{"id":7550,"date":"2026-02-09T11:17:55","date_gmt":"2026-02-09T10:17:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/?p=7550"},"modified":"2026-02-09T11:17:57","modified_gmt":"2026-02-09T10:17:57","slug":"intervento-al-congresso-regionale-umbro-di-socialismo-xxi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/02\/09\/intervento-al-congresso-regionale-umbro-di-socialismo-xxi\/","title":{"rendered":"Intervento al Congresso regionale umbro di Socialismo XXI"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di <strong>Aldo Potenza<\/strong> &#8211; Cari compagni in pi\u00f9 di un\u2019occasione, a cominciare dal documento fondativo della Associazione Socialismo XXI nel febbraio del 2019, abbiamo avvertito i rischi del cambiamento della cultura sociale che inesorabilmente avrebbero prodotto gravi conseguenze.<br>Il fenomeno, avvertimmo, non era limitato ad un Paese, ma era diffuso in Europa e con la prima elezione di Trump anche negli Usa.<br>Pochi, a dire il vero , compresero la gravit\u00e0 del fenomeno che era evidente gi\u00e0 da diversi anni.<br>La politica che un tempo era capace di capire i mutamenti culturali e avvertendo i pericoli era in grado di elaborare risposte per correggere gli orientamenti influenzati dalle idee neoliberiste, \u00e8 stata sopraffatta dal populismo incoraggiato e sostenuto da forze finanziarie ed economiche che avevano l\u2019obiettivo di indebolire il ruolo dalla politica e delle istituzioni parlamentari.<br>Eppure era tutto scritto gia\u2019 dal 1975 nel documento (commissionato dalla Trilateral) che pi\u00f9 volte abbiamo citato e ha il titolo Crisis of governability e crisis of democracy.<br>Documento poco conosciuto e pubblicizzato malgrado dichiarasse che la crisi della democrazia dipende dall\u2019attivismo sociale che lo Stato alimenta nel farsi dispensatore di servizi che ne debiliterebbero l\u2019autorit\u00e0.<br>Dopo diverse considerazioni che riguardano vari Paesi, Italia compresa, il documento in questione indica le azioni da compiere: rafforzare l\u2019apparato repressivo; scoraggiare e delegittimare i movimenti di protesta; debilitare la partecipazione dei cittadini; promuovere l\u2019apatia degli elettori come indice di buona salute delle istituzioni; evitare proposte basate sul principio delle uguali opportunit\u00e0 perch\u00e9 rendono il governo meno forte in quanto pi\u00f9 attivo nel sociale e pertanto pi\u00f9 esposto agli umori degli elettori; concentrare il massimo potere nell\u2019esecutivo.<br>Praticamente un efficace prontuario dello Stato autoritario.<br>Le indicazioni suggerite non furono ignorate dal mondo industriale italiano, anzi, al ritorno da un incontro negli USA, Gianni Agnelli in una intervista afferm\u00f2 che il primato della politica non doveva essere frontalmente e formalmente negato, ma aggirato e sostituito, nella dura realt\u00e0 dell\u2019esercizio del potere effettivo, dalla ragione economica e dalla tecnica, concludendo con queste parole\u201d probabilmente dovremo avere governi forti in grado di fare rispettare i piani cui avranno contribuito altre forze oltre al parlamento; probabilmente il potere si sposter\u00e0 dalle forze tradizionali (ovvero politiche)a quelle che gestiranno la macchina economica; probabilmente i regimi tecnocratici di domani ridurranno lo spazio delle libert\u00e0 personali, ma non sempre tutto ci\u00f2 sar\u00e0 un male\u201d<br>L\u2019azione per diffondere ed imporre quelle idee richiese tempo e interventi anche brutali tutti destinati a distruggere i partiti e ogni resistenza delle forze politiche.<br>Il risultato \u00e8 stato efficacemente riassunto dalla Thatcher rispondendo ad un intervistatore che chiedeva se fosse dispiaciuta di aver perso le elezioni. La risposta fu: perch\u00e9 dovrei dispiacermi, le idee politiche per cui mi sono impegnata sono vincenti, infatti ho tracciato la strada che oggi seguono i laburisti di Tony Blair.<br>E\u2019 stato l\u2019errore compiuto da gran parte della sinistra che immagin\u00f2 di modernizzare i propri Paesi svolgendo il ruolo di accompagnamento dei processi economici e finanziari perdendo la propria alternativit\u00e0 e con essa cedendo alla destra economico finanziaria la supremazia politica.