{"id":1310,"date":"2025-04-12T07:04:57","date_gmt":"2025-04-12T07:04:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/?p=1310"},"modified":"2025-04-12T07:04:57","modified_gmt":"2025-04-12T07:04:57","slug":"rossana-rossanda-politica-memoria-e-rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2025\/04\/12\/rossana-rossanda-politica-memoria-e-rivoluzione\/","title":{"rendered":"Rossana Rossanda. Politica, memoria e rivoluzione"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\">di Franco Cimei*<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A vent\u2019anni da La ragazza del secolo scorso, come recuperare nella sua complessit\u00e0 la storia del comunismo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019epifania: Rossana ha appena scoperto che il suo professore di filosofia \u00e8 un comunista. Lei ha 19 anni, \u00e8 il 1943, Milano \u00e8 occupata dai nazisti. Il professore,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/antonio-banfi\/?search=Banfi%2C%20Antonio%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Antonio Banfi<\/a>, non ha risposto alle sue domande ma le ha consegnato un fogliettino stropicciato su cui ha scritto i titoli di una serie di libri&nbsp;<em>per capire<\/em>, gli autori sono:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/karl-marx\/?search=Marx%2C%20Karl%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Marx<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/vladimir-il-ic-lenin\/?search=Lenin%2C%20Vladimir%20Il%E2%80%B2i%C4%8D%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Lenin<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/harold-joseph-laski\/?search=Laski%2C%20Harold%20Joseph%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Harold Laski<\/a>. Rossana corre in biblioteca, poi per tornare a casa prende il tram per Olmeda, su questo incontra tre operai:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sfiniti di fatica e mi parve di vino, malmessi, le mani ruvide, le unghie nere, le teste penzolanti sul petto. Non li avevo mai guardati, il mio mondo era altrove, loro erano altro, che cosa? Erano la fatica senza luce, le cose del mondo che evitavo, sulle quali nulla si poteva. Come nulla potevo sui poveri, un\u2019elemosina e via. Le teste ciondolavano, scosse a ogni svolta del tram, i visi non li vedevo. Era con loro che dovevo andare. A casa lessi tutta la notte, un giorno, due giorni<\/em>.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa scoperta della sua vocazione politica c\u2019\u00e8 tutta&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/rossana-rossanda\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Rossana Rossanda<\/a>, tutta la sua idea di politica. \u00c8 un episodio che ci racconta lei stessa nella sua autobiografia,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/classici\/testi-diari-carteggi-memorie\/la-ragazza-del-secolo-scorso-rossana-rossanda-9788806143756\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>La ragazza del secolo scorso<\/em><\/a>, uscita vent\u2019anni fa per Einaudi, in cui condensa tutto il suo percorso politico e intellettuale fino agli anni Settanta. Ma c\u2019\u00e8 anche una strana incongruenza. Francesco de Cristofaro, uno dei pi\u00f9 attenti studiosi di Rossanda, in&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.edizioninottetempo.it\/it\/aperte-lettere\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Aperte lettere<\/em><\/a>&nbsp;(2022) fa notare quello \u201cscandalo logico fra la penultima e l\u2019ultima frase\u201d. Rossanda empatizza con la condizione umana degli operai, sembra trascinata d\u2019impulso verso la loro strada&nbsp;<em>e quindi<\/em>&nbsp;torna a casa e legge tutta la notte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo movimento apparentemente incongruo \u00e8 caratteristico di Rossanda, per cui l\u2019azione politica ha sempre una genesi emotiva, strappata dalla vita, poi fatta propria attraverso la razionalit\u00e0 e lo studio. Un movimento centrifugo che va dalla vita ai libri e solo allora pu\u00f2 diventare azione. Un modo di concepire l\u2019azione politica che si avvicina molto a quello di Lenin, suo grande maestro.