{"id":3163,"date":"2025-07-09T18:34:03","date_gmt":"2025-07-09T16:34:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/?p=3163"},"modified":"2025-07-09T18:34:04","modified_gmt":"2025-07-09T16:34:04","slug":"fermare-il-riarmo-la-guerra-e-il-genocidio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2025\/07\/09\/fermare-il-riarmo-la-guerra-e-il-genocidio\/","title":{"rendered":"Fermare il riarmo, la guerra e il genocidio"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">FERMARE IL RIARMO, LA GUERRA E IL GENOCIDIO. COSTRUIRE L\u2019OPPOSIZIONE E L\u2019ALTERNATIVA ALLA DESTRA E ALLA GUERRA<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Documento approvato al CPN del Partito della Rifondazione Comunista &#8211; Sinistra Europea del 5 e 6 luglio 2025<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Il Comitato Politico Nazionale ha esaminato la situazione politica e sociale italiana e gli sviluppi del contesto globale al fine di trarre una prima valutazione dell\u2019azione del Partito dopo la conclusione del Congresso nazionale che ha deciso di rilanciare l\u2019iniziativa sulla base della valutazione degli elementi nuovi che caratterizzano l\u2019attuale fase politica e con necessarie correzioni di strategia e tattica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">PEGGIORAMENTO DRAMMATICO DELLA SITUAZIONE<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In generale la situazione mette in evidenza sia sul piano internazionale che su quello nazionale un peggioramento drammatico. Sul piano internazionale accanto al protrarsi della guerra in Ucraina gli elementi molto gravi sono rappresentati dalle politiche di riarmo dell\u2019Unione Europea e della NATO che non solo tendono a riprodurre le condizioni del conflitto, ma ridefiniscono le priorit\u00e0 di spesa negli Stati nazionali, preparando le condizioni per strette al welfare e quindi per il peggioramento delle condizioni sociali e l\u2019accrescersi di squilibri e diseguaglianze. Inoltre i conflitti tendono a intensificarsi e a dilatarsi a livello internazionale. L\u2019orrore di Gaza \u2013 un genocidio per la prima volta in diretta \u2013 e il recente attacco di Israele all\u2019Iran lo stanno a dimostrare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo quadro la presidenza di Trump non segna una presunta svolta pacifista ma una nuova strategia dell\u2019imperialismo americano non meno aggressiva e pericolosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">IL GOVERNO MELONI \u00c8 UN PERICOLO: CIECO CHI NON LO VEDE<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano nazionale la pericolosit\u00e0 del governo Meloni \u00e8 squadernata di fronte a noi. Occorre tuttavia avere coscienza di dove stia in particolare tale pericolosit\u00e0. Nella politica internazionale vi \u00e8 la totale acquiescenza nei confronti della presidenza Trump e delle politiche dell\u2019Unione europea. Si tratta di una linea dettata da ovvie ragioni tattiche che distingue in parte il governo Meloni da altre esperienze di governi di destra radicale e populista e che tuttavia presenta con queste diversi punti in comuni, quali: il perseguimento di una linea di politica economica neoliberista, l\u2019assunzione di un punto di vista nativista con il contrasto all\u2019immigrazione e la celebrazione di un nazionalismo escludente, tendenze all\u2019accentramento dei poteri e a torsioni securitarie e autoritarie. Non solo. Il governo Meloni si pone nel quadro europeo come la punta avanzata di un tentativo di saldatura della destra radicale con le componenti conservatrici del centro presenti in Europa. Osservando gli equilibri attualmente presenti in Europa dove la destra radicale e la componente conservatrice del PPE insieme raggiungono la met\u00e0 dei deputati, si pu\u00f2 avere un\u2019idea dei pericoli insiti nella situazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nostro giudizio sulla pericolosit\u00e0 della destra