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Il Capitale di Carlo Marx


Giovedì 28 maggio a Perugia, presso la sede ARCI del “Porco Rosso”, Umbrialeft ha presentato il libro di Roberto Fineschi “A tu per tu con il Capitale”. Il parterre molto autorevole: Fineschi, autore del libro; il Prof. Ambrogio Santambrogio, dell’Università di Perugia, e Graziella Marini del Circolo Arci. L’introduzione al dibattito è stata di Stefano Vinti (Umbrileft), il quale ha sottolineato come il pensiero di Marx sia stato strumentalizzato e lontano dal modello sovietico e dalla sua versione più terribile, burocratica e tirannica dello stalinismo. Un pensiero, quindi, che va riletto con lenti moderne per capire cos’è il sistema capitalistico, o meglio, quali e quanti sono i sistemi capitalistici e come essi si siano sviluppati trasformando radicalmente i rapporti sociali. Ed è proprio approfondendo e studiando l’opera del filosofo di Treviri che possiamo capire il mondo di oggi. Un Marx contemporaneo, capace di sviluppare un pensiero critico, alternativo a quello mainstream. Il primo intervento è stato quello di Graziella Marini: “leggere Marx oggi aiuta a comprendere come nascono i nostri bisogni. Spazi, salute, casa sono legati al modello di società capitalistica in cui viviamo. Una società dove tutto diventa merce, come appunto Carlo Marx ha sostenuto nella sua monumentale opera”. Il Prof. Santambrogio distingue il Marx giovane utopista dal Marx scientifico. Approfondisce il tema delle percezioni e delle realtà. Se nelle sue opere giovanili emerge il pensiero radicale, espresso nel conflitto teoria e prassi dove la prima spiega la seconda, da qui la necessità di una nuova società che superi le differenze di classe, evidenziando che la storia dell’umanità è contraddistinta dalla lotta di classe; ne “il Capitale” studia e approfondisce maniacalmente il capitalismo, descrivendo minuziosamente i processi economici, le relazioni sociali ed il rapporto del capitale stesso con la natura, specificando che tutto viene trasformato e mercificato, ed ogni bene (merce) prodotto ha un duplice valore: quello d’uso e quello di scambio, ovvero il valore in sé della merce e quanto controvalore in denaro si deve impiegare per acquistare quel bene e soddisfare un bisogno economico. Da qui le categorie sociali marxiane: la fabbrica, la forza lavoro, il denaro ed il capitalista. Il denaro impiegato è indispensabile per produrre merce ed è lo stesso che regola i rapporti sociali. Ma la moneta da sola non crea ricchezza, deve essere investita per creare plusvalore. È questo il processo capitalistico che Marx descrive scientificamente. Ma, secondo il professore, questo studio, utile per capire il mondo di oggi si ferma qui. Oggi la finanziarizzazione dell’economia crea plusvalore dal denaro stesso, mentre la rivoluzione tecnologia si occupa sempre di più della produzione della merce. Quindi, al Marx scientifico de “il Capitale”, preferisce il Marx giovane utopista. Questa conclusione è criticata da Fineschi. Se è vero che Marx non poteva prevedere il fenomeno della finanziarizzazione ed il vertiginoso progresso tecnologico, è altrettanto vero che ci dà gli strumenti per capire le contraddizioni dei capitalismi che oggi impongono i rapporti sociali. È vero che alcune categorie sociali come la forza lavoro e la fabbrica come luogo di produzione oggi non sono più facilmente identificabili, la tecnologia spesso sostituisce l’uomo nella produzione della merce. Ma è altrettanto vero che non è scomparso lo “sfruttamento dell’uomo sull’uomo”. Si pensi ai lavoratori rider, ai tanti immigrati costretti ai lavori più umili e sottopagati, alla colossale diseguaglianza fra Paesi ricchi e Paesi poveri dove esistono ancora forme di schiavitù inaccettabili. Studiare quindi “il Capitale” serve per capire il mondo di oggi, partendo dalle leggi fondamentali dell’economia di mercato che restano invariate. Marx economista non conosceva i fondi d’investimento, ma aveva capito il significato del denaro: da questo bene intrinseco nascono le diseguaglianze, superarle vuol dire andare verso un mondo più giusto e a dimensione umana dove “il libero sviluppo di ognuno è condizione del libero sviluppo di tutti”. Marx è stato un filosofo e un economista, ma l’uno non divide l’altro. Ripeteva spesso che i filosofi, che fino ad allora avevano interpretato il mondo dovevano ora cambiarlo. Secondo Norberto Bobbio Marx ha continuato ad interpretarlo e chi lo ha realmente cambiato è stato Lenin. La storia è andata come è andata ed il mondo deve essere ancora cambiato per arrivare ad una società di uomini liberi ed uguali. Credo che chi aspira a questo nobile ideale leggere, studiare, capire Marx sia indispensabile. Tutto questo con l’aiuto di Roberto Fineschi ed il suo libro “A TU PER TU CON IL CAPITALE”
Attilio Gambacorta