{"id":8429,"date":"2026-03-10T20:25:37","date_gmt":"2026-03-10T19:25:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/?p=8429"},"modified":"2026-03-10T20:25:37","modified_gmt":"2026-03-10T19:25:37","slug":"una-minaccia-allequilibrio-tra-esecutivo-e-giudici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/03\/10\/una-minaccia-allequilibrio-tra-esecutivo-e-giudici\/","title":{"rendered":"Una minaccia all\u2019equilibrio tra esecutivo e giudici"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">di Francesco Pallante e\u00a0Tomaso Montanari<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/jacobinitalia.it\/\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"460\" height=\"80\" src=\"https:\/\/www.umbrialeft.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/17731705875802711378665151986688.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8430\" srcset=\"https:\/\/www.umbrialeft.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/17731705875802711378665151986688.jpg 460w, https:\/\/www.umbrialeft.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/17731705875802711378665151986688-300x52.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 460px) 100vw, 460px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La destra \u00e8 estranea alla storia della Repubblica. Per questo vuole trasformare il potere giudiziario da potere di controllo in potere di supporto<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per cogliere il senso politico della riforma costituzionale della magistratura, il dato da cui occorre partire \u00e8 l\u2019estraneit\u00e0 della presidente del Consiglio, e del suo partito, dalla tradizione costituzionale della Repubblica democratica italiana. Un\u2019estraneit\u00e0 che non \u00e8 imputata in forza di una congettura di chi scrive ma, al contrario, risulta apertamente rivendicata dalla stessa Giorgia Meloni proprio nel momento pi\u00f9 solenne della sua lunga carriera politica: il discorso con cui il 25 ottobre 2022 chiese la fiducia alla Camera dei Deputati. Queste le sue esatte parole: \u00abProvengo da un\u2019area culturale che \u00e8 stata spesso confinata ai margini della Repubblica\u00bb. \u00c8 la sola ricorrenza della parola \u00abRepubblica\u00bb nell\u2019intero discorso (mentre \u00abnazione\u00bb compare ben undici volte): ed \u00e8 una ricorrenza in negativo, volta a esprimere una presa di distanza, un disconoscimento della Repubblica nata dalla Resistenza e, per questo, fondata sull\u2019antifascismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il significato \u00e8 chiaro. Per chi proviene dall\u2019\u00abarea culturale\u00bb fascista, l\u2019Italia non \u00e8 \u2013 non pu\u00f2 essere \u2013 la Repubblica democratica e costituzionale; l\u2019Italia \u00e8 la nazione, vale a dire la comunit\u00e0 di sangue e di destino che si esprime attraverso l\u2019identit\u00e0 e la tradizione (altri concetti-feticcio che, recuperati dalla visione politica fascista, ricorrono ossessivamente nel lessico della destra meloniana).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma cos\u2019\u00e8, dal punto di vista del diritto pubblico, ci\u00f2 che pi\u00f9 di tutto segna la discontinuit\u00e0 tra lo Stato fascista e lo Stato democratico? La risposta \u00e8 semplice: la negazione dell\u2019assolutezza della sovranit\u00e0 dello Stato, e quindi dei poteri del decisore politico che esprime la volont\u00e0 dello Stato. Nello Stato costituzionale, chi governa non pu\u00f2 tutto, deve rispettare la Costituzione, come emblematicamente risulta da due disposizioni costituzionali cruciali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pi\u00f9 nota \u00e8 contenuta nell\u2019articolo 11 della Costituzione, che limita il potere per eccellenza dello Stato, quello di fare la guerra, circoscrivendolo alle esigenze difensive e prevedendo \u00ablimitazioni di sovranit\u00e0\u00bb volte a dar vita a un ordinamento internazionale incentrato non sulla violenza, ma sulla pace e sulla giustizia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Meno nota, ma ancor pi\u00f9 rilevante, \u00e8 la disposizione che, nell\u2019articolo 1 della Costituzione, segue l\u2019affermazione in base alla quale \u00abla sovranit\u00e0 appartiene al popolo\u00bb, aggiungendo che il popolo \u00e8 tenuto a esercitare la sovranit\u00e0 \u00abnelle forme e nei limiti della Costituzione\u00bb: dovendo, quindi, rispettare vincoli di procedura (le forme) e di contenuto (i limiti). Significa \u2013 come anticipato \u2013 che il decisore politico, scelto dal popolo, non pu\u00f2 decidere quel che vuole, ma \u00e8 vincolato a esercitare la propria discrezionalit\u00e0 decisionale nel rispetto della Costituzione. Alcune cose sono costituzionalmente vietate (per esempio, le discriminazioni), altre imposte (per esempio, la cura dei malati): ed \u00e8 solo nello spazio che residua tra ci\u00f2 che \u00e8 proibito e ci\u00f2 che \u00e8 dovuto che si colloca il campo d\u2019azione della discrezionalit\u00e0 politica. L\u2019esatto contrario della dottrina dello Stato fascista, che assegnava, invece, al capo del Governo l\u2019ultima parola su tutto ci\u00f2 che avesse rilevanza collettiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E se la politica decide di agire al di fuori delle forme e dei limiti? In tal caso, \u00e8 dovere costituzionale dei giudici intervenire, al fine di far prevalere quanto previsto dalla Carta fondamentale sulle decisioni politiche aventi contenuto o procedura d\u2019approvazione difforme. Il fulcro del contrasto tra la destra e la magistratura, in ultima istanza, si colloca qui. La destra non si riconosce politicamente nella Costituzione democratica antifascista e vuole forzarne le norme per privatizzare i servizi pubblici (sanit\u00e0, scuola, previdenza), sfruttare il lavoro dipendente, imporre orientamenti morali (su inizio e fine-vita, oltre che