<br>Crisi che \u00e8 proseguita fino ad oggi e che si manifesta nella incapacit\u00e0 di elaborare programmi e idee che offrano la prospettiva del possibile cambiamento.<br>Cos\u00ec ad una destra con caratteristiche inquietanti, non si \u00e8 contrapposta una alternativa della sinistra chiara nei valori fondativi e nella idea di futuro.<br>Anche la destra per\u00f2 ha subito una trasformazione profonda incerta tra passato e presente, segue nella prassi di governo le idee neoliberiste nel tentativo di accreditarsi presso i poteri economici e finanziari.<br>Le conseguenze sono ben descritte dallo studio del V-Dem Institute (Varieties of democracy).<br>Chi affermava che la globalizzazione avrebbe favorito la diffusione della democrazia \u00e8 stato smentito dalla realt\u00e0.<br>Si \u00e8 sviluppata invece \u201cuna rete trasnazionale di regimi autoritari, governi illiberali, partiti antisistema e attori privati che cooperano per rendere l\u2019autocrazia pi\u00f9 stabile, pi\u00f9 legittima e contagiosa.<br>Nel 2025 45 Paesi hanno compiuto passi significativi verso l\u2019autocratizzazione, mentre solo 29 possono essere considerati ancora democrazie.<br>Sempre lo stesso studio avverte che \u201cquando le democrazie tendono a riprendersi, dopo successive fasi di arretramento, le regressioni diventano croniche\u201d<br>Dal 1994 17 dei 19 paesi che erano riusciti a recuperare il livello democratico precedente, sono ricaduti nella autocratizzazione in solo 5 anni.<br>I regimi autoritari e illiberali oggi rappresentano il 70% della popolazione mondiale e quasi met\u00e0 del PIL globale, una quota raddoppiata rispetto agli anni 90.<br>Il modello liberale \u00e8 in forte crisi e il blocco delle autocrazie o regimi autoritari \u00e8 fermamente intenzionato a sconfiggere un modello che considerano nemico essendo ostili ai vincoli del costituzionalismo liberale, alla separazione dei poteri, alla tutela delle minoranze, delle libert\u00e0 civili e allo stato di diritto.<br>La conseguenza \u00e8 la proliferazione di idee che relativizzano i diritti umani , che rappresentano la democrazia come inefficiente ed ipocrita e dipingono la UE come moralmente decadente favorendo ogni forza populista ed antisistema.<br>L\u2019internazionale antiliberale si \u00e8 organizzata con vari eventi organizzati dal CPAC (Conservative Political Action Conferenze) che si tiene a Budapest e riunisce conservatori, sovranisti, figure di estrema destra in Europa ed \u00e8 persino in contatto con l\u2019Argentina di Javer Miliei con l\u2019obiettivo di rafforzare i legami. Appuntamento seguito anche da esponenti di fratelli d\u2019Italia.<br>I raduni hanno una chiara missione: creare e fortificare una rete per la reciproca legittimazione e condivisione volta ad operare dentro e fuori le democrazie per sfruttarne le aperture e svuotarle dall\u2019interno.<br>Il grave errore che le democrazie stanno commettendo \u00e8 di sottovalutare la gravit\u00e0 di queste iniziative e dei propositi che intendono affermare.<br>L\u2019analisi attenta di queste attivit\u00e0 mostra invece che il vantaggio competitivo si \u00e8 spostato strutturalmente verso la parte dell\u2019illiberalismo che \u00e8 coordinato, spregiudicato, disposto ad utilizzare denaro, tecnologia e disinformazione come strumenti politici .<br>La conclusione \u00e8 che \u201cfino a quando le democrazie resteranno ancorate a una difesa procedurale dell\u2019ordine liberale , mentre gli avversari costruiscono reti trasnazionali aggressive e flessibili, il risultato sar\u00e0 una ulteriore erosione dello spazio democratico\u201d.<br>Il tempo \u00e8 sempre meno generoso e non sar\u00e0 mai sufficiente tentare di salvare la democrazie nel proprio Paese se non si costruiscono reti di operante solidariet\u00e0 e azione tra i Paesi democratici.<br>Se non si difenderanno con determinazione le proprie Costituzioni, se i partiti di sinistra non si coalizzeranno per darsi un progetto politico capace di ricostruire il legame con gli elettori.<br>La destra ha un indirizzo chiaro conquistare il potere e gradualmente sconfiggere la democrazia instaurando un governo autoritario.<br>La UE deve prendere atto che la sua cultura, i vincoli del costituzionalismo liberale oggi sono invisi sia da una parte dell\u2019occidente, sia dall\u2019oriente e ha persino in casa nemici decisi a sconfiggere i principi ispiratori del disegno fondativo.