Books, New York 2017 (1997).[<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#identifier_8_40222\">\u21a9<\/a>]<\/li>\n\n\n\n<li>Dopo la seconda guerra mondiale, i servizi segreti britannici sponsorizzarono un\u2019insurrezione nell\u2019Ucraina sovietica guidata da Bandera.[<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#identifier_9_40222\">\u21a9<\/a>]<\/li>\n\n\n\n<li>Bevilacqua ricorda che Victoria Nuland, gi\u00e0 ambasciatrice degli USA presso la NATO, \u00e8 la moglie di Robert Kagan, uno dei neoconservatori pi\u00f9 influenti degli Stati Uniti e uno dei fondatori del Project for the New American Century (PNAC).[<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#identifier_10_40222\">\u21a9<\/a>]<\/li>\n\n\n\n<li>Ma \u00e8 funzionale alla narrazione dell&#8217;\u201dappeasement di Monaco del 1938\u2033, in base alla quale si afferma che la Russia invader\u00e0 l\u2019Europa centrale e arriver\u00e0 sino a Lisbona se non verr\u00e0 sconfitta in Ucraina. Una menzogna che attinge anche ai residui della teoria del domino della Guerra Fredda che sosteneva che l\u2019avanzata dell\u2019influenza politica dell\u2019Unione Sovietica in un paese avrebbe innescato un\u2019ondata di crolli in altri paesi. Non c\u2019\u00e8 mai stata alcuna prova del desiderio russo di controllare l\u2019Europa occidentale, n\u00e9 durante la Guerra Fredda n\u00e9 oggi. Al contrario, l\u2019intervento della Russia in Ucraina \u00e8 stato principalmente guidato dai timori per la sicurezza nazionale creati dall\u2019espansione della NATO da parte dell\u2019Occidente, di cui la Russia si \u00e8 lamentata ripetutamente sin dalla disgregazione dell\u2019Unione Sovietica.[<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#identifier_11_40222\">\u21a9<\/a>]<\/li>\n\n\n\n<li>Trump ora ammette spudoratamente che quella in Ucraina \u00e8 una guerra per procura alimentata e diretta dagli Stati Uniti. Tuttavia, sostiene che \u00e8 la guerra per procura sbagliata, che la Russia non \u00e8 l\u2019avversario degli Stati Uniti e che tutti gli sforzi dovrebbero concentrarsi sulla prossima guerra che gli Stati Uniti stanno preparando contro la Cina. Tutto perch\u00e9 Washington vede il suo predominio economico e tecnologico messo in discussione dalla Cina. Pochi giorni fa il New York Times ha pubblicato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/interactive\/2025\/03\/29\/world\/europe\/us-ukraine-military-war-wiesbaden.html\">un lungo articolo<\/a>\u00a0in cui racconta il minuzioso e profondo coinvolgimento degli Stati Uniti di Joe Biden nella guerra in Ucraina. L\u2019articolo \u00e8 stato scritto dal giornalista Adam Entous ed \u00e8 basato su oltre 300 interviste a militari, politici e persone coinvolte nel rapporto tra i due paesi. Descrive come molte delle mosse dell\u2019Ucraina nella guerra, tra cui quasi tutte quelle pi\u00f9 importanti (sulle strategie militari, le offensive e le controffensive), siano state concordate da un gruppo di generali ucraini e statunitensi nella base americana di Wiesbaden: l\u00ec era stato creato un gruppo di lavoro segreto, chiamato Task Force Dragon, al quale partecipavano anche ufficiali europei.[<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#identifier_12_40222\">\u21a9<\/a>]<\/li>\n\n\n\n<li>Ironicamente, sono gli Stati Uniti sotto il presidente Trump ad aver rotto con la strategia bipartisan dell\u2019establishment della sicurezza nazionale statunitense di accerchiamento incrementale ed escalation contro la Russia che Biden aveva avallato, proponendo una normalizzazione delle relazioni tra Stati Uniti e Russia. Quella rottura \u2013 frutto della presa d\u2019atto che gli Stati Uniti hanno subito una sconfitta militare in Ucraina pur senza aver combattuto sul terreno \u2013 ha offerto all\u2019Unione Europea l\u2019opportunit\u00e0 di sfuggire alla trappola creata dalla sua passata mancanza di visione politica e di \u201cautonomia strategica\u201d. Invece, l\u2019Unione Europea si \u00e8 dimostrata pi\u00f9 realista del re ed \u00e8 rimasta fedele allo \u201cStato profondo\u201d neoconservatore della sicurezza nazionale degli Stati Uniti (apparentemente ora messo almeno in parte sotto pressione e ridimensionato da Trump), in nome dei \u201cvalori comuni dell\u2019Occidente\u201d (l\u2019\u201datlantismo\u201d), dimostrando di essere soltanto un satellite americano dipendente, insicuro e privo di una leadership forte e matura (chiaramente buona parte dei leader europei punta sul fallimento politico di Trump).