{"id":961,"date":"2025-03-30T14:32:03","date_gmt":"2025-03-30T14:32:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.umbrialeft.org\/?p=961"},"modified":"2025-03-30T14:32:03","modified_gmt":"2025-03-30T14:32:03","slug":"il-nichilismo-di-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.umbrialeft.org\/index.php\/2025\/03\/30\/il-nichilismo-di-trump\/","title":{"rendered":"Il nichilismo di\u00a0Trump"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di <strong><em>Alfonso Gianni<\/em><\/strong>, <em>Alternative per il Socialismo<\/em>\u00a0n. 75 (gennaio-marzo 2025)\u00a0<strong>L\u2019editoriale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pubblicato il 21 marzo 2025<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel cercare di analizzare cosa significhi la netta vittoria elettorale di Trump sia per il suo paese che per il resto del mondo, come \u00e8 necessario fare, bisognerebbe in primo luogo sbarazzarsi, o almeno mettere da parte, alcune caratterizzazioni che sono state appiccicate al personaggio e che non ci sono d\u2019aiuto per comprendere a fondo la natura del fenomeno. Quale quella di essere un avventurista incline alla violenza in ogni campo; di interpretare il suo ruolo come messianico; di adottare atteggiamenti&nbsp;&nbsp;e dichiarazioni a dir poco sopra le righe; di ostentare il suo corpo ferito in un\u2019immagine ricercata e diventata iconica; di brutalizzare il suo stesso agire politico; o addirittura di essere poco pi\u00f9 di un \u201ccomico naturale\u201d. In particolare dovremmo essere noi, nativi e abitanti dell\u2019italico stivale, ad essere sufficientemente vaccinati da simili devianti interpretazioni, avendo assistito increduli \u2013 senza necessariamente rammentare le posture mussoliniane, riportate all\u2019attenzione da ricostruzioni romanzate e filmiche \u2013 al nascere e allo svilupparsi del fenomeno, pur ben diverso, del berlusconismo e sapendo quanto ci sia costata l\u2019altera sottovalutazione della sua fondata pericolosit\u00e0, almeno al suo primo manifestarsi. Ma scorrendo anche autorevoli commenti offerti dal&nbsp;<em>mainstream<\/em>&nbsp;nostrano sembra riconfermarsi l\u2019acuto detto secondo cui la storia \u00e8 una ottima maestra, ma non ha scolari.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intendiamoci non si pu\u00f2 negare che The Donald, rispetto alla sua prima apparizione come presidente sulla scena della storia statunitense e quindi mondiale, abbia accentuato aggressivit\u00e0 e decisionismo nelle sue parole e nei suoi atti. Anzi si possono persino iscrivere questi suoi comportamenti in una nuova categoria, che forse aiuta a comprendere meglio con chi abbiamo a che fare. Si \u00e8 fin qui e tuttora usato nei confronti dei protagonisti della destra sparsi per pi\u00f9 continenti, compreso il nostro, il termine \u201cpopulismo\u201d per delineare un distorto, ma non meno reale, rapporto con il popolo, basato su promesse demagogiche e sulla esaltazione di un decisionismo governativo rafforzato da un presidenzialismo nelle sue varie forme e accezioni, che lo trasformavano in un populismo autoritario. E si \u00e8 precisato, perlomeno da parte del pensiero di sinistra, che si era di fronte a un \u201cpopulismo dall\u2019alto\u201d, quasi un ossimoro, per distinguerlo dalle manifestazioni populistiche che hanno caratterizzato la storia del Novecento in varie parti del mondo e che invece partivano \u201cdal basso\u201d, cio\u00e8 da un movimento di popolo che aspirava, seppure confusamente ma con radicalit\u00e0, a una giustizia sociale. Una sorta di populismo progressivo, che, ad esempio, nella elaborazione di Ernesto Laclau<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>&nbsp;assume la potenzialit\u00e0, se non il ruolo in atto, di una risposta alla crisi della democrazia liberale, sottovalutando il rischio \u2013 qui uno dei punti della distanza rispetto al pensiero gramsciano \u2013 di diventare facile preda di processi di rivoluzione passiva.<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il nichilismo \u201cdall\u2019alto\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pur essendo&nbsp;&nbsp;chiara la differenza fra i due tipi di populismo, anche se poi gli esiti finali possono diventare simili e confluire nella rivoluzione conservatrice mossa dalle classi dominanti \u2013 di cui abbiamo abbondantemente scritto lungo l\u2019arco di vita di questa rivista \u2013 non credo che la categoria del populismo dall\u2019alto sia sufficiente per inquadrare la figura e l\u2019azione di Trump. E\u2019 forse opportuno fare ricorso ad un\u2019altra definizione che pure ha origini storiche molto lontane e diverse: quella del nichilismo, ovviamente anch\u2019esso \u201cdall\u2019alto\u201d. Il che richiede, a sua volta, di precisare cosa si vuole intendere con questa parola e come questa categoria sia oggi diversa da quelle del passato e assuma una particolare valenza se riferita al capo dello Stato dell\u2019ancora pi\u00f9 potente paese del mondo, pur sospinto lungo una china declinante. Lo fa, ad esempio, Laura Pennacchi scrivendo di nichilismo come \u201cdeificazione del vuoto\u201d, ovvero come \u201cpulsione alla distruzione di cose e di persone \u2026 [e della] nozione stessa di verit\u00e0\u201d<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>. Naturalmente questa definizione coglie pi\u00f9 di un elemento reale, basta riferirsi alla disinvoltura spinta fino al disinteresse&nbsp;&nbsp;mostrato dal duo Trump-Musk verso la credibilit\u00e0 di loro dichiarazioni e progetti come, ad esempio,&nbsp;&nbsp;la conquista di Marte, visto che ci\u00f2 che conta per loro \u00e8 la dominanza nella&nbsp;<em>space economy<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma, senza contrapporre una definizione all\u2019altra, casomai integrandola, descriverei il nichilismo portato alle sue conseguenze pi\u00f9 estreme \u2013 cogliendo anche spunti di un dibattito filosofico di qualche decennio fa \u2013 come uno schiacciamento finale del valore d\u2019uso di ogni cosa, materiale o immateriale,&nbsp;&nbsp;al valore di scambio.<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>&nbsp;Che altro \u00e8 se non questo, promettere la pace in Ucraina chiedendo in cambio circa 500 miliardi di dollari in ricercatissime terre rare, cos\u00ec cruciali per lo sviluppo tecnologico su cui si poggia il potere dell\u2019oligarchia tecno-capitalista? Che altro pu\u00f2 mai significare \u2013 aldil\u00e0 delle&nbsp;<em>chances<\/em>&nbsp;di possibile realizzazione \u2013 progettare di trasformare la striscia di Gaza, cacciando il popolo palestinese in un indefinito e improbabile altrove, in un luogo di villeggiatura per super ricchi, se non costruire un parco di&nbsp;<em>resort&nbsp;<\/em>e chiamarlo pace? Cosa di diverso da questo si pu\u00f2 dire quando vengono revocati in dubbio i rapporti anche con i pi\u00f9 tradizionali alleati, come i vertici dell\u2019Unione europea, \u2013 persino la supina Meloni ne rimane scossa \u2013&nbsp;&nbsp;nel quadro di una minacciata e in parte gi\u00e0 cominciata guerra dei dazi?