<br>La UE sembra aver smarrito il monito di Jacques Delors del 1993 \u201cNulla sarebbe pi\u00f9 pericoloso per la nostra Europa che conservare strutture e abitudini che coltivano la rassegnazione, l\u2019individualismo e la passivit\u00e0. Il risveglio pu\u00f2 avvenire soltanto attraverso una societ\u00e0 attivata da cittadini coscienti delle proprie responsabilit\u00e0, animati da spirito di solidariet\u00e0 e dotati del senso di una comune appartenenza\u201d<br>Il contributo che la UE pu\u00f2 offrire consiste nel conciliare le nostre fedelt\u00e0 storiche con la nostra volont\u00e0 di occupare il posto che ci spetta nel mondo.<br>Possiamo davvero sostenere che la UE abbia seguito questo suggerimento?<br>La crisi della UE fu magistralmente indicata da Martin Schulz che nel 2014 pose nel suo libro \u201cIl gigante incatenato\u201d un interrogativo drammatico: \u201cUltima opportunit\u00e0 per L\u2019Europa?\u201d<br>Chi ha memoria delle sue proposte sa che in gran parte sono restate inevase a causa della complessit\u00e0 della composizione della UE.<br>Oggi se fosse con noi Nenni ripeterebbe per la UE ci\u00f2 che afferm\u00f2 per l\u2019Italia: cambiare o perire.<br>A Rimini indicammo le azioni urgenti da adottare e, a nostro parere, possibili malgrado le difficolt\u00e0 esistenti tra i 27 Paesi della Unione. Ma molte decisioni sono rimaste nel mondo dei desideri.<br>Oggi \u00e8 giunto il tempo di decidere a prescindere dalle adesioni di tutti; la soluzione potrebbe essere una UE a due velocit\u00e0 in cui alcuni Paesi stabiliscono di costituirsi in una unione composta da chi vuole una politica estera, economica e della difesa comune. Le modalit\u00e0 possono essere diverse, ci\u00f2 che \u00e8 rilevante \u00e8 il ferreo coordinamento tra i Paesi che conferiscono alla intesa poteri superando i limiti della sovranit\u00e0 nazionale. Insomma una forma di federalismo condiviso con chi \u00e8 disponibile.<br>La sinistra europea sbaglia se crede di costruire una alleanza al solo scopo di sostituire La destra, deve poter disporre di una idea di futuro affrontando la gravit\u00e0 dei problemi sociali sempre pi\u00f9 drammatici per ricostruire la propria identit\u00e0.<br>L\u2019Italia \u00e8 pienamente coinvolta nei processi che sono stai segnalati in precedenza. Ho ricordato il commento dell\u2019Avv Agnelli al ritorno dagli Stati Uniti, ma credo che sia ben presente nel ricordo ci\u00f2 che avvenne dopo.<br>Nel 1992 inizia l\u2019operazione mani pulite che sostanzialmente, con l\u2019idea di rivoltare come un calzino l\u2019Italia, espressione \u201cgarbata\u201d di uno dei magistrati di quel tempo, in realt\u00e0 apre la strada alla distruzione dei partiti e nel 93 inizia la grande svendita, con la lira svalutata del 30%, di gran parte della industria nazionale, grazie a Ciampi Presidente del Consiglio e Prodi alle Partecipazioni Statali.<br>Successivamente nel 2017, malgrado l\u2019opera di delegittimazione dei partiti abbia avuto successo, Stella e Rizzo, evidentemente non soddisfatti, pubblicano il libro \u201cla casta\u201d, 12 milioni di copie vendute, con un impatto pesantissimo sull\u2019opinione pubblica.<br>Seguiranno grillo e i grillini a compiere l\u2019opera di distruzione non solo della politica, ma anche delle Istituzioni affermando che uno vale uno e che il Parlamento potrebbe essere composto anche da sorteggiati poich\u00e9, secondo Grillo e Casalegno , il Parlamento si comporrebbe da dispositivi umani connessi alla rete, ovvero dei portavoce , a volte persino semplici barometri umani di quello che avviene o viene detto nella rete. Esecutori di ordini impartiti dalla rete sulla quale l\u2019unica manutenzione consentita \u00e8 quella di Casalegno e l\u2019elevato Grillo.<br>Tutto ci\u00f2 \u00e8 evidentemente estraneo alla democrazia rappresentativa prevista dalla nostra Costituzione perch\u00e9 cancella il ruolo del Parlamento luogo dove le opinioni si formano e non soltanto si manifestano.<br>L\u2019opera demolitrice del ruolo del Parlamento e del modello di democrazia liberale, prosegue poi all\u2019insegna dei costi della politica che vengono aggrediti con la riduzione della rappresentanza ottenuta con il famoso taglio dei parlamentari approvato anche dal PD dopo aver sconfessato le prime tre votazioni contrarie e aver votato a favore con la promessa di una riforma elettorale mai avvenuta.