{"id":8795,"date":"2026-03-27T15:50:43","date_gmt":"2026-03-27T14:50:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/?p=8795"},"modified":"2026-03-27T15:50:43","modified_gmt":"2026-03-27T14:50:43","slug":"non-li-hanno-visti-arrivare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/03\/27\/non-li-hanno-visti-arrivare\/","title":{"rendered":"Non li hanno visti arrivare"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di\u00a0<strong>Alfonso Gianni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019esito del referendum contro la legge Nordio-Meloni ha colto di sorpresa un po\u2019 tutti, compresi quelli che hanno lavorato fin dall\u2019inizio per la vittoria del No. Non si aspettavano infatti che potesse avvenire in quelle cos\u00ec nette proporzioni. Le percentuali sono aride e ormai ampiamente note, meglio precisare i numeri esatti, dietro ai quali stanno donne e uomini che hanno scritto una pagina importante per la nostra democrazia. Se guardiamo agli elettori iscritti in Italia i No sono stati 14.461.336, i S\u00ec 12.448.255; considerando \u2013 come \u00e8 giusto fare \u2013 anche i voti provenienti dall\u2019estero (ove il S\u00ec ha prevalso) i No sono 15.083.988 e i S\u00ec 13.251.887. In Italia la differenza \u00e8 dunque stata di poco superiore ai due milioni, mentre nel complesso superiore a un milione e ottocentomila a favore del No. La distribuzione geografica del voto segnala che in sole tre regioni il S\u00ec ha prevalso, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, mentre tre regioni del Sud, ove generalmente si \u00e8 votato meno, Campania, Basilicata e Sicilia vantano le pi\u00f9 alte percentuali di No. Con il significativo caso di Napoli dove il No si \u00e8 affermato con il 75,49% di voti, a sottolineare per\u00f2 un dato che positivo di per s\u00e9 non \u00e8 e cio\u00e8 la differenza nei rapporti tra S\u00ec e No tra le citt\u00e0 (grandi e medie) e i piccoli centri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo elemento di sorpresa \u2013 che ha vanificato calcoli e previsioni anche dei principali istituti sondaggistici \u2013 \u00e8 stata l\u2019inaspettata alta affluenza alle urne, pari al 58,93% (secondo&nbsp;<em>Eligendo<\/em>, il sito del Ministero degli interni) per quanto riguarda gli iscritti in Italia, che scende al 55,7% se si considera anche il voto proveniente dall\u2019estero. Un risultato considerevole per una prova elettorale che come \u00e8 noto non prevede il quorum ed alla quale il governo aveva deciso di non permettere alcuna facilitazione per la partecipazione dei fuorisede. In realt\u00e0 tale affluenza poteva considerarsi sorprendente solo per chi considerasse esclusivamente l\u2019andamento calante della partecipazione al voto nelle elezioni politiche, visto che nelle europee del 2024 e nelle regionali dell\u2019anno successivo i votanti erano stati meno della met\u00e0 degli aventi diritto. Ma non per chi avesse preso in esame l\u2019affluenza al voto nei cinque referendum costituzionali che si sono finora tenuti nel nostro pase. Solo in un caso infatti il numero dei votanti rimase inferiore e di parecchio al 50%: si tratta del referendum tenutosi il 7 ottobre del 2001 dove si presentarono ai seggi solo il 34,05% dei potenziali elettori per approvare, purtroppo, la matrice dell\u2019attuale autonomia differenziata, ossia la sciagurata riforma del titolo V della seconda parte della Costituzione, votata di stretta maggioranza dall\u2019allora centrosinistra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019errore di molti analisti \u2013 anche se non tutti -, commentatori e protagonisti politici e persino di forze che poi si sono impegnate senza risparmio nella contesa referendaria, \u00e8 stato quello di non distinguere con la giusta nettezza il voto su una modifica costituzionale, tramite l\u2019esercizio dell\u2019unico strumento di democrazia diretta in nostro possesso, da quello per eleggere la rappresentanza politica ai vari livelli. Un errore che ha portato a previsioni sull\u2019esito del voto appoggiate su premesse completamente sbagliate, come quella per cui il No avrebbe potuto prevalere solo nel caso di una affluenza al voto sensibilmente inferiore al 50%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un errore, direi, di natura strategica, o peggio ancora ontologica, perch\u00e9 mostra la profonda non comprensione del fatto che la crescente astensione nelle elezioni politiche ai loro vari livelli deriva da