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Rossanda empatizza con la condizione umana degli operai, sembra trascinata d\u2019impulso verso la loro strada&nbsp;<em>e quindi<\/em>&nbsp;torna a casa e legge tutta la notte.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A un primo sguardo, quella di Rossanda, potrebbe vincere un premio per la biografia esemplare dell\u2019intellettuale comunista: nata a Pola nel 1924, la sua famiglia \u00e8 gravemente colpita dalla crisi economica del 1929, entra nella Resistenza a diciannove anni, a ventidue si iscrive al Partito comunista italiano (PCI), a venticinque diventa dirigente, a trentaquattro entra nel Comitato centrale e dal 1963 al 1966 dirige la sezione culturale del partito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante un tale curriculum, il suo rapporto con il comunismo e in particolare con il Partito comunista italiano rimarr\u00e0 sempre segnato da incomprensioni, conflittualit\u00e0 e frustrazione. Rossanda non \u00e8 mai allineata, cerca una propria strada e generalmente la cerca nei libri. Politicamente \u00e8 negli scritti dei grandi teorici del comunismo eterodosso che trova i suoi riferimenti:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/jean-paul-sartre\/?search=Sartre%2C%20Jean-Paul%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Sartre<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/jean-paul-sartre\/?search=Sartre%2C%20Jean-Paul%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Lucaks<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/walter-benjamin\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Benjamin<\/a>; insieme alla redazione del&nbsp;<em>Manifesto<\/em>&nbsp;opporr\u00e0 sempre un ostinato operaismo rivoluzionario al parlamentarismo del PCI; sar\u00e0 tra le voci pi\u00f9 critiche della sclerotizzazione del partito sovietico e la sua progressiva apertura al mercato, a cui opporr\u00e0 la visione radicale del maoismo cinese. Rossanda non \u00e8 mai allineata, anzi cerca di sfuggire costantemente alla rassicurante ortodossia del partito, la sua posizione di rilievo le permette di prendere iniziative autonome di cui spesso pagher\u00e0 personalmente le conseguenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due esempi. Nel 1956 \u00e8 direttrice della Casa della cultura di Milano,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/nikita-sergeevic-chruscev\/?search=Chru%C5%A1%C4%8D%C3%ABv%2C%20Nikita%20Sergeevi%C4%8D%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Chru\u0161\u010d\u00ebv<\/a>&nbsp;ha da poco ammesso pubblicamente i crimini di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/iosif-vissarionovic-stalin\/?search=Stalin%2C%20Iosif%20Vissarionovi%C4%8D%2F\">Stalin<\/a>, il 4 novembre l\u2019URSS invade l\u2019Ungheria per soffocare il principio di una rivolta antisovietica. Mentre il PCI si asserraglia in difesa dell\u2019aggressivit\u00e0 militare sovietica, Rossanda apre la sua istituzione milanese a chiunque voglia confrontarsi in un dibattito: \u201cSocialisti e democratici e antifascisti caddero addosso alla Casa della cultura che rest\u00f2 aperta mattina e sera. Dove potevano andare a chiedere ragione e protestare? Da noi\u201d. In quei giorni la Casa della cultura d\u00e0 vita a un rituale collettivo per affrontare il momento pi\u00f9 buio dell\u2019internazionalismo comunista, l\u2019anno del crollo delle speranze riposte nell\u2019URSS come Stato guida di tutto il movimento. Per Rossanda \u00e8 anche l\u2019inizio di una progressiva e irreversibile rottura con il partito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualcosa di simile accade anche nel 1968: la crisi tra Rossanda e il PCI \u00e8 ormai conclamata e questo la rende pi\u00f9 simpatica al movimento studentesco, costituito da settori molto critici verso il partito italiano. \u00c8 la sola ex dirigente comunista a essere invitata ai dibattiti dagli studenti di sociologia nell\u2019universit\u00e0 di Trento, la prima facolt\u00e0 occupata in Italia. Mentre