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le mani dei Trump sulla moneta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa riduzione del valore d\u2019uso al valore di scambio si presenta contemporaneamente come causa, ma anche come effetto dirompente della siderale crescita degli arricchimenti in mano a poche persone, la cui quantit\u00e0 di averi supera quella del Pil di interi stati e non dei pi\u00f9 poveri. Anche in questo caso si tratta di un processo dal lungo percorso, una delle basi su cui si \u00e8 fondato il successo del neoliberismo. La moneta ha cambiato la fonte, l\u2019aggancio all\u2019oro, da cui traeva la sua validit\u00e0, ossia la sua insita capacit\u00e0 di convinzione per chiunque la possedesse di poterla trasformare in un bene tangibile o in un servizio utile. Poi, come si sa, la non convertibilit\u00e0 del dollaro in oro ha mutato il quadro. Da quel momento in poi fa testo la fiducia nei confronti dello Stato che emette la moneta e quindi&nbsp;&nbsp;&nbsp;verso la Banca centrale. Come ha scritto Ennio Di Nolfo \u201cil ruolo di una moneta non dipende tanto dalla possibilit\u00e0 di stamparla o emetterla quanto dalla posizione internazionale della potenza che la produce\u201d.<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il quadro cambia ancora con l\u2019entrata in scena delle criptovalute. I loro promotori sono sconosciuti privati e la loro tesaurizzazione appare come un\u2019ulteriore possibilit\u00e0 quale bene rifugio oltre all\u2019oro, di questi tempi in rapida ascesa nel suo prezzo, come avviene in tutti i periodi di forte instabilit\u00e0 internazionale. Ma, rispetto all\u2019oro, con il quale condivide la relativa scarsit\u00e0, le criptovalute sono contraddiste da una ben pi\u00f9 elevata volatilit\u00e0 del loro valore. Non a caso il Bitcoin (Btc), la pi\u00f9 famosa delle criptovalute, viene considerato come una specie di \u201coro digitale\u201d.<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn6\"><sup>[6]<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia le attivit\u00e0 finanziarie legate alle cripto valute sono andate crescendo, particolarmente negli ultimi tempi. Uno dei fattori del loro successo \u00e8 indubbiamente connesso alla figura di Trump, il quale gi\u00e0 in campagna elettorale aveva annunciato di volere fare diventare gli Usa la capitale mondiale delle cripto valute. Una volta presidente, non ha esitato a spingere il senatore repubblicano Bill Hagerty a presentare una proposta di legge per fornire una sorta di patente legale alle monete digitali, gli&nbsp;<em>stablecoins.<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn7\"><sup><strong>[7]<\/strong><\/sup><\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La&nbsp;<em>World Liberty Financial&nbsp;<\/em>e la famiglia Trump<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma non si \u00e8 trattato di un atto disinteressato, anzi invischiato in un evidente conflitto di interessi, dal momento che la famiglia Trump \u00e8 tra i proprietari di una societ\u00e0, la&nbsp;<em>World Liberty Financial<\/em>&nbsp;assai attiva negli nel campo delle cripto valute.<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>&nbsp;Un conflitto di interessi? Certamente. Enorme. Ma Trump ha provveduto per tempo a neutralizzarlo, avendo subito cambiato i vertici della Sec (<em>Security and Exchange Commission<\/em>), l\u2019Ente federale preposta alla vigilanza delle borse valori, fondato nel 1934 da Franklin Delano Roosevelt.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono davvero lontani i tempi nei quali il grande studioso della storia economica internazionale, Charles Kindleberger, poteva definire la moneta come un particolarissimo tipo di bene pubblico e come tale a rischio di speculazione privata.<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>Qui siamo di fronte ad un processo di appropriazione della&nbsp;<em>governance<\/em>&nbsp;della moneta, o meglio delle cripto attivit\u00e0 finanziarie,&nbsp;&nbsp;in mani private, anche se queste ultime appartengono al rapace presidente degli Stati Uniti d\u2019America, uomo pubblico per eccellenza. Gi\u00e0 nell\u2019ottobre del 2024, quindi prima delle elezioni presidenziali del 5 di novembre, la stampa specializzata riportava che la&nbsp;<em>World Liberty Financial<\/em>&nbsp;stava pianificando \u201cla creazione di una propria&nbsp;<em>stablecoin<\/em>, che potrebbe fungere da sostituto del dollaro\u201d. L\u2019autrice dell\u2019articolo affermava poi che \u201cNonostante i dubbi su come il&nbsp;<em>team<\/em>di&nbsp;<em>World Liberty<\/em>&nbsp;intenda sviluppare una&nbsp;<em>stablecoin&nbsp;<\/em>affidabile, la famiglia Trump potrebbe ottenere un profitto significativo se il progetto dovesse decollare. Tether, la&nbsp;<em>stablecoin<\/em>&nbsp;pi\u00f9 grande al mondo, ha registrato un profitto record di 5,2 miliardi di dollari solo nella prima met\u00e0 del 2024.\u201d<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>&nbsp;Non male, direi, anche se i rischi di rovesci sono sempre dietro l\u2019angolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cosa rappresenta lo scontro sui dazi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo scontro sui dazi di per s\u00e9 non \u00e8 affatto&nbsp;&nbsp;una assoluta novit\u00e0. Era comparso gi\u00e0 ad opera delle precedenti amministrazioni americane. Costituisce uno degli aspetti inevitabili \u2013 o quantomeno logicamente conseguenti \u2013 di quel processo di deglobalizzazione che ha preso le mosse lungo la prima decade di questo secolo, sospinto dalla grande crisi economica del 2008 e da quella pandemica dovuta al diffondersi su scala planetaria del Covid-19. Gli effetti e le conseguenze dell\u2019una e dell\u2019altra non sono affatto terminati. Al contrario si sono trascinati aggravandosi e determinando le scelte politiche delle maggiori potenze, ben aldil\u00e0 delle intenzioni, o persino dei buoni propositi dei loro governanti e interpreti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma certamente con Trump la&nbsp;&nbsp;questione dei dazi assume una centralit\u00e0 ed una virulenza finora sconosciute, costituisce, almeno per ora, il tratto fondante e caratteristico della&nbsp;<em>Trumpnomics 2.0.&nbsp;&nbsp;<\/em>The Donald si \u00e8 inoltrato in una guerra commerciale che non appare affatto contingente e tantomeno occasionale. E\u2019 vero che alcune misure proposte sono pi\u00f9 che altro, e per ora, servite come arma di ricatto per ottenere altro, come la promessa di bloccare il movimento di migranti dal Messico agli States. Ma questo testimonia solo della possibilit\u00e0 di un&nbsp;<em>double use<\/em>&nbsp;\u2013 per usare un linguaggio ornai di moda in ambito militare \u2013 dell\u2019arma dei dazi, quindi di una sua accresciuta pericolosit\u00e0 ed efficacia, non certo dell\u2019inclinazione verso grida manzoniane da parte della nuova amministrazione statunitense.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u2019altro canto Trump l\u2019ha messa da subito gi\u00f9 dura, facendone una questione di sicurezza nazionale. Si \u00e8 appellato alla legge federale del 1977, l\u2019<em>International Emergency Economic Powers Act,&nbsp;<\/em>che conferisce pieni poteri al Presidente degli Usa nel caso di un\u2019emergenza tale da mettere a repentaglio la nazione. E non si pu\u00f2 dire che la sua azione abbia incontrato plausi straordinari neppure sulla stampa apertamente di destra e filo repubblicana del suo paese. E\u2019 ben nota l\u2019immediata reazione dell\u2019autorevole&nbsp;<em>Wall Street Journal<\/em>&nbsp;\u2013 ma&nbsp;<em>anche<\/em>&nbsp;<em>The Economist&nbsp;<\/em>la pensa in modo analogo \u2013che ha definito la guerra intrapresa da Trump come \u201cla guerra commerciale pi\u00f9 stupida della storia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La guerra commerciale \u00e8 proprio cos\u00ec stupida?