una disaffezione verso la \u201cpolitica politicante\u201d, da una sfiducia crescente nei partiti politici, nelle<em>&nbsp;elite<\/em>&nbsp;che popolano le istituzioni e probabilmente anche nei sempre pi\u00f9 contorti meccanismi elettorali, ma non verso l\u2019esercizio del diritto di voto in quanto tale se questo mette in gioco principi generali ed elevati. Quali sono appunto quelli contenuti nella nostra Carta costituzionale. Non si tratta di un generico e romantico attaccamento alla Costituzione \u201cpi\u00f9 bella del mondo\u201d, ma ai suoi specifici principi e valori, capaci di incidere sulla condizione materiale e la vita delle persone, non solo quella presente, ma, direi soprattutto, quella futura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo senso la prova referendaria ha assunto una dimensione politica nel significato pi\u00f9 alto del termine, quello che la&nbsp;<em>politique politicienne&nbsp;<\/em>ha perduto da tempo. Non tanto perch\u00e9 dalle stesse dichiarazioni dei rappresentanti del governo, dal ministro Nordio e i suoi collaboratori fino alla Presidente del Consiglio quando ha deciso di entrare a piedi giunti nella contesa, si poteva facilmente evincere che nella legge non vi era traccia di vera riforma della giustizia, che invece ne avrebbe bisogno dato il suo insoddisfacente funzionamento; non solo perch\u00e9 il tentativo di mascherare la manovra dietro una presunta tecnicalit\u00e0 delle norme per tenere lontano l\u2019interesse dei cittadini era poco credibile in s\u00e9, visto che non si mette mano a sette articoli della Costituzione per decidere solo degli aspetti normativi di carattere tecnico; ma soprattutto perch\u00e9, strada facendo, si \u00e8 potuto chiarire, attraverso un\u2019azione di propaganda cui va dato atto di buona efficacia, che questa legge non era altro che uno dei passi con i quali le destre tentavano di accelerare un processo di distruzione dei fondamenti della Costituzione e di pura involuzione autoritaria. Un passo che aveva come precedente la legge sulla autonomia differenziata, su cui la Corte costituzionale era s\u00ec intervenuta ma in modo inefficace, negando un integrale referendum abrogativo, come dimostra il fatto che il governo ha potuto procedere alle intese con quattro regioni del Nord, aggirando, o meglio beffando, gli stessi avvisi, i cosiddetti paletti, posti dalla Consulta. Un passo che si proponeva di continuare con un\u2019altra modifica costituzionale di fondo, quella del premierato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In sostanza quando la critica del testo si \u00e8 collocata entro la pi\u00f9 generale denuncia del contesto, quando la connessione fra i decreti \u201csicurezza\u201d e il progressivo scivolamento del nostro paese entro un sistema di guerra \u00e8 diventata se non a tutti palese certamente diffusa, \u00e8 scattata una esigenza di partecipazione diretta che abbiamo anche potuto valutare nelle sue fasi. Il punto di svolta \u00e8 stato certamente la scelta, operata dai 15 \u201dvolenterosi\u201d di depositare un quesito che rendeva evidente la quantit\u00e0 e la gravit\u00e0 delle modifiche costituzionali e di richiedere con tempi strettissimi su questo la raccolta delle firme. Alcuni, e non solo a destra, hanno tacciato questo atto di una semplice azione per guadagnare tempo. Anche se il tempo ha avuto la sua importanza per dispiegare quell\u2019azione di propaganda di cui ho detto, non era questo l\u2019obiettivo principale. Si trattava invece di rendere il referendum effettivamente un referendum popolare, dove la partecipazione diffusa diventava l\u2019agente proponente. La prima e indispensabile condizione per sottrarlo ad una lettura e a una conferma plebiscitaria quale quella esplicitamente voluta dalle destre. Una scelta \u2013 va detto non per tigna ma per onest\u00e0 \u2013 non voluta e non compresa, all\u2019inizio, anche da forze che poi si sono spese con generosit\u00e0 nella campagna referendaria. Quelle cinquecentocinquantamila firme, raccolte in tre settimane, a cavallo delle festivit\u00e0 natalizie e di fine anno, hanno funzionato da scintilla di una presa di coscienza collettiva e diffusa che si \u00e8 tramutata nell\u2019affluenza alle urne e nel successo del No.