e quindi sulla necessit\u00e0 di determinare condizioni favorevoli alla sua sconfitta trovano quindi ragioni oggettive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">UN LARGO FRONTE PER UN&#8217;OPPOSIZIONE DI MASSA<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ne consegue la necessit\u00e0 di lavorare per la costruzione di un\u2019opposizione di massa che coinvolga un largo fronte di soggetti sociali e politici. La lotta contro l\u2019autonomia differenziata e contro il decreto sicurezza rappresentano positive esperienze in tal senso. In questo quadro non possono essere affrontate con atteggiamento settario le dinamiche aperte nl quadro politico. In particolare il conflitto che attraversa il PD che non rappresenta solo un gioco delle parti, ma corrisponde anche alla necessit\u00e0 reale di darsi una nuova linea dopo la sconfitta pesante subita alle politiche. Cos\u00ec come il passaggio dei Cinque stelle a un posizionamento pi\u00f9 spostato a sinistra o la crescita di AVS. Tantomeno pu\u00f2 esser sminuita l\u2019importanza delle posizioni assunte dalla CGIL. L\u2019autonomia del partito, la sua capacit\u00e0 di iniziativa e la ricostruzione di relazioni ampie e differenziate con soggetti politici, sindacali e di movimento \u00e8 stata posta come fondamento della nostra soggettivit\u00e0 politica. Le scelte compiute negli ultimi mesi, in particolare in relazione alla nostra azione per la costruzione di un ampio movimento contro il riarmo e la guerra si sono rivelate corrette e hanno consentito di riportare il partito nel dibattito politico pubblico anche con una, pur ancora limitata, maggiore visibilit\u00e0 mediatica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un percorso che ci ha visto promotori della piazza Barberini pacifista del 15 marzo in alternativa alle ambiguit\u00e0 della manifestazione di Repubblica, unitari nelle manifestazioni del 5 aprile e del 7 giugno. L\u2019ultimo appuntamento, in tal senso, \u00e8 stata la manifestazione nazionale del 21 giugno con i quattro \u201cno\u201d alla guerra, al riarmo, al genocidio a Gaza e all\u2019autoritarismo. L\u2019ampiezza delle adesioni e la partecipazione popolare che si \u00e8 registrata, costituiscono un primo importante passaggio nella costruzione di un movimento che dovr\u00e0 necessariamente svilupparsi per acquistare un\u2019autentica dimensione di massa e coinvolgere nuovi e pi\u00f9 larghi soggetti sociali. La manifestazione del 21 giugno si \u00e8 basata sul principio dell\u2019autonomia dei movimenti, nella loro costruzione e definizione, senza per questo contrapporsi al ruolo delle forze politiche. Il nostro partito, in vari modi, ha dato un contributo essenziale per unire radicalit\u00e0 degli obbiettivi e ampiezza delle forze coinvolte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partendo dalla campagna europea \u201cStop Rearm Europe\u201d, la cui estensione e dinamica \u00e8 ancora lontana da quanto sarebbe necessario, abbiamo ampliato e integrato gli obbiettivi con il no alla guerra, al genocidio e all\u2019autoritarismo. La convergenza che il nostro partito ha contribuito a determinare per la manifestazione del 21 giugno ha ripreso gli elementi migliori dell\u2019esperienza del movimento altermondialista, del Genoa Social Forum e del Forum Sociale di Firenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">ESTENDERE, RADICARE, RAFFORZARE &#8220;STOP REARM EUROPE&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si pone ora pone il compito di sviluppare l\u2019iniziativa e radicare territorialmente il movimento \u201cStop Rearm Europe\u201d, di estenderne le adesioni, a partire dal pi\u00f9 diretto coinvolgimento di settori del mondo cattolico, nonch\u00e9 rafforzare una presenza giovanile che \u00e8 ancora limitata. In queste settimane, dopo il 21 giugno, si sono gi\u00e0 svolte numerose attivit\u00e0 territoriali, in parte direttamente collegate al movimento nazionale e alla