di Attilio Gambacorta
Si dovranno pure dare delle risposte alle domande di tanti giovani che in questi giorni hanno riempito le piazze delle grandi città italiane. Non possiamo dire che solo la violenza ha contraddistinto queste manifestazioni, perché la stragrande maggioranza dei manifestanti non lo è stata. La violenza va respinta tenacemente, senza se e senza ma. Chi distrugge, indiscriminatamente, vetrine, auto, marciapiedi; chi si scontra con la polizia creando un clima da guerriglia urbana, passa immediatamente dalla parte del torto; indebolisce la vera ragione della protesta. Ma i giovani protestavano per il caro affitto, per l’evanescenza della logistica scolastica, per l’affollamento delle aule scolastiche, per la mancanza di insegnanti, in poche parole per il diritto allo studio. È un dovere, quindi, dell’informazione dare anche queste notizie. Ieri tutti i TG si sono soffermati esclusivamente sugli atti vandalici commessi da pochi facinorosi, nessuno ha dato notizia della piattaforma della protesta, che non si placherà. I giovani sono per natura determinati. Molti cittadini si sono domandati, accusando e condannando severamente chi fa violenza, ma perché tanti ragazzi scendono in piazza?
Si dovranno pure dare delle risposte alle domande di tanti giovani