il PCI continua a guardare con paternalismo, se non con malcelato disprezzo, ai movimenti studenteschi, Rossanda ne riconosce le potenzialit\u00e0 e tenta di aprire un dialogo. Si scontra per\u00f2 con la difficolt\u00e0 di armonizzare la propria azione politica con un movimento che rivendica nuove forme di spontaneismo in opposizione alla vecchia strategia di partito: durante i dibattiti di Trento, uno studente la incalza nell\u2019anfiteatro con un \u201c\u2018Acci\u00f3n antes, conciencia despu\u00e9s\u2019 \u2013 prima l\u2019azione poi la coscienza. Era una battuta del Che, che giaceva seppellito metri e metri sotto un\u2019autostrada\u201d.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Rossanda non \u00e8 mai allineata, cerca una pr<\/strong><strong>opria strada e generalmente la cerca nei libri.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante il rapporto con il partito strida sempre di pi\u00f9, Rossanda continuer\u00e0 a credere nella necessit\u00e0 di una grande organizzazione di massa come principale strumento politico per portare la rivoluzione in Occidente. C\u2019\u00e8 per\u00f2 un cataclisma biografico che sconvolge irreversibilmente il suo percorso: il 24 novembre del 1969 viene convocata in una riunione del Comitato centrale che ha appena deliberato la sua espulsione dal PCI. Insieme a lei vengono raggiunti dal procedimento tutti i redattori della rivista il&nbsp;<em>Manifesto<\/em>, che Rossanda aveva fondato insieme a importanti voci critiche del partito (<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/luigi-pintor\/?search=Pint%C3%B2r%2C%20Luigi%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Luigi Pintor<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/lucio-magri\/?search=Magri%2C%20Lucio%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Lucio Magri<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/luciana-castellina\/?search=Castellina%2C%20Luciana%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Luciana Castellina<\/a>), ponendosi l\u2019obiettivo ambizioso di riformare il comunismo italiano a partire dal suo partito guida. Rossanda, rimossa da ogni incarico, perde quello che fino ad allora era stato il suo principale strumento di lotta politica: il partito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da questo momento l\u2019idea di politica di Rossanda \u00e8 costretta a evolversi trovando nella scrittura un suo nuovo strumento di militanza. Nei suoi articoli appaiono le prime sperimentazioni: l\u2019emersione dell\u2019io nella sua scrittura, la rivendicazione della propria biografia come strumento di lotta politica, la critica dei prodotti culturali come biopsia del corpo sociale. \u00c8 una riscoperta della propria individualit\u00e0 che Rossanda apprender\u00e0 dalla frequentazione dei movimenti studenteschi e dal femminismo; con entrambi, neanche a dirlo, avr\u00e0 un rapporto mai pacificato. Considerando poi la sua militanza politica in un partito e in un movimento che pi\u00f9 di ogni altro rifuggiva da qualsiasi esposizione del s\u00e9 in funzione di un&nbsp;<em>noi<\/em>&nbsp;collettivo \u2012 spesso ben poco definito \u2012 il suo percorso \u00e8 sorprendente e inatteso. Prendiamo un altro esempio tratto dalla sua biografia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1973 esce sul&nbsp;<em>Manifesto<\/em>&nbsp;un suo corsivo sul film&nbsp;<em>Sussurri e grida<\/em>&nbsp;intitolato:&nbsp;<em>Bergman, dolore e basta<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il vantaggio dell\u2019et\u00e0 non pi\u00f9 verde \u00e8 la memoria. Quella vera, fatta di esperienza personale; non quella mutuata dai documenti. Cos\u00ec, vedendo Sussurri e grida di Bergman e sentendo parlarne come di pochi altri film, vengono in mente le vicende della critica comunista o militante [\u2026]. Non era Stalin che aveva detto all\u2019Achmatova che le poesie d\u2019amore riguardano solo colui che le scrive e quella o quello che le ha ispirate, per cui non dovrebbero essere stampate pi\u00f9 che in due copie? Figurarsi una morte di cancro, o cirrosi epatica che sia, con relative angosce familiari. Bergman sarebbe stato additato come l\u2019obbrobrio del cosmopolitismo decadente.