{"id":7285,"date":"2026-01-30T15:22:27","date_gmt":"2026-01-30T14:22:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/?p=7285"},"modified":"2026-01-30T15:22:28","modified_gmt":"2026-01-30T14:22:28","slug":"da-bologna-un-passo-verso-la-coalizione-popolare-maggioritaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/01\/30\/da-bologna-un-passo-verso-la-coalizione-popolare-maggioritaria\/","title":{"rendered":"Da Bologna un passo verso la coalizione popolare maggioritaria"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\">di&nbsp;<strong>Franco Ferrari<\/strong> &#8211; Nella capitale emiliano-romagnola si \u00e8 tenuto, nello scorso fine settimana, un importante appuntamento di dibattito e confronto tra soggetti diversi appartenenti comunque ad un\u2019area politica definibile come sinistra radicale o alternativa. Sicuramente si \u00e8 trattato di un passaggio positivo da cui vanno tratte indicazioni per chi voglia individuare una pi\u00f9 articolata strategia politica.<br>In quell\u2019appuntamento sono a mio parere confluite due tendenze diverse ma non divergenti. La prima \u00e8 quella costituita dalla coalizione di StopRearm che si propone di dare vita ad un ampio schieramento di opposizione alla guerra e alle politiche di riarmo scelte dall\u2019Unione Europea e da quasi tutti i governi che ne fanno parte. L\u2019altro filone \u00e8 invece pi\u00f9 specificamente animato da una corrente politico-culturale legata ad una rete di centri sociali spesso connessi ad una proiezione elettorale-istituzionale e punto di raccordo di altre realt\u00e0 di movimento.<br>Alcuni dei temi che hanno attraversato la discussione sono stati condivisi ma a volte affrontati con approcci diversi. Questo non comporta affatto un giudizio critico ma \u00e8 al contrario la sottolineatura di un fatto positivo. Ci sono elementi teorico-ideologici che identificano il settore di movimento pi\u00f9 connotato: ad esempio il riferimento al \u201cconfederalismo democratico\u201d ripreso dall\u2019esperienza del Rojava, attualmente sotto un pesante attacco militare, o, connessi ad esso, il municipalismo, la contestazione radicale dello stato-nazione e quindi la disponibilit\u00e0 a ragionare nella dimensione europea, in contrasto ad ogni sottolineatura \u201csovranista\u201d o \u201ccampista\u201d.<br>Sono impostazioni attorno alle quali si sono costruite esperienze interessanti di organizzazione dal basso e di nuovo radicamento sociale, indispensabili per ogni prospettiva di cambiamento, ma rispetto alle quali, e al rischio di una loro unilateralit\u00e0, \u00e8 opportuno tenere aperta la discussione.<br>Al di l\u00e0 della condivisione o meno di una specifica impostazione teorica, l\u2019atteggiamento non settario mantenuto anche da questa componente e la conseguente disponibilit\u00e0 al confronto e alla convergenza su temi e campagne di mobilitazione \u00e8 un fatto positivo. Essendo altres\u00ec consapevoli che una pi\u00f9 ampia mobilitazione popolare, come \u00e8 quella che si propone StopRearm, richiede necessariamente di far convergere orientamenti e ispirazioni ideali diverse. In una fase sociale di scarsa mobilitazione e in cui spesso il senso comune \u00e8 orientato dalla destra, il rischio che, laddove si costruiscono forme di insediamento sociale organizzato, ci si rinchiuda in una nicchia autoreferenziale \u00e8 sempre presente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\">Dall\u2019assemblea di Bologna esce, mi pare, un dato politicamente significativo ovvero la comprensione dell\u2019elemento caratterizzante l\u2019attuale fase politica, in Italia, in Europa e a livello globale: l\u2019offensiva in atto di una destra autoritaria e reazionaria, nel quale si fanno pi\u00f9 forti e pi\u00f9 espliciti richiami ai fascismi degli anni trenta.<br>Questo \u00e8 un punto di partenza ineludibile per ogni ipotesi politica relativa alla prossima fase, di cui evidentemente l\u2019appuntamento elettorale del 2027 costituisce un passaggio importante. La consapevolezza crescente \u00e8 che occorra spezzare la continuit\u00e0 del governo di destra che, avendo almeno altri cinque anni a disposizione, scardinerebbe la Costituzione e occuperebbe tutti gli spazi di trasmissione ideologica e di formazione del senso comune (media, scuola, istituzioni culturali).