{"id":2375,"date":"2025-06-04T11:06:27","date_gmt":"2025-06-04T11:06:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/?p=2375"},"modified":"2025-06-04T11:06:27","modified_gmt":"2025-06-04T11:06:27","slug":"il-suicidio-europeo-visto-dalla-cina-dove-nasce-il-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2025\/06\/04\/il-suicidio-europeo-visto-dalla-cina-dove-nasce-il-futuro\/","title":{"rendered":"Il suicidio europeo visto dalla Cina, dove nasce il futuro"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pino Arlacchi, FQ 3.6.25<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chongqing (sud-ovest cinese). Dall\u2019alto di uno strambo edificio, costruito in orizzontale, a mo\u2019 di ponte che unisce le cime di due grattacieli, osservo la vita che pulsa nelle arterie della pi\u00f9 stramba, innovativa e gigantesca delle metropoli cinesi, Chongqing. Un posto dove i treni passano dentro gli edifici, le piazze stanno sospese nell\u2019aria, e la notte i grattacieli si trasformano in una foresta incantata di luci e colori sfavillanti.<br>Sono al bar di uno stabile che l\u2019illuminazione \u201csmart\u201d ha mutato in una smisurata tastiera di pianoforte, e sono assieme a Wang, brillante sociologo, reduci da un intenso dibattito sui rapporti tra Europa e Cina. Entrambi in vena di grandi discorsi, da sostenere con adeguato supporto alcolico. \u201cVisto il disastro di un\u2019Europa che tenta di nuovo il suicidio, caro Wang, mi viene in mente la famosa battuta sulla Scuola di Francoforte degli anni \u201930 definita come \u2018il Grand\u2019Hotel sull\u2019abisso\u2019. Ma l\u2019abisso non \u00e8 quello che sta qui, sotto di noi, bens\u00ec il futuro del mio continente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta di Wang mi colpisce per la sua acutezza anti-diplomatica. \u201cForse sei troppo pessimista e l\u2019Europa non finir\u00e0 col suicidarsi. Pu\u00f2 darsi che dondoli a lungo sull\u2019orlo dell\u2019abisso, come la Cina dopo le guerre dell\u2019oppio, e poi rinasca. Questo dicono le teorie sui cicli delle civilt\u00e0\u201d.<br>Lo interrompo: \u201cLasciamo stare il Grand\u2019Hotel, Wang, e parliamo del futuro. Secondo te, l\u2019Europa potrebbe evitare l\u2019abisso e proseguire dentro la stagnazione attuale. Nella quale si trova gi\u00e0, tra l\u2019altro, da mezzo secolo. Possiamo dire, allora, che l\u2019Europa ha i secoli contati. Ma cosa pu\u00f2 succedere alla Cina nel frattempo?\u201d.<br>Wang riflette: \u201cSiete tutti sorpresi dal successo della Cina, e molti di voi dubitano della sua sostenibilit\u00e0. Per secoli, l\u2019Occidente ha creduto che il futuro gli appartenesse. Ma il futuro non \u00e8 una propriet\u00e0, \u00e8 una creazione. E oggi lo stiamo creando noi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come? Qual \u00e8 il futuro che la Cina sta disegnando, in alternativa all\u2019Occidente, per se stessa e per il resto del mondo, vista anche la sua leadership sui paesi del Grande Sud \u2013 l\u201985% della popolazione e il 55% del Pil mondiale \u2013 che si consolida di giorno in giorno? Discorso epocale, sul quale tento di riflettere da una vita e con maggiore difficolt\u00e0 in questi ultimi tre anni, distratto dal frastuono degli \u201cscemi di guerra\u201d, come li chiama Marco Travaglio, che affollano il circo mediatico-politico italiano. Ho iniziato comunque a tratteggiare su questo giornale una narrativa del \u201cfuturo con caratteristiche cinesi\u201d accennato dal mio collega Wang.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si pu\u00f2 parlare del futuro della Cina senza tenere presente il suo passato. Il futuro cinese ha un cuore antico. \u00c8 la continuazione di un progetto di governo avanzato 4 secoli prima di Cristo da una aristocrazia intellettuale assolutamente unica, che lo ha gestito in prima persona sotto l\u2019autorit\u00e0 di un imperatore formalmente assolutista, ma subalterno in realt\u00e0 al potere dei suoi pi\u00f9 alti dignitari-filosofi chiamati shi, literati in Cina e \u201cmandarini\u201d da noi. Personaggi come Confucio, Mencio, Sun Tzu e vari altri in grado di produrre capolavori della letteratura, della scienza e dell\u2019arte di governo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La quasi indistruttibilit\u00e0 del Celeste Impero \u2013 durato oltre due millenni \u2013 si spiega col non esser stato un\u2019unit\u00e0 amministrativa, economica e militare come le altre. Cio\u00e8 un patriziato alla testa di una macchina predatoria come l\u2019antica Roma e gli imperi coloniali dell\u2019et\u00e0 moderna. Il suo elemento distintivo \u00e8 stato il suo sostrato filosofico e culturale, profondamente avverso alla guerra e alla violenza, dedito all\u2019arte e alla scienza di governare il popolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I literati cinesi non erano solo pensatori di alta classe o dei semplici consiglieri del principe. Erano i dirigenti pubblici, i ministri, gli strateghi e gli amministratori che reggevano le sorti dello Stato pi\u00f9 ricco, progredito e longevo del pianeta. La loro leadership si basava sulla loro capacit\u00e0 di egemonizzare la societ\u00e0 in senso gramsciano e radicalmente anti-machiavellico. Stella polare delle loro politiche era la conservazione del potere tramite la conquista dei cuori e delle menti delle masse con atti di buongoverno flessibili e lungimiranti. Il celebre detto di Mencio, \u201cquelli che conquistano il cuore della gente conquisteranno il mondo\u201d, \u00e8 di sapore squisitamente gramsciano. Ma Mencio \u00e8 nato nel 371 a. C..<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Cina imperiale e quella socialista hanno in comune la caratteristica esclusiva di non essere il prodotto delle cose, delle circostanze pi\u00f9 o meno casuali della storia, ma dell\u2019intelletto umano. Sono due manufatti complessi, esistiti prima di tutto nella testa dei leader che li hanno concepiti. E che Gramsci, che non sapeva quasi nulla della Cina, avrebbe chiamato \u201cintellettuali organici\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto comunista che ha vinto la rivoluzione del 1949, e i neo mandarini che hanno guidato la Cina fino a oggi, sono parte di una rinascita dell\u2019anima profonda dell\u2019impero, come riconosciuto dallo stesso Pcc nel richiamo a Confucio, il supremo dei literati, accanto a Marx come padre intellettuale e morale della Cina di oggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In effetti, senza Marx e Confucio si capisce poco della Cina, e del tema che stiamo trattando, che \u00e8 il suo futuro. L\u2019imprinting progettuale millenario ha dotato il paese di una spiccata abilit\u00e0 nel programmare l\u2019uso delle risorse. Una capacit\u00e0 di calcolo e di gestione dimostratasi superiore ai processi di mercato. I mandarini erano in grado di battere il computer pi\u00f9 potente della storia del loro tempo, che era il mercato, allocando risorse secondo i bisogni della societ\u00e0, tassando poco, spendendo poco per l\u2019amministrazione centrale, pochissimo per l\u2019esercito e molto per contrastare i pericoli pi\u00f9 grandi: carestie e alluvioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Confucio consigliava di lasciare liberi di agire \u201ci piccoli uomini\u201d dediti all\u2019accumulazione dei beni materiali e del denaro. Bastava tenerli al loro posto (molto basso, al di sotto dei contadini) nella gerarchia sociale. I loro soldi, poi, erano benvenuti come fonte aggiuntiva di introiti dello Stato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo a notare come in Cina il mercato fosse uno strumento del governo e non viceversa, e come ci\u00f2 garantisse un percorso \u201cnaturale\u201d dello sviluppo economico contrapposto alla strada \u201cinnaturale\u201d imboccata dal capitalismo europeo, fu proprio Adam Smith. S\u00ec, proprio lui, passato impropriamente alla storia come il teorico della \u201cMano invisibile\u201d del mercato. Smith consigliava ai sovrani europei del \u2019700 di seguire il modello di sviluppo della Cina, da lui ritenuta il paese pi\u00f9 prospero del pianeta grazie alla mano ben visibile dello Stato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I comunisti cinesi \u2013 dopo la rivoluzione, e dopo la famosa svolta riformista di Deng Xiaoping nel 1978 \u2013 non hanno fatto altro che inventare e praticare una versione socialista delle politiche economiche non capitalistiche dei literati confuciani.<br>Dopo un paio di decenni di tentativi ed errori anche tragici, come il Grande Balzo in Avanti del 1958-60, la Cina ha imboccato la strada di un boom di lunga durata che persiste tuttora e che ha prodotto \u2013 in virt\u00f9 dell\u2019uso confuciano del mercato e di una pianificazione sofisticata dell\u2019economia \u2013 risultati imponenti: la fuoriuscita di 850 milioni di persone dalla povert\u00e0 in soli 30 anni e il conseguimento di un moderato grado di benessere per l\u2019intera popolazione. Il ceto medio cinese ha ormai superato il mezzo miliardo di individui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualunque sia il futuro della Cina potete star certi che non sar\u00e0 breve.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pino Arlacchi, FQ 3.6.25 Chongqing (sud-ovest cinese). Dall\u2019alto di uno strambo edificio, costruito in orizzontale, a mo\u2019 di ponte che unisce le cime di due grattacieli, osservo la vita che pulsa nelle arterie della pi\u00f9 stramba, innovativa e gigantesca delle metropoli cinesi, Chongqing. 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