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi sembra scontato che su un giornale comunista una ex dirigente comunista scriva in termini positivi del dramma borghese di un cineasta svedese, ma si scaten\u00f2 il putiferio. Rossanda dovette scusarsi pubblicamente con i calzaturieri del Brenta che avevano scritto una lettera di protesta \u201ccosternati che un giornale di lotta spendesse una colonna sul privato, e per di pi\u00f9 fantastico, d\u2019un film svedese\u201d. \u00c8 utile, per dare valore alla citazione, confrontarla con un articolo di critica cinematografica (lo prendo a caso) uscito in quegli stessi anni su&nbsp;<em>Rinascita<\/em>, rivista di cultura comunista allineata al partito, si parla di&nbsp;<em>Il clan dei Barker<\/em>&nbsp;di Roger Corman: \u201cPruderie, buoni sentimenti, predicozzi non si addicono pi\u00f9 alla industria del cinema, che abbisogna di piatti robusti e di spezie afrodisiache per scuotere e catturare un pubblico, distratto da una ridda ingarbugliata di richiami e suggestioni. Per ultima, anche Hollywood ha capito l\u2019antifona e si \u00e8 tolta di dosso gli abiti fuori moda, uniformandosi alle trasformazioni del costume e della psicologia di massa, che giocano una parte non irrilevante nell\u2019avvicendamento delle formule e degli allettamenti cinematografici\u201d.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Rossanda continuer\u00e0 a credere nella necessit\u00e0 di una grande organizzazione di massa come principale strumento politico per portare la rivoluzione in Occidente.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Comparando i due testi possiamo capire come Rossanda compia un triplo movimento: supera lo stile paludato della critica militante ufficiale, sostituendolo con una scrittura ritmata, moderna e consapevole; respinge il moralismo \u2012 di malcelata matrice cattolica \u2012 che la critica di partito manteneva in fondo con un\u2019analisi dell\u2019oggetto culturale che non si ferma al manicheismo politico; abbandona quel&nbsp;<em>plurale maiestatis<\/em>&nbsp;che era il marchio della comunicazione ufficiale, rivendicando l\u2019emotivit\u00e0 e l\u2019esperienza individuale come valore non negoziabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 solo l\u2019inizio di un percorso che accompagner\u00e0 Rossanda per tutta la seconda met\u00e0 della sua vita e che, incominciato con la fondazione del&nbsp;<em>Manifesto<\/em>&nbsp;nel 1969, si concluder\u00e0 con la sua opera autobiografica pi\u00f9 importante,&nbsp;<em>La ragazza del secolo scorso<\/em>. Lo strumento dell\u2019autobiografia permette a Rossanda di esprimere tutta la complessit\u00e0 e le contraddizioni del suo itinerario politico e biografico, specchiandolo in quello di tutto il comunismo, di cui restituisce la parabola attraverso il Novecento come un patrimonio perduto, schiacciato oggi dalle semplificazioni polarizzanti della storiografia ufficiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cNon mi arrendo alla vulgata: senza la spinta dell\u2019impresa al profitto non c\u2019\u00e8 democrazia. La nostra \u00e8 sconsolante. Gi\u00e0. Per\u00f2 non ti finisce con due pallottole nel cranio in un sotterraneo. Si \u00e8 uccisi da meccanismi astratti, non hanno un nome e cognome. Nessuno ha colpa, lo spettacolo catartico della punizione non pu\u00f2 avere luogo. E poi di sistema si muore soprattutto altrove, lontano o marginali. Se ne parlo, perfino alle amiche che pi\u00f9 mi sono legate, parlo a voce bassa, mi scuso, annoio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la complessit\u00e0 inesauribile di quell\u2019esperienza politica il terreno impervio in cui Rossanda decide di scavare, intrecciandolo inestricabilmente a quello altrettanto instabile della sua memoria. Non si arrende alla narrazione attuale che vuole chiudere con un\u2019esperienza storica di tale portata, considerandola definitivamente fallita, semplificandola in una cronologia puntuale di fatti e date.