<br>Questo risultato, tutt\u2019altro che scontato, non esaurisce una prospettiva di pi\u00f9 lungo periodo che \u00e8 quella di costruzione di una \u201ccoalizione popolare maggioritaria\u201d che sia in netta contrasto con la destra ma sia anche in grado di imporre un \u201cprogramma di rottura\u201d rispetto al decennio dei governi tecnici e dell\u2019unit\u00e0 nazionale formatisi attorno ad austerit\u00e0 e a forme pi\u00f9 o meno morbide di governance neoliberista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\">Il passaggio elettorale del 2027 servir\u00e0 a tenere aperta la prospettiva del cambiamento e della rottura col passato, piuttosto che risolverlo. Perch\u00e9 questo avvenga occorrono molti elementi che oggi ancora mancano: lo spostamento degli equilibri sociali della coalizione elettorale alternativa, dai settori liberali delle classi dominanti alla classe lavoratrice e alle classi popolari e ai movimenti sociali anti-sistemici; un robusto e concreto programma politico che dia il necessario spazio ad un nuovo modello di sviluppo e di trasformazione dell\u2019economia; il rafforzamento delle forze politiche di sinistra alternativa con un rilancio del loro insediamento sociale.<br>\u00c8 a tutti evidente che il rapporto con il centro-sinistra \u00e8 da un lato indispensabile per sconfiggere la destra, un obbiettivo che non si pu\u00f2 disertare se non a costo di rompere con un sentimento popolare diffuso, ma che l\u2019attuale ipotetica coalizione di centro-sinistra non ha ancora la forza, la dinamica e la coerenza per parlare a settori importanti di classi popolari che si sono allontanati da essa negli ultimi quindici anni. Bench\u00e9 l\u2019attuale configurazione, di cui il PD \u00e8 parte importante ma non pi\u00f9 il dominus incontrastato come sperava di diventare con il progetto veltroniano della \u201cvocazione maggioritaria\u201d, apra alla possibilit\u00e0, della costruzione di un \u201cpatto costituzionale\u201d che lasci autonomia strategica alle forze dell\u2019alternativa, gli ostacoli non sono pochi.<br>Una parte della destra del PD, sostenuta da importanti mezzi di informazione (anche se declinanti nella loro influenza), sta lavorando o per spostare a destra l\u2019asse politico della coalizione, con il risultato di entrare in contrasto con il sentimento di milioni di potenziali elettori, o impedirne la costituzione come accadde nel 2022. Ci sono sempre settori politici, come ci sono settori delle classi dominanti, che posti di fronte all\u2019alternativa tra un governo moderatamente riformatore e una destra reazionaria ma alla fine allineata ai desiderata del potere economico preferiscono la seconda (come si diceva nella Francia degli anni \u201930: \u201cmeglio Hitler del Fronte Popolare\u201d).<br>La costruzione di un\u2019opposizione che possa cacciare la destra dal governo non \u00e8 un dato di fatto rispetto al quale ci si debba passivamente adattare (\u201centrare o non entrare nel campo largo\u201d) bens\u00ec \u00e8 l\u2019obbiettivo politico attorno al quale occorre costruire una dinamica di mobilitazione popolare, di confronto politico-programmatico che coinvolga sia il mondo intellettuali che i saperi che si sono consolidati nell\u2019azione dei movimenti conflittuali. L\u2019appuntamento lanciato a Bologna di una manifestazione nazionale per il prossimo 28 marzo, pu\u00f2 rappresentare un momento importante di sensibilizzazione e coinvolgimento che non pu\u00f2 attendere passivamente la convergenza tra le leadership politiche del centro-sinistra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\">Nell\u2019analisi della situazione occorre tenere presente che sono presenti settori, pur minoritari, che si muovono secondo altre prospettive. In coincidenza con l\u2019appuntamento bolognese, la Rete dei Comunisti ha organizzato un confronto a Roma al quale ha invitato alcuni singoli o rappresentanti di spezzoni minoritari di altri partiti. La relazione di Mauro Casadio, esponente storico della Rete e delle aggregazioni politiche che l\u2019anno preceduta a partire dagli anni \u201970, ha presentato il punto di vista di questa organizzazione, la cui influenza va al di l\u00e0 delle proprie fila ristrette per il peso che ha nel principale sindacato di base (USB) e in Potere al Popolo. In quest\u2019ultimo caso, a differenza di altre forze politiche, non esiste, mi sembra, una presentazione pubblica del dibattito interno, quindi non \u00e8 possibile sapere se le tesi della Rete coincidano con PaP, anche se \u00e8 fuori di dubbio che l\u2019influenza politico-organizzativa della Rete \u00e8 certamente preminente.