sua piattaforma, in altri casi con caratteristiche specifiche. La proposta, in corso di elaborazione, per l\u2019adozione in tutte le sedi istituzionali di una delibera di opposizione al piano di riarmo, basata sulla raccolta di firme dei cittadini e cittadine, potr\u00e0 consentire di contattare decine di migliaia di persone attivandole nel sostegno al movimento, anche nei comuni pi\u00f9 piccoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prossima Marcia Perugia-Assisi del 12 ottobre pu\u00f2 diventare una scadenza unitaria per rilanciare il no al riarmo, alla guerra e al genocidio a Gaza. Abbiamo espresso il nostro sostegno alla proposta di manifestazione unitaria per l\u2019autunno contro il riarmo avanzata da Giuseppe Conte, che potr\u00e0 essere un altro importante appuntamento per dare pi\u00f9 forza all\u2019opposizione alla politica di riarmo decisa dalla Commissione europea e dalla NATO.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La natura plurale del movimento contro la guerra e il riarmo, condizione necessaria affinch\u00e9 realmente possa ottenere dei risultati politici in uno scontro che non sar\u00e0 di breve durata, non implica affatto la rinuncia ad esprimere i nostri obbiettivi. Questi non sono al momento necessariamente condivisi da tutte le forze che hanno aderito alla manifestazione unitaria del 21 giugno come la richiesta di scioglimento della NATO o il rifiuto dell\u2019esercito europeo. Questi sono temi sui quali noi dobbiamo aprire un dibattito dentro il movimento e nel paese, ma non debbono diventare elementi per dividere le forze che si oppongono al piano di riarmo pur da posizioni diverse dalle nostre. L\u2019ampliamento e il rafforzamento del movimento contro il riarmo e la guerra \u00e8 uno degli aspetti di una potenziale crescita della mobilitazione sociale, di cui negli ultimi mesi abbiamo intravisto qualche segnale positivo. Il nostro partito deve lanciare una campagna sempre pi\u00f9 forte sui costi sociali del riarmo oltre che sui pericoli che comporta, proporre un\u2019alternativa alla NATO attraverso il disarmo, un progetto di sicurezza comune nel 50\u00b0 di Helsinki, la scelta di neutralit\u00e0 del nostro paese come attuazione dell\u2019articolo 11 della Costituzione, il no alla scelta di un\u2019Europa potenza militare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">LA LOTTA SOCIALE E POLITICA PER RAGGIUNGERE GLI OBBIETTIVI CHE IL REFERENDUM NON HA OTTENUTO<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli stessi referendum sociali, pur non avendo raggiunto l\u2019obbiettivo che si proponevano, hanno consentito di portare all\u2019attenzione del Paese i temi dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici che, ormai da decenni, sono in arretramento a causa delle politiche condotte dalla destra, dai governi del centro-sinistra e di quelli \u201ctecnici\u201d di unit\u00e0 nazionale. Analogamente si \u00e8 aperta una discussione importante sui meccanismi di riconoscimento della cittadinanza per i \u201cnuovi italiani\u201d che \u00e8 parte della ricostruzione di una unit\u00e0 di fondo, di interessi e di valori, della classe lavoratrice e delle classi popolari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tema che si pone non \u00e8 solo l\u2019analisi dettagliata del voto, ma come proseguire quella mobilitazione politica e sociale necessaria per ottenere i risultati che non \u00e8 stato possibile conseguire con i referendum. \u00c8 possibile che la CGIL decida di mantenere in piedi i comitati che si sono formati durante la campagna elettorale, ma al di l\u00e0 delle scelte del maggior sindacato italiano, il nostro partito deve utilizzare la continuazione di questa battaglia, sulla quale c\u2019\u00e8 stata la convergenza di 13 milioni di elettori ed elettrici, per ricostruire un forte insediamento sociale in tutti i settori del lavoro dipendente e salariato. In questo panorama, urge una riflessione sulle