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019idea di politica di Rossanda \u00e8 costretta a&nbsp;<\/strong><strong>evolversi trovando nella scrittura un suo nuovo strumento di militanza.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualcosa di simile ha tentato di fare recentemente Enzo Traverso in&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.feltrinellieditore.it\/opera\/rivoluzione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Rivoluzione<\/em><\/a>&nbsp;(2021) che, con l\u2019ambizione di rivedere e riattualizzare il concetto stesso di rivoluzione, propone di secolarizzare l\u2019esperienza comunista per \u201csuperare questa dicotomia tra due narrazioni \u2013 una idillica e l\u2019altra orrifica \u2013 in fondo del tutto analoghe\u201d. Oggi pi\u00f9 che mai, alla luce del disastro politico, economico ed ecologico del capitalismo, \u00e8 urgente una riappropriazione di quel patrimonio perduto, che per Traverso significa recuperare \u201cun\u2019esperienza segnata da tensioni e contraddizioni interne, ricca di molteplici dimensioni in un vasto spettro di colori che vanno dagli slanci salvifici alla violenza totalitaria, dalla democrazia partecipativa e la deliberazione collettiva alla cieca oppressione e lo sterminio di massa, dall\u2019immaginazione utopica pi\u00f9 sfrenata al dominio burocratico pi\u00f9 ottuso, passando a volte dall\u2019una all\u2019altro in un breve lasso di tempo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro testo, tanto prezioso quanto poco conosciuto, aveva tentato quella stessa strada, concentrandosi per\u00f2 non sul movimento comunista internazionale, ma sul suo maggiore partito occidentale, il PCI; Lucio Magri tenta di scriverne una controstoria in&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ilsaggiatore.com\/libro\/il-sarto-di-ulm-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Il sarto di Ulm<\/em><\/a>&nbsp;(2009). Come Rossanda, anche Magri, che proveniva dagli ambienti di sperimentazione tra cattolicesimo e socialismo, aveva militato nel PCI per poi subirne l\u2019espulsione a causa della sua militanza nel&nbsp;<em>Manifesto<\/em>. Magri per\u00f2 al contrario di Rossanda non abbandoner\u00e0 mai l\u2019obiettivo di un rientro nella politica attiva e questo sar\u00e0 uno dei motivi principali dei fallimentari tentativi incorsi negli anni Settanta di trasformare il&nbsp;<em>Manifesto<\/em>&nbsp;da giornale a partito.&nbsp;<em>Il sarto di Ulm<\/em>, che prende il titolo da una poesia di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/bertolt-brecht\/?search=Brecht%2C%20Bertolt%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Bertolt Brecht<\/a>, parte dall\u2019assunto che \u201cper una persona ormai anziana l\u2019isolamento \u00e8 dignitoso, ma per un comunista \u00e8 il peccato pi\u00f9 grave, di cui rendere conto\u201d. Ancora, come in&nbsp;<em>La ragazza del secolo scorso<\/em>, la memoria diventa strumento politico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avanzando nella lettura ci si rende conto che il problema che si trova ad affrontare Magri, a diciotto anni dalla scomparsa del partito italiano, non \u00e8 dissimile da quello che affronta Traverso nel ricostruire il concetto di rivoluzione. Nel suo percorso non lineare la storia del comunismo italiano ci ha consegnato una serie di interrogativi che oggi \u201cnon solo non hanno trovato una risposta, ma non sono neppure stati seriamente discussi. O meglio, delle risposte le hanno trovate in una forma molto superficiale e dettata dalle convenienze: abiura o rimozione\u201d. Anche per Magri analizzare criticamente la storia del comunismo porta inevitabilmente a scontrarsi con forti pregiudizi creati, consapevolmente o meno, da una storiografia ufficiale che tende alla sua liquidazione come esperienza storica conclusa, sbagliata e quindi fondamentalmente sterile. \u201cUn\u2019esperienza storica e un patrimonio teorico che\u201d ribadisce Magri, \u201channo segnato un secolo sono stati cos\u00ec affidati, per usare un\u2019espressione di Marx, alla \u2018critica roditrice dei topi\u2019, che come