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma c\u2019\u00e8 da domandarsi se sia proprio cos\u00ec. Se guardiamo la cosa per i suoi effetti principalmente&nbsp;&nbsp;sui meccanismi economici \u2013 e sulle conseguenze sociali \u2013 non \u00e8 difficile riconoscere che vi sono nel giudizio cos\u00ec aspro del Wsj e di altri numerosi commentatori economici, elementi di verit\u00e0. Al contempo non credo si possa liquidare la politica trumpiana cos\u00ec facilmente e sbrigativamente. Vediamo il perch\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019alzamento dei dazi nei confronti di Canada, Messico e Cina colpiranno settori chiave, quali l\u2019<em>automotive<\/em>, l\u2019edilizia, l\u2019alimentare per ricordarne solo alcuni tra i principali e pi\u00f9 tradizionali; porter\u00e0 ad un incremento dell\u2019inflazione che tanto ha spaventato ci\u00f2 che resta della classe media americana, oltre naturalmente coloro che stanno ancora pi\u00f9 in basso, e che \u00e8 uno dei motivi per cui le scelte nel campo della politica economica domestica condotta da Biden, pur non disprezzabili, non hanno salvato il Partito democratico dal tracollo elettorale. Secondo il&nbsp;<em>Budget Lab&nbsp;<\/em>della&nbsp;&nbsp;<em>Yale University&nbsp;<\/em>al&nbsp;<em>Peterson Institute for International Economics<\/em>&nbsp;il calo del potere d\u2019acquisto, a causa della introduzione dei dazi trumpiani, osciller\u00e0 tra i mille e i mille200 dollari per ogni famiglia americana. Come \u00e8 ovvio il prezzo pi\u00f9 salato lo pagheranno&nbsp;&nbsp;&nbsp;le famiglie a basso o modesto reddito. Per il nostro paese, ma anche per l\u2019insieme della Ue, le conseguenze sarebbero drammatiche. Restando in Italia, la Confartigianato ha gi\u00e0 reso note le stime sull\u2019impatto dell\u2019innalzamento delle barriere doganali statunitensi sui nostri prodotti, tenendo conto che gli Usa rappresentano il secondo mercato, dopo la Germania,&nbsp;&nbsp;per il valore del nostro export.<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn11\"><sup>[11]<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche per l\u2019Europa, se tutti i minacciati dazi venissero attuati, il colpo sarebbe pesante. C\u2019\u00e8 chi stima tra i 90 e i 100 miliardi di euro. Vi \u00e8 poi da considerare che la Cina, trovando talmente ostico da non essere pi\u00f9 praticabile nelle misure attuali&nbsp;&nbsp;il mercato americano, cercherebbe maggiori sbocchi in quello europeo, non incontrando certamente il favore dei produttori del vecchio continente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trump non ha esitato ad aprire un brusco confronto con il governatore della Fed, a cui richiede autoritariamente di diminuire i tassi, cosa che peraltro la Banca centrale ha fatto in ragione di un punto percentuale lungo l\u2019anno appena trascorso, ma che per ora non ha intenzione di rifare, come ha ribadito Jerome Powell in una audizione al Senato, dove ha detto che non seguir\u00e0 i diktat ma decider\u00e0 sulla base dei dati economici.<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn12\"><sup>[12]<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma non si tratterebbe \u201csolo\u201d di questo. Il rinculo della globalizzazione<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn13\"><sup>[13]<\/sup><\/a>, per quanto in atto con sempre maggiore forza nell\u2019ultimo decennio, non ha capovolto interamente il funzionamento dell\u2019economia mondiale che essa stessa aveva potentemente contribuito a mettere in piedi. In particolare l\u2019articolazione su scala mondiale della produzione \u2013 una delle caratteristiche portanti dell\u2019ultima globalizzazione \u2013 ha esaltato l\u2019importanza dei beni, o meglio dei manufatti intermedi che sono indispensabili per giungere al prodotto finito. Soprattutto se lo si vuole di qualit\u00e0 e allo stesso tempo a costi relativamente contenuti.&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ci\u00f2 comporta che la loro importazione \u00e8 tanto pi\u00f9 necessaria quanto pi\u00f9 si vorrebbe rendere forte l\u2019esportazione dei prodotti finiti e la loro migliore competitivit\u00e0 sul mercato mondiale. In sostanza la aggressivit\u00e0 sui dazi pu\u00f2 facilmente ritorcersi, o almeno in una parte significativa, su chi la fa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La guerra commerciale \u00e8 guerra di classe<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia appare improbabile che Trump, e chi attivamente lo sostiene, sia completamente a digiuno di cos\u00ec elementari nozioni o che addirittura abbia scelto la strada del suicidio economico (e quindi politico). Se non \u00e8 cos\u00ec, come credo non sia, bisogna introdurre altri elementi per interpretare in modo corretto il comportamento del Trump 2.0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due studiosi americani, Matthew C. Klein e Michael Pettis, l\u2019uno lavorando a San Francisco e l\u2019altro a Pechino, ci ricordano una verit\u00e0 che una volta sarebbe stata ritenuta, almeno a sinistra, quasi elementare: le guerre commerciali sono guerre di classe.<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn14\"><sup>[14]<\/sup><\/a>&nbsp;Il motivo \u00e8 semplice, quanto il suo esito prevedibile. Gli effetti della globalizzazione hanno aumentato le diseguaglianze all\u2019interno dei singoli paesi. Il caso italiano \u00e8 addirittura limite, con le retribuzioni che in valore reale sono arretrate nel corso degli ultimi trenta anni. Ma l\u2019accrescersi delle diversit\u00e0 nelle condizioni materiali e reddituali \u00e8 accaduto un po\u2019 ovunque, sia nei paesi a capitalismo maturo che in quelli emergenti. E questo \u00e8 stato il trampolino di lancio per arrivare ad una concentrazione di ricchezze che non ha precedenti nella storia. Solo che nella fase crescente della globalizzazione, nella quale la Cina svolgeva la funzione di fabbrica per il mondo, gli Usa potevano acquistare prodotti cinesi a basso costo e di modesta qualit\u00e0 da vendere poi nei magazzini Wall Mart, permettendo alle classi lavoratrici di fare acquisti pur mantenendo bassi i loro salari e i loro livelli di vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma ora che la Cina compete sui rami alti dello sviluppo tecnologico (dagli autoveicoli con motori elettrici all\u2019intelligenza artificiale) tale sistema non pu\u00f2 pi\u00f9 essere replicato. La crisi del processo di globalizzazione ha generato il ritorno al protezionismo \u2013 e Trump ne \u00e8 il sacerdote pi\u00f9 che il profeta \u2013 visto che la competitivit\u00e0 sulla qualit\u00e0 e l\u2019innovazione dei prodotti rimane un mantra della (falsa) ideologia del capitalismo, il quale di suo, come sappiamo, tende al monopolio, di cui l\u2019oligopolio \u00e8 una versione allargata ma spesso transitoria. Quando quelli che dovrebbero essere le vittime di questo processo di centralizzazione economica diventano in grado di competere effettivamente e pure di superare i loro dominatori, la risposta \u2013 una volta che il rilancio della domanda e quindi dell\u2019economia attraverso l\u2019estensione del debito pubblico e privato ha generato una crisi economico-finanziaria di dimensioni mondiali \u2013 \u00e8 di tipo difensivo, fondata da un lato sull\u2019elevamento delle barriere doganali e dall\u2019altro sul sempre pi\u00f9 pericoloso ricorso alla minaccia e alla generalizzazione dello scontro militare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo quadro la classe che detiene le redini del sistema capitalista \u2013 in questo caso statunitense, ma la scena si potrebbe facilmente allargare \u2013&nbsp;&nbsp;non si accontenta pi\u00f9 di avere vinto la lotta di classe, come nella celebre analisi di Warren Buffet, ma vuole stravincere, con la brutalit\u00e0 di chi minaccia \u201cguai ai vinti!