{"id":1487,"date":"2025-04-17T17:31:09","date_gmt":"2025-04-17T17:31:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/?p=1487"},"modified":"2025-04-17T17:31:09","modified_gmt":"2025-04-17T17:31:09","slug":"si-fa-presto-a-dire-dazi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2025\/04\/17\/si-fa-presto-a-dire-dazi\/","title":{"rendered":"Si fa presto a dire dazi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-337b6264de61d558a227cee01481cbe5 wp-block-paragraph\"><strong>David Sirota<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La linea commerciale di Trump arricchisce solo i capitalisti che lo hanno sostenuto. Ma i Democratici, pur criticando nettamente la presidenza, devono rompere una volta per tutte con l&#8217;ortodossia del libero scambio che ha devastato gli Stati uniti<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dazi o non dazi? Il dibattito politico odierno, lungo quanto un tweet, finge che si tratti di una scelta binaria. Il presidente Donald Trump ha presentato dazi generalizzati sulle importazioni come una panacea per ricostruire l\u2019industria manifatturiera americana, mentre i Democratici insistono sul fatto che le proposte di Trump siano un tentativo di far crollare l\u2019economia e che il loro partito dovrebbe manifestare la propria opposizione a tutti i dazi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma n\u00e9 le scelte politiche n\u00e9 la strategia sono cos\u00ec chiare e semplici. Anche se dazi troppo bassi o troppi alti possono distruggere le economie, esiste una misura intermedia che funziona. Viene semplicemente omessa dal dibattito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista politico, l\u2019iniziativa di Trump di imporre dazi su tutte le importazioni si colloca dal lato del \u00abtroppo\u00bb, ignorando alcuni dati economici fondamentali. Non prevedendo praticamente nessun periodo di sperimentazione, non concede all\u2019industria un tempo adeguato per riportare effettivamente in patria fabbriche e altre attivit\u00e0 ad alta intensit\u00e0 di capitale per produrre beni negli Stati uniti. Applicando i dazi in modo generalizzato anzich\u00e9 mirato, la proposta di Trump prevede poche agevolazioni per materie prime come&nbsp; caff\u00e8&nbsp; e&nbsp; vaniglia, nonch\u00e9 vari minerali di terre rare che l\u2019America non pu\u00f2 produrre su larga scala al proprio interno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel complesso, l\u2019approccio di Trump costituisce soprattutto un tentativo di accaparramento di potere pi\u00f9 che una politica commerciale, che impone agli Usa decisioni imprevedibili&nbsp; senza il consenso del Congresso. Questa strategia gli consente di recuperare&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.levernews.com\/the-trump-perot-connection\/\">la sua pratica&nbsp;<\/a>di mantenere imposte che colpiscono gli oppositori politici, concedendo al contempo esenzioni redditizie per premiare<a href=\"https:\/\/jfqa.org\/2024\/07\/30\/the-political-economy-of-tariff-exemption-grants\/\">&nbsp;i suoi grandi donatori<\/a>&nbsp;e le industrie pi\u00f9 potenti. Il risultato probabile: prezzi inutilmente pi\u00f9 alti, ritorsioni che paralizzano l\u2019industria, un contesto politico incerto che frena gli investimenti, una corruzione sempre pi\u00f9 dilagante e pochi benefici duraturi per la macroeconomia nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Detto questo,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2025\/04\/10\/opinion\/trump-tariffs-democrats-free-trade.html\">l\u2019idea dei liberali<\/a>&nbsp;secondo cui il comportamento di Trump dimostra che tutte le tariffe sono negative e che l\u2019attuale politica commerciale senza tariffe \u00e8 ideale, viene smentita dalla viva realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il North American Free Trade Agreement (Nafta) e la riduzione dei dazi sulla Cina negli anni