vicende recenti del referendum. Certamente l\u2019esito dello stesso non era auspicato dal gruppo dirigente della CGIL che, pur considerando pressoch\u00e9 impossibile il raggiungimento del quorum, tuttavia sperava in un risultato maggiore che sancisse in modo pi\u00f9 netto un sostegno popolare ai quesiti. Ci\u00f2 tuttavia non pu\u00f2 in alcun modo essere letto ora come un azzardo irresponsabile del gruppo dirigente della CGIL. In realt\u00e0 i quesiti contavano sul felice abbinamento di quello sull\u2019eliminazione della legge sull\u2019autonomia differenziata. Chiaramente il venir meno di quest\u2019ultimo ha modificato radicalmente la situazione. Il problema semmai che ci si deve porre \u00e8 quello dei futuri sviluppi della vicenda. Perch\u00e9 il valore di quella consultazione \u00e8 stato non solo nell\u2019aver comunque mobilitato 13 milioni di si, ma anche di aver raccolto sui territori molti comitati referendari unitari che hanno sostenuto la battaglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo senso un primo obiettivo che deve porsi il nostro partito \u00e8 dare una prospettiva di sviluppo alla Via Maestra e alla mobilitazione referendaria. La Cgil \u00e8 ora impegnata in una riflessione interna necessaria, ma gi\u00e0 l\u2019indicazione di non smobilitare i comitati unitati \u00e8 un\u2019indicazione importante. Ai fini della realizzazione del nostro progetto abbiamo bisogno che si formi uno schieramento sociale pi\u00f9 robusto di prima che comprenda organizzazioni di massa e partiti dell\u2019opposizione su una piattaforma convincente e che offra la possibilit\u00e0 di una nostra partecipazione anche nei livelli territoriali. Questo passaggio \u00e8 indispensabile da un lato per costruire le migliori condizioni sociali in vista delle prossime elezioni politiche per battere le destre, e dall\u2019altro per offrire a noi stesso l\u2019opportunit\u00e0 di entrare a far parte di uno schieramento con proiezione di massa. La nostra parola d\u2019ordine dovrebbe essere quella di \u201cripartire dai comitati referendari per costruire una grande battaglia sociale\u201d Ovviamente, tramontata l\u2019opportunit\u00e0 offerta dal referendum, occorre si definisca una piattaforma che necessariamente deve includere quei contenuti, ma che deve anche estenderli. Se l\u2019autonomia differenziata rappresentava il valore aggiunto di una mobilitazione sociale che legava anche i cittadini del sud a una battaglia comune, ora occorre riflettere su una piattaforma pi\u00f9 ampia. Un punto importante \u00e8 quello del welfare, collegato inevitabilmente con le minacce che gravano sulla spesa sociale a seguito delle politiche di riarmo. L\u2019altro \u00e8 quello della democrazia che non attiene solo alla lotta contro il decreto sicurezza, ma che oggi si proietta sulla forma di stato e sulle forme di partecipazione. \u00c8 del tutto evidente che il nostro partito non pu\u00f2 stare alla finestra attendendo che la CGIL o altri preparino tutte le condizioni necessarie per avviare un rilancio dell\u2019iniziativa unitaria di massa. Ma una campagna organizzata d\u2019interlocuzione pubblica al centro e alla periferia sarebbe molto utile. In merito allo sviluppo dell\u2019iniziativa molto opportunamente \u00e8 stata posta la questione della legge elettorale. Occorre, infatti, avere ben chiaro che il disegno presidenzialistico non \u00e8 assolutamente uscito dall\u2019agenda delle priorit\u00e0 di questo governo, che come si \u00e8 detto rientra peraltro negli obiettivi condivisi dalla destra radicale e populista europea. Quest\u2019obiettivo per\u00f2 non necessariamente dovr\u00e0 essere conseguito attraverso una legge d\u2019iniziativa costituzionale o non necessariamente solo con questa. Infatti, \u00e8 possibile ottenere un risultato simile attraverso un\u2019opportuna revisione della legge elettorale. Ovviamente nel caso di una semplice legge elettorale il quorum necessario in un eventuale