Dalle piazze alla costruzione politica, un nuovo ciclo di lotte urbane prova a superare la semplice difesa dell’esistente
La due giorni bolognese “O Re o Libertà” segna un passaggio importante per il percorso No Kings: non solo mobilitazione, ma tentativo concreto di dare forma a un nuovo spazio politico collettivo. Al centro non c’è più soltanto la resistenza agli autoritarismi o la tutela dei diritti minacciati, bensì la ricerca di strumenti organizzativi capaci di incidere davvero nei rapporti di forza.
Il nodo posto è chiaro: in un contesto segnato da capitalismo digitale, industria bellica e concentrazione del potere, la risposta non può limitarsi alla difesa della democrazia così com’è. Serve un salto di qualità, che passa dalle città come luoghi di conflitto e sperimentazione, e da reti capaci di collegare esperienze locali su scala europea e transnazionale.
No Kings prova a muoversi in questa direzione, intrecciando lotte urbane, momenti comuni di mobilitazione e una nuova temporalità politica condivisa. L’obiettivo non è solo opporsi all’esistente, ma aprire uno spazio di possibilità per immaginare forme di potere alternative, dal basso e oltre i confini nazionali.