Novanta e Duemila hanno eliminato un disincentivo finanziario per le aziende a tagliare i costi e aumentare i profitti trasferendo la produzione in paesi che consentono lo sfruttamento dei lavoratori e il degrado ambientale. Non sorprende che, dall\u2019approvazione degli accordi commerciali, gli Stati uniti&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.cbsnews.com\/news\/trump-us-factories-lost-nafta-tariffs-fact-check\/\">abbiano perso oltre settantamila stabilimenti produttivi<\/a>&nbsp;e milioni di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.epi.org\/publication\/growing-china-trade-deficits-costs-us-jobs\/\">posti di lavoro nelle fabbriche<\/a>: un\u2019apocalisse economica che ha coinciso con un\u2019impennata senza precedenti&nbsp; di suicidi, overdose di droga e altre \u00abmorti per disperazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per gran parte della classe lavoratrice, la perdita di salari e posti di lavoro non \u00e8 stata compensata dai benefici finanziari derivanti da beni d\u2019importazione pi\u00f9 economici. Mentre i ricchi uomini di Davos degli anni Novanta e Duemila propagandavano la \u00abdistruzione creativa\u00bb del commercio internazionale senza dazi, a legioni di lavoratori americani disoccupati non \u00e8 stato garantito il solido sistema di supporto (assistenza sanitaria,&nbsp; riqualificazione, pensioni, eccetera) offerto da altri paesi esposti al commercio. Qui negli Stati uniti, le risorse sono state invece spese in guerre, salvataggi bancari e tagli fiscali per i ricchi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo, come hanno dimostrato di recente le carenze dovute alla pandemia, la frenesia anti-dazi degli Stati uniti ha ridotto la nostra capacit\u00e0 di produrre beni di prima necessit\u00e0 per i quali probabilmente non dovremmo dipendere esclusivamente da altri paesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel deridere tali preoccupazioni, il senatore Democratico delle Hawaii Brian Schatz ha recentemente affermato: \u00abNon dovrebbe essere un obiettivo dei nostri responsabili delle politiche economiche nazionali se ci fabbrichiamo i calzini\u00bb. Il suo tweet, poi cancellato, era una disinvolta bordata anti-Trump contro i dazi, solo pochi anni dopo&nbsp;<a href=\"https:\/\/spectrumlocalnews.com\/hi\/hawaii\/local-state-politics\/2022\/06\/07\/schatz-hails-biden-action-on-solar-imports\">che lo stesso Schatz&nbsp;&nbsp;<\/a>aveva elogiato l\u2019uso dei dazi da parte del suo partito per riportare posti di lavoro americani in patria. Allo stesso modo, alcuni&nbsp; esperti progressisti hanno deriso l\u2019idea che l\u2019America dovrebbe persino provare a ricostruire parte della sua capacit\u00e0 manifatturiera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi commenti superficiali distolgono dai problemi di sicurezza, sovranit\u00e0 e autosufficienza basati sul fatto che gli Stati uniti ora dipendono in tutto da altre nazioni, dalle&nbsp; forniture mediche e medicinali alle attrezzature militari ed energetiche, fino ai chip per computer che alimentano l\u2019economia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto il dogma del libero scambio dei liberali si cela l\u2019insinuazione snob secondo cui nessuno in America vuole davvero lavorare in fabbrica \u2013 un\u2019idea alimentata dai video sull\u2019Intelligenza artificiale cinese. Ma i&nbsp;<a href=\"https:\/\/x.com\/FrankLuntz\/status\/1911463710029488317\">sondaggi<\/a>&nbsp;che vengono citati da media, dai libertariani e&nbsp; dagli influencer Democratici in Tv, come prova presunta di questa ipotesi, dimostrano in realt\u00e0 il&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.understandingamerica.co\/p\/youre-so-vain-you-probably-think\">contrario<\/a>: non solo la stragrande maggioranza degli americani ritiene che sia importante per il paese ricostruire la propria capacit\u00e0 manifatturiera, ma ben un quarto dei lavoratori del paese ritiene che starebbe meglio se potesse cambiare lavoro per dedicarsi al settore manifatturiero.