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui vi \u00e8 forse la riflessione pi\u00f9 importante da fare su questo voto. Si pu\u00f2 vedere, senza forzature, una connessione, una progressiva e positiva influenza, fra la raccolta di firme per un referendum abrogativo della legge Calderoli sulla autonomia differenziata, poi negato dalla Consulta, le grandi manifestazioni dell\u2019autunno per Gaza, le agitazioni studentesche e giovanili contro la crescente torsione repressiva nel paese, la mobilitazione delle donne sempre pi\u00f9 arricchita di contenuti e connessioni con altri momenti di lotta, fuori da ogni ritualit\u00e0, e quest\u2019ultima raccolta massiccia e rapida di firme e infine l\u2019esito del voto. Vi \u00e8 una caratteristica che accomuna questi diversi momenti di protagonismo popolare: quella di avvenire in modo sostanzialmente spontaneo, al di fuori e al di l\u00e0 della sfera di influenza politico organizzativa dei partiti, ma anche del sindacato \u2013 bench\u00e8 sia stato del tutto apprezzabile l\u2019impegno della Cgil \u2013 e delle grandi associazioni. Un modo cio\u00e8 di rispondere in positivo alla crisi della politica, sfuggendo alle sue regole e ai suoi sempre pi\u00f9 respingenti confini. Un fenomeno che abbiamo visto e tuttora vediamo manifestarsi non soltanto nel nostro paese e nel quadro europeo. Basti pensare, per fare un solo esempio, alle forme di lotta capaci di coinvolgere settori ampi di popolazione, che si verificano negli States contro le scelte violentemente repressive imposte da Trump quale inevitabile ricaduta interna del sistema di guerra che si vuole imporre a livello mondiale abbattendo ogni forma di ordine e di diritto internazionali. Mi pare sempre pi\u00f9 evidente che un processo di (ri)costruzione della sinistra debba passare attraverso questi percorsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nello stesso tempo quanto \u00e8 avvenuto in queste settimane, se riandiamo anche a un recente passato, ha potuto giovare dei depositi, delle sedimentazioni di altri momenti di lotta, anche se dall\u2019esito assai meno fortunato. Per rimanere nell\u2019ambito referendario non si pu\u00f2 dimenticare il referendum sui diritti dei lavoratori promosso dalla Cgil che non raggiunse il quorum, ma registr\u00f2 il consenso di oltre 12 milioni di voti. La gran parte di questi, ce lo dicono anche le prime valutazioni differenziate sui territori, sono certamente confluiti nel grande fiume dei No di qualche giorno fa. Le prime analisi sul carattere sociale del voto che gi\u00e0 sono state abbozzate il giorno successivo alla chiusura delle urne \u2013 che ovviamente meritano approfondimenti come eventuali correzioni \u2013 impediscono di stabilire una trasposizione integrale e tantomeno meccanica del voto perdente del 2025 sul tema del lavoro nel voto vincente di questo marzo. Anzi, stando a quanto emerge da autorevoli istituti sondaggistici \u2013 sottolineando anche qui la necessit\u00e0 di ben pi\u00f9 approfondite inchieste \u2013 non \u00e8 dalle zone socialmente disagiate o di pi\u00f9 alta presenza operaia che arriva il maggiore contributo all\u2019affluenza e al No. Entro questo quadro si iscrive anche la differenza tra il voto delle grandi citt\u00e0 e le zone di provincia Ma quella campagna sui temi e sui diritti sociali, quello del lavoro in particolare, ha sicuramente dissodato il terreno perch\u00e9 fosse pi\u00f9 comprensibile il legame tra la difesa di quei diritti e la salvaguardia dell\u2019autonomia e della indipendenza della magistratura. Come si \u00e8 concretamente visto anche nella iniziativa della procura di Milano contro Glove e Deliveroo, a favore dei diritti dei<em>&nbsp;riders<\/em>, una categoria di lavoratori tra i pi\u00f9 sfruttati e dove \u00e8 meno facile l\u2019insediamento sindacale, e non solo per ragioni oggettive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non ci si deve stupire quindi se nel voto referendario sono tornati alle urne molti di coloro che da tempo se ne erano allontanati. O che la percentuale dei giovani, appartenenti alla fascia tra i 18 e i 28 anni, sia stata cos\u00ec decisiva per l\u2019alta affluenza alle urne e per la vittoria del No. Secondo le stime di Nando Pagnoncelli la generazione Z ha il 67% di partecipazione al voto, con il 58,5% per il No. In sostanza il voto referendario ha dimostrato di erodere le sacche dell\u2019astensionismo, inattaccabili, almeno finora, da parte del voto per le elezioni politiche e soprattutto di favorire la partecipazione delle fasce di giovani che andavano a votare per la prima volta e che hanno saputo vivacizzare la campagna referendaria con modalit\u00e0 creative. Questo dato in