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A destra sono nervosi

di Ida Domini hanno – A destra sono nervosi. Si sono accorti, lunedì, che la più amata dagli italiani sta perdendo consenso, che sette televisioni non bastano a mandare all’ammasso il cervello di un’intera popolazione e che le armi di distrazione di massa tipo la canea sollevata contro “la violenza” di quattro scalmanati alla stazione di Milano o contro “la sinistra ” dopo l’assassinio di Charlie Kirk non bastano a coprire il genocidio dei palestinesi. Adesso non sanno bene che fare e si spartiscono i ruoli. Crosetto fa il poliziotto buono e manda meritoriamente una fregata italiana a protezione dei connazionali imbarcati sulla Flotilla. Meloni fa il poliziotto cattivo e attacca la Flotilla di piatto: operazione “gratuita, pericolosa e irresponsabile”, “fatta contro di me e non per alleviare le sofferenze dei gazawi”, come se le due cose non si tenessero. Pessima performance per la “donna, madre e cristiana” che al cospetto dell’assemblea delle Nazioni unite si ritrova collocata sul picco del cinismo mondiale, oltre che perfettamente allineata al suo amico americano. Ma siccome pensa sempre di essere la più furba di tutti, tenta di prendere in castagna l’opposizione con il “riconoscimento condizionato” dello Stato palestinese. Condizionato a che? Al rilascio degli ostaggi e al disarmo di Hamas, “perché la guerra l’ha cominciata Hamas il 7 ottobre e Hamas la deve far finire”. Sillogismo farlocco, che presuppone a) che a Gaza sia in corso una guerra regolare e non lo scontro fra un atto di terrorismo (il 7 ottobre) e un genocidio condotto da uno Stato terrorista in risposta a quell’atto di terrorismo, b) che per sconfiggere Hamas sia legittimo sterminare un intero popolo, c) che lo Stato palestinese sia una variabile dipendente dal gioco fra Netanyahu e Hamas e non l’espressione legittima di quel popolo. Le parole cambiano e tentano di acchiappare l’opposizione sociale, prima che politica, che dilaga: buona ultima, Meloni ora parla anche di “crudeltà” di Israele. La sostanza però è sempre la stessa: il governo israeliano non si tocca e l’ordine mediorientaleresti in mano al governo israeliano.