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>C\u2019\u00e8 una via di mezzo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I Repubblicani che cercano di rintuzzare i liberali e i Democratici che mirano a demonizzare Trump possono anche scontrarsi in Tv e sui social network, ma sono anche uniti da una causa: in quest\u2019epoca di netta polarizzazione, sono tutti spinti a credere che non ci sia nessuna via di mezzo tra i dazi generalizzati alla Maga, che minacciano un\u2019immediata recessione nazionale, e il fondamentalismo liberista del libero scambio che ha causato condizioni simili alla depressione nel cuore degli Stati uniti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo trambusto politico, resta quindi in disparte la zona fiabesca alla \u00abRiccioli d\u2019oro\u00bb in materia di commercio: tariffe mirate, insieme ad altre politiche di investimento, possono creare una politica industriale pi\u00f9 completa, che pu\u00f2 sicuramente creare le condizioni per iniziare a ricostruire l\u2019industria americana e incrementare l\u2019occupazione nel settore manifatturiero. Questa non \u00e8 una teoria. \u00c8 esattamente quello che \u00e8 iniziato ad accadere&nbsp; poco prima del secondo mandato di Trump.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo esser stato fedele alla dottrina del libero scambio, Joe Biden, da presidente, ha invece promosso un mix accuratamente calibrato di incentivi fiscali, programmi di spesa e \u2013 s\u00ec \u2013 dazi. Lui e la sua amministrazione hanno fatto un pessimo lavoro nel pubblicizzare il successo di questa politica, ma stava&nbsp; funzionando. Durante il mandato di Biden, gli Stati uniti hanno creato oltre 700.000 posti di lavoro nel settore manifatturiero, superando di gran lunga il primo mandato di Trump. Molti dei posti di lavoro e degli investimenti industriali si sono verificati in Stati a maggioranza repubblicana, gi\u00e0 colpiti duramente dalle passate politiche di libero scambio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abI Democratici dovrebbero accogliere i dazi come una componente di una strategia industriale pi\u00f9 ampia per rivitalizzare il settore manifatturiero americano e dare nuova linfa vitale a intere comunit\u00e0 che sono state svuotate da decenni di cattive politiche commerciali\u00bb,&nbsp; ha scritto di recente in un editoriale il deputato della Pennsylvania Chris Deluzio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Deluzio, che rappresenta il tipico distretto in bilico spesso perduto dai Democratici, ha aggiunto su Twitter\/X: \u00abL\u2019approccio tariffario del Presidente Trump \u00e8 stato caotico e incoerente\u2026 Ma la risposta non \u00e8 condannare tutti i dazi. Questo rischia di allontanare ulteriormente i Democratici dai lavoratori che un tempo erano la linfa vitale del partito. Se ti opponi a tutti i dazi, stai di fatto sostenendo che non hai problemi con il fatto che i lavoratori stranieri sfruttati producano i tuoi prodotti a spese dei lavoratori americani. Io non lo sono, e nemmeno la maggior parte degli elettori\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La politica commerciale \u00e8 pi\u00f9 complicata di quanto sembri<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante stesse riprendendo le dottrine economiche fondamentali della pi\u00f9 recente Casa Bianca democratica, Deluzio \u00e8 stato prontamente attaccato dai liberali e dai cosiddetti Repubblicani \u00abMai con Trump\u00bb, alcuni&nbsp; dei quali hanno chiesto che fosse sottoposto alle primarie e cacciato dal Congresso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra chi critica Deluzio, la governatrice Democratica del Michigan Gretchen Whitmer e altri Democratici in una posizione intermedia sui dazi, si tratta di