particolare apre una finestra sul futuro e mette in campo potenzialit\u00e0 su cui riflettere e che per\u00f2 chiedono di essere consolidate e tramutate in solide realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un simile terremoto non poteva non avere conseguenze sul governo e sulla maggioranza delle destre. Infatti cadono le prime teste, quali quelle degli impresentabili Dalmastro e Bartolozzi, mentre la stessa Meloni preme per le dimissioni della Santanch\u00e8, su cui il Pd ha annunciato una mozione di sfiducia. E\u2019 evidente che lo schieramento delle destre non ha la maggioranza reale nel paese e che questa \u00e8 stata garantita solo da una truffaldina legge elettorale, che ovviamente Meloni vuole ulteriormente peggiorare, e dagli errori clamorosi compiuti dal centrosinistra. Ma la strada per cantare vittoria nei confronti dello schieramento governativo \u00e8 ancora lunga e tutta da costruire. Non solo perch\u00e9, se torniamo a guardare i numeri reali, la percentuale del No sul totale degli aventi diritto al voto sfiora il 30% senza raggiungerlo (\u00e8 il 29,33%) pur superando nettamente il S\u00ec fermo al 25,77%. Ma soprattutto perch\u00e9 il peggiore errore che si pu\u00f2 fare \u00e8 credere che quei voti referendari siano gi\u00e0 nelle tasche delle forze di opposizione, che cio\u00e8 il voto del 22 e 23 marzo sia automaticamente trasferibile nelle elezioni politiche della primavera del 2027 o in eventuali elezioni anticipate che la premier sembrerebbe considerare come una possibile soluzione ai suoi guai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il governo \u00e8 tornato a premere per affrettare la discussione parlamentare sulla pessima legge elettorale ultramaggioritaria il cui testo \u00e8 stato gi\u00e0 presentato. Ma non \u00e8 detto che il suo cammino sar\u00e0 facile, anche per contrasti interni alla maggioranza, dal momento che la Lega potrebbe preferire l\u2019attuale sistema, potendo godere di un insediamento territoriale ben definito da fare valere per la conquista dei collegi uninominali. D\u2019altro canto il premierato, ovvero la terza gamba su cui si reggeva il disegno reazionario, appare una prospettiva poco credibile visto che un inevitabile referendum \u201cconfermativo\u201d incontrerebbe con ogni probabilit\u00e0 un\u2019opposizione forse ancora maggiore di quella che si \u00e8 manifestata contro la legge Nordio-Meloni. Comunque \u00e8 un rischio che l\u2019attuale maggioranza non si pu\u00f2 permettere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dai primi commenti del dopo voto a sinistra fa capolino un altro purtroppo tradizionale errore, ancora peggiore: quello di sfruttare la vittoria referendaria per regolare i rapporti all\u2019interno del cosiddetto campo largo accelerando la convocazione delle primarie per decidere la leadership dello schieramento. Significherebbe mostrare di avere capito poco o nulla della lezione che questo voto ci offre o quantomeno di immiserirne la portata. Il suo esito fa di pi\u00f9 che non mettere in difficolt\u00e0, determinando elementi di crisi, lo schieramento governativo: interrompe quel disegno reazionario a pi\u00f9 tappe che le forze dominanti intendono perseguire al di l\u00e0 delle figure politiche che al momento le rappresentano. La vittoria del No, proprio per i soggetti e la modalit\u00e0 che l\u2019hanno determinata, richiede l\u2019avvio di un processo rifondativo della politica, ben altra cosa da una ridefinizione di posizioni all\u2019interno dei tradizionali schieramenti; richiede di cogliere questa voglia di battersi per grandi ideali e obiettivi, quali la pace e la effettiva democrazia che il capitalismo maturo intende radicalmente negare, e la capacit\u00e0 di tradurli in programmi puntuali e in agende di lotta; reclama, in sostanza, di combattere la scissione tra le grandi idealit\u00e0 \u2013 capaci, di fronte alla loro offesa, di profonde reazioni morali e insorgenze popolari \u2013 e l\u2019agire politico. Il compito resta arduo e grande, ma l\u2019esito di questo referendum ci indica la strada e nello stesso tempo \u00e8 un primo passo. Ora bisogna continuare a percorrerla.