Denunciate problematiche di salute e sicurezza sul lavoro – Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs incontrano la direzione: “Servono confronto serio e risposte concrete”
(AVInews) – Perugia, 9 lug. – “La situazione non è più sostenibile. Chiediamo un cambio di passo immediato a Eurospin Tirrenica. È necessario aprire un confronto serio e responsabile che entri nel merito delle questioni sollevate e individui soluzioni concrete per migliorare le condizioni di lavoro nei punti vendita umbri”. Così le organizzazioni sindacali Filcams Cgil Perugia e Terni, Fisascat Cisl Umbria e UilTucs Umbria che, nei giorni scorsi, hanno incontrato la direzione di Eurospin Tirrenica “per affrontare le numerose criticità che da tempo vengono segnalate dalle lavoratrici e dai lavoratori dei punti vendita umbri. L’incontro, purtroppo, ha confermato una situazione ormai nota: i problemi e le preoccupazioni restano le stesse e le risposte dell’azienda continuano a essere insufficienti”.
“Tra le questioni principali poste al tavolo sindacale – dichiarano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs – vi sono quelle relative alla salute e alla sicurezza sul lavoro, temi che non dovrebbero mai finire nella categoria delle questioni irrisolte. A partire dal numero di Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) presenti sul territorio umbro, non adeguato rispetto alle esigenze organizzative e alle dimensioni della rete commerciale. Preoccupano inoltre le ormai croniche problematiche legate all’utilizzo dei muletti, rispetto alle quali continuano a registrarsi segnalazioni e casi di infortunio. Se un problema si ripresenta con tale frequenza, probabilmente non può più essere considerato un episodio”. Le organizzazioni sindacali evidenziano, inoltre, “le numerose segnalazioni ricevute in merito al mancato rispetto delle limitazioni e prescrizioni indicate dal medico competente per alcuni lavoratori, così come le criticità relative al rispetto delle 11 ore di riposo tra un turno di lavoro e l’altro, previste dalla normativa vigente”.
“Permangono poi – proseguono Filcams, Fisascat e UilTucs – le problematiche connesse alla pulizia dei servizi igienici, attività che continua a essere richiesta ai lavoratori pur non rientrando nelle mansioni contrattualmente previste. In molti casi, quando il personale si rifiuta di svolgere tali attività, l’incombenza ricade su lavoratori esternalizzati e quindi maggiormente esposti a pressioni e ricatti occupazionali; in altri casi, i servizi igienici restano in condizioni non adeguate per giorni, con evidenti ripercussioni sulla salute dei dipendenti e della stessa clientela. Anche su questi aspetti, più volte portati all’attenzione dell’azienda, non sono emersi segnali concreti di disponibilità ad affrontare e risolvere le problematiche segnalate”.
A rendere ancora più evidente il malessere organizzativo, anche altri fenomeni che Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs registrano con “crescente preoccupazione”: “Da un lato – spiegano –, il numero delle dimissioni volontarie, tra cui dipendenti con anzianità di servizio anche decennale, segnale che merita una riflessione approfondita sulle condizioni di lavoro e sull’organizzazione aziendale. Dall’altro, le continue trasferte richieste al personale tra punti vendita diversi, spesso con percorrenze significative, a fronte di un rimborso chilometrico che non appare più adeguato a coprire l’effettivo costo sostenuto dai lavoratori, soprattutto alla luce dell’andamento dei prezzi del carburante registrato negli ultimi anni. Come accade puntualmente ogni estate, inoltre, l’aumento dei volumi di lavoro e la necessità di garantire le ferie programmate mettono in evidenza una carenza di personale che nei punti vendita è ormai strutturale. Il risultato è un ricorso massiccio alle ore supplementari e straordinarie, con lavoratori part-time che arrivano spesso a svolgere un numero di ore vicino al doppio di quelle previste dal proprio contratto. È difficile continuare a considerare eccezionale o straordinario ciò che si ripete immancabilmente ogni anno”.
“Sono anni – concludono Filcams, Fisascat e UilTucs – che ai tavoli di confronto vengono portate problematiche concrete e documentate senza che l’azienda manifesti una reale volontà di affrontarle e risolverle. Continuiamo a ritenere che il confronto sia lo strumento migliore, ma perché sia tale occorre che entrambe le parti siedano al tavolo con la volontà di risolvere i problemi e non semplicemente registrarli. In mancanza di segnali concreti da parte dell’azienda, saremo costretti a valutare ogni iniziativa utile alla tutela dei lavoratori, dagli organismi competenti fino ad arrivare, se necessario, alla promozione di iniziative di mobilitazione”.















