Bene l’antinfluenzale, ma poche adesioni per anti-pneumococco e anti-Herpes Zoster – Convegno a Todi: “Contrastare cattiva informazione per evitare complicazioni a chi si ammala”
(AVInews) – Todi, 16 ott. – Positivi i dati sulla diffusione del vaccino antinfluenzale, che rendono l’Umbria tra le regioni più virtuose in Italia, meno quelli sulle vaccinazioni anti-pneumococco e anti-Herpes Zoster (fuoco di Sant’Antonio), in linea però con le non performanti dinamiche nazionali. Questo il quadro regionale all’apertura della campagna vaccinale in Umbria, così come illustrato durante il convegno intitolato ‘Prendersi cura ogni giorno’, organizzato all’ospedale Media Valle del Tevere di Todi, venerdì 16 ottobre, da Spi Cgil Umbria e HappyAgeing – Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo. Un’iniziativa che, come ha spiegato il segretario generale dei pensionati umbri della Cgil, Andrea Farinelli, mirava a promuovere, soprattutto tra gli anziani, la consapevolezza dell’importanza dei vaccini: “Per noi – ha sottolineato Farinelli – la campagna vaccinale deve garantire uguaglianza tra i cittadini, assicurando questo diritto a tutti, sia che vivano in aree interne o periferiche, che nei principali centri urbani, e indipendentemente dalla loro situazione economica. Discutere di vaccini significa, inoltre, discutere di rafforzare la sanità territoriale, costruire servizi locali e organizzare le case di comunità. Il vaccino, poi, oltre a essere fondamentale strumento di difesa personale, è anche difesa collettiva che contribuisce, soprattutto in questo periodo, a non intasare gli ospedali per problematiche influenzali”. Queste le premesse dell’incontro, introdotto da Fabrizio Fratini, segretario generale dello Spi Cgil provinciale di Perugia, a cui, oltre Farinelli, sono intervenuti Michele Conversano, presidente di HappyAgeing, Salvatore Macrì, dirigente del servizio Salute umana, animale e dell’ecosistema della Regione Umbria, Pietro Tassegian, segretario regionale della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie, Maurizio Luchetti, geriatra dalla Usl Umbria 1, Daniela Donetti, direttrice regionale Salute e welfare della Regione Umbria, e Oliviero Capuccini, del dipartimento socio sanitario dello Spi Cgil nazionale. A coordinare i lavori è stata la giornalista Silvia Angelici.

Per quanto riguarda la situazione vaccinazioni in Umbria, come ha spiegato Macrì, si sta andando a due velocità. Per l’antinfluenzale la percentuale di adesione tra adulti e anziani è del 70,5%, vicinissimo al target ministeriale del 75%. Molto più bassi i dati sull’anti-pneumococco, tra il 19,3 e il 45% – “C’è un divario organizzativo da colmare urgentemente” – e sull’anti-Herpes Zoster, tra il 9,8 e il 30% – “C’è un grave deficit informativo e di aderenza” –. Numeri che si inseriscono nel contesto demografico regionale, con un umbro su quattro over 65 (26,8%, con il dato record di 28,1% per la provincia di Terni), un’età media di 47,5 anni e un indice di vecchia “estremo” di 247,4 anziani per ogni 100 giovani sotto i 14 anni. A spiegare l’importanza dei vaccini è stato quindi Conversano: “Ci proteggono da malattie infettive, anche molto gravi, soprattutto quando abbiamo raggiunto una certa età: il sistema immunitario di un anziano non è quello di un ventenne, e si è più soggetti a complicazioni. Oggi, grazie al piano nazionale, abbiamo a disposizione vaccini che, ad esempio, proteggono da malattie da pneumococco che fanno ogni anno circa 11mila morti, ma che sono ancora poco sfruttati. Purtroppo circolano ancora tante fake news e cattive informazioni che creano uno scetticismo che vogliamo vincere attraverso la scienza e una corretta e trasparente comunicazione che faccia comprendere i rischi delle malattie e i vantaggi delle vaccinazioni. Consideriamo, inoltre, che le spese per i vaccini per gli anziani non sono costi, ma investimenti: per ogni euro speso in vaccinazioni il sistema sanitario risparmia da 14 a 400 euro”. “Lo Spi – ha ricordato Cappuccini – è impegnato a promuovere stili di vita sani e corretti, ma anche a informare gli anziani sull’opportunità di vaccinarsi. A causa di una cattiva informazione, molti sono ancora scettici ed evitano di vaccinarsi per poi, però, incorrere in complicazioni nel momento in cui si ammalano. Per questo, in parallelo alla campagna vaccinale, lanciamo sui territori questa campagna informativa”.
Nicola Torrini