sulla sessualit\u00e0), violare il principio di laicit\u00e0, reprimere il dissenso politico, soffocare il disagio sociale, cementificare le citt\u00e0 e il paesaggio, costruire grandi opere senza controlli, discriminare i migranti, negare il diritto d\u2019asilo, ecc. Quando ci\u00f2 accade, i giudici intervengono per ripristinare il rispetto della Costituzione e delle norme dell\u2019ordinamento giuridico nazionale e internazionale. \u00c8 per questo che la destra \u00e8 in conflitto con le corti giudiziarie a tutti i livelli: con la Corte di Cassazione, con la Corte dei conti, con la Corte costituzionale, con la Corte di giustizia dell\u2019Unione europea; persino con la Corte penale internazionale. Ovunque ci sia una regola ispirata ai valori democratici del secondo dopoguerra, l\u00ec la destra \u2013 a quei valori estranea \u2013 va in sofferenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco allora il senso politico della riforma costituzionale della magistratura, anche in questo caso apertamente rivendicato dal Governo: trasformare il potere giudiziario da potere di controllo in potere di supporto. Quale altro potrebbe, in effetti, essere il significato delle parole pronunciate dalla presidente del Consiglio nella conferenza stampa di inizio anno, secondo cui \u00abse vogliamo garantire sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione: Governo, forze di polizia e magistratura\u00bb? Basta con la magistratura che controlla l\u2019operato della polizia \u2013 e, cio\u00e8, del ministero degli interni \u2013 facendo valere i diritti dei cittadini in caso di loro violazione; quel che occorre \u00e8 una magistratura che collabori con il Governo, dando corso nei tribunali alle decisioni politiche, con tanti saluti allo Stato di diritto. Esattamente com\u2019era al tempo del fascismo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non meno esplicito il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, stupito \u00abche una persona intelligente come Elly Schlein non capisca che questa riforma gioverebbe anche a loro, nel momento in cui andassero al governo\u00bb (3 novembre 2025), cos\u00ec come il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, per il quale \u00abc\u2019\u00e8 un\u2019invasione di campo [dei magistrati] che deve essere ricondotta\u00bb (4 novembre 2025). Ricondurre i giudici alla collaborazione con un Governo che disconosce i fondamenti costituzionali della Repubblica, affinch\u00e9 non ne sia compromessa la pienezza dei poteri decisionali e la completa libert\u00e0 d\u2019azione: ecco, nelle parole stesse della destra, l\u2019obiettivo della riforma (non certo la \u2013 peraltro gi\u00e0 esistente \u2013 separazione delle carriere di giudici e pm).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un obiettivo costituzionalmente eversivo, per conseguire il quale occorre demolire l\u2019accorto sistema di garanzie posto dalla Costituzione a protezione dell\u2019indipendenza dei magistrati. Il rischio, in proposito, non \u00e8 tanto quello dello smaccato condizionamento diretto della magistratura (l\u2019alto esponente del Governo che intima al giudice di decidere in un certo modo), quanto piuttosto quello, pi\u00f9 insidioso, del condizionamento indiretto. Perch\u00e9 minacciare un magistrato quando si pu\u00f2 pi\u00f9 comodamente intervenire sulle assunzioni per concorso, sull\u2019affidamento degli incarichi, sulle richieste di trasferimento, sugli avanzamenti di carriera, sulle sanzioni disciplinari? Tutti compiti che la Costituzione ha, non a caso, sottratto al ministro della Giustizia e affidato a un apposito organo costituzionale, il Consiglio Superiore della Magistratura (Csm), composto da esperti di diritto, in maggioranza magistrati, e presieduto, data la delicatezza estrema delle sue funzioni, dal Presidente della Repubblica. Esattamente l\u2019organo che la riforma governativa va a colpire, suddividendolo in tre organi minori (un Csm per i giudici, un Csm per i pubblici ministeri, un\u2019Alta Corte disciplinare), e quindi meno idonei a svolgere il proprio ruolo a tutela della magistratura, e rivedendone i criteri di composizione in modo tale che i membri che non provengono dalla magistratura (avvocati e professori universitari) siano, di fatto, eletti dal Parlamento e i membri che provengono dalla magistratura siano invece estratti a sorte, cos\u00ec da assicurare ai primi una compattezza di visione e di azione che i secondi non potranno avere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un doppio indebolimento, insomma \u2013 dell\u2019organo in s\u00e9 e, al suo interno, della componente proveniente dalla magistratura \u2013 che non potr\u00e0 che riverberarsi negativamente sulla sua capacit\u00e0 d\u2019intervenire a tutela dell\u2019indipendenza dei magistrati contro coloro che mireranno a \u00abricondurli\u00bb ad atteggiamenti collaborativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco la vera posta in gioco nel referendum di primavera: l\u2019equilibrio dei rapporti tra il Governo \u2013 un Governo, peraltro, che gi\u00e0 si \u00e8 appropriato dei poteri del Parlamento, riducendolo a servile consesso di ratifica delle sue decisioni \u2013 e la magistratura: un equilibrio che la destra mira ad alterare definitivamente a proprio beneficio.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><em><\/em><em>*Tomaso Montanari \u00e8 rettore dell\u2019Universit\u00e0 per Stranieri di Siena.<\/em>&nbsp;<em>Francesco Pallante \u00e8 professore ordinario di Diritto costituzionale all\u2019Universit\u00e0 di Torino. Ha pubblicato&nbsp;<\/em>Spezzare l\u2019Italia. Le regioni come minaccia all\u2019unit\u00e0 del Paese (Einaudi, 2024).<\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesco Pallante e\u00a0Tomaso Montanari La destra \u00e8 estranea alla storia della Repubblica. 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