Il governo continua a negare la realtà. Di fronte ai dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, che parla di 5 morti in 24 ore in Italia per il caldo, il ministero della Salute sceglie di minimizzare e mettere in discussione un organismo scientifico internazionale. È lo stesso schema visto durante il Covid: quando la scienza contraddice la propaganda, la si delegittima.
Nel frattempo Giorgia Meloni parla di legge elettorale, di assetti di potere e di Quirinale, ma non dice una parola sul disastro climatico che sta colpendo la salute dei cittadini, il lavoro e l’economia del Paese.
La crisi climatica non è una teoria: entra nelle fabbriche, nelle case, nelle città, e colpisce soprattutto le persone più fragili e chi lavora.
Oggi, al convegno di AVS “Energia, Democrazia e Pace”, abbiamo messo a confronto il premio Nobel Giorgio Parisi e l’ex amministratore delegato di Enel Francesco Starace. Entrambi hanno indicato con chiarezza la strada: il futuro è nelle rinnovabili, non nel nucleare usato dal governo come arma di distrazione di massa per coprire la propria inazione.
Servono subito misure nazionali contro il caldo estremo nei luoghi di lavoro, più controlli, stop alle attività nelle ore più pericolose quando necessario e una vera accelerazione sulle rinnovabili.
La crisi climatica produce morti, danni economici e diseguaglianze. Chi governa e continua a negarla si assume una responsabilità gravissima davanti al Paese.
Angelo Bonelli