si sa sono voraci e, in un ambiente adatto, si moltiplicano velocemente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 in questa prospettiva di ricerca storica che&nbsp;<em>La ragazza del secolo scorso<\/em>, l\u2019ultima e pi\u00f9 importante opera di Rossanda, acquisisce un valore inaspettato, percorrendo la stessa strada delle opere di Traverso e Magri ma in una prospettiva inedita: la scrittura di un romanzo di formazione, un\u2019autobiografia; prendendo quindi implicitamente le mosse dalla pi\u00f9 importante accusa al comunismo: la rimozione dell\u2019individualit\u00e0. Gi\u00e0 dalla premessa possiamo quindi cogliere un nuovo approccio al problema che consente di affrontarlo in tutta la sua complessit\u00e0: non tanto ricostruire la controstoria di un\u2019idea o di un partito, ma un vissuto, un sentimento, una forma di vita.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Analizzare criticamente la storia del comunismo porta a scontrarsi con forti pregiudizi creati da una storiografia ufficiale che tende alla sua liquidazione come esperienza storica conclusa, sbagliata e quindi fondamentalmente sterile.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La ragazza del secolo scorso<\/em>&nbsp;\u00e8 contemporaneamente una storia d\u2019amore per e una vendetta contro un partito che, intollerante al suo dissenso, decide di espellerla nel 1969; \u00e8 un testo che espropria lo strumento borghese del romanzo di formazione e scandalosamente lo usa per raccontare la formazione politica marxista di Rossanda; \u00e8 un romanzo d\u2019amore senza amanti che racconta il suo rapporto sentimentale e tragico con un partito politico, il PCI. Rossanda ci restituisce cos\u00ec un\u2019umanit\u00e0 che troppo spesso \u00e8 mancata nelle narrazioni sul comunismo, togliendo la maschera al mostro per tracciarne un ritratto impietoso ma spaventosamente familiare. Al centro dell\u2019opera sta quello che pi\u00f9 spesso sfugge alla storiografia ufficiale e cio\u00e8 come le idee politiche siano fondamentalmente costituite da reti di persone che le vivono quotidianamente e di queste si fanno, volenti o nolenti, veicolo nel tempo. La maggiore peculiarit\u00e0 del testo di Rossanda \u00e8 proprio questo restituirci il comunismo non come idea o come partito politico, ma come persone che vivono, studiano, scrivono e che lottano. \u00c8 una galleria di volti, espressioni, ricordi divenuti patrimonio pubblico, altri ricordi privati e fragilissimi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/anna-maria-ortese\/?search=Ort%C3%A9se%2C%20Anna%20Maria%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Anna Maria Ortese<\/a>&nbsp;\u2012 una \u201cfiguretta riservata, sempre vestita di nero, i capelli stretti da una fascia nera sopra il bel viso, passava silenziosamente i giorni alla Casa della cultura perch\u00e9 non aveva una vera casa\u201d \u2012, che dopo un alterco politico con Rossanda si presenta a casa sua \u201ccon un assurdo mazzo di fiori e come aprii la porta non riusc\u00ed ad articolare parola, ci abbracciammo piangendo\u201d. O&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/fidel-castro\/?search=Castro%2C%20Fidel%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Fidel Castro<\/a>&nbsp;a cui Rossanda, in quanto italiana in visita a Cuba, dovette \u201cfare gli spaghetti al pomodoro, stentando a spiegare che la pasta non va cotta due ore prima e cacciando il&nbsp;<em>l\u00edder m\u00e1ximo<\/em>&nbsp;che pretendeva di insegnarmi a tirare la salsa\u201d; poco prima aveva assistito a un suo comizio oceanico in cui era presente anche un \u201c<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/giangiacomo-feltrinelli\/?search=Feltrin%C3%A8lli%2C%20Giangiacomo%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Giangiacomo Feltrinelli<\/a>&nbsp;in&nbsp;<em>guayabera<\/em>&nbsp;e cappellaccio sfondato\u201d. Lo stesso Lucio Magri \u201ctimidissimo come molti testardi\u201d, che non riesce a intervistare&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/theodor-wiesengrund-adorno\/\">Adorno<\/a>&nbsp;e quindi stringe un