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Sciopero Dussmann tra Perugia e Terni: UmbriaLeft intervista Marco Ricci, portavoce regionale CUB Umbria

La CUB Umbria ha proclamato due giornate di sciopero alla Dussmann, il 3 aprile a Terni e il 7 aprile a Perugia. Al centro della mobilitazione ci sono le mancate maggiorazioni per il lavoro domenicale e un sistema di appalti al ribasso che, secondo il sindacato, penalizza fortemente i lavoratori. Ne parliamo con Marco Ricci, portavoce regionale della CUB Umbria, per capire le ragioni della protesta e le richieste avanzate.

Quali sono le principali criticità che vi hanno portato a proclamare lo sciopero alla Dussmann tra Perugia e Terni, e in particolare sul tema del lavoro domenicale?

Le criticità sono legate ad uno stato di estrema disparità economica per i lavoratori e lavoratrici delle pulizie sanitarie già penalizzate da un CCNL Multiservizi (firmatari i sindacati confederali) senza tutele ed economicamente al limite della decenza ( 8 euro lorde paga oraria media). Nel CCNL non è presente la maggiorazione per lavoro domenicale ma molte sentenze (promosse dal sindacalismo di base) oramai danno ragione ai lavoratori e proprio su questo filone ci stiamo muovendo

In che modo le leggi nazionali sugli appalti al massimo ribasso incidono sui laboratori?

Noi siamo da sempre contrari all’esternalizzazione dei servizi perché il pubblico spende di più e i servizi sono peggiori e perché le aziende che vincono gli appalti devono trarre il massimo nel tempo di durata dell’appalto. Dunque tutto ricade sulle spalle dei lavoratori che vengono sfruttati.

Quali sono le richieste della CUB Umbria e quali risposte vi aspettate da azienda e istituzioni dopo queste giornate di mobilitazione?

Dall’azienda purtroppo non ci aspettiamo molto visto il modo di operare della Dussmann. Alle istituzioni chiediamo la reinternalizzazione del servizio.