<br>Nel 21 0ttobre 2018 (in una intervista rilasciata al quotidiano la Repubblica) la lega, attraverso Giorgetti (a quel tempo sottosegretario nel governo presieduto dal grillino Conte!!!) sostiene che \u201cse continuiamo a difendere il feticcio della democrazia rappresentativa non facciamo un bene alla democrazia \u201c<br>Oggi sappiamo che il Governo (dove ancora c\u2019\u00e8 Giorgetti, questa volta ministro del Governo presieduto dalla Meloni) vorrebbe aggirare la Costituzione attraverso una legge elettorale che promuova un premierato somigliante a un presidenzialismo mascherato che renderebbe definitivamente il Parlamento una istituzione afona al servizio del capo eletto.<br>Siamo di fronte al rischio di una democratura costruita dopo una lunga opera di distruzione della democrazia liberale e in forte contrasto con il dettato costituzionale.<br>Credo che il quadro complessivo, anche se per ragioni di brevit\u00e0 limitato alle vicende pi\u00f9 eclatanti di un periodo in cui si \u00e8 indebolita la democrazia parlamentare italiana, sia sufficientemente chiaro e l\u2019allarme non \u00e8 esercizio di propaganda, ma il risultato di una attenta valutazione delle azioni compiute nel tempo.<br>Oggi pi\u00f9 che mai si deve tornare alla politica capace di indicare le azioni da compiere.<br>La sinistra deve iniziare a discutere dei problemi contemporanei e futuri, nella \u201crinnovata cornice della tradizione libertaria del movimento socialista , traendo ispirazione da quella tradizione che intende il pluralismo prima di tutto come autonomia della cultura, della pratica sociale e del sindacato; che rifiuta la concezione totalizzante di un rinnovato partito come portatore di salvezza e di verit\u00e0; che guarda ai movimenti sociali come realt\u00e0 autonoma da rispettare e con cui confrontarsi in un rapporto dialettico; che considera la competizione come matrice di libert\u00e0 e motore del progresso sociale e civile.\u201d<br>L\u2019Italia \u00e8 ad una svolta e le azioni del governo se esaminate non singolarmente, ma nel complesso, indicano la direzione illiberale che intende attuare.<br>Non \u00e8 pi\u00f9 il tempo per immaginare che siano sufficienti intese tra forze eterogenee incapaci di offrire una chiara azione politica e di governo.<br>Se non ci sar\u00e0 la consapevolezza che occorra saper costruire una vera prospettiva credibile di governo basata su una solida intesa tra le forze della sinistra italiana , il futuro sar\u00e0 una ulteriore cocente sconfitta.<br>Da quanto premesso, anche se \u00e8 un quadro sintetico e incompleto, credo che emerga anche la nostra missione.<br>Se spesso rifiutiamo di partecipare a convergenze organiche con movimenti eterogenei, privi di una programma comune, desiderosi solo di fare massa critica per occupare un posto nelle Istituzioni, non si tratta di intransigenza, o peggio di settarismo, \u00e8 solo la difesa, in mancanza di una credibile proposta politica e programmatica della quale abbiamo tracciato in precedenza anche le caratteristiche, di una identit\u00e0 fatta di principi non negoziabili e di proposte utili alla collettivit\u00e0.<br>Come abbiamo gi\u00e0 dimostrato in occasione di alcune vicende elettorali, non rifiutiamo alleanze elettorali con chi riteniamo ci possano essere convergenze amministrative, ma manteniamo al nostra identit\u00e0 fino al raggiungimento dell\u2019obiettivo per cui ci siamo costituiti prima in Associazione e poi in Partito, convinti che in Italia sia indispensabile la presenza di una grande forza di orientamento socialista senza cedimenti opportunistici alle mode politiche del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">24 gennaio 2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Aldo Potenza &#8211; Cari compagni in pi\u00f9 di un\u2019occasione, a cominciare dal documento fondativo della Associazione Socialismo XXI nel febbraio del 2019, abbiamo avvertito i rischi del cambiamento della cultura sociale che inesorabilmente avrebbero prodotto gravi conseguenze.Il fenomeno, avvertimmo, non era limitato ad un Paese, ma era diffuso in Europa e con la 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