{"id":5121,"date":"2025-11-03T23:51:12","date_gmt":"2025-11-03T22:51:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/?p=5121"},"modified":"2025-11-03T23:51:13","modified_gmt":"2025-11-03T22:51:13","slug":"lhumanite-pasolini-comunista-eretico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2025\/11\/03\/lhumanite-pasolini-comunista-eretico\/","title":{"rendered":"L&#8217;Humanit\u00e8: &#8220;Pasolini comunista eretico&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Oggi lo storico quotidiano comunista francese l\u2019Humanit\u00e9 dedica la prima pagina al nostro amato Pier Paolo Pasolini, raccontato per quel che \u00e8 stato: un comunista eretico. In Italia si tende a rimuovere questo aspetto decisivo della sua biografia sottolineando l\u2019eretico e il corsaro ma depoliticizzandolo proprio in quella maniera qualunquistica che Pasolini aveva sempre odiato. Dagli anni \u201990 si \u00e8 affermata questa lettura decaffeinata di un intellettuale che ha sempre gettato tutto se stesso nella lotta. Questa lettura che riduce Pasolini a un generico anticonformista ha lasciato spazio al tentativo della destra di appropriarsene per negare il valore dell\u2019antifascismo. Abbiamo dedicato la tessera 2025 di Rifondazione Comunista a Pier Paolo Pasolini \u2013 con una foto che ci aveva autorizzato a utilizzare il suo amico Mario Dondero \u2013 e i suoi versi sullo \u201cstile pura luce\u201d della Resistenza. Un modo simbolico per restituire a Pier Paolo Pasolini quella tessera che perse nel 1949 con l\u2019espulsione dal Pci. Pasolini \u00e8 stato un comunista e un antifascista che fino all\u2019ultimo, con scritti, discorsi, interviste e il suo film Sal\u00f2, ha espresso il proprio rifiuto del capitalismo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A 50 anni dal suo assassinio, il ricordo di Pier Paolo Pasolini, poeta e regista, resta intatto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di Aur\u00e9lien Soucheyre<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pensiero e l\u2019opera dell\u2019immenso poeta e regista, omosessuale e comunista, assassinato cinquant\u2019anni fa, restano straordinariamente attuali di fronte alle devastazioni del capitalismo e all\u2019ascesa dei neofascisti.<br>Lo hanno picchiato a sangue, poi lo hanno finito schiacciandolo con la sua auto. Cinquant\u2019anni fa Pier Paolo Pasolini veniva brutalmente assassinato sulla spiaggia di Ostia, a Roma. Il movente? I mandanti? Gli esecutori? Incredibilmente, la polizia lascia la scena del crimine senza alcuna protezione. Perfida, una parte della stampa afferma che la vittima ha avuto solo ci\u00f2 che si meritava, avendo cercato in luoghi malfamati i servizi di un giovane prostituto, Giuseppe Pelosi. \u00c8 proprio lui che una giustizia stranamente selettiva riterr\u00e0 l\u2019unico colpevole. Da allora, le controinchieste, tra cui quella della giornalista investigativa Simona Zecchi, continuano ad alimentare un \u201ccold case\u201d che tormenta l\u2019Italia e che probabilmente non sar\u00e0 mai risolto.<br>\u00abPasolini era diventato estremamente scomodo. I suoi interventi quotidiani sui giornali erano molto virulenti contro il potere e l\u2019estrema destra, che accusava di complicit\u00e0 nell\u2019attentato di piazza Fontana. Nel libro-inchiesta \u201cPetrolio\u201d, che stava scrivendo al momento della sua morte, affermava di documentare la collusione e la corruzione tra i responsabili politici, la lobby petrolifera e la mafia. Si era attirato i peggiori nemici possibili. La cosa pi\u00f9 probabile \u00e8 che sia caduto in una trappola\u201d, ritiene Ren\u00e9 de Ceccatty, traduttore e biografo di Pasolini. Resta il fatto che, non potendo fare piena luce sul suo omicidio, commesso nella notte tra il 1\u00b0 e il 2 novembre 1975, un altro argomento rimane pi\u00f9 che mai da chiarire, a cinquant\u2019anni di distanza: Pasolini stesso, tanto la sua opera magistrale e proteiforme invita a riflettere sul nostro mondo.