{"id":8981,"date":"2026-04-04T07:42:20","date_gmt":"2026-04-04T05:42:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/?p=8981"},"modified":"2026-04-04T07:42:45","modified_gmt":"2026-04-04T05:42:45","slug":"linvasione-nazifascista-della-jugoslavia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2026\/04\/04\/linvasione-nazifascista-della-jugoslavia\/","title":{"rendered":"L&#8217;invasione nazifascista della Jugoslavia"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>85 anni fa, le potenze fasciste dell&#8217;Asse, Germania e Italia, invasero il Regno di Jugoslavia<\/em><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\">Di <strong>Roland Zsch\u00e4chner<\/strong> &#8211; <em>&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.jungewelt.de\/\">Junge Welt<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\">Fu una catastrofe con un lungo preavviso, eppure colse comunque di sorpresa: la Germania nazista e i suoi alleati attaccarono il Regno di Jugoslavia il 6 aprile senza una dichiarazione di guerra. Ebbero vita facile. Il paese era impreparato, indebolito internamente e privo di un reale sostegno internazionale. Nel giro di undici giorni, l&#8217;esercito reale fu annientato, cos\u00ec come lo Stato stesso. I fascisti tedeschi, italiani e ungheresi si impadronirono del bottino; anche la Bulgaria e la Romania ricevettero parte del territorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\">Decenni dopo, nella seconda Jugoslavia, ormai socialista, l&#8217;inizio della guerra fu rappresentato al cinema. &#8220;Chi canta l\u00e0?&#8221; \u00e8 il titolo del film di Slobodan \u0160ijan del 1980. \u00c8 un classico, conosciuto praticamente da tutti nella regione. La musica \u00e8 leggendaria: &#8220;Verso Belgrado&#8221; \u00e8 il ritornello della canzone che si ripete, cantata da due giovani rom. Una dozzina di persone si dirigono a Belgrado, la capitale, in autobus. Questo gruppo di persone simboleggia la societ\u00e0 jugoslava dell&#8217;epoca, con i suoi numerosi problemi e conflitti irrisolti, nonch\u00e9 la sua ingenuit\u00e0 di fronte all&#8217;incombente guerra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\">Le potenze dell&#8217;Asse, Germania e Italia, nutrivano da tempo ambizioni per la regione. Seguendo la tradizione della politica balcanica tedesca del XIX secolo, i nazisti puntavano alle risorse minerarie e ai prodotti agricoli del paese. La regione era considerata un &#8220;entroterra&#8221; destinato a rifornire l&#8217;Europa centrale. Gi\u00e0 negli anni &#8217;30 furono conclusi accordi con Belgrado per ottenere l&#8217;accesso a queste risorse.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.umbrialeft.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/221004.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8982\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Preparativi per l&#8217;attacco all&#8217;Unione Sovietica: soldati italiani durante l&#8217;invasione della Jugoslavia (luogo sconosciuto, 15 aprile 1941)<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading has-large-font-size\">Dilettantesco e tragico<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\">L&#8217;Italia persegu\u00ec i propri interessi. Roma rivendic\u00f2 territori sull&#8217;Istria e su parte della Dalmazia. Gi\u00e0 negli anni &#8217;20, il fanatico fascista Gabriele D&#8217;Annunzio aveva occupato la citt\u00e0 portuale croata di Fiume (Fiume) e vi aveva instaurato per alcuni mesi una dittatura di breve durata, che divenne un modello per quella successivamente instaurata in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\">In realt\u00e0, la leadership jugoslava voleva impedire che il paese venisse trascinato nella Seconda Guerra Mondiale, che era gi\u00e0 iniziata da due anni. Ma la loro politica di tentennamento si era rivelata fallimentare. Le manovre tra la Germania nazista, i suoi tradizionali alleati Francia e Gran Bretagna e l&#8217;Unione Sovietica portarono a un vicolo cieco al pi\u00f9 tardi nel 1940. Berlino fece pressioni su Belgrado affinch\u00e9 aderisse al Patto Tripartito tra Germania, Italia e Giappone. I nazisti non volevano solo assicurarsi le materie prime; militarmente, miravano a proteggere il loro fianco meridionale in vista del previsto attacco all&#8217;Unione Sovietica. La Jugoslavia doveva inoltre fungere da base per la pianificata occupazione della Grecia, dove gli inglesi sostenevano i greci nella lotta contro le truppe italiane invasori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\">Infine, il 25 marzo 1941, la Jugoslavia ader\u00ec al patto a Vienna. Tuttavia, all&#8217;interno del regno si diffuse la resistenza. Due giorni dopo, un gruppo di ufficiali organizz\u00f2 un colpo di stato contro il governo. Deposero il principe