{"id":6158,"date":"2025-12-17T11:09:01","date_gmt":"2025-12-17T10:09:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/?p=6158"},"modified":"2025-12-17T11:09:03","modified_gmt":"2025-12-17T10:09:03","slug":"toni-negri-sulla-guerra-in-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2025\/12\/17\/toni-negri-sulla-guerra-in-ucraina\/","title":{"rendered":"Toni Negri sulla guerra in Ucraina"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ricordo di Toni Negri a due anni dalla morte riproponendo un suo articolo dell&#8217;agosto 2022 sulla guerra in Ucraina. Purtroppo l&#8217;Europa \u00e8 andata e sta andando nella direzione opposta a quella auspicata nell&#8217;articolo<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">di Maurizio Acerbo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>UNA NUOVA REALTA&#8217;?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>di Toni Negri<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">19 agosto 2022<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo sei mesi di conflitto, un esercito russo incapace di prendere Kyiv \u00e8 presentato come una minaccia per l\u2019intero continente. L\u2019Ucraina \u00e8 diventata, secondo il presidente Zelensky, \u201cil trampolino per l\u2019attacco ad altre nazioni d\u2019Europa\u201d. Per il Segretario alla difesa americano Lloyd Austin la Russia rappresenta niente meno che \u201cuna sfida ai popoli liberi ovunque\u201d. Pronunciata nella base americana di Ramstein, Germania, la dichiarazione suonava come copione per una riedizione storica della Guerra fredda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La guerra in Ucraina \u00e8 vista ampiamente come una guerra contro l\u2019espansionismo russo, e quindi una guerra per l\u2019Europa. La fantasticheria della Guerra fredda che vedeva i cosacchi che abbeveravano i cavalli alle fontane di san Pietro a Roma ha acquistato nuova vita. I cosacchi ora sono motorizzati, e niente altro che una coalizione del cosiddetto mondo libero potr\u00e0 impedire ai sommergibili russi di attraccare a Gdansk o a colonne di carri T-14 di scorrazzare lungo le autostrade tedesche. Se non vogliamo fare scorte di farina o zucchero dobbiamo allargare la Nato portando dentro Svezia e Finlandia. E mentre facciamo questo, perch\u00e9 non combattere e sconfiggere la Russia sul campo di battaglia, con la Nato sulla linea del fronte?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di questi tempi il realismo scarseggia e stiamo camminando con passo incerto lungo i bordi di una guerra globale. Non nuoce ricordarci pi\u00f9 spesso che dal 1945 gli arsenali nucleari hanno posto limiti assoluti ai conflitti nel mondo e alla possibilit\u00e0 di modifiche sostanziali all\u2019ordine globale. Tra le potenze nucleari esiste un tacito accordo sul fatto che questo ordine non pu\u00f2 essere alterato radicalmente. Non \u00e8 il caso di cercare di scoprire dove si trova il punto di rottura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante gli annunci ricorrenti, secondo i quali viviamo in una \u2018nuova realt\u00e0\u2019, n\u00e9 la fine della Guerra fredda n\u00e9 la globalizzazione hanno modificato essenzialmente questa situazione. Un mondo interconnesso dai mercati e sistemi produttivi e di comunicazione globali \u00e8 meno flessibile di quanto si possa immaginare. Con l\u2019abbondanza di riserve di materie prime e di settori altamente sviluppati nelle tecnologie militari e spaziali, \u00e8 gi\u00e0 chiaro che la Russia continuer\u00e0 a far parte del sistema globale nonostante le sanzioni occidentali. Al massimo, questi limiti sono diventati meno visibili e pi\u00f9 fragili. Nulla sarebbe pi\u00f9 pericoloso che scambiare una guerra per procura tra potenze nucleari con un conflitto asimmetrico contro uno \u2018stato terrorista\u2019 combattuta in nome di nobili ideali come \u2018democrazia\u2019 o \u2018diritti umani\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se il realismo deve lottare per essere ascoltato, \u00e8 anche perch\u00e9 in tempi di guerra la macchina della propaganda tira tutto al proprio mulino. Democrazia, resistenza antifascista e lotta contro l\u2019imperialismo sono nobili obiettivi ma sono anche facilmente addomesticabili (non molto tempo fa si motivava una operazione militare speciale come \u2018denazificazione\u2019 dell\u2019Iraq). Posto che oggi essi sono le basi della narrazione dominante per la resistenza ucraina contro l\u2019invasione russa, il realismo \u00e8 de facto assimilato alla propaganda del Kremlino o anche peggio. Che si tratti di John Mearsheimer o di J\u00fcrgen Habermas, guai a chi osa controbilanciare l\u2019idealismo con le realt\u00e0 della politica internazionale!