[<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#identifier_13_40222\">\u21a9<\/a>]<\/li>\n\n\n\n<li>Durante la campagna elettorale, Trump aveva detto che avrebbe potuto porre fine alla guerra in Ucraina entro 24 ore. Questo si \u00e8 dimostrato elusivo e le sue tattiche per costringere Russia e Ucraina a concordare un cessate il fuoco si sono finora concentrate sul bullismo e sulla pressione su Kiev (si pensi all\u2019accordo coloniale sullo sfruttamento delle terre rare). Trump e il suo vicepresidente, JD Vance, hanno rimproverato Zelensky nello Studio Ovale il 28 febbraio, e Washington ha poi tagliato i servizi segreti e gli aiuti militari. Kiev ha poi sottoscritto il principio di un cessate il fuoco di 30 giorni se il Cremlino avesse ricambiato in cambio del ripristino dei servizi segreti e degli aiuti. Putin ha detto all\u2019inizio di marzo che, sebbene fosse a favore di un cessate il fuoco, qualsiasi interruzione dei combattimenti dovrebbe prima richiedere di \u201crimuovere le cause profonde di questa crisi\u201d. Negli ultimi giorni, Mosca ha definito inaccettabili le ultime proposte di pace degli Stati Uniti perch\u00e9 alcune delle richieste chiave della Russia (riferite alle \u201ccause profonde del conflitto\u201d) non sono state affrontate. Mentre l\u2019esercito russo si prepara a compiere una nuova offensiva di primavera\/estate, Trump ha tempo fino a settembre per evitare che la guerra in Ucraina diventi la \u201csua guerra\u201d. La situazione potrebbe precipitare entro quest\u2019estate, quando la pipeline di armi approvate dal Congresso sotto Biden per l\u2019Ucraina si esaurir\u00e0.[<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#identifier_14_40222\">\u21a9<\/a>]<\/li>\n\n\n\n<li>L\u2019Europa gi\u00e0 spende in armi, apparato della difesa, tecnologie militari\u00a0<a href=\"https:\/\/osservatoriocpi.unicatt.it\/ocpi-pubblicazioni-facciamo-chiarezza-nel-2024-la-spesa-militare-europea-eccedeva-quella-russa-del-58\">molto di pi\u00f9 di quello che spende la Russia<\/a>. Ha quattro volte pi\u00f9 navi da guerra, tre volte pi\u00f9 carri armati e artiglieria e il doppio degli aerei da combattimento della Russia.[<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#identifier_15_40222\">\u21a9<\/a>]<\/li>\n\n\n\n<li>Quelli che sono cresciuti nel XX secolo hanno imparato che mettere assieme sciovinismo e militarismo in Germania \u00e8 una cattiva idea. I produttori di cannoni della valle della Ruhr hanno alimentato due devastanti guerre mondiali. Dopo il 1945, l\u2019Europa ha concordato: nessun ritorno al militarismo tedesco. Ora il parlamento tedesco ha destinato ad armi e infrastrutture mille miliardi di euro dopo l\u2019approvazione di una riforma costituzionale che ha abrogato l\u2019obbligo del pareggio di bilancio, passata con un blitz prima che a Berlino si sia formato il nuovo parlamento. La Germania \u00e8 gi\u00e0 al quarto posto a livello mondiale per spesa per la difesa, ma ora sta passando alla modalit\u00e0 turbo per diventare apertamente\u00a0<em>kriegst\u00fcchtig<\/em>\u00a0(\u201cpronta alla guerra\u201d).[<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#identifier_16_40222\">\u21a9<\/a>]<\/li>\n\n\n\n<li>Giustificato come mezzo per creare una societ\u00e0 imprenditoriale, il neoliberismo ha invece portato una nuova era di rendita, poich\u00e9 le persone e le aziende potenti monopolizzano beni cruciali, dall\u2019acqua alle case ai social media. Lascia al governo poche opzioni se non quella di fare dei richiedenti asilo e di altri gruppi vulnerabili i capri espiatori per i problemi che non riesce ad affrontare.[<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#identifier_17_40222\">\u21a9<\/a>]<\/li>\n\n\n\n<li>Si veda la\u00a0<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/i-padroni-del-mondo-il-capitalismo-controllato-dai-grandi-gestori-patrimoniali\/\">nostra recensione<\/a>\u00a0del libro di Alessandro Volpi, \u201cI padroni del mondo. Come i fondi finanziari stanno distruggendo il mercato e la democrazia\u201d, Laterza, Roma-Bari 2024.[<a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/la-guerra-mondiale-a-pezzi-e-la-disfatta-dellunione-europea-2\/#identifier_18_40222\">\u21a9<\/a>]<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">tratto da <strong><a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Transform Italia<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Alessandro Scassellati &#8211; Viviamo in tempi cupi e turbolenti, tempi di guerre sanguinarie, atti di terrorismo, massacri di civili e tentativi di genocidio che gettano il mondo attuale in un caos, e, pi\u00f9 in generale, di una \u201cguerra mondiale a pezzi\u201d di cui ha parlato da tempo Papa Francesco. 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