<br>Era allo stesso tempo comunista, omosessuale, cattolico e ateo. Scrittore, regista e drammaturgo. Un intellettuale e poeta impegnato. \u201cEra prima di tutto un poeta. \u00c8 questo che lega tutta la sua vita e la sua opera. Per lui, la poesia era l\u2019unico vero linguaggio e l\u2019unico modo per cogliere la realt\u00e0\u201d, spiega Ren\u00e9 de Ceccatty. \u00c8 importante considerare che Pasolini nacque nel 1922, l\u2019anno della marcia fascista su Roma. \u201cSono nato in un mondo fascista. Non conoscevo il fascismo: non pi\u00f9 di quanto un pesce conosca l\u2019acqua in cui vive\u201d, disse. Finch\u00e9 non lesse autori condannati da Mussolini, come Rimbaud. Fu uno shock. Pasolini si sent\u00ec immediatamente fuori dalla societ\u00e0, fuori dal suo \u201crealismo\u201d. La sua difesa del friulano, una lingua proscritta dal regime, aggiunge un ulteriore tassello al suo rifiuto della standardizzazione degli esseri, che sarebbe stata la sua bussola per tutta la vita.<br>\u201cPasolini \u00e8 diventato antifascista attraverso la poesia, che lo ha portato a confrontarsi con la realt\u00e0. Ma non si \u00e8 fermato l\u00ec. Anche molto tempo dopo la caduta di Mussolini, si \u00e8 opposto a tutte le forme di rinascita fascista, comprese quelle pi\u00f9 moderne\u201d, osserva lo psicoanalista e saggista Roland Gori. Sempre in allerta, Pasolini si rese presto conto che la borghesizzazione capitalista, la societ\u00e0 dei consumi e lo spettacolo avrebbero portato a una nuova forma di centralismo fascista. \u201cNon \u00e8 obsoleto; \u00e8 ci\u00f2 che sta accadendo oggi\u201d, aggiunge Gori. \u201cPasolini non ha vissuto abbastanza per vedere Trump, Musk e Meloni, ma il termine \u2018tecnofascismo\u2019 gli appartiene. \u00c8 stato il primo a usarlo. \u00c8 uno dei pensatori pi\u00f9 importanti per me. Etimologicamente, un martire \u00e8 qualcuno che porta testimonianza, e questo era il caso di Pasolini\u201d. Ha testimoniato l\u2019esistenza di un nucleo fascista al cuore della modernit\u00e0. Analizzava come l\u2019invasione delle nuove tecnologie potesse aprire la strada a una nuova forma di totalitarismo consumistico che avrebbe distrutto il linguaggio e standardizzato il pensiero. Il suo testo \u201cLa scomparsa delle lucciole\u201d, scritto nel 1975, pochi mesi prima della sua morte, traccia un parallelo folgorante tra l\u2019inquinamento distruttivo della natura e l\u2019estinzione dei valori cardinali del progresso, attraverso una rivoluzione antropologica che considerava ben pi\u00f9 pericolosa del fascismo originario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Antifascista, Pasolini divenne anche comunista dopo aver incontrato i braccianti friulani in rivolta contro il loro datore di lavoro. \u201cAncora pi\u00f9 di Marx, le idee di Gramsci mi conquistarono immediatamente\u201d, dichiar\u00f2. L\u2019assassinio del fratello nel 1945, un comunista impegnato in lotta per l\u2019indipendenza del Friuli, da parte di altri comunisti che cercavano di annettere la regione alla Jugoslavia, non lo allontan\u00f2 dal marxismo. N\u00e9 lo allontan\u00f2 la sua espulsione dal Partito Comunista Italiano nel 1949 per \u201catti osceni\u201d, \u201cindegnit\u00e0 morale\u201d e \u201cvizio tipicamente borghese\u201d, quando Pasolini riconobbe apertamente la sua omosessualit\u00e0. \u201cMalgrado voi, resto e rester\u00f2 comunista, nel vero senso della parola\u201d, afferm\u00f2 il poeta, che non sarebbe mai diventato un artista \u201cufficiale\u201d ma non avrebbe mai reciso i legami, cercando sempre di mantenere il dialogo e di provocare il dibattito. \u00abMolto pi\u00f9 della classe operaia impegnata nella lotta di classe, ci\u00f2 che interessava fondamentalmente Pasolini era soprattutto il sottoproletariato, cio\u00e8 i proletari che non avevano ancora coscienza di classe. Erano soprattutto loro che voleva risvegliare, in particolare attraverso l\u2019arte\u00bb, osserva Ren\u00e9 de Ceccatty.