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E tuttavia, c\u2019\u00e8 bisogno di una valutazione equilibrata degli obiettivi perseguiti dalla coalizione dei paesi che sostengono l\u2019Ucraina. Si tratta di respingere i russi fuori del paese o di riconquistare le province orientali? A dispetto della sorprendente prestazione dell\u2019apparato militare ucraino e anche senza considerare la Crimea, \u00e8 improbabile che questo risultato possa essere raggiunto. Si tratta di porre fine agli atroci crimini di guerra che le truppe russe sembrano commettere con frequenza giornaliera? Solo una logica perversa pu\u00f2 cercare giustizia nella continuazione di una guerra che ammette proprio la possibilit\u00e0 di questi crimini. Oppure \u00e8 opportuno infliggere alla Russia una decisiva sconfitta sul campo, che la lascerebbe \u2018indebolita\u2019 se non \u2018umiliata\u2019? Questo va oltre le richieste pi\u00f9 intransigenti di Kyiv e si corre il rischio di un\u2019escalation del conflitto, aumentando le probabilit\u00e0 dell\u2019uso di armi non convenzionali. In ogni caso, ogni discorso sulla \u2018vittoria\u2019 \u00e8 privo di senso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In una situazione cos\u00ec pericolosa che cosa dovrebbe fare l\u2019Europa? Non c\u2019\u00e8 dubbio che la guerra in Ucraina rappresenta un punto di svolta in cui \u00e8 in gioco il futuro dell\u2019Europa \u2013 ma non per le ragioni che vengono di solito invocate. Esiste un\u2019evidente possibilit\u00e0 che la guerra possa generare una frattura tra Europa occidentale e orientale e comportare la fine dell\u2019Europa come progetto politico. \u00c8 nell\u2019interesse degli europei \u2013 e degli ucraini, che alla fine entreranno nell\u2019Unione \u2013 assicurarsi che questo progetto non diventi una vittima collaterale del conflitto. Per evitarlo \u00e8 necessario un ritorno al realismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Primo, l\u2019Europa deve riconoscere che, sempre di pi\u00f9, i suoi interessi non coincidono con quelli di Washington. Vale la pena di ripetere che l\u2019unit\u00e0 europea \u00e8 stata raggiunta fuori dalle strategie che hanno favorivano gli interessi nazionali americani: per gli Stati Uniti, la Nato \u00e8 sempre stata una priorit\u00e0 pi\u00f9 importante dell\u2019unit\u00e0 europea. Tuttavia, per quanto faticosa ed esitante, questa unit\u00e0 ha fissato recentemente importanti pietre miliari (per esempio, la mutualizzazione del debito per affrontare la pandemia). Non dovrebbe essere sacrificata all\u2019obiettivo di indebolire la Russia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli Stati Uniti possono permettersi di scommettere sul prolungamento del conflitto e alzare la posta in gioco perch\u00e9 le conseguenze di queste decisioni sono sopportate soprattutto dall\u2019Europa: la sistemazione di milioni di rifugiati, il costo delle sanzioni devastanti per le economie europee e la necessit\u00e0 di una corsa verso nuove fonti di energia. L\u2019aumento delle spese per la difesa causer\u00e0 un ulteriore impatto sul sistema del welfare \u2013 gi\u00e0 indebolito da decenni di politiche neoliberiste e dalla crisi del 2008 \u2013 che resta nondimeno centrale per la regolazione degli equilibri sociali su cui si basa la stabilit\u00e0 politica dell\u2019Unione. Infine, se il conflitto dovesse subire un\u2019escalation, l\u2019Europa ne diventerebbe il teatro centrale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La guerra in Ucraina offre a Washington l\u2019opportunit\u00e0 di sostenere la sua egemonia declinante spostando sui paesi europei parte dei costi, come anche di coinvolgerli nel suo confronto globale con la Cina. Sotto questo aspetto, la continuit\u00e0 tra l\u2019amministrazione Trump e quella di Biden \u00e8 impressionante. E ci\u00f2 potrebbe avere un forte impatto sull\u2019ordine costituzionale dell\u2019Europa, poich\u00e9 diminuirebbe la capacit\u00e0 dei suoi membri storici di definire l\u2019orientamento politico dell\u2019Unione, a favore di governi pi\u00f9 docili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019indebolimento politico dell\u2019Europa \u00e8 diventato un obiettivo esplicito dell\u2019allargamento della Nato, specialmente tra i neoconservatori, rafforzati dalla prospettiva di una guerra con la Russia venduta come una battaglia per la democrazia. Per neutralizzare il rischio di un\u2019alleanza resa poco maneggevole dalla sua composizione troppo numerosa e da una missione