reggente Pavel e insediarono sul trono il ancora minorenne Petar II. Il colpo di stato incruento fu accompagnato da manifestazioni in molte citt\u00e0. Migliaia di persone si radunarono al grido di &#8220;Meglio la guerra che il patto&#8221; e &#8220;Meglio una tomba che uno schiavo&#8221;. Le proteste non riguardavano solo la sottomissione alla Germania nazista e la neutralit\u00e0 apparentemente ritrovata. Il malcontento nel paese era diffuso, in parte a causa della profonda crisi economica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\">Il colpo di stato gett\u00f2 il paese nel caos. Il nuovo governo indisse una mobilitazione parziale, pur ribadendo al contempo la propria lealt\u00e0 a Berlino. Per lo storico Holm Sundhaussen, l&#8217;ingerenza dei militari serbi nella politica fu disastrosa: &#8220;Il fatto che gli ufficiali di alto rango fossero consapevoli non solo delle conseguenze politiche delle loro azioni, ma anche della gravit\u00e0 delle carenze militari, confer\u00ec al colpo di stato del 27 marzo un&#8217;aria dilettantistica e tragica&#8221;, scrive Sundhaussen nel suo libro &#8220;Storia della Serbia: XIX-XXI secolo&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading has-large-font-size\">&#8220;Impresa giudiziaria penale&#8221;<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\">I nazisti reagirono il giorno stesso del colpo di stato. Nella cosiddetta Direttiva del F\u00fchrer n. 25, si affermava: &#8220;La Jugoslavia, anche se inizialmente dichiara la sua lealt\u00e0, deve essere considerata un nemico e quindi distrutta il pi\u00f9 rapidamente possibile&#8221;. Anche il sentimento anti-serbo gioc\u00f2 un ruolo importante, con le popolazioni slave del sud viste come i becchini del caduto Impero austro-ungarico. Con l'&#8221;Operazione Punizione&#8221;, Hitler sigill\u00f2 il destino del Regno di Jugoslavia. A partire dalle prime ore del mattino del 6 aprile 1941, la Wehrmacht bombard\u00f2 Belgrado con 611 aerei. La citt\u00e0 era quasi indifesa e l&#8217;esercito impreparato. &#8220;9.000 case furono distrutte, 3.000 persone uccise, pi\u00f9 che a Varsavia, Rotterdam e Coventry messe insieme&#8221;, secondo la storica Marie-Janine Calic nella sua &#8220;Storia della Jugoslavia nel XX secolo&#8221;. La capitolazione segu\u00ec undici giorni dopo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\">Il paese occupato fu diviso. In Croazia, si instaur\u00f2 uno stato fascista sotto il comando degli Ustascia, un gruppo appoggiato dagli italiani che perseguit\u00f2 brutalmente serbi, ebrei, rom e oppositori della sinistra. Il terrore fascista si diffuse anche in altre parti del paese. L&#8217;Olocausto e il Porajmos ebbero luogo anche in Jugoslavia. Ad esempio, nell&#8217;estate del 1942, le SS riferirono che in Serbia &#8220;la questione ebraica e rom era stata definitivamente risolta&#8221;. Questa politica razzista di sterminio and\u00f2 di pari passo con la persecuzione degli oppositori politici e il saccheggio del paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 nel giugno del 1941, il Partito Comunista di Jugoslavia (KPJ), sotto la guida del suo presidente Josip Broz, detto Tito, decise di resistere agli occupanti. Seguirono i primi attacchi e, col tempo, si svilupp\u00f2 un ampio movimento con lo slogan &#8220;Fratellanza e Unit\u00e0&#8221;. Gli ideali di una rivoluzione sociale furono messi in pratica dai partigiani nei territori liberati. La Jugoslavia non divenne un entroterra pacifico, ma piuttosto una fonte costante di disordini. I partigiani riuscirono infine a liberare il paese e a instaurare una societ\u00e0 socialista radicata nella tradizione della resistenza antifascista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\">Quando anche la Jugoslavia di Tito precipit\u00f2 in una crisi, la Germania si dimostr\u00f2 ancora una volta pronta a intervenire. Il riconoscimento unilaterale e affrettato dell&#8217;indipendenza di Slovenia e Croazia aliment\u00f2 lo smantellamento militare dello stato multietnico a partire dal 1991. L&#8217;entroterra divenne cos\u00ec il cortile di casa della Germania. La misura in cui la Germania era disposta a spingersi per imporre le proprie rivendicazioni su quel territorio divenne chiara nel marzo del 1999, quando i caccia tedeschi si lanciarono nuovamente all&#8217;attacco contro Belgrado.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>85 anni fa, le potenze fasciste dell&#8217;Asse, Germania e Italia, invasero il Regno di Jugoslavia Di Roland Zsch\u00e4chner &#8211; &nbsp;Junge Welt Fu una catastrofe con un lungo preavviso, eppure colse comunque di sorpresa: la Germania nazista e i suoi alleati attaccarono il Regno di Jugoslavia il 6 aprile senza una dichiarazione di guerra. 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