<br>Nelle argomentazioni di carattere ideologico avanzate da Casadio si trovano temi che meritano un confronto. Sottolineare la necessit\u00e0 di rilanciare la prospettiva del socialismo, quindi di una visione alternativa al capitalismo, \u00e8 condivisibile, ma le radici ideologiche della Rete (l\u2019adesione al filosovietismo degli anni \u201970 e \u201880, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire) portano ad una diversa visione del rapporto tra forme democratiche, riconoscimenti dei diritti individuali e costruzione del socialismo. Tutti temi che fanno parte della riflessione teorica e politica del comunismo italiano almeno a partire dalla destalinizzazione e che la Rete ha sempre contestato.<br>Dell\u2019impostazione di Casadio condivido anche la sottolineatura dell\u2019importanza dell\u2019organizzazione, rispetto ad eccessive curvature movimentiste o spontaneiste che si sono fatte strada a sinistra negli ultimi decenni. Ma modi e forme di costruzione dell\u2019organizzazione politica e sociale non possono non tenere conto dei mutamenti intervenuti e dell\u2019impossibilit\u00e0 di costruire organizzazioni eccessivamente rigide e dirette dall\u2019alto, bench\u00e9 alcune esperienze siano cadute nei difetti opposti di estremo eclettismo e di correntismo esasperato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\">Dove emerge una divaricazione radicale di posizioni \u00e8 quando si passa alla connotazione della fase politica e la proposta che ne consegue. Io trovo piuttosto sorprendente che, ci\u00f2 che sta davanti ai nostri occhi quotidianamente, la presenza di una destra sempre pi\u00f9 aggressiva che alza ogni giorno l\u2019asticella del possibile in termini di riduzione degli spazi democratici, sia totalmente ignorato dalla relazione di Casadio. Si continua a ripetere la rappresentazione di un sistema politico senza fratture interne, senza dinamiche divergenti derivate dalla pressione dal basso e dalle contraddizioni del capitalismo che, se aveva un qualche fondamento nel decennio scorso, oggi appare totalmente fuori fase. Da questo deriva la proposta di un polo elettorale di contrapposizione totale \u201ca centro-sinistra e centro-destra\u201d considerati del tutto identici. Anche se poi l\u2019USB, quando deve attivarsi per difendere delegati vittime di azioni repressive o alcuni spazi minimi di azione sindacale, \u00e8 in grado di vedere benissimo la differenza, dato che, giustamente, invita i partiti di centrosinistra e non quelli di centrodestra.<br>L\u2019impostazione presentata dalla Rete e in questo in totale contrasto con quella ben pi\u00f9 larga dell\u2019assemblea bolognese, \u00e8 di presentare continuamente paletti esclusivi a questo polo di cui si propone di essere il soggetto trainante. Non solo tutti quelli che ieri, oggi o domani potrebbero anche solo immaginare di allearsi al centrosinistra, ma viene riaffermata l\u2019esclusione pregiudiziale verso tutti coloro che stanno nella CGIL o sostengono la CGIL o, in pratica, non considerano la CGIL un avversario pregiudiziale. Senza entrare nella valutazione delle pratiche sindacali, sembra difficile costruire in Italia una Coalizione popolare maggioritaria con una cos\u00ec lunga lista di proscrizione.