referendum sarebbe pi\u00f9 alto. \u00c8 per questo che le timidezze nell\u2019opposizione di affrontare il tema della legge elettorale e magari la propensione a concentrarsi esclusivamente su una legge costituzionale rischiano di rivelarsi sbagliate. Anche qui occorre assolutamente aprire un confronto a partire dal rifiuto di un\u2019impostazione presidenzialista nella legge elettorale per giungere al nodo della necessit\u00e0 di una legge sostanzialmente proporzionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">TORNARE AD ESSERE PARTITO PIENAMENTE INSERITO NELLE CLASSI POPOLARI E NEI MOVIMENTI<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 stata finora largamente insufficiente sia la nostra conoscenza e capacit\u00e0 di analisi dei mutamenti dei meccanismi produttivi e delle vecchie e nuove forme di sfruttamento e delle loro articolazioni territoriali che sono un base essenziale per tornare parte attiva e politicamente significativa della classe lavoratrice. Il nostro obbiettivo \u00e8 di costruire piattaforme di rivendicazioni sociali che confluiscano in una nuova fase di vertenze su salario e diritti. Dobbiamo tornare pienamente ad essere partito di classe ed insieme attivamente inserito nei movimenti per i diritti sociali e civili che non possono essere mai contrapposti come strumentalmente fanno alcune forze che, partendo da un ideologismo dogmatico che si pretendeva essere alla nostra sinistra, si sono trasformate in elementi di sostegno propagandistico alla destra pi\u00f9 reazionaria e fascista. Lo sviluppo di forme diverse di mobilitazione sociale sono una condizione indispensabile per creare la condizioni di una ripresa e un rilancio del Partito della Rifondazione Comunista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Contemporaneamente il nostro partito deve essere un punto di riferimento essenziale per far crescere e qualificare l\u2019opposizione al governo della destra. Emergono le contraddizioni fra i proclami sovranisti e la concreta subordinazione alla politica della Commissione Europea e dell\u2019Amministrazione USA di Trump. La destra si configura come sempre attenta alle esigenze del padronato italiano e del capitale internazionale, ostile agli interessi dei lavoratori, dei precari a chi vive vecchie e nuove condizioni di povert\u00e0. In pi\u00f9 essa utilizza tutti i suoi strumenti di potere per radicare un senso comune reazionario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finora non si \u00e8 ancora significativamente indebolito il consenso popolare che ha consentito alla destra, con al suo interno una preponderante componente di origine neofascista e una Lega dal marcato segno razzista, di arrivare al potere. Esso si \u00e8 alimentato certamente di una reazione alle precedenti politiche del centrosinistra ma anche degli effetti della pi\u00f9 complessiva crisi di egemonia del capitalismo neoliberista. La destra trova la sua forza nel dare risposta, per quanto illusoria e reazionaria e indicando falsi capri espiatori, a difficolt\u00e0 di vita, paure e mancanza di prospettiva che sono presenti in settori delle classi popolari. Non basta una lettura economicista di fronte alla forza egemonica che hanno la propaganda razzista, xenofoba e omofoba, securitaria, il revanscismo fascista, l\u2019anticomunismo, che in questa estrema destra al governo sono intrecciati con un orientamento fortemente neoliberista classista. Da questo punto di vista la sintonia della destra italiana con il trumpismo non \u00e8 episodico ma di lunga data.