<br>Nel 1968, alla Mostra del Cinema di Venezia, present\u00f2 \u201cTeorema\u201d. Nonostante avesse vinto il premio dell\u2019International Catholic Film Office, il film suscit\u00f2 scandalo alla sua uscita.<br>Ed \u00e8 all\u2019inizio degli anni Sessanta, con il suo arrivo a Roma, che Pasolini diventa un artista completo: alla poesia si aggiunge l\u2019attivit\u00e0 di sceneggiatore, scrittore, regista e drammaturgo. Svolge un\u2019attivit\u00e0 artistica e intellettuale sorprendente e senza eguali. Si cimenta con il documentario (\u201cLa rabbia\u201d, \u201cInchiesta sulla sessualit\u00e0\u201d), realizza mediometraggi comici e lungometraggi mozzafiato, concentrandosi sui ragazzi (\u201cAccattone\u201d, nel 1962, \u201cMamma Roma\u201d, nel 1966), sull\u2019Antichit\u00e0 (\u201cEdipo Re\u201d, nel 1967, \u201cMedea\u201d, nel 1969), sulla famiglia borghese (\u201cTeorema\u201d, nel 1968, \u201cPorcile\u201d, nel 1969) o persino sulla figura di Cristo, con \u201cIl Vangelo secondo Matteo\u201d (1964). \u201cCristo \u00e8 un sottoproletario che va con il sottoproletariato\u201d, insiste l\u2019uomo che crede che Ges\u00f9 debba essere restituito al popolo e che ribadisce, riguardo all\u2019eredit\u00e0 cristiana, che \u201csarebbe una follia lasciare il monopolio del Bene ai preti\u201d . \u201cIl Ges\u00f9 di Pasolini \u00e8 quello della rabbia contro i cambiavalute nel Tempio; \u00e8 interpretato da un sindacalista spagnolo. Ges\u00f9 \u00e8 risolutamente ritratto dalla parte degli oppressi; \u00e8 amore e rabbia\u201d, osserva Julie Paquette, professoressa di filosofia alla Saint Paul University di Ottawa.<br>\u00abPasolini \u00e8 ateo, e il suo Cristo non \u00e8 quindi il figlio di Dio: \u00e8 una figura terrena, un rivoluzionario\u00bb, osserva Anne-Violaine Houcke, docente di cinema e studi audiovisivi all\u2019Universit\u00e0 Paris Nanterre. \u00abUna sorta di intellettuale marxista che getta il suo corpo nella lotta. Pasolini disperava della frattura tra, da un lato, gli intellettuali comunisti, che criticava per un razionalismo incapace di abbracciare l\u2019irrazionale, e dall\u2019altro, il mondo cattolico, che riteneva fallimentare nella sua missione primaria di giustizia sociale. Questa frattura si esprime in tutta la sua rubrica sul quotidiano del Partito Comunista \u201cVie Nuove\u201d tra il 1960 e il 1965, dove si impegnava in un dialogo con i lettori. Pasolini chiarisce molto bene che il marxista, anche se basa tutte le sue azioni su una fede il cui esito \u00e8 la vittoria della lotta dei poveri contro i ricchi, \u00e8 un uomo religioso\u00bb. Il suo rapporto con Cristo, come il suo rapporto con Marx, ha quindi qualcosa di eretico.<br>Ben presto, il cinema di Pasolini si distinse per essere allo stesso tempo rustico, sperimentale e sofisticato. Questo non gli imped\u00ec, con la sua \u201cTrilogia della vita\u201d \u2013 \u201cIl Decameron\u201d (1971), \u201cI racconti di Canterbury\u201d (1972) e \u201cLe mille e una notte\u201d (1974) \u2013 di raggiungere il primo posto al botteghino italiano, prima di sfidare il voyeurismo del pubblico con \u201cSal\u00f2 o le 120 giornate di Sodoma\u201d (1975). \u201cIl teatro facile \u00e8 oggettivamente borghese, il teatro difficile \u00e8 per l\u2019\u00e9lite colta. Il teatro molto difficile \u00e8 l\u2019unico teatro democratico\u201d, afferm\u00f2. \u201cQuesto apparente elitarismo ha in realt\u00e0 un orizzonte fondamentalmente democratico\u201d, concorda Anne-Violaine Houcke, che aggiunge: \u201cLa pedagogia di Pasolini cerca di fare della complessit\u00e0 un luogo per risvegliare il pensiero critico\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Disgregatore dello status quo, informatore pubblico, Pasolini cercava di scuotere le cose affinch\u00e9 ogni essere umano potesse essere parte attiva della propria vita, all\u2019interno di una polifonia collettiva. \u201cSe c\u2019\u00e8 provocazione, il suo scopo \u00e8 riaccendere il potere della contraddizione. La sua provocazione ha una