Lunedì 24 novembre, presso la “Sala Conti” della CGIL, Umbrialeft ha organizzato un dibattito sulla manovra finanziaria che il Governo ha presentato.
Yuri Pelucca di Umbrialeft, nel presentare il dibattito, ha sottolineato come “la finanziaria dovrebbe avere le caratteristiche di un patto di cittadinanza; la partecipazione dei cittadini è determinante per stabilire le priorità sociali, per fare una scelta di campo. Quella scelta dal Governo non è una scelta democratica, perché, con l’aumento vertiginoso della spesa militare e con la drastica diminuzione di quella sociale, ci si allontana dai bisogni dei cittadini. Viene a meno così quel patto di cittadinanza che invece sarebbe urgente”.
Un parterre qualificato quello dei relatori: On. Claudio Grassi per l’associazione “Il coraggio della pace”, Il Prof. Renato Covino di Micropolis, Cristian Mattioli per “L’Umbria della Pace”, Simone Pampanelli segretario della Camera del Lavoro di Perugia, Maristella Pitzalis transfemminista.
Claudio Grassi ha introdotto il dibattito. Questa di Perugia è una prima iniziativa che verrà ripetuta in 25 città. Un’azione politica, quindi, per mettere al centro del dibattito temi come il riarmo. La spesa militare, negli ultimi 10 anni è aumentata del 20%, copre il 5% del PIL. Questo aumento colpisce pesantemente la sanità pubblica costringendo i cittadini a rivolgersi alle strutture private. Sono in aumento, infatti, le sottoscrizioni di polizze assicurative per poter sostenere le spese mediche. Una situazione questa che mortifica il diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Il tour si concluderà a Roma il 13 dicembre. Grassi è anche intervenuto su temi geopolitici, soffermandosi sulla guerra in Ucraina ed in Palestina, descrivendo una situazione geopolitica in continua evoluzione, dove l’egemonia occidentale sta vivendo una crisi irreversibile. Ha concluso sottolineando come queste iniziative politiche coincidano con quelle della CGIL finalizzate allo sciopero generale del 12 dicembre.
Interessante anche l’analisi del Prof. Covino che esamina i due maggiori conflitti: quella in Ucraina è fronteggiata da due eserciti, mentre quella in Palestina da un esercito e da terroristi e, secondo il professore, questa è un’operazione neocoloniale. Ha rilevato che in Palestina non c’è pace, ma si continua a sparare ed a morire.
Mattioli ha presentato la propria associazione L’Umbria della Pace, ricordando i 4 punti che la caratterizzano: autodeterminazione del popolo palestinese, no al riarmo, no all’esercito europeo, sanzioni economiche per lo stato d’Israele.
Pampanelli ha invece ricordato il triste primato dell’Italia con i salari più bassi d’Europa e ricordato l’importanza dello sciopero del 12 dicembre.
Ha concluso gli interventi Maristella Pitzaris parlando dei femminicidi e di violenza, di patriarcato, di una cultura maschilista che ancora è radicata e forte e che sta alla base di tutte le violenze che le donne subiscono.
Il filo rosso che ha unito il dibattito è, comunque, il tema della guerra e tutti sono concordi che si tratta di questioni economiche e che stiamo vivendo un passaggio drammatico di un cambio d’epoca: da un mondo bipolare ad uno multipolare, dove ogni potenza cerca una supremazia. Quali siano le conseguenze di questo squilibrio si possono solo immaginare e l’immaginazione porta a pensare al peggio: alle guerre, alla distruzione all’ambiente, alla disumanità. Oggi pochi sono i ricchi, che diventano sempre più ricchi, e sempre più sono i poveri, che diventano sempre più poveri.
La speranza di tutti è che da questo terremoto sociale e politico si torni a rivendicare diritti, pace, lavoro.
Attilio Gambacorta












