Il governo delle destre più dura più fa disastri, ora anche la riesumazione del nucleare. Ricorda certi film horror.
Il Senato sta per approvare un testo di legge sul nucleare palesemente in contrasto con la Costituzione in diversi punti.
La maggioranza di destra insiste con una legge delega che punta a reintrodurre il nucleare in Italia e fornisce al governo una delega talmente ampia da uscire da tutti i parametri costituzionali e di legge.
La definizione di nucleare sostenibile ricorda la coda dell’asino che in passato si attaccava per dileggio, in questo caso il dileggio è verso elettrici ed elettori, presi letteralmente in giro.
Ben due referendum nel 1987 e nel 2011 hanno bocciato a grande maggioranza il nucleare civile in Italia e le centrali che c’erano sono state chiuse. Ora il governo dice di quelle chiuse tutto il male possibile e millanta un nuovo nucleare “sostenibile” che nessuno sa coa voglia dire se non a giustificarne la reintroduzione.
La destra ha la responsabilità, contro la democrazia, di creare con questa legge una contrapposizione tra la maggioranza del parlamento e il voto dei cittadini di cui dovrebbe essere il rappresentante.
Il voto del popolo sovrano infatti va bene (premierato) solo quando vota il capo come vorrebbe la destra (per ora è su un binario morto) ma se invece abroga delle leggi, magari fatte dal capo, non va bene e la destra crea addirittura le condizioni per costringere i cittadini italiani a promuovere un altro referendum abrogativo (sarebbe il terzo) perchè sembra proprio che i due precedenti non siano bastati.
Questa legge per il ritorno al nucleare è un affronto alla democrazia, alla Costituzione e alla partecipazione e questo pone un problema di sostanza costituzionale. Il voto degli elettori può essere ribaltato a piacere ? In realtà viene sbattuta la porta in faccia agli elettori. La destra un giorno sogna il capo del governo eletto dal popolo e il giorno dopo va contro il voto di ben due referendum popolari che hanno detto No al nucleare a grande maggioranza. Non c’è alcuna coerenza.
Se si ritiene che siano troppo vecchi i referendum già svolti (1987 e 2011) si vada alla Corte costituzionale per chiederle una interpretazione autentica della Costituzione, come avvenne nel 2012 con la sentenza 199 che infatti vietò di ritornare sulla scelta abrogata con referendum. Un referendum non è un prodotto che scade, tanto più se è stato vinto con percentuali altissime.
Questa legge è incostituzionale per diverse altre ragioni. Il governo si fa dare una delega in bianco a fare tutto e il suo contrario, fino a stravolgere i conti pubblici, perchè mette in moto un meccanismo di spesa senza controlli.
In altre parole pur di raccontare la balla che le nuove centrali non costeranno al bilancio dello stato si finisce con il mettere in moto un meccanismo senza controlli adeguati e rischi seri.
Con un gioco delle 3 carte si vorrebbe far credere che il nucleare è una risposta alla crisi energetica attuale ma è una balla colossale. Il governo stesso ora ammette, con ottimismo, che prima di 10 anni il nucleare non ci sarà nemmeno volendo, del resto non esiste un prototipo verificabile di questi SMR di cui si parla. Che esiste si dice ma dove sia nessun lo sa. Quindi i controlli potranno partire solo quando ce ne sarà almeno uno. Ma la crisi energetica è ora, risposte a 10 anni sono ridicole, la benzina, il gasolio, il gas stanno impazzendo ora e a questo non c’è risposta, bisognerebbe iniziare con il dire a Trump di interrompere la sua politica aggressiva, folle e inconcludente nel medio oriente.
La verità è che il governo ha sostanzialmente rallentato sulle rinnovabili ed è ormai molto difficile per l’Italia raggiungere gli obiettivi che altrimenti sarebbero del tutto alla portata.
Per fare le centrali il governo vuole imporre ad Enti locali e Regioni un’autorizzazione unica del Ministero, un atto di imperio, ma per le rinnovabili è stato tutto decentrato ed è questa la prima ragione dei ritardi, ad esempio l’eolico offshore è bloccato malgrado proposte di investimenti privati che darebbero in pochi anni energia elettrica più di tutto il nucleare di cui si blatera.
Su questo il governo è immobile mentre sul nucleare vuole imporre le sue scelte, la difesa della autonomie compare e scompare a seconda delle convenienze, chissà se la Lega se ne è accorta.
Il governo finge di risolvere il problema delle scorie radioattive ma in realtà è questo governo che ha bloccato tutto il lavoro fatto e rinviato la soluzione di almeno 10 anni, facendo finta di non sapere che le scelte per i depositi delle scorie che propone avrebbe già dovuto attuarle, ma ha rinviato tutto.
Inoltre il governo non prevede di costituire prima di tutto il resto l’agenzia per la sicurezza nucleare, entità tecnica che dovrebbe essere indipendente, per dare certezza alle popolazioni, ma il pasticcio della delega non lascia affatto tranquilli, bisogna che prima ci sia il controllore poi il controllato potrà fare proposte, altrimenti chi e cosa giudicherà ? Questo è un governo di pasticcioni .
Inoltre il governo parla di autorizzazioni integrate che imporrebbero ad Enti locali, regioni e sovrintendenze le decisioni, evidentemente il ruolo delle autonomie esiste a corrente alternata.
Tutto fa pensare che questa legge servirà per la campagna elettorale per tentare di nascondere i fallimenti dei non interventi nelle politiche energetiche, nelle rinnovabili, negli accumuli, il balbettio sull’aumento dei prezzi di benzina, gasolio e gas che stanno colpendo il potere d’acquisto e infiammano l’inflazione.
Energia ed emergenza inflazione sono due priorità, ma il governo non sa cosa fare e usa i soldi in più (Iva e accise) che entrano dall’aumento dei prezzi dei carburanti per fare i suoi interventi spot, per dare mancette, per questo c’è un unico decreto legge per le accise e per il bollo auto, il finanziamento viene da lì.
Prima questo governo se ne andrà prima si potrà cancellare questa legge sul nucleare, che è sostenibile solo perchè è stato scritto ma non è vero. E’ una legge che prende a schiaffi il voto dei cittadini.
In ogni caso il referendum abrogativo sarà sempre possibile. Non c’è 2 senza 3 ?
Tratto da un post pubblicato su Facebook da Alfiero Grandi