vocazione radicalmente democratica in quanto ci impedisce di diventare compiacenti. Pasolini invocava la necessit\u00e0 di provocare uno stato di emergenza poetica contro la \u2018normalit\u00e0\u2019. La provocazione diventa talvolta, in questo senso, una sorta di necessit\u00e0 di fronte a nuove forme di fascismo\u201d, spiega Julie Paquette. \u201cTutto nella sua opera \u00e8 \u2018discorso pubblico\u2019. Uno dei suoi modelli \u00e8 Socrate, il sublime folle, come lo chiama lui, che si reca instancabilmente nella periferia di Atene per mettere in discussione, per praticare la sua arte della maieutica. \u00c8 il tafano della citt\u00e0\u201d, osserva Anne-Violaine Houcke.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E Pasolini pag\u00f2 un prezzo altissimo. Pass\u00f2 senza sosta da un\u2019opera a un processo, da un processo a un\u2019altra opera. Il critico Franco Grattarola ritiene che sia stato vittima di un \u201clinciaggio morale durato venticinque anni\u201d per mano di giudici, media e destra. In totale, furono avviati 33 procedimenti legali contro le sue creazioni. Lui stesso si lamentava di essere stato cos\u00ec spesso presentato come un \u2018\u201dantitesi morale, un reietto\u201d da coloro che cercavano di ridurlo a quella che lui definiva la sua \u201comofilia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo a volte lo portava a prevedere il peggio. Si immaginava \u201cpicchiato a morte con i bastoni \u201c. Scrisse: \u201cArrivo a Ostia sotto una tempesta blu come la morte\u201d; \u201cSono come un gatto bruciato vivo, schiacciato sotto le ruote di un grosso camion \u201c. In un\u2019intervista del giorno prima del suo assassinio, dichiar\u00f2: \u201cTutti sanno che pago le mie esperienze con la mia stessa persona! Non sapete nemmeno chi, in questo momento, potrebbe pensare di uccidermi\u2026 Siamo tutti in pericolo\u201d. Tanto che alcuni, sottolineando il suo fascino per i martiri o cedendo al romanticismo fuorviante di una vita presumibilmente conclusa magnificamente da una morte violenta, lo accusarono o immaginarono che si fosse sacrificato. Come se fosse un colpo di grazia alla societ\u00e0 italiana. \u201cNon ci credo per un secondo. Aveva mille progetti. Possedeva una vitalit\u00e0 creativa molto forte\u201d. \u201cNon \u00e8 affatto un oracolo suicida\u201d, ribatte Ren\u00e9 de Ceccatty. \u00abProtesto contro tutto ci\u00f2 che relativizza un omicidio abominevole\u00bb, risponde Roland Gori .<br>Sebbene Pasolini non avesse carenza di nemici tra l\u2019\u00e9lite, solo una persona pag\u00f2 per il suo assassinio: un prostituto diciassettenne condannato nel 1976 a nove anni di carcere.<br>\u00abLa libert\u00e0\u00bb, scrisse Pasolini, \u00abesiste solo \u2018in prima linea\u2019. Bisogna \u2018sforzarsi di non andare troppo avanti, di interrompere l\u2019impeto vittorioso verso il martirio; e tornare continuamente in prima linea\u2019. Considerare il suo omicidio come qualcosa di simile al suicidio, a un sacrificio, non \u00e8 solo abietto, ma profondamente contraddittorio, contrario alla sua stessa opera\u00bb, afferma Anne-Violaine Houcke. \u00abCi\u00f2 che mi interessa non \u00e8 tanto la crudelt\u00e0 della vita che produce crimini, quanto il fatto che questi crimini vengano perpetrati perch\u00e9 non si cerca nemmeno di comprendere la storia, la vita, la realt\u00e0\u00bb, disse ancora Pasolini. Questa \u00e8 la prova del suo desiderio di risvegliare continuamente le coscienze, in particolare di fronte all\u2019estrema destra che, a cinquant\u2019anni dalla sua morte, sta tentando di cooptarlo \u2013 come ha fatto con Gramsci \u2013 nonostante la perdurante attualit\u00e0 della sua opera e del suo pensiero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi lo storico quotidiano comunista francese l\u2019Humanit\u00e9 dedica la prima pagina al nostro amato Pier Paolo Pasolini, raccontato per quel che \u00e8 stato: un comunista eretico. 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