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DALL&#8217;OPPOSIZIONE ALLA DESTRA LA COSTRUZIONE DELL&#8217;ALTERNATIVA<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo \u00e8 sempre pi\u00f9 necessario, ed \u00e8 un problema aperto di fronte a tutta la sinistra alternativa e anticapitalista europea, costruire una prospettiva ideale, programmatica e di alleanze politiche e sociali che indichi una prospettiva positiva di uscita dalle diverse crisi che si vanno accumulando in Europa come a livello globale. Anche per l\u2019Italia e per le forme specifiche di crisi dell\u2019egemonia neoliberista che vive il nostro paese, in un contesto contrassegnato da una lunga fase di stagnazione economica e da una progressiva riduzione del peso del sistema produttivo italiano nell\u2019ambito dei processi di accumulazione globale, il nostro ruolo non pu\u00f2 essere di passiva accettazione dell\u2019esistente o di auto-marginalizzazione autoreferenziale. A partire dalla nostra opposizione alla destra, dalla difesa dei valori dell\u2019antifascismo, che pure non fa sconti alle responsabilit\u00e0 passate e alle ambiguit\u00e0 attuali delle forze di centro-sinistra, dobbiamo saper indicare un processo di costruzione dell\u2019alternativa che non sia un ritorno al passato. Questo richiede un intreccio crescente di capacit\u00e0 di iniziativa autonoma del partito, di partecipazione attiva alla costruzione di lotte, vertenze e mobilitazioni sociali, di formulazione di un processo aperto di definizione programmatica, di interlocuzione con tutti i settori della societ\u00e0 che aspirano ad una rottura con le politiche neoliberiste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">PARTIRE DAL NOSTRO RADICAMENTO PER UN PARTITO PI\u00d9 FORTE, ORGANIZZATO E COMBATTIVO<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo occorre anche avviare un processo di ricostruzione della struttura materiale del partito: iscritti\/e, militanti\/e, quadri politici con capacit\u00e0 di proiezione esterna, risorse finanziarie, strumenti di comunicazione. Il partito non pu\u00f2 essere solo una linea politica costruita in astratto ma \u00e8 essenzialmente una capacit\u00e0 di azione che collega strettamente la proposta con le forze reali di cui dispone. Abbiamo potuto verificare come, se da un lato vi \u00e8 certamente una nostra condizione di debolezza, in un contesto di allontanamento dalla politica organizzata dei partiti, il nostro \u00e8 spesso quello che riesce ancora ad essere l\u2019unico capace di mobilitare sui territori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I prossimi mesi, a partire dai risultati positivi segnati nei mesi scorsi, dovranno vederci impegnati a costruire un salto di qualit\u00e0 nella capacit\u00e0 del partito di essere presente nella societ\u00e0 e nel conflitto politico come nello spazio, che tende oggi ad essere predominante, della comunicazione sociale. Gli incarichi affidati dal CPN in questa riunione sono finalizzati ad un rafforzamento della capacit\u00e0 di analisi, di proposta e di iniziativa del partito per affrontare le importanti scadenze che ci attendono. Il CPN incarica la segreteria, la direzione e i responsabili dei gruppi di lavoro di predisporre un piano di iniziative e campagne.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">GLI OBBIETTIVI IMMEDIATI DELLA NOSTRA AZIONE<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il CPN impegna il partito sui seguenti obiettivi prioritari nei mesi estivi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>mobilitazione contro il genocidio a Gaza e occupazione Cisgiordania<\/li>\n\n\n\n<li>campagna contro il riarmo e sviluppo convergenza Stop Rearm Europe<\/li>\n\n\n\n<li>iniziativa nazionale sul ruolo della NATO e per la neutralit\u00e0 dell\u2019Italia<\/li>\n\n\n\n<li>ripresa campagna contro il carovita e per il salario minimo<\/li>\n\n\n\n<li>rilancio del tesseramento<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">RifondazioneComunista<\/h1>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">stoprearmeurope<\/h1>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Stopgenocidio<\/h1>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">antifascismo<\/h1>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FERMARE IL RIARMO, LA GUERRA E IL GENOCIDIO. 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