\u201d; e cos\u00ec la \u201cdistruzione creatrice\u201d di Schumpeter affonda in una furia nichilista condotta tenendo in mano le leve del potere politico, oltre che economico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le vittime si allargano a popoli interi, specialmente quando si tratta del&nbsp;&nbsp;Sud globale. I dazi sono un fattore potente di ampliamento delle&nbsp;&nbsp;diseguaglianze, perch\u00e9 rafforzando il dollaro<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn15\"><sup>[15]<\/sup><\/a>, che pure non \u00e8 certamente una&nbsp;&nbsp;condizione&nbsp;&nbsp;favorevole alle esportazioni, fanno crescere anche gli interessi sul debito dei Paesi in via di sviluppo inibendone ogni prospettiva di crescita sociale ed economica. Al contempo, mentre Musk si attiva per organizzare e promuovere l\u2019elusione fiscale da parte delle grandi multinazionali, Trump lo sostiene e agisce per destrutturare in ogni modo, se non per liquidare, ogni forma di organizzazione internazionale che seppure insufficientemente ha cercato di porre qualche freno all\u2019accumulazione predatoria di capitali. Non c\u2019\u00e8 rispetto per nulla, non per la salute e la vita umana, per non parlare del clima, della terra e del vivente non umano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non vedo altro significato, per quante critiche a questi organismi si possono fare, nella prospettata uscita degli Usa dall\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 e nella volont\u00e0 di sospendere per 90 giorni i finanziamenti agli aiuti allo sviluppo ai Paesi esteri e alle Ong, programmati dalle precedenti amministrazioni americane, fra cui l\u2019Unaids, il programma delle Nazioni unite per l\u2019Hiv e l\u2019Aids. Il tutto con un ordine esecutivo firmato dal Presidente il 20 gennaio 2025, con la scusa di avere il tempo di riesaminare ogni cosa per verificarne la congruit\u00e0 con gli interessi e i presunti valori americani. E\u2019 chiaro&nbsp;&nbsp;a tutti che viene rimesso&nbsp;&nbsp;in discussione l\u2019obiettivo di salvare oltre 40 milioni di vite umane entro il 2028<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn16\"><sup>[16]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se a tutto ci\u00f2 aggiungiamo i programmi di rimpatrio forzato dei migranti, i blocchi verso nuovi arrivi (ma gi\u00e0 nel Messico dolenti carovane umane si sono messe in cammino per raggiungere lo sbarrato confine con gli Usa), la spettacolarizzazione data alle azioni delle forze dell\u2019ordine al riguardo, si vede che la furia nichilista si nutre di una crudelt\u00e0 esibita a scopi peggio che intimidatori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Trump e la guerra per procura russo-ucraina<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rispetto alle due principali guerre in corso, quella russo-ucraina e quella che si abbatte sul popolo palestinese l\u2019amministrazione Trump sembra seguire due canovacci diversi. E\u2019 bene perci\u00f2 esaminare separatamente i due scenari e poi verificare quali eventuali tratti in comune hanno per quanto riguarda il comportamento americano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La lunga telefonata fra Trump e Putin, dei cui contenuti si hanno solo delle supposizioni \u2013 ma il fatto nuovo era che si parlassero e che venisse esplicitamente confermato, con l\u2019esclusione di Zelensky dall\u2019importante primo contatto,&nbsp;&nbsp;il carattere di guerra per procura del conflitto \u2013 e soprattutto le dichiarazioni rese dal segretario della Difesa statunitense Pete Hegseth hanno determinato una svolta nella postura americana. Hegseth, parlando a una riunione del Gruppo di contatto per la difesa dell\u2019Ucraina a Bruxelles, davanti agli inviati di pi\u00f9 di 40 paesi, ha in poche parole riconosciuto il fallimento della politica fin qui perseguita dagli Usa e dalla Ue sul fronte del conflitto russo-ucraino, con due affermazioni molto nette. La prima: \u201cVogliamo come voi un\u2019Ucraina sovrana e prospera. Ma dobbiamo riconoscere che il ritorno ai confini dell\u2019Ucraina prima del 2014 \u00e8 un obiettivo illusorio\u201d, il che manda a gambe all\u2019aria tutti i progetti su cui la precedente amministrazione Usa e tuttora la Ue avrebbero voluto impostare le trattative di pace. Del resto che il conflitto russo-ucraino potesse concludersi solo a un tavolo negoziale non era soltanto il punto di vista dei movimenti pacifisti e delle persone di buon senso, ma era stato riconosciuto&nbsp;&nbsp;a chiare lettere gi\u00e0 nel novembre del 2022 dallo stesso Capo di Stato Maggiore americano, il generale Mark Milley, convinto che \u201cnessuna delle due parti era in grado di vincere la guerra\u201d. Verso la fine degli anni dieci di questo secolo, sulla base di un\u2019analisi articolata e documentata, John J. Mearsheimer, professore di scienza&nbsp;&nbsp;alla&nbsp;<em>University of Chicago,&nbsp;<\/em>aveva avvertito il proprio paese a non infilarsi nuovamente in avventure belliche, ma naturalmente non era stato ascoltato.<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn17\"><sup>[17]<\/sup><\/a>&nbsp;Gli Stati Uniti hanno scatenato sette conflitti dalla fine della guerra fredda e sono continuamente in guerra da poche settimane dopo l\u2019attacco alle Twin Towers dell\u201911 settembre 2001. \u201cLa frequenza degli interventi armati americani nel periodo successivo alla \u2018guerra fredda\u2019 (1990-2017) si \u00e8 sestuplicata rispetto al periodo 1798-1989\u201d.<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn18\"><sup>[18]<\/sup><\/a>&nbsp;Ma neppure la guerra per procura ha ottenuto risultati vantaggiosi per gli Usa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda affermazione rilevante di Hegseth ci dice che gli Stati Uniti \u201cnon credono che l\u2019adesione alla Nato dell\u2019Ucraina sia un risultato realistico di una soluzione negoziata\u201d Ma non si \u00e8 fermato qui, poich\u00e9 ha aggiunto che soldati Usa non faranno parte di alcuna missione di&nbsp;<em>peacekeeping,&nbsp;<\/em>non rientrando nel quadro previsto dall\u2019articolo 5 della Nato, quello che impegna i suoi membri alla difesa collettiva. Lasciando quindi Macron solo nella sua intenzione di inviare truppe sul suolo ucraino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine ha ribadito in modo pubblico che gli stati europei devono aumentare la spesa militare fino al 5% del loro Pil, assumendosi&nbsp;<em>in toto<\/em>&nbsp;la responsabilit\u00e0&nbsp;della difesa con armi convenzionali, poich\u00e9la priorit\u00e0 per gli Usa \u00e8 l\u2019impegno nell\u2019indo-pacifico per contenere le ambizioni della Cina.