<br>Nell\u2019arco di forze che stanno tra la sinistra radicale e l\u2019estrema sinistra (che i politologi con qualche ragione distinguono anche laddove i confini non sono cos\u00ec netti) occorre mettere in conto un\u2019area pi\u00f9 fluida che potremmo definire provvisoriamente dei \u201cgeopolitici\u201d. Lasciando al momento da parte il giudizio sulla \u201cgeopolitica\u201d in quanto strumento di analisi (a mio modesto parere dalla portata molto limitata), attorno all\u2019uso o piuttosto all\u2019abuso di questo concetto o teoria si orientano una serie di settori intellettuali e\/o politici. Il richiamo alla \u201cgeopolitica\u201d, mai esattamente definita, viene riciclato un certo tradizionale \u201ccampismo\u201d, le cui premesse ideologiche sono per\u00f2 diverse da quelle tradizionali. Infatti la Rete dei Comunisti, il cui campismo \u00e8 di derivazione \u201cmarxista-leninista\u201d respinge esplicitamente la \u201cgeopolitica\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\">A me pare, ma su questo occorrer\u00e0 forse tornare, che vegano assunte criticamente una serie di categorie concettuali che nascono a destra e che con qualche contorsione verbale entrano in un discorso che invece si vuole di sinistra o addirittura di estrema sinistra. Penso ad esempio al ricorso sempre pi\u00f9 frequente all\u2019idea di Occidente, con l\u2019aggiunta di quello che sarebbe il suo declino, come categoria interpretativa e asse principale dell\u2019analisi dell\u2019attuale fase politico-ideologica, al \u201cdeep State\u201d (che spesso consente di assorbire elementi pervasivi di teorie cospirazioniste), alle rivoluzioni colorate e ultimamente ha molto successo anche la \u201crussofobia\u201d. Non tutte le analisi che rimandano all\u2019uso di questi concetti (in qualche caso pseudo-concetti) sono prive di validit\u00e0 e offrono pure qualche elemento di analisi corrispondente ai processi reali, ma alla fine tendono a rimuovere ogni riferimento al capitalismo come elemento dominante della realt\u00e0, delle sue dinamiche e delle sue contraddizioni, e ancora di pi\u00f9 i conflitti sociali e di classe. Sarebbe forse utile una riflessione critica sull\u2019assorbimento sempre pi\u00f9 pervasivo di queste tesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\">Il rilancio di una sinistra di alternativa (all\u2019interno della quale si colloca una componente comunista non dogmatica, non passatista, non settaria), come condizione per la costruzione di una nuova coalizione popolare maggioritaria, \u00e8 evidentemente obbiettivo impegnativo ma, credo, ineludibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\">tratto da <strong><a href=\"https:\/\/transform-italia.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Transform Italia <\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di&nbsp;Franco Ferrari &#8211; Nella capitale emiliano-romagnola si \u00e8 tenuto, nello scorso fine settimana, un importante appuntamento di dibattito e confronto tra soggetti diversi appartenenti comunque ad un\u2019area politica definibile come sinistra radicale o alternativa. Sicuramente si \u00e8 trattato di un passaggio positivo da cui vanno tratte indicazioni per chi voglia individuare una pi\u00f9 articolata strategia<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[31],"tags":[],"class_list":["post-7285","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinioni"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Da Bologna un passo verso la coalizione popolare maggioritaria - UmbriaLeft<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/01\/30\/da-bologna-un-passo-verso-la-coalizione-popolare-maggioritaria\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Da Bologna un passo verso la coalizione popolare maggioritaria - UmbriaLeft\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"di&nbsp;Franco Ferrari &#8211; Nella capitale emiliano-romagnola si \u00e8 tenuto, nello scorso fine settimana, un importante appuntamento di dibattito e confronto tra soggetti diversi appartenenti comunque ad un\u2019area politica definibile come sinistra radicale o alternativa. Sicuramente si \u00e8 trattato di un passaggio positivo da cui vanno tratte indicazioni per chi voglia individuare una pi\u00f9 articolata strategia\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/01\/30\/da-bologna-un-passo-verso-la-coalizione-popolare-maggioritaria\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"UmbriaLeft\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/UmbriaLeft2004\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-01-30T14:22:27+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-01-30T14:22:28+00:00\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Redazione\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Redazione\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"10 