Il 5 settembre, a Città di Castello, Filarmonica Giacomo Puccini e Bavarian brass sextet ensemble classique; il 6 ‘In corso d’opera con il quintetto ‘Alighieri-Pascoli’; il 7 Itinerari didattici musicali con scuole del territorio e, a Umbertide, il Quartetto di Venezia con ‘Beethoven: aspettando Ludwig 2027’
(AVInews) – Città di Castello, 4 sett. – Sarà la Filarmonica Giacomo Puccini di Città di Castello, fondata nel 1885 e quindi tra le istituzioni musicali e bandistiche più antiche d’Italia, la protagonista del concerto in programma sabato 5 settembre al Teatro degli Illuminati alle ore 18.30, nell’ambito del Festival delle Nazioni, che prosegue il suo viaggio musicale e culturale tra le capitali delle mitteleuropa e della Germania. Diretta da Angelo Benedetti, la filarmonica apre il concerto con Arioso, una meditazione sull’incombenza della morte di Johann Sebastian Bach, in un arrangiamento per orchestra di fiati del compositore olandese Jacob De Haan; da una meditazione sulla salvezza spirituale si passa ad un brano in cui la salvezza è l’acqua, con il brano Aqva del compositore trentino Marco Somadossi, per arrivare poi a Highland Rapsody composto dal belga Jan Van der Roost e dedicato alla moglie Bernadette, che evoca il paesaggio incontaminato e ventoso delle Highland scozzesi e in particolare della penisola di Ardnamurchan. Non poteva mancare, poi, nell’ottavo centenario della morte di San Francesco, un omaggio musicale alla sua figura con l’intenso lirismo e la bellezza melodica della Canzone di Francesco, del compositore austriaco Thomas Doss.
Un’atmosfera completamente diversa si ritrova in Little three penny music, arrangiamento di Will van der Beek, di alcuni numeri tratti dall’Opera da tre soldi, nata nel 1928 dalla coraggiosa collaborazione tra il duttile compositore Kurt Weill e il drammaturgo Bertolt Brecht. Infine, chiude il concerto Around the world, opera originale del compositore di Saint-Omer, Jean Philippe Vanbeselaere, creata per la prima edizione del concorso di composizione ‘Coup de Vent’ di Lille nel 2004, il cui tema era quello della World Music.
Sempre il 5 settembre, la Chiesa di san Domenico ospita alle ore 21 Brassissimo, concerto del Bavarian Brass Sextet Ensemble Classique, formato da Gabor Vanyo (tromba), Rolf Ihler (tromba), Alexander Roch (tromba), Peter Seitz (trombone), Benedikt Geirhos (trombone), Thomas Ehrmann (trombone) e Godwin Schmid (percussioni), in una coproduzione tra Emilia Romagna Festival e Festival delle Nazioni; l’ensemble di ottoni propone un repertorio che combina la ricerca con l’intrattenimento, la tradizione con la contemporaneità, attraversando mezzo millennio di musica, che include fanfare europee, danze francesi, trascrizioni dal repertorio operistico di Wolfgang Amadeus Mozart, musiche da film di Leonard Bernstein e brani di Duke Ellington. Dopo i brani originali composti dai contemporanei Winfried Roch e Christoph von Reitzenstein, l’ensemble intraprende la strada degli arrangiamenti, confrontandosi con il Concerto in do maggiore di Albinoni, esempio tra i più fulgidi della musica barocca veneziana, per scavare poi ancora più a fondo nella Storia con Claude Gervaise, compositore e gambista francese del Cinquecento e le sue antiche danze francesi.
Spazio, poi, al balletto classico con Manuel de Falla e Pëtr ll’ič Čajkovskij, arrangiati da Winfried Roch e, sempre nel segno del teatro, si conclude la prima parte del concerto, con due fra le più note pagine del mozartiano Flauto magico. Tutta nel segno del Novecento americano, invece, la ripresa del programma, con una ricca selezione da pagine di Leonard Bernstein, oltre che di Duke Ellington e Thomas Wright ‘Fats’ Waller, di stampo jazzistico.
Domenica 6 settembre alle ore 18.30 al Complesso di San Domenico va in scena il Quintetto ‘Alighieri-Pascoli’, formato da docenti della Scuola secondaria di primo grado ‘Alighieri-Pascoli’ di Città di Castello. Si tratta di Luisa Mencherini (flauto), Claudio Becchetti (violino), Benedetta Staccini (clarinetto), Stefano Falleri (chitarra e clarinetto basso) e Leonora Baldelli (pianoforte) che si esibiranno nel concerto ‘In corso d’opera’, in un programma che spazia dal pieno Ottocento italiano di Amilcare Ponchielli e Gioachino Rossini all’inquietudine novecentesca di Kurt Weill e Manuel De Falla, di cui ricorrono sia i 150 anni dalla nascita che gli 80 dalla morte.
Inoltre, come da tradizione, il Festival delle Nazioni dedica attenzione a coloro che nella musica stanno muovendo i primi passi e così anche quest’anno coinvolge gli studenti della Scuola secondaria di primo grado ‘Alighieri – Pascoli’, affiancati dai loro insegnanti dell’indirizzo musicale, Luisa Mencherini, Claudio Becchetti e Stefano Falleri. Da qui il concerto ‘Itinerari didattici musicali’, lunedì 7 settembre alle 18.30 al Teatro degli Illuminati, nel quale è stato coinvolto anche il Circolo didattico ‘San Filippo’ con la formazione di un gruppo corale. Grazie al percorso didattico svolto durante l’anno, i giovani musicisti sono pronti a esibirsi su un ‘vero’ palco e in una rassegna di alto profilo, con tutta la freschezza e l’entusiasmo contagioso di un’orchestra giovanile, proponendo musiche di Händel, Grieg, Brahms, Pachelbel, Strauss, Kodaly e Beethoven, ma anche brani di musica pop e colonne sonore quali Staying Alive, intramontabile hit dei Bee Gees, e il tema di Geppetto tratto dalla storica miniserie ‘Le avventure di Pinocchio’ di Luigi Comencini.
Da Città di Castello il Festival delle Nazioni si sposta a Umbertide, dove è atteso il Quartetto di Venezia, alle 21 nella sala San Francesco, per il concerto ‘Beethoven: aspettando Ludwig 2027’. Andrea Vio (primo violino), Alberto Battiston (secondo violino), Mario Paladin (viola) e Angelo Zanin (violoncello) eseguono due quartetti per archi che stanno agli estremi opposti della maturità beethoveniana: l’opera 59 n. 2 ‘Razumowsky’, scritto per un ambasciatore russo a Vienna, e l’opera 132, uno degli ultimi quartetti, con il suo celebre canto di ringraziamento, considerato ai vertici non solo della produzione beethoveniana, ma della musica tutta, aprendo così l’avvicinamento al 2027, anno del bicentenario della scomparsa del compositore di Bonn. Il Quartetto di Venezia arriva a questa musica dopo quarant’anni di vita comune: formati alla scuola del Quartetto Italiano con Piero Farulli e a quella mitteleuropea del Quartetto Végh, vantano una nomination ai Grammy, l’integrale di Cherubini per Decca e la residenza alla Fondazione Cini, oltre a essere stati definiti da Bruno Giuranna tra i pochissimi degni di raccogliere il ruolo dei grandi quartetti del passato.
Rossana Furfaro