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Alfonso Gianni L\u2019esito del referendum contro la legge Nordio-Meloni ha colto di sorpresa un po\u2019 tutti, compresi quelli che hanno lavorato fin dall\u2019inizio per la vittoria del No. Non si aspettavano infatti che potesse avvenire in quelle cos\u00ec nette proporzioni. Le percentuali sono aride e ormai ampiamente note, meglio precisare i numeri esatti, dietro ai<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[],"class_list":["post-8795","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Non li hanno visti arrivare - UmbriaLeft<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/03\/27\/non-li-hanno-visti-arrivare\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Non li hanno visti arrivare - UmbriaLeft\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"di\u00a0Alfonso Gianni L\u2019esito del referendum contro la legge Nordio-Meloni ha colto di sorpresa un po\u2019 tutti, compresi quelli che hanno lavorato fin dall\u2019inizio per la vittoria del No. Non si aspettavano infatti che potesse avvenire in quelle cos\u00ec nette proporzioni. Le percentuali sono aride e ormai ampiamente note, meglio precisare i numeri esatti, dietro ai\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/03\/27\/non-li-hanno-visti-arrivare\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"UmbriaLeft\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/UmbriaLeft2004\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-03-27T14:50:43+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.umbrialeft.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/referedum-no-1.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"801\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"450\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Redazione\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Redazione\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"12 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/index.php\\\/2026\\\/03\\\/27\\\/non-li-hanno-visti-arrivare\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/index.php\\\/2026\\\/03\\\/27\\\/non-li-hanno-visti-arrivare\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Redazione\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/67da8848e64ba9ac075ad3e08394f050\"},\"headline\":\"Non li hanno visti arrivare\",\"datePublished\":\"2026-03-27T14:50:43+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/index.php\\\/2026\\\/03\\\/27\\\/non-li-hanno-visti-arrivare\\\/\"},\"wordCount\":2429,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/#organization\"},\"articleSection\":[\"Politica\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/index.php\\\/2026\\\/03\\\/27\\\/non-li-hanno-visti-arrivare\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/index.php\\\/2026\\\/03\\\/27\\\/non-li-hanno-visti-arrivare\\\/\",\"name\":\"Non li hanno visti arrivare - UmbriaLeft\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/#website\"},\"datePublished\":\"2026-03-27T14:50:43+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/index.php\\\/2026\\\/03\\\/27\\\/non-li-hanno-visti-arrivare\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/index.php\\\/2026\\\/03\\\/27\\\/non-li-hanno-visti-arrivare\\\/\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/index.php\\\/2026\\\/03\\\/27\\\/non-li-hanno-visti-arrivare\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Non li hanno visti arrivare\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/\",\"name\":\"UmbriaLeft\",\"description\":\"\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/#organization\",\"name\":\"UmbriaLeft\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/03\\\/community_logo-1.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/03\\\/community_logo-1.png\",\"width\":517,\"height\":85,\"caption\":\"UmbriaLeft\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/UmbriaLeft2004\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/67da8848e64ba9ac075ad3e08394f050\",\"name\":\"Redazione\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/9214b5513f40f6b2e32d560914f8da601e39d83e805bc4c5565cdb712f019345?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/9214b5513f40f6b2e32d560914f8da601e39d83e805bc4c5565cdb712f019345?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/9214b5513f40f6b2e32d560914f8da601e39d83e805bc4c5565cdb712f019345?