rocambolesco accordo con Rossanda: \u201cavrei pilotato Adorno a un tavolo accanto alla siepe di oleandri, Lucio si sarebbe nascosto nel fogliame ad ascoltare. Adorno mi segu\u00ed mansueto ma quel giorno mi fu impossibile distoglierlo dal parlare di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/bela-bartok\/?search=Bart%C3%B3k%2C%20B%C3%A9la%2F\">Bart\u00f3k<\/a>&nbsp;sul quale stava scrivendo. Non ci fu verso. Magri storm\u00ed un paio di volte nervosamente tra le fronde e poi se ne and\u00f2\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/le-corbusier\/?search=Le%20Corbusier%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Le Corbusier<\/a>&nbsp;di cui Rossanda vede il Centrosoyuz a Mosca crivellato dai tubi di stufe (il progetto era un tentativo di tenuta termica senza bisogno di riscaldamento); anni pi\u00f9 tardi lo incontra a Parigi \u201cnel cubo blu dove lavorava al centro d\u2019una specie di officina garage, mi chiese: \u2018L\u2019ha vista, eh? Com\u2019\u00e8?\u2019 \u2018Bellissima\u2019. Foto e guide di Mosca in giro non ce n\u2019erano, non gli dissi dei tubi, per proteggere non i soviet ma la sua pace\u201d.&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/palmiro-togliatti\/?search=Togliatti%2C%20Palmiro%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Togliatti<\/a>, che avrebbe invitato a cena insieme a&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/jean-paul-sartre\/?search=Sartre%2C%20Jean-Paul%2F\">Sartre<\/a>&nbsp;\u201ccon sfoggio di reciproca seduzione\u201d, o prima di una riunione di partito nella sede romana in Via delle Botteghe Oscure quando \u201capriva il cassetto davanti a s\u00e9 e tirava fuori uno dei cataloghi di antiquariato librario sul quale lo trovavamo immerso entrando, facendomi pensare che avesse una gran biblioteca, cosa che risult\u00f2 non vera \u2013 forse era un sogno mattutino, una ricreazione. Spuntava i titoli con la matita\u201d. Infine&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/franco-fortini\/?search=Fortini%2C%20Franco%2F\">Fortini<\/a>, \u201cl\u2019infiammabile Fortini\u201d, che dopo la soppressione delle rivolte in Ungheria nel 1956 le telegraf\u00f2: \u201cSpero che gli operai vi spacchino la faccia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Rossanda restituisce il comunismo non come idea o come partito politico, ma come persone che vivono, studiano, scrivono e lottano.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo questa minima carrellata di ricordi pu\u00f2 darci conto della complessit\u00e0 e delle sfaccettature anche contraddittorie di quel panorama politico. Contemporaneamente ci permette di renderlo reale, dandogli un corpo, una voce, un peso, rifuggendo da qualunque semplificazione o mitizzazione attraverso la restituzione delle vite che ne facevano parte. Quella che consegna Rossanda ne\u00a0<em>La ragazza del secolo scorso\u00a0<\/em>\u00e8 la realt\u00e0 di un percorso politico che oggi sempre di pi\u00f9 rischia di assumere le sembianze di un sogno. Riattualizzando il comunismo, mostrandoci come \u201cla rivoluzione non \u00e8 un accessorio della conoscenza del mondo; oggi la rivoluzione \u00e8 la conoscenza del mondo\u201d<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">*&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.iltascabile.com\/author\/franco-cimei\/\">Franco Cimei&nbsp;<\/a>\u00e8 nato in Abruzzo ma vive a Roma, dove studia editoria. Ha fondato Rivista Stanca<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">tratto da<strong><a href=\"https:\/\/www.iltascabile.com\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.iltascabile.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"> Il Tascabile<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Cimei* A vent\u2019anni da La ragazza del secolo scorso, come recuperare nella sua complessit\u00e0 la storia del comunismo? Un\u2019epifania: Rossana ha appena scoperto che il suo professore di filosofia \u00e8 un comunista. Lei ha 19 anni, \u00e8 il 1943, Milano \u00e8 occupata dai nazisti. 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