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Craxi e il Pci

di Aldo Potenza – (Articolo scritto nel 2017) Dedicato a chi ha dimenticato la storia socialista.

Di tanto in tanto c’è qualcuno che cerca di ricodare un Craxi inesistente allo scopo di piegare il ricordo della politica di Bettino alle proprie idiosincrasie.
Tra queste c’è la continua affermazione secondo cui Craxi sarebbe stato sempre contrario ad un accordo con il PCI e quindi chiunque abbia vissuto quella stagione dovrebbe avere orrore ad allearsi con chi fu comunista anche se oggi il comunismo in Italia appartiene solo alla storia.
La questione purtroppo ha origine in una sorta di perdita di memoria o forse in una rimozione volutamente compiuta per avvalorare una tesi assolutamente falsa.
A questo proposito credo, ma solo per la verità storica, sia utile ricordare che nel lontano marzo 1981 Craxi, tramite Eugenio Scalfari, inviò un messaggio a Berlinguer affermando di essere pronto a rompere con la DC per comporre un governo con i partiti laici e l’appoggio esterno del PCI e accompagnando la proposta con l’impegno di promuovere successivamente l’ngresso del PCI al governo.
Era, in modo diverso ovviamente, un progetto che si muoveva secondo le prospettive politiche individuate da Aldo Moro. Moro vedeva nella DC il perno attorno il quale si sarebbe dovuto legittimare il PCI, Craxi poneva il PSI al centro della politica con l’intento di guidare il PCI verso l’area del governo favorendo i necessari cambiamenti in atto nel PCI.
Se non se ne fece nulla la responsabilità fu di Berlinguer e del suo suggeritore Antonio Tatò nemico giurato di Craxi.
La questione fu nuovamente ripresa da Craxi nel 1982 quando fu evidente la precarietà del Governo Spadolini affermando che ” toccava ora ai comunisti muoversi nella direzione seguita dai socialisti”.
Di nuovo nel 1983 al congresso del PCI Craxi sostenne questa tesi.
Ci furono poi tante altre occasioni fino all’ingresso, promosso da Craxi, nell’internazionale socialista.
Ora capisco i risentimenti coltivati nei confronti di ciò che successivamente accadde, ma, premesso che la politica non si fa con i risentimenti, ciò che mi preme ricordare è che in tempi politicamente difficili, sia in Italia sia per le divisioni esistenti nel mondo tra gli USA e L’URSS, Craxi seppe guardare avanti senza timore e senza rinunciare alle sue idee e principi. Vedo invece che oggi le resistenze di alcuni socialisti verso gli ex comunisti sono, se possibile, ancora più profonde con la conseguenza o di scegliere il centrodestra o di rassegnarsi ad una grama esistenza caudataria del PD o di relegarli ad semplice testimonianza di un passato glorioso, ma sterile.