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/index.php\\\/2026\\\/01\\\/30\\\/da-bologna-un-passo-verso-la-coalizione-popolare-maggioritaria\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/index.php\\\/2026\\\/01\\\/30\\\/da-bologna-un-passo-verso-la-coalizione-popolare-maggioritaria\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Redazione\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/67da8848e64ba9ac075ad3e08394f050\"},\"headline\":\"Da Bologna un passo verso la coalizione popolare maggioritaria\",\"datePublished\":\"2026-01-30T14:22:27+00:00\",\"dateModified\":\"2026-01-30T14:22:28+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/index.php\\\/2026\\\/01\\\/30\\\/da-bologna-un-passo-verso-la-coalizione-popolare-maggioritaria\\\/\"},\"wordCount\":1927,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/#organization\"},\"articleSection\":[\"Opinioni\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/index.php\\\/2026\\\/01\\\/30\\\/da-bologna-un-passo-verso-la-coalizione-popolare-maggioritaria\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/index.php\\\/2026\\\/01\\\/30\\\/da-bologna-un-passo-verso-la-coalizione-popolare-maggioritaria\\\/\",\"name\":\"Da Bologna un passo verso la coalizione popolare maggioritaria - UmbriaLeft\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/#website\"},\"datePublished\":\"2026-01-30T14:22:27+00:00\",\"dateModified\":\"2026-01-30T14:22:28+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/index.php\\\/2026\\\/01\\\/30\\\/da-bologna-un-passo-verso-la-coalizione-popolare-maggioritaria\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/index.php\\\/2026\\\/01\\\/30\\\/da-bologna-un-passo-verso-la-coalizione-popolare-maggioritaria\\\/\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/index.php\\\/2026\\\/01\\\/30\\\/da-bologna-un-passo-verso-la-coalizione-popolare-maggioritaria\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Da Bologna un passo verso la coalizione popolare maggioritaria\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/\",\"name\":\"UmbriaLeft\",\"description\":\"\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/#organization\",\"name\":\"UmbriaLeft\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/03\\\/community_logo-1.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/03\\\/community_logo-1.png\",\"width\":517,\"height\":85,\"caption\":\"UmbriaLeft\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/UmbriaLeft2004\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/67da8848e64ba9ac075ad3e08394f050\",\"name\":\"Redazione\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/9214b5513f40f6b2e32d560914f8da601e39d83e805bc4c5565cdb712f019345?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/9214b5513f40f6b2e32d560914f8da601e39d83e805bc4c5565cdb712f019345?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/9214b5513f40f6b2e32d560914f8da601e39d83e805bc4c5565cdb712f019345?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Redazione\"},\"sameAs\":[\"http:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/index.php\\\/author\\\/admin\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Da Bologna un passo verso la coalizione popolare maggioritaria - UmbriaLeft","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/01\/30\/da-bologna-un-passo-verso-la-coalizione-popolare-maggioritaria\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Da Bologna un passo verso la coalizione popolare maggioritaria - UmbriaLeft","og_description":"di&nbsp;Franco Ferrari &#8211; Nella capitale emiliano-romagnola si \u00e8 tenuto, nello scorso fine settimana, un importante appuntamento di dibattito e confronto tra soggetti diversi appartenenti comunque ad un\u2019area politica definibile come sinistra radicale o alternativa. Sicuramente si \u00e8 trattato di un passaggio positivo da cui vanno tratte indicazioni per chi voglia individuare una pi\u00f9 articolata