un banco di prova politico per una sfida da \u00abcon noi o contro di noi\u00bb. Ma i Democratici populisti, piuttosto che i loro critici assolutisti del libero scambio, non solo hanno ragione nel merito, ma sono anche pi\u00f9 in sintonia con le sfumature politiche della questione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando la politica commerciale divenne una questione nazionale di alto profilo negli anni Novanta, il presidente Democratico Bill Clinton&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.washingtonpost.com\/archive\/business\/1993\/09\/19\/clintons-conversion-on-nafta\/3a5b9cb5-dfc8-4b5c-9ae6-30781f0a99fc\/\">ruppe con i sindacati<\/a>&nbsp;e promosse il Nafta, che garant\u00ec ai Democratici un\u2019ingente somma di denaro per la campagna elettorale da parte delle aziende. Ma la mossa alien\u00f2 a tal punto gli elettori della classe lavoratrice che alcuni dei distretti congressuali pi\u00f9 regolarmente Democratici divennero rapidamente i pi\u00f9 nettamente Repubblicani, secondo un recente&nbsp; studio condotto da ricercatori di Princeton, Stanford e Yale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trent\u2019anni dopo, mentre il commercio torna a essere al centro dell\u2019attenzione, i sondaggi suggeriscono una dinamica simile. I dati mostrano che la maggioranza degli americani \u00e8 insoddisfatta di come Trump sta utilizzando i dazi e&nbsp;<a href=\"https:\/\/x.com\/forecasterenten\/status\/1910773730344919505?s=46\">di come sta gestendo l\u2019economia<\/a>&nbsp;\u2013 e i Democratici fanno bene a concentrarsi su questa linea di critica. Ma i dati mostrano anche che&nbsp; per la prima volta da generazioni i Repubblicani hanno&nbsp; eguagliato i Democratici quando agli elettori viene chiesto quale partito \u00absi preoccupa di pi\u00f9 dei bisogni e dei problemi delle persone come te\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La morale della favola: gli elettori percepiscono la mossa tariffaria di Trump come un\u2019iniziativa politica, ma anche come una dichiarazione di valori. Si oppongono giustamente alla specifica forma di dazi di Trump, ma sembrano anche vedere il dibattito come una cartina al tornasole, un banco di prova per capire da che parte stare. Per quanto disonesta e fraudolenta sia la particolare strategia tariffaria di Trump, la sua difesa di un paradigma commerciale completamente diverso \u00e8 pensata per segnalare alla working class americana che, a differenza dei presidenti del passato, ascolta le loro lamentele a lungo ignorate da quando il Nafta ha iniziato a devastare le loro comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In altri termini: la guerra commerciale di Trump \u00e8 parte di una pi\u00f9 ampia guerra culturale. In una<a href=\"https:\/\/www.levernews.com\/uaws-shawn-fain-on-trumps-tariff-pocalypse\/\">&nbsp;recente intervista a&nbsp;<em>Lever Time<\/em><\/a>, il presidente della United Automobile Workers (Uaw) Shawn Fain ha riassunto il controverso momento politico. Il suo sindacato ha appoggiato&nbsp; l\u2019ex vicepresidente Kamala Harris alle elezioni del 2024, e Fain ha criticato sia i dazi generalizzati di Trump che le sue politiche sindacali. Ma Fain ha anche appoggiato i dazi&nbsp; di Trump mirati all\u2019industria automobilistica e ha attribuito al presidente il merito di aver posto la politica commerciale al centro delle sue priorit\u00e0, suggerendo che questo sia stato uno dei motivi per cui quasi la met\u00e0 dei membri del suo sindacato ha votato per Trump alle ultime elezioni [<a href=\"https:\/\/jacobin.com\/2025\/04\/fain-uaw-tariffs-working-class\">Su&nbsp;<em>JacobinMag<\/em>&nbsp;<\/a>si pu\u00f2 leggere la trascrizione integrale del recente discorso con cui Fain ha appoggiato i dazi trumpiani,&nbsp;<em>ndt<\/em>].