<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn19\"><sup>[19]<\/sup><\/a>&nbsp;Concetto, quest\u2019ultimo, immediatamente ripreso e rilanciato da Samuel Paparo, capo del comando statunitense nell\u2019indo-pacifico, che dalle Haway precisa: \u201cSe avessimo dovuto scegliere il centro di gravit\u00e0 del mondo cento anni fa, sarebbe stato nell\u2019Europa centrorientale. Oggi \u00e8 nell\u2019indo-pacifico\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per l\u2019amministrazione Trump \u00e8 chiara la divisione dei compiti: la Ue deve badare a se stessa e a ci\u00f2 che accade ai confini dell\u2019Unione entro il continente europeo, mentre gli Usa dichiarano ormai apertamente quale \u00e8 per loro la posta in gioco: il confronto\/scontro con la Cina. Come poi la richiesta di incremento delle spese militari, su cui la von der Leyen \u00e8 pronta da tempo a consentire, si combini con la minaccia di dazi sulle principali voci di esportazione europea verso gli States \u00e8 questione che pu\u00f2 essere risolta solo nel quadro di una guerra di classe generalizzata, dal momento che la Ue dovrebbe, per fare fronte alle maggiori spese belliche e alle minori entrate dalla vendita di beni oltreatlantico, procedere a ulteriori e drastici tagli allo stato sociale dei paesi membri. Ovvero proseguire in un\u2019austerit\u00e0 di guerra, ancora pi\u00f9 acuta, anche qualora andasse in porto la cessazione del conflitto russo-ucraino. Insomma dal sistema di guerra non si esce: questo \u00e8 in realt\u00e0 il messaggio che Hegseth ha portato per conto della amministrazione Trump 2. Altro che pace, se la si intende, come si dovrebbe, nella sua dimensione globale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quale potrebbe essere il ruolo dell\u2019Europa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma questi elementi di novit\u00e0 dovrebbero servire da insegnamento alle&nbsp;<em>elite&nbsp;<\/em>europee. Nel senso che il filoatlantismo ostinato, nel nome di un mitico Occidente, ha meno che mai senso \u2013 se mai ne ha avuto uno \u2013 in un mondo in cui gli stessi Usa sono pronti a rimettere in discussione a loro vantaggio tutte le intese, politiche e commerciali, a destrutturare, svuotare e abbattere ogni organismo internazionale, a partire dall\u2019Onu e dalle sue diramazioni, nell\u2019intento di invertire la tendenza al declino del \u201csecolo americano\u201d, che per\u00f2 si presenta piena di rischiosissimi colpi di coda.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono passati esattamente 50 anni dalla famosa Conferenza di Helsinki del 1975, pi\u00f9 volte richiamata negli articoli della nostra rivista come modello,&nbsp;<em>mutatis mutandis<\/em>, cui potersi ispirare per ricostruire una pace duratura e non un semplice \u201ccessate il fuoco\u201d \u2013 comunque auspicabile \u2013 tra Russia e Ucraina. In quel caso vi fu un ruolo positivo e propositivo degli stati europei. Da allora l\u2019Europa ha fatto solo passi indietro. La sua protesta per essere stata esclusa dai colloqui fra Usa e Russia a Riad appare persino patetica. Eppure se si vuole evitare che la guerra russo -ucraina si concluda \u2013 sempre che ci\u00f2 avvenga, il che sarebbe gi\u00e0 un risultato \u2013 non semplicemente alla \u201ccoreana\u201d, cio\u00e8 grosso modo tracciando una linea che separa i fronti bellici laddove sono arrivati, lasciando i due paesi, pi\u00f9 che in pace, nella condizione di una sospensione della guerra a tempo indeterminato, bisognerebbe recuperare quello spirito e quella spinta che porti ad un nuovo appuntamento internazionale, sotto l\u2019egida dell\u2019Onu, per affrontare il tema della pace nella sua complessit\u00e0 e globalit\u00e0. Utopia? Guardando il mondo che abbiamo davanti certamente. Tuttavia necessaria. Anche per dare un ruolo alla Ue, senza il quale il progetto europeo pu\u00f2 dirsi morto. E non sono certamente le terapie economico-finanziarie di Draghi, n\u00e9 gli stanchi appelli di Prodi che la potrebbero ricostruire e tantomeno l\u2019insistenza verso la costruzione di un esercito europeo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Trump e il Medioriente<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli stretti legami che stringono gli Usa a Israele, e viceversa, impediscono&nbsp;&nbsp;a Trump di assumere una postura diversa da quella fin qui seguita nell\u2019area. Non dimentichiamo che il patto di Abramo venne stipulato nella ultima fase della prima presidenza Trump. Quello che accade ora \u00e8 la continuazione di quella logica, aggravata dalla distruzione di Gaza e dalle mire sulla Cisgiordania. La prima mossa della nuova amministrazione Trump \u00e8 stata quella di consegnare all\u2019amico Netanyahu un gigantesco pacco-regalo fatto di bombe: le micidiali MK-84, soprannominate&nbsp;<em>Hammer,&nbsp;<\/em>cio\u00e8 martello.<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn20\"><sup>[20]<\/sup><\/a>Non proprio un messaggio di pace.&nbsp;&nbsp;La trovata di \u201ccomprare Gaza\u201d e trasformarla in una riviera popolata di lussuosi&nbsp;<em>resort<\/em>&nbsp;pu\u00f2 apparire bizzarra, ma in realt\u00e0 corrisponde all\u2019immaginario&nbsp;&nbsp;dei vecchi e&nbsp;&nbsp;nuovi ricchi americani. In questo senso Trump \u00e8 perfettamente in armonia con il proprio mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma soprattutto in quella tormentata area geografica si annodano interessi concretissimi e progetti di grande portata da realizzare dal punto di vista del duo Usa-Israele. Infatti il quadro si fa pi\u00f9 chiaro se teniamo conto che l\u2019eliminazione di Hamas, Hezbollah e degli Houthi e lo spostamento addirittura del superstite popolo palestinese sono funzionali a \u201cbonificare\u201d il terreno, con un bagno di sangue e con un nuovo esilio forzato, per il passaggio del Corridoio Economico India-Medioriente-Europa (Imeec), una rete multimodale di migliaia di chilometri che partendo dai porti indiani, passando per quelli emiratini e sauditi, vuole culminare al porto israeliano di Haifa, facendone&nbsp;&nbsp;il potenziale&nbsp;<em>hub<\/em>&nbsp;per l\u2019intero Mediterraneo. Il progetto si basa su un protocollo d\u2019intesa, firmato in occasione del G20 tenutosi a Nuova Dehli nei primi di settembre del 2023, fra India, Arabia saudita, Emirati arabi uniti, Ue e Usa, Germania, Francia e Italia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di un progetto ambizioso, ma molto importante nella strategia mondiale statunitense sotto il profilo geoeconomico e geopolitico, che mira a pi\u00f9 obiettivi contemporaneamente. Tra questi: ricostruire le catene di creazione e trasmissione del valore interrotte dalla crisi della globalizzazione; bypassare il canale di Suez che, per diverse ragioni, e&nbsp;malgrado il suo raddoppio, non ha offerto negli ultimi tempi sicurezza e facile scorribilit\u00e0 ai mezzi che l\u2019hanno percorso, il che comporterebbe un ridimensionamento dell\u2019Egitto e una potenziata centralit\u00e0 dei paesi del Golfo, non a caso coccolati da Trump;&nbsp;&nbsp;soprattutto farne un percorso alternativo alla Nuova Via della Seta progettata dai cinesi; cogliere nel contempo l\u2019occasione di approfondire la competitivit\u00e0 fra India e Cina, tirando la prima nel proprio campo di influenza, spezzando cos\u00ec la tendenziale comunanza di interessi tra i Brics.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma perch\u00e9 i disegni americani sul Medioriente vadano in porto \u00e8 necessario non solo isolare l\u2019Iran, neutralizzando ad uno ad uno i suoi alleati \u2013 vedi Siria \u2013 ma colpire Teheran al cuore. A questo, in ultima analisi, serve il potente e ulteriore riarmo di Israele. Del resto l\u2019aviazione israeliana ha gi\u00e0 attaccato l\u2019Iran nell\u2019ottobre scorso. Pare che gli obiettivi fossero noti agli stessi iraniani. Sta di fatto che probabilmente si \u00e8 trattato di un assaggio preliminare che comunque&nbsp;&nbsp;mal depone su quello che ci dobbiamo aspettare. Da l\u00ec potrebbe nascere uno scontro di proporzioni e di intensit\u00e0 ancora maggiori delle guerre cui abbiamo assistito in questi mesi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 questo il sistema di guerra che Trump mira a costruire, capace di concentrarsi ora su uno ora su un altro fronte, quando non contemporaneamente, ovvero, per usare il linguaggio di papa Francesco, quando i pezzetti della guerra mondiale si congiungono tra loro, come in un orrendo&nbsp;<em>puzzle<\/em>. A tutto ci\u00f2 \u00e8 funzionale la creazione di un senso comune nel quale lo stato di guerra venga inteso come inevitabile e permanente. E nessun paese che \u00e8 interno a un sistema di guerra salvaguardia democrazia&nbsp;&nbsp;e diritti al proprio interno, come si vede anche nel caso italiano.