che tende ad ampliarsi e che ora contempla anche il contenimento della Cina, alcuni suggeriscono di usare l\u2019ampliamento della Nato per riconfigurare i rapporti di forza all\u2019interno dell\u2019Unione. L\u2019obiettivo \u00e8 di promuovere una coalizione che includerebbe \u2018i paesi est-europei e gli stati baltici, con la Polonia come leader \u2026 gli stati scandinavi, in particolare la Finlandia e la Norvegia\u2019 ma anche \u2018 le potenze esterne di lingua inglese, Regno Unito e Canada compresi\u2019. La stessa strategia sta dietro le recenti proposte britanniche di creare un \u2018Commonwealth Europeo\u2019, che consisterebbe nella creazione di un\u2019Unione-ombra pi\u00f9 allineata all\u2019agenda transatlantica. Questa impostazione trova sostegno nel nuovo concetto strategico della Nato, volto a favorire \u2018il massimo coinvolgimento\u2019 dei membri non-europei negli sforzi per la difesa dell\u2019Europa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo scenario, resta fuori la richiesta di Svezia e Finlandia di entrare nella Nato per le sue implicazioni politiche, piuttosto che per il suo significato strategico. Come ha puntualizzato Adam Tooze, la loro decisione di voler entrare \u00e8 stata resa possibile dalla debolezza dell\u2019apparato militare russo, non dalla minaccia che esso rappresentava. \u00c8 ancora troppo presto per dire se l\u2019emergere di una Nato nordica e piuttosto aggressiva cambier\u00e0 la forma del conflitto ma il fatto rende visibili nuove linee di debolezza in Europa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Possiamo salvare l\u2019Ucraina, e per\u00f2 salvare anche l\u2019Europa? Come ha scritto recentemente il fisico Carlo Rovelli, \u2018il problema delle guerre non \u00e8 vincerle: \u00e8 fare in modo che finiscano\u2019. L\u2019Europa non \u00e8 un club di vincitori. \u00c8 stata costruita sul rifiuto della guerra, la limitazione della sovranit\u00e0 statale e l\u2019adozione del federalismo come principio fondante. Suo obiettivo principale \u00e8 sempre stato organizzare la pace sul continente e deve restare lo stesso oggi, se l\u2019Europa vuole sopravvivere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sostegno dei governi europei all\u2019Ucraina non pu\u00f2 essere il veicolo per strategie che impediscano l\u2019ulteriore integrazione politica dell\u2019Europa. Questo non significa abbandonare Kyiv al proprio destino o rifiutare di inviare aiuto militare. Significa che l\u2019aiuto deve essere accompagnato da vincoli diplomatici espliciti, che devono essere attentamente calibrati, in modo da non ostacolare futuri negoziati e future relazioni con la Russia. Presto o tardi, ci sar\u00e0 una soluzione negoziata che probabilmente si avviciner\u00e0 nei contorni agli accordi di Minsk.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Europa deve tenere una sana distanza dalla grande strategia americana, che non ha ancora trovato la formula politica per adattarsi al declino globale della potenza USA e la sua perdita di prestigio. Ritornare alla Guerra fredda non restaurer\u00e0 la supremazia americana ma creer\u00e0 problemi all\u2019Europa. E neanche ricostruir\u00e0 il suo prestigio: condurre una lotta globale per la \u2018democrazia\u2019 \u00e8 meno convincente quando nel paese-guida il Senato tiene audizioni su un tentativo di colpo di stato, dove i diritti delle donne sono calpestati da un potere giuridico che si suppone debba proteggerle, e quando la possibilit\u00e0 di una guerra civile \u00e8 un tema ricorrente nelle conversazioni. Non pu\u00f2 sorprendere che il mondo non la appoggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sarebbe un errore per l\u2019Europa giocarsi il proprio destino in questa strategia. Piuttosto, dovrebbe scommettere sul gruppo emergente dei \u2018moderati\u2019 a Washington, che sostengono una politica estera diversa e meno bellicosa, lontana dalle ipocrite omelie sull\u2019ordine liberale internazionale e le sue implicazioni militari. Presa tra la crisi dell\u2019egemonia americana e le scaltre manovre del Kremlino, che cerca di appoggiare le forze pi\u00f9 anti-europee e politicamente reazionarie, l\u2019Europa deve diventare un soggetto politico e sviluppare un\u2019autonomia strategica a livello globale. La guerra in Ucraina ha reso tutto questo un compito urgente, che non pu\u00f2 essere pi\u00f9 rinviato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricordo di Toni Negri a due anni dalla morte riproponendo un suo articolo dell&#8217;agosto 2022 sulla guerra in Ucraina. 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