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L’avanzata e la risposta

Mi sembrano ovvie le ragioni di chi richiama tra le ragioni delle avanzate delle estreme destre i fallimenti e gli arretramenti delle sinistre classiche sul terreno della protezione sociale e del welfare, il loro progressivo aderire a politiche neoliberali.
Però attenzione: le estreme destre non sono mai state solo “risposte sbagliate” a domande che non hanno trovato altra attenzione. L’avanzata reazionaria non è semplicemente il frutto di “errori” di valutazione, causati dalle assenze delle sinistre.
Sull’assenza di garanzie, sulla dissoluzione dei legami sociali, le reti delle estreme destre hanno lavorato negli anni nel profondo, hanno prodotto soggettività microfasciste, hanno lavorato sul senso comune.
Non sono “preferenze” sbandate che ti vai a riprendere con un po’ di “sociale”. E forse ormai neanche con un po’ di richiami alla pace. O con qualche appello alla radicalità
Si tratta di costruire uno schieramento robusto, capace di radicarsi dentro istituzioni intermedie, di riattivare luoghi e strutture dei contropoteri democratici. Ci vuole grande capacità di coalizione, forza di politicizzare decisamente le strutture sindacali nel senso della resistenza democratica e costituzionale, e grande sostegno ai movimenti internazionali che lavorano sui “fondamentali” delle lotte femministe, antirazziste e ambientali, contro la guerra globale e il genocidio. Per convincere tutte le forze che è assolutamente prioritario tracciare finalmente insieme un confine invalicabile all’avanzata reazionaria.

Tratto da un post pubblicato su Facebook da Giso Amendola