&nbsp;&nbsp;La guerra infinita, quindi, che si contrappone alla kantiana pace perpetua. Questa \u00e8 la nuova dimensione della modernit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019innovazione tecnologica finalizzata a scopi bellici e spionistici<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019innovazione tecnologica \u00e8 tutt\u2019altro che estranea a questo clima e a questi progetti. Anzi ne \u00e8 uno dei supporti principali. Infrastrutture, droni e altre armi autonome e sistemi basati sulla Intelligenza artificiale sono la nuova frontiera su cui si gioca l\u2019accrescimento della capacit\u00e0 e della potenza belliche. Come \u00e8 stato giustamente osservato l\u2019innovazione tecnologica nei decenni scorsi muoveva e si affermava sperimentando i suoi prodotti, prima in ambito militare per poi trasferirsi con diversissimi usi in ambito civile. E\u2019 noto il percorso di&nbsp;&nbsp;Internet, nata come Arpanet per scopi militari. Il tragitto ora si \u00e8 invertito: il digitale civile viene convertito o comunque usato largamente in ambito militare. Come si \u00e8 visto nelle due principali guerre cui stiamo assistendo. L\u2019esempio della rete&nbsp;&nbsp;Starlink di Elon Musk&nbsp;&nbsp;\u00e8 illuminante. Grazie ai suoi satelliti questo sistema non ha eguali. Quando nello scontro bellico i sistemi di comunicazione tradizionali fra soldati e fra questi e le armi autonome vengono interrotti, Starlink rimane l\u2019unica risorsa. Chi la possiede e la controlla ha in mano non solo una via di arricchimento ma le sorti di vite umane, prevalentemente civili. Lo spostamento dell\u2019asse politico di Silicon Valley \u00e8 insieme causa ed effetto di questo nuovo e massiccio impiego della tecnologia digitale&nbsp;&nbsp;nella guerra moderna.&nbsp;<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn21\"><sup>[21]<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su questo stretto nesso, oltre che sulla ricchezza che ne deriva, si fonda il rapporto tra Musk e Trump. Un nuovo collante che tiene insieme un blocco di destra che lascia alle proprie spalle la vecchia tradizionale destra conservatrice. La stessa trasformazione del Partito repubblicano statunitense, il vecchio Gop, non avrebbe avuto una forza cos\u00ec travolgente senza queste solide basi materiali. Ed \u00e8 un modello che ha preso piede anche in Europa, con la crescita delle forze di estrema destra e con un generale spostamento verso una \u201cradicalit\u00e0 di destra\u201d del fronte conservatore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo storico americano Timothy Snyder prende sul serio la minaccia rappresentata da Elon Musk e denuncia che \u00e8 in corso un colpo di Stato. Cos\u00ec lo descrive, senza armi, aerei e cannoni neppure in versione moderna. Non ve ne sarebbe alcun bisogno:&nbsp;\u201cOra immaginate che la scena sia questa: una ventina di ragazzi in abiti civili e armati solo di chiavette usb va da un ufficio del governo all\u2019altro. Usando un gergo tecnico e facendo vaghi riferimenti a ordini dall\u2019alto, ottengono l\u2019accesso ai sistemi informatici del governo federale statunitense. Fatto questo, concedono al loro leader supremo l\u2019accesso alle informazioni e il potere di avviare e interrompere tutti i pagamenti gestiti dal governo\u2026 Quello che stanno facendo Elon Musk e i suoi seguaci \u00e8 un colpo di stato perch\u00e9 queste persone non hanno alcun diritto di prendere il potere. L\u2019imprenditore di origine sudafricana non \u00e8 stato eletto per nessuna carica e non c\u2019\u00e8 carica che gli darebbe l\u2019autorit\u00e0 di fare quello che sta facendo. \u00c8 tutto illegale. \u00c8 un colpo di stato voluto, tra l\u2019altro, con l\u2019obiettivo di annullare la democrazia e violare i diritti umani.\u201d<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn22\"><sup>[22]<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto alla digitalizzazione della guerra, si potrebbe dire, avanza la digitalizzazione del monopolio della forza da parte dello stato e, conseguentemente, lo svuotamento della costruzione istituzionale che lo regge. La democrazia gi\u00e0 ripudiata dal capitalismo a partire dagli anni \u201980 del secolo passato, perde non solo la sua sostanza, ma anche la sua crisalide formale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo la fusione dei due nomi in<em>&nbsp;Trusk<\/em>&nbsp;non \u00e8 solo un gioco linguistico ma descrive in modo iper sintetico lo stato delle cose.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019internazionale nera e il binomio Trump-Musk<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 certamente opportuno interrogarsi se questa convergenza di interessi sar\u00e0 solida e duratura. Steve Bannon, l\u2019ideologo della nuova internazionale nera che si \u00e8 data appuntamento a Washington, nella forma di un simposio mondiale dei conservatori \u2013 la&nbsp;<em>Conservative Political Action Conference&nbsp;<\/em>(Cpac) \u2013 al quale dovrebbe partecipare&nbsp;&nbsp;anche Giorgia Meloni, sembra vedere il rapporto con l\u2019ala tecnocratica di Musk pi\u00f9 problematico di quanto le comparizioni entusiastiche di quest\u2019ultimo, prima e subito dopo la campagna elettorale del&nbsp;<em>tycoon,&nbsp;<\/em>vogliono fare credere.<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn23\"><sup>[23]<\/sup><\/a>&nbsp;&nbsp;\u201cMusk va tenuto d\u2019occhio \u2013 dice Bannon \u2013 perch\u00e9 ha interessi personali che vanno oltre gli obiettivi del movimento Maga e della stessa Amministrazione. Per\u00f2 finch\u00e8 ci aiuta, pu\u00f2 tornare utile \u2026 Credo che il presidente lo stia usando per demolire lo stato amministrativo\u201d, cio\u00e8 quello che per Timothy Snyder, come abbiamo detto prima, \u00e8 un colpo di stato eseguito con metodi&nbsp;<em>soft<\/em>&nbsp;ma con conseguenze liberticide e autoritarie micidiali.&nbsp;&nbsp;Che poi sia Trump a usare Musk e non viceversa \u00e8 tutto da vedere, anche se \u00e8 prematuro fare delle previsioni, salvo ricordare che Trump ha davanti a s\u00e9 quattro anni \u2013 a meno di un colpo di stato&nbsp;<em>strong<\/em>&nbsp;\u2013 mentre il tempo e il percorso di Musk non sono sottoposti a limiti che non siano quelli biologici del personaggio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 certamente troppo presto per avanzare previsioni. Tuttavia \u00e8 possibile immaginare che i consistenti interessi che Musk ha in Cina&nbsp;&nbsp;\u2013 il mercato cinese \u00e8 il secondo pi\u00f9 grande per Tesla, la sua creatura automobilistica e la<em>&nbsp;gigafactory&nbsp;<\/em>di Shangai, impiantata nel 2019, \u00e8 diventata il centro di produzione maggiore dell\u2019impresa, comportando per\u00f2 una competizione crescente fra Tesla e la cinese Byd \u2013 possano entrare in rotta di collisione con i disegni neoimperiali di Trump e il suo crescente conflitto nell\u2019indo-pacifico. La partita \u00e8 tutt\u2019altro che chiusa. Anzi siamo appena entrati in una nuova fase del cangiante percorso del capitalismo, ove, a guardare bene, Trump non sta facendo altro che portare a compimento, o quantomeno a uno stadio successivo, tendenze e mosse che gi\u00e0 stavano nella pancia del capitalismo Usa, anche quando erano gli impalliditi<em>&nbsp;liberal&nbsp;<\/em>sulla presunta plancia di comando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La