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNei miei primi ventotto anni da membro della Uaw, lavorando alla Chrysler, ho visto solo stabilimenti chiudere anno dopo anno, e provo rabbia\u00bb, ha detto Fain, che indossava una maglietta con la scritta \u00abRoss Perot Was Right\u00bb durante l\u2019intervista. \u00abE quindi, vedere una persona come Donald Trump arrivare e iniziare a parlare di dazi e commercio, mentre si continua a minacciare la chiusura dei propri stabilimenti, colpisce la gente\u00bb. Una generazione fa, i Democratici sembravano rendersi conto della realt\u00e0 descritta da Fain e comprendere l\u2019errore dei loro metodi liberisti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNon possiamo continuare a giocare la stessa partita di Washington con gli stessi giocatori di Washington e aspettarci un risultato diverso, perch\u00e9 \u00e8 una partita che gli americani comuni stanno perdendo\u00bb,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2008\/02\/12\/us\/politics\/12text-obama.html\">ha affermato Barack Obama<\/a>&nbsp;nella sua campagna presidenziale del 2008. \u00ab\u00c8 una partita in cui accordi commerciali come il Nafta trasferiscono posti di lavoro all\u2019estero e costringono i genitori a competere con i figli adolescenti a lavorare per un salario minimo da Walmart. Questo \u00e8 ci\u00f2 che accade quando il lavoratore americano non ha voce al tavolo delle trattative, quando i leader cambiano le loro posizioni sul commercio in base alla politica del momento, ed \u00e8 per questo che abbiamo bisogno di un presidente che ascolti Main Street, non solo Wall Street; un presidente che stia dalla parte dei lavoratori non solo quando \u00e8 facile, ma anche quando \u00e8 difficile\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il populismo di Obama ha assicurato ai Democratici un\u2019enorme vittoria elettorale quell\u2019anno, anche nei principali Stati industriali indecisi. Ma da presidente, Obama ha rapidamente&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.nbcnews.com\/id\/wbna44989775\">tradito<\/a>&nbsp;le promesse di creare politiche commerciali pi\u00f9 eque, sostenendo invece accordi commerciali pi\u00f9 simili al Nafta, fornendo cos\u00ec a Trump un\u2019arma&nbsp; politica per massacrare i Democratici e ottenere il suo primo mandato presidenziale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quasi un decennio dopo, Trump spera senza dubbio che i suoi dazi ricreeranno la magia del 2016, spingendo i suoi oppositori a difendere lo status quo commerciale mentre lui si definisce un populista. I Democratici non devono abboccare all\u2019amo: possono e dovrebbero criticare duramente il suo programma economico e il suo particolare uso dei dazi, ma devono anche rompere una volta per tutte con l\u2019ortodossia del libero scambio che ha devastato elettoralmente il loro partito e distrutto economicamente gran parte degli Stati uniti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>*David Sirota \u00e8 caporedattore di Jacobin. \u00c8 direttore di&nbsp;<\/em><a href=\"https:\/\/www.levernews.com\/\">Lever<em>&nbsp;<\/em><\/a><em>e in precedenza \u00e8 stato consulente senior e speechwriter per la campagna presidenziale di Bernie Sanders del 2020. Questo articolo \u00e8 uscito su&nbsp;<\/em><a href=\"https:\/\/jacobin.com\/2025\/04\/trump-trade-war-democrats-dilemma\"><em>JacobinMag<\/em><\/a><em>, la traduzione \u00e8 a cura della redazione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">tratto da <strong><a href=\"https:\/\/jacobinitalia.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Jacobin Italia<\/a><\/strong> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>David Sirota La linea commerciale di Trump arricchisce solo i capitalisti che lo hanno sostenuto. Ma i Democratici, pur criticando nettamente la presidenza, devono rompere una volta per tutte con l&#8217;ortodossia del libero scambio che ha devastato gli Stati uniti Dazi o non dazi? 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