strategia","og_url":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/01\/30\/da-bologna-un-passo-verso-la-coalizione-popolare-maggioritaria\/","og_site_name":"UmbriaLeft","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/UmbriaLeft2004","article_published_time":"2026-01-30T14:22:27+00:00","article_modified_time":"2026-01-30T14:22:28+00:00","author":"Redazione","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Redazione","Tempo di lettura stimato":"10 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/01\/30\/da-bologna-un-passo-verso-la-coalizione-popolare-maggioritaria\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/01\/30\/da-bologna-un-passo-verso-la-coalizione-popolare-maggioritaria\/"},"author":{"name":"Redazione","@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/#\/schema\/person\/67da8848e64ba9ac075ad3e08394f050"},"headline":"Da Bologna un passo verso la coalizione popolare maggioritaria","datePublished":"2026-01-30T14:22:27+00:00","dateModified":"2026-01-30T14:22:28+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/01\/30\/da-bologna-un-passo-verso-la-coalizione-popolare-maggioritaria\/"},"wordCount":1927,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/#organization"},"articleSection":["Opinioni"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/01\/30\/da-bologna-un-passo-verso-la-coalizione-popolare-maggioritaria\/","url":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/01\/30\/da-bologna-un-passo-verso-la-coalizione-popolare-maggioritaria\/","name":"Da Bologna un passo verso la coalizione popolare maggioritaria - UmbriaLeft","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/#website"},"datePublished":"2026-01-30T14:22:27+00:00","dateModified":"2026-01-30T14:22:28+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/01\/30\/da-bologna-un-passo-verso-la-coalizione-popolare-maggioritaria\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/01\/30\/da-bologna-un-passo-verso-la-coalizione-popolare-maggioritaria\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/01\/30\/da-bologna-un-passo-verso-la-coalizione-popolare-maggioritaria\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Da Bologna un passo verso la coalizione popolare maggioritaria"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/#website","url":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/","name":"UmbriaLeft","description":"","publisher":{"@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/#organization","name":"UmbriaLeft","url":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/community_logo-1.png","contentUrl":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/community_logo-1.png","width":517,"height":85,"caption":"UmbriaLeft"},"image":{"@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/UmbriaLeft2004"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/#\/schema\/person\/67da8848e64ba9ac075ad3e08394f050","name":"Redazione","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/9214b5513f40f6b2e32d560914f8da601e39d83e805bc4c5565cdb712f019345?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/9214b5513f40f6b2e32d560914f8da601e39d83e805bc4c5565cdb712f019345?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/9214b5513f40f6b2e32d560914f8da601e39d83e805bc4c5565cdb712f019345?s=96&d=mm&r=g","caption":"Redazione"},"sameAs":["http:\/\/www.umbrialeft.org"],"url":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/author\/admin\/"}]}},"blog_post_layout_featured_media_urls":{"thumbnail":"","full":""},"categories_names":{"31":{"name":"Opinioni","link":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/category\/opinioni\/"}},"tags_names":[],"comments_number":"0","wpmagazine_modules_lite_featured_media_urls":{"thumbnail":"","cvmm-medium":"","cvmm-medium-plus":"","cvmm-portrait":"","cvmm-medium-square":"","cvmm-large":"","cvmm-small":"","full":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7285","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7285"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7285\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7287,"href":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7285\/revisions\/7287"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7285"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7285"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7285"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}