lotta per la pace e le prospettive per la sinistra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avere a che fare con una oligarchia tecnocratica che si pone a capo di un sistema di guerra a livello mondiale, pone a movimenti e formazioni politiche problematiche forse in s\u00e9 non tutte nuove, ma certamente abbandonate o quantomeno trascurate da tempo o ancora da affrontare. E\u2019 difficile pensare a un rilancio di un movimento internazionale per la pace che non consideri la sua difesa come un tutt\u2019uno, pronto a muoversi rispetto ad ogni vecchio o nuovo focolaio di guerra e nello stesso tempo cogliendo i nessi che legano l\u2019uno agli altri. La pace non \u00e8 indivisibile, non \u00e8 sezionabile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel contempo la lotta per la pace non pu\u00f2 neppure per un attimo prescindere da quella nel campo delle scelte economiche e del modello di sviluppo, a livello nazionale come a quello internazionale, a cominciare dall\u2019Europa dove siamo. Il che richiede non solo una rinnovata attenzione analitica alle trasformazioni e alle mosse in atto del capitale, ma uno scontro, culturale e pratico, sui segmenti pi\u00f9 alti dello sviluppo tecnologico in tutti i suoi aspetti. Sottovalutare le linee di sviluppo o di involuzione che pu\u00f2 assumere la intelligenza artificiale sarebbe letale per la ricostruzione della sinistra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo quadro un alleato pu\u00f2 essere trovato nei Brics, la cui natura come ben sappiamo \u00e8 fin troppo disomogenea, ma i cui concreti atti dimostrano la possibilit\u00e0, anche in campo tecnologico, di non concepire questa lotta solo in termini culturali. L\u2019esperienza di&nbsp;<em>DeepSeek,&nbsp;<\/em>la&nbsp;societ\u00e0 cinese di&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Intelligenza_artificiale\">intelligenza artificiale<\/a>&nbsp;che sviluppa&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Modello_linguistico_di_grandi_dimensioni\">modelli linguistici di grandi dimensioni<\/a>&nbsp; in&nbsp;<em>open source<\/em>,capace di competere per qualit\u00e0 e costi con &nbsp;C<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/ChatGPT\">hatGPT<\/a>&nbsp;ne \u00e8 un esempio; tanto pi\u00f9 che il modello di intelligenza artificiale \u00e8 stato sviluppato da&nbsp;<em>DeepSeek<\/em>&nbsp;nel mezzo delle sanzioni degli Stati Uniti alla Cina (per i&nbsp;<em>chip<\/em>&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nvidia\">Nvidia<\/a>), che avevano lo scopo di limitare la capacit\u00e0 del paese di sviluppare sistemi di intelligenza artificiale avanzati, ottenendo invece il risultato opposto. Le sanzioni comminate dall\u2019Occidente, la versione bellica delle guerre commerciali, hanno in realt\u00e0 spinto chi ne era vittima a trovare soluzioni innovative persino insperate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre le mosse ancora timide dei Brics, o meglio di alcuni importanti paesi tra questi, come il Brasile, di intavolare scambi commerciali attraverso le loro monete senza passare per il dollaro, rappresentano, e perci\u00f2 sono temute osteggiate dagli Usa, un passo importante in un processo di dedolarizzazione che potrebbe portare a una moneta internazionale unica non legata alla potenza di questa o quella nazione, attualizzando il progetto keynesiano che usc\u00ec sconfitto a Bretton Woods nel luglio del 1944.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La resistenza di fronte all\u2019involuzione autoritaria nel sistema di guerra creato \u00e8 decisiva&nbsp;&nbsp;e propedeutica a qualunque progetto di rinascita della sinistra. Come ha scritto Bernie Sanders ai suoi sostenitori \u201cIn questi tempi difficili la disperazione non \u00e8 un\u2019opzione. Dobbiamo reagire in ogni modo possibile\u201d<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn24\"><sup>[24]<\/sup><\/a>&nbsp;Purtroppo, in particolare per quanto riguarda il quadro europeo, e quello italiano \u00e8 tra i peggiori da questo punto di vista, la ricostruzione di un pensiero e di una forza di sinistra \u00e8 un progetto inesistente o molto arretrato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, o meglio proprio per questo, quando si avverte un segnale positivo in questa direzione \u00e8 bene prestarvi la massima intenzione. E\u2019 il caso di alcune novit\u00e0 che ci vengono dalla Germania, alla vigilia delle elezioni politiche. La&nbsp;<em>Linke<\/em>, l\u2019organizzazione della sinistra di alternativa che aveva subito una pesante scissione ad opera di Sarah Wagenknecht ed era precipitata a gennaio attorno a valori del 3% nei sondaggi, ha visto risalire le proprie quotazioni sopra lo sbarramento del 5%. Ma la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 che, grazie alla spinta della sua attivissima segretaria Heidi Reichinnek, che reca sul braccio sinistro il viso tatuato di Rosa Luxemburg, vi \u00e8 stato un enorme balzo in avanti negli iscritti con una fortissima presenza giovanile.<a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftn25\"><sup>[25]<\/sup><\/a>&nbsp;Frutto del loro lavoro contro la destra filonazista, ma anche contro le pulsioni \u201crossobruniste\u201d della Wagenknecht, e della mobilitazione capillare, porta a porta, che ha trasformato una campagna elettorale in un contatto diretto con le persone. Ed \u00e8 cos\u00ec che possono rinascere, attualizzandosi e rinnovandosi, i valori e le modalit\u00e0 d\u2019azione di una sinistra anticapitalista.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>&nbsp;Il riferimento d\u2019obbligo \u00e8 a Ernesto Laclau&nbsp;<em>La ragione populista<\/em>, Laterza, Bari-Roma 2019<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>&nbsp;Per un approfondimento del tema, tra la tanta letteratura comparsa, si veda lo studio di Pasquale Serra<em>&nbsp;Populismo progressivo. Una riflessione sulla crisi della democrazia europea<\/em>, Castelvecchi, Roma 2018<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>&nbsp;Vedi Laura Pennacchi \u201cTrump e Musk. La religione dei tecno-nichilisti\u201d in&nbsp;<em>il manifesto<\/em>&nbsp;del 8 febbraio 2025<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>&nbsp;Vedi AA.VV.&nbsp;<em>Problemi del nichilismo,&nbsp;<\/em>a cura di Claudio Magris e Wolfgang Kaempfer, Shakespeare and Company, Milano 1981<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>&nbsp;Ennio Di Nolfo,&nbsp;<em>Storia delle relazioni internazionali. Dal 1918 ai giorni nostri<\/em>. Laterza, Bari-Roma, 1981<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>&nbsp;Vedi Valerio Draco \u201cCosa rende il Bitcoin un bene scarso, cosa gli d\u00e0 valore?\u201d in&nbsp;<em>Cripto.it&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.crypto.it\/2023\/07\/16\/cosa-rende-bitcoin-un-bene-scarso-cosa-gli-da-valore\/\">https:\/\/www.crypto.it\/2023\/07\/16\/cosa-rende-bitcoin-un-bene-scarso-cosa-gli-da-valore\/<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref7\"><sup>[7]<\/sup><\/a>&nbsp;\u201cIl senatore statunitense Bill Hagerty mette sul piatto una nuova regolamentazione&nbsp;<em>stablecoin:&nbsp;<\/em>Usdt e Usdc sotto il controllo della Fed\u201d&nbsp;<em>The Cryptonomist<\/em>&nbsp;del 5 febbraio 2025;&nbsp;<a href=\"https:\/\/cryptonomist.ch\/2025\/02\/05\/bill-hagerty-nuova-regolamentazione-stablecoin-usa\/\">https:\/\/cryptonomist.ch\/2025\/02\/05\/bill-hagerty-nuova-regolamentazione-stablecoin-usa\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>&nbsp;<em>World Liberty Financial<\/em>&nbsp;\u00e8 un protocollo di finanza decentralizzata fondato nel 2024. Il titolo aziendale di Donald Trump \u00e8 \u201ccapo sostenitore delle criptovalute\u201d, Barron Trump \u00e8 elencato come il \u201cvisionario della DeFi\u201d del progetto ed Eric Trump e Donald Trump Jr. hanno ciascuno il titolo di \u201cambasciatore Web3\u201d.