Secondo Trump il nuovo pericolo per gli USA si chiama comunismo.”Non puoi essere fedele a Karl Marx e all’ America”. Trump prova a instaurare un clima da ‘guerra fredda’ anche se il nuovo nemico non ha il colbacco e neppure i missili a Cuba, invece sono gli “estremisti del nostro Paese, o appena arrivati qui, che abbracciano idee totalmente opposte al nostro modo di vita”. La ‘minaccia mortale’ sono quei socialisti che passano da una vittoria all’altra in campo democratico”, Bernie Sanders, Zohran Mamdani, Alessandra Ocasio Cortez, ecc.
Trump ha scelto il tema che dovrebbe evitare il disastro repubblicano alle elezioni di metà mandato del prossimo novembre. Lui e i repubblicani chiederanno il voto per evitare che un gruppo di ‘eversivi’, di pericolosi sabotatori dello sfruttamento capitalistico si installino al Congresso.
Il piano, al momento, non sembra avere alte possibilità di successo. Quando si chiede agli statunitensi per cosa sono più preoccupati, di solito rispondono economia, prezzi che salgono, inflazione, non certamente il comunismo.
L’ascesa dei Democratic Socialists of America rischia di terremotare consolidati equilibri di potere e di diventare per i democratici una questione di sopravvivenza politica e organizzativa. I socialisti si stanno allargando sulla mappa politica dalla costa Ovest a quella Est, passando per il Midwest e il Sud. Nei sei mesi di primarie del 2026 i socialisti hanno vinto in 35 occasioni. Impressionante è il fenomeno dei sindaci, dopo Mandani a New York e Keat Wilson a Seattle (città gemellata con Perugia), i socialisti possono vincere a Washington e addirittura Los Angeles.
Il movimento per il socialismo negli USA sta guadagnando terreno, si rafforza organizzativamente, cresce la sua autorevolezza tra i settori sociali subordinati.
Le vittorie sono anche il risultato di una politica democratica sempre più spenta e moderata che non entusiasma elettori e militanti progressisti. Non c’è candidato socialista che non si batta per la sanità universale, pubblica e gratuita, che non proponga l’università gratuita e non chieda la fine degli aiuti militari allo stato terrorista e genocidario della stella di david. Inoltre, qualche analista fa notare che allo scontro tra moderati e radicali nel partito democratico si è aggiunto anche quello tra interni e esterni al partito. Insomma una dinamica tutta da seguire in particolare in Europa e in Italia.
La redazione