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Redazione\"},\"sameAs\":[\"http:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/www.umbrialeft.org\\\/index.php\\\/author\\\/admin\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Non li hanno visti arrivare - UmbriaLeft","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/03\/27\/non-li-hanno-visti-arrivare\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Non li hanno visti arrivare - UmbriaLeft","og_description":"di\u00a0Alfonso Gianni L\u2019esito del referendum contro la legge Nordio-Meloni ha colto di sorpresa un po\u2019 tutti, compresi quelli che hanno lavorato fin dall\u2019inizio per la vittoria del No. Non si aspettavano infatti che potesse avvenire in quelle cos\u00ec nette proporzioni. Le percentuali sono aride e ormai ampiamente note, meglio precisare i numeri esatti, dietro ai","og_url":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/03\/27\/non-li-hanno-visti-arrivare\/","og_site_name":"UmbriaLeft","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/UmbriaLeft2004","article_published_time":"2026-03-27T14:50:43+00:00","og_image":[{"width":801,"height":450,"url":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/referedum-no-1.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Redazione","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Redazione","Tempo di lettura stimato":"12 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/03\/27\/non-li-hanno-visti-arrivare\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/03\/27\/non-li-hanno-visti-arrivare\/"},"author":{"name":"Redazione","@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/#\/schema\/person\/67da8848e64ba9ac075ad3e08394f050"},"headline":"Non li hanno visti arrivare","datePublished":"2026-03-27T14:50:43+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/03\/27\/non-li-hanno-visti-arrivare\/"},"wordCount":2429,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/#organization"},"articleSection":["Politica"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/03\/27\/non-li-hanno-visti-arrivare\/","url":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/03\/27\/non-li-hanno-visti-arrivare\/","name":"Non li hanno visti arrivare - UmbriaLeft","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/#website"},"datePublished":"2026-03-27T14:50:43+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/03\/27\/non-li-hanno-visti-arrivare\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/03\/27\/non-li-hanno-visti-arrivare\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/03\/27\/non-li-hanno-visti-arrivare\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Non li hanno visti arrivare"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/#website","url":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/","name":"UmbriaLeft","description":"","publisher":{"@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/#organization","name":"UmbriaLeft","url":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/community_logo-1.png","contentUrl":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/community_logo-1.png","width":517,"height":85,"caption":"UmbriaLeft"},"image":{"@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/UmbriaLeft2004"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/#\/schema\/person\/67da8848e64ba9ac075ad3e08394f050","name":"Redazione","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/9214b5513f40f6b2e32d560914f8da601e39d83e805bc4c5565cdb712f019345?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/9214b5513f40f6b2e32d560914f8da601e39d83e805bc4c5565cdb712f019345?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/9214b5513f40f6b2e32d560914f8da601e39d83e805bc4c5565cdb712f019345?s=96&d=mm&r=g","caption":"Redazione"},"sameAs":["http:\/\/www.umbrialeft.org"],"url":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/author\/admin\/"}]}},"blog_post_layout_featured_media_urls":{"thumbnail":"","full":""},"categories_names":{"25":{"name":"Politica","link":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/category\/politica\/"}},"tags_names":[],"comments_number":"0","wpmagazine_modules_lite_featured_media_urls":{"thumbnail":"","cvmm-medium":"","cvmm-medium-plus":"","cvmm-portrait":"","cvmm-medium-square":"","cvmm-large":"","cvmm-small":"","full":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8795","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8795"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8795\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8797,"href":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8795\/revisions\/8797"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8795"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8795"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8795"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}