<br><a href=\"https:\/\/it.benzinga.com\/crypto\/donald-trump-e-world-liberty-financial-lanciano-una-riserva-strategica-di-crypto-e-una-blockchain-layer-1\/\">https:\/\/it.benzinga.com\/crypto\/donald-trump-e-world-liberty-financial-lanciano-una-riserva-strategica-di-crypto-e-una-blockchain-layer-1\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>&nbsp;Vedi Charles Kindelberger&nbsp;<em>Storia della finanza nell\u2019Europa occidentale<\/em>, Laterza, Bari-Roma, 1981 e anche, dello stesso autore&nbsp;<em>Euforia e panico. Storia delle crisi finanziarie,&nbsp;<\/em>Laterza, Bari-Roma 1987<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>&nbsp;Catherine McGrath \u201cLa&nbsp;<em>World Liberty Financial&nbsp;<\/em>di Donald Trump vuole lanciare una&nbsp;<em>stablecoin<\/em>\u201d 29 ottobre 2024 ora in&nbsp;<em>Fortune Italia;&nbsp;&nbsp;<\/em><a href=\"https:\/\/www.fortuneita.com\/2024\/10\/29\/liniziativa-crypto-di-donald-trump-vuole-lanciare-una-stablecoin\/\">https:\/\/www.fortuneita.com\/2024\/10\/29\/liniziativa-crypto-di-donald-trump-vuole-lanciare-una-stablecoin\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref11\"><sup>[11]<\/sup><\/a>&nbsp;Vedi Rosaria Amato \u201dQuanto ci costa il muro di Trump\u201d in&nbsp;<em>Affari&amp;Finanza<\/em>&nbsp;del 10 febbraio 2025<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref12\"><sup>[12]<\/sup><\/a>&nbsp;Vedi&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/powell-non-c-e-fretta-un-taglio-tassi-AGFLzgpC\">https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/powell-non-c-e-fretta-un-taglio-tassi-AGFLzgpC<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref13\"><sup>[13]<\/sup><\/a>&nbsp;Tra le tante analisi del fenomeno, a cui questa rivista ha sempre prestato grande attenzione con diversi articoli, si veda la recente traduzione italiana del libro,anche se viziato da un eccesso di ottimismo sulle prossime fortune di un ritorno al \u201clocalismo\u201d, della vicedirettrice del<em>&nbsp;Financial Times&nbsp;<\/em>Rana Foroohar&nbsp;<em>La globalizzazione \u00e8 finita. La via locale alla prosperit\u00e0 in un mondo post-globale,&nbsp;<\/em>Fazi editore, Roma 2025<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref14\"><sup>[14]<\/sup><\/a>&nbsp;Matthew C. Klein, Michael Pettis&nbsp;<em>Le guerre commerciali sono guerre di classe. Come le crescente disuguaglianza corrompe l\u2019economia globale e minaccia la pace internazionale<\/em>, Einaudi, Torino 2021<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref15\"><sup>[15]<\/sup><\/a>&nbsp;Si veda ad esempio: \u201cIl dollaro si rafforza sui nuovi dazi di Trump\u201d in&nbsp;<em>Milano Finanza&nbsp;<\/em>del 10 febbraio 2025.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.milanofinanza.it\/investimenti-trading\/il-dollaro-si-rafforza-sui-nuovi-dazi-di-trump-202502100801246734\">https:\/\/www.milanofinanza.it\/investimenti-trading\/il-dollaro-si-rafforza-sui-nuovi-dazi-di-trump-202502100801246734<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref16\"><sup>[16]<\/sup><\/a>&nbsp;Vedi Barbara Gobbi \u201cL\u2019addio degli Stati Uniti all\u2019Oms e le conseguenze globali: rischi e la partita Usa-Cina\u201d in&nbsp;<em>Il Sole 24 Ore<\/em>&nbsp;del 4 febbraio 2025 e Giulia Valeria Calvino \u201cCosa succede se si fermano i Fondi per la risposta globale a Hiv\/Aids\u201d in&nbsp;<em>Huffpost<\/em>&nbsp;del 5 febbraio 2025<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref17\"><sup>[17]<\/sup><\/a>&nbsp;Vedi John J. Mearsheimer&nbsp;<em>La grande illusione. Perch\u00e9 la democrazia liberale non pi\u00f2 cambiare il mondo<\/em>, introduzione di Raffaele Marchetti, Luiss University Press, Roma 2019<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref18\"><sup>[18]<\/sup><\/a>&nbsp;La frase \u00e8 tratta dalla introduzione di Raffaele Marchetti al libro di Mearsheimer cit.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref19\"><sup>[19]<\/sup><\/a>&nbsp;Jorge Liboreiro \u201cUcraina, segretario alla Difesa Usa Hegseth: confini pre-2014 e adesione Nato obiettivi irrealistici\u201d&nbsp;<em>EuroNews<\/em>&nbsp;del 12 febbraio 2025;&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.euronews.com\/my-europe\/2025\/02\/12\/ucraina-segretario-difesa-usa-hegseth-confini-pre-2014-e-adesione-alla-nato-obiettivi-irre\">https:\/\/it.euronews.com\/my-europe\/2025\/02\/12\/ucraina-segretario-difesa-usa-hegseth-confini-pre-2014-e-adesione-alla-nato-obiettivi-irre<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref20\"><sup>[20]<\/sup><\/a>&nbsp;Vedi l\u2019articolo di Alberto Negri \u201cCosa c\u2019\u00e8 dietro il piano di Trump per Gaza\u201d in questo stesso numero della rivista, pp.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref21\"><sup>[21]<\/sup><\/a>&nbsp;Su questi argomenti vedi Michele Mezza&nbsp;<em>Connessi a morte. Guerra, media e democrazia nella societ\u00e0 cybersecurity\u201d,&nbsp;<\/em>Donzelli, Roma 2024; nonch\u00e9, dello stesso autore \u201cLa guerra al tempo della&nbsp;<em>cybersecurity<\/em>\u201d in&nbsp;<em>Alternative per il Socialismo<\/em>&nbsp;&nbsp;n.74, ottobre-dicembre 2024, ed anche Giulio De Petra&nbsp;<em>La digitalizzazione della guerra<\/em>, intervento all\u2019iniziativa \u201cGuerra e tecnologie: il complesso digitale militare\u201d tenutasi il 20.1.2025 a Roma, pubblicato l\u20198,2.25 nella&nbsp;<em>Newsletter&nbsp;<\/em>del Centro Riforma dello Stato:&nbsp;<a href=\"https:\/\/centroriforma\/\">https:\/\/centroriforma<\/a>stato.it\/la-digitalizzazione-della-guerra\/<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref22\"><sup>[22]<\/sup><\/a>&nbsp;Timothy Snyder \u201cA Washington \u00e8 in corso un colpo di stato\u201d in&nbsp;<em>Internazionale<\/em>&nbsp;n.1601, 14-20 febbraio 2025;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/magazine\/timothy-snyder\/2025\/02\/13\/a-washington-e-in-corso-un-colpo-di-stato\">https:\/\/www.internazionale.it\/magazine\/timothy-snyder\/2025\/02\/13\/a-washington-e-in-corso-un-colpo-di-stato<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref23\"><sup>[23]<\/sup><\/a>&nbsp;Vedi Paolo Mastrolilli, intervista a Bannon \u201cMa con Weidel il Maga vincer\u00e0 a Berlino e poi l\u2019Europa sar\u00e0 nostra\u201d in cui l\u2019ideologo nero spiega la strategia di conquistare alla destra uno per uno gli stati europei<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref24\"><sup>[24]<\/sup><\/a>&nbsp;Il testo della lettera \u00e8 pubblicato nella Newsletter del Centro Riforma dello Stato del 15 febbraio 2025<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/1250f809-7073-4972-9c0f-e148f6deced7\/#_ftnref25\"><sup>[25]<\/sup><\/a>&nbsp;Vedi Tonia Mastrobuoni \u201cGermania, verso un governo a tre, la rinascita della Linke frena l\u2019Afd\u201d in&nbsp;<em>la Repubblica<\/em>&nbsp;del 20 febbraio 2025.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alfonso Gianni, Alternative per il Socialismo\u00a0n. 75 (gennaio-marzo 2025)\u00a0L\u2019editoriale Pubblicato il 21 marzo 2025 Nel cercare di analizzare cosa significhi la netta vittoria elettorale di Trump sia per il suo paese che per il resto del mondo, come \u00e8 necessario fare, bisognerebbe in primo luogo sbarazzarsi, o almeno mettere da parte, alcune caratterizzazioni 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