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Stefano Vinti (Umbrialeft): “Il lavoro povero è la normalità in Umbria. Ora vertenza per la dignità”

L’associazione culturale commenta i dati della Camera di commercio umbra

(AVInews) – Perugia, 25 giu. – “Non ci stancheremo di chiedere una piattaforma politico-sindacale che rivendichi la giusta valorizzazione del lavoro, salari e stipendi nella media europea a partire da un salario minimo di 10euro l’ora, una indicizzazione automatica che copra l’inflazione. Insomma una vertenza del lavoro umbro per la sua dignità”. È quanto afferma Stefano Vinti dell’associazione culturale UmbriaLeft, che aggiunge: “I dati diffusi dalla Camera di commercio dell’Umbria rispetto al livello delle retribuzioni dei lavoratori e della sicurezza nei luoghi di lavoro sono pessimi. La retribuzione media annua dei dipendenti umbri è addirittura dell’11,2% inferiore a quella media nazionale. Un dato – spiega – che conferma la grande diffusione della piaga sociale del ‘lavoro povero’ e che sta semplicemente a significare che il nostro sistema ancora è ancorato all’idea che può compere sui mercati pigiando sul lavoro vivo, invece che cooperando, definendo nuove sinergie con le istituzioni locali e l’Università, investendo nella ricerca pura e in quella applicata, producendo innovazione tecnologica nei processi produttivo e nei prodotti finali”.
“Il 25,7% degli occupati con una laurea – riporta i dati Vinti – svolge mansioni inferiori alle proprie competenze certificate dal titolo di studio; il part time involontario è pari al 10,2% degli occupati contro l’8,5% nazionale. Rispetto alla sicurezza, dato 2022, gli infortuni mortali o con invalidità permanente sono 17,8 ogni 10 mila occupati, contro gli 11 in Italia. Solo alcuni dati che spiegano, ancora una volta, la drammatica condizione del lavoro in Umbria”.