A farsi portavoce di questa necessità l’avvocato Spacchetti, referente regionale dell’associazione Ugivi – Importante momento di confronto tra giuristi, istituzioni, consorzi e associazioni del settore
(AVInews) – Montefalco, 28 ago. – “Riteniamo quanto mai necessaria l’istituzione di un tavolo di confronto che metta insieme il legislatore umbro, i produttori vitivinicoli, le amministrazioni comunali, le associazioni di categoria e i consorzi di tutela con l’obiettivo di adeguare il disciplinare regionale sull’enoturismo, mantenendone le finalità di tutela e qualificazione dell’offerta, ma calibrando requisiti e standard sulla realtà concreta delle imprese umbre, per lo più di piccole dimensioni e a conduzione familiare”. Parte da Montefalco questa necessità esplicitata dall’avvocato Paolo Spacchetti, coordinatore umbro di Ugivi, Unione giuristi della vite e del vino, e coordinatore del convegno ‘Diritto, territorio, economia dell’enoturismo umbro – strategie di sviluppo e di successo’ organizzato dall’associazione venerdì 28 agosto. L’evento ha visto la partecipazione del presidente nazionale di Ugivi, l’avvocato Diego Saluzzo e di altri esperti avvocati della materia appartenenti al sodalizio. Tra questi gli avvocati Elisa Pradella, Mariangela Marrangoni, Paolo Veronesi, oltre che Luigi Bonifazi, responsabile schema certificazione vini 3A-Pta della stessa associazione, e Donatella Cinelli Colombini, direttore del Centro Studi enoturistici e oleoturistici (Ceseo). “L’associazione – ha dichiarato il presidente Saluzzo – è nata trenta anni fa e oggi sono circa duecento i soci con una vasta gamma di competenze: non solo avvocati, magistrati e professori universitari, ma anche professionalità legate strettamente al vino e al diritto come gli enologi. Stiamo mettendo grande impegno sul tema enoturistico, perché è una leva economica fondamentale”.

A introdurre i lavori, nella sala consiliare comunale che ha ospitato il convegno moderato dagli avvocati Federica Fioretti e Alessandra Lombardi, è stata l’assessora regionale alle politiche agricole e al turismo Simona Meloni, la cui partecipazione sottolinea il rilievo e l’interesse dell’argomento per il territorio umbro e di quello di Montefalco in particolare. Poi i saluti istituzionali del sindaco di Montefalco Alfredo Gentili e dell’assessore comunale allo sviluppo economico Francesco Vannicelli. “Il tema del vino – ha dichiarato l’assessore Meloni in questo momento è cruciale nelle politiche agricole, non solo della Regione Umbria ma nazionali ed europee. Ci sono congiunture che fanno pensare a una tempesta perfetta: la geopolitica, l’aumento dei costi, il tema del bere consapevole e responsabile che però non deve diventare una discriminazione e una demonizzazione per un prodotto che è la storia e l’identità del territorio. Come Regione stiamo costruendo i bandi tenendo conto anche delle criticità, oltre l’Ocm vino abbiamo fatto delle categorizzazioni di prodotti dando molto protagonismo al vino. Probabilmente riusciremo in un connubio tra governo e Regioni ad avere un plafond di risorse che vedremo come investire anche in Umbria perché ce n’è grande bisogno in questo mondo di produttori e piccoli produttori e l’enoturismo si sposa a pieno titolo con la nostra visione futura che lega i prodotti della terra con l’attrattività dell’Umbria”. “Questo approfondimento sugli aspetti giuridici legati al mondo del vino – ha aggiunto il sindaco Gentili – è una novità per noi montefalchesi e ci auguriamo che ci dia indicazioni normative che possano aiutare a incentivare uno sviluppo sostenibile del comparto e di tutto il territorio”. Il disciplinare regionale sull’enoturismo e i successivi interventi attuativi hanno messo a disposizione delle imprese uno strumento “potenzialmente idoneo – ha spiegato l’avvocato Spacchetti – a rafforzare il turismo enogastronomico, contribuendo alla valorizzazione delle aree a vocazione vitivinicola e alla qualificazione dell’accoglienza, includendo anche le attività di oleoturismo”. Tali obiettivi ha proseguito il legale “sembrano comunque compromessi per la difficoltà, se non l’impossibilità, di poter rispondere pienamente ai requisiti rigorosi previsti dal disciplinare in quanto difficili, per struttura, formazione del personale, dimensione aziendale da conciliare con l’operatività quotidiana delle aziende vitivinicole umbre, considerando che circa il 90% di esse è a conduzione familiare”. Durante l’incontro sono dunque stati portati degli esempi: “la degustazione in cantina viene assimilata all’attività di ristorazione; la vendemmia didattica per il turista presuppone l’osservanza di norme Inail, di preparazione precipua dell’accompagnatore, dell’adozione di presidi di sicurezza e salvaguardia; gli eventi in cantina di accoglienza sono sottoposti ai “rigidi precetti” del ‘decreto Gabrielli’; la ristorazione tradizionale è ridimensionata in quanto sottoposta alle medesime regole della ristorazione professionale”. “Tali esempi – ha concluso l’avvocato Spacchetti – rendono chiaro che un siffatto impianto normativo penalizza i principi e gli scopi che l’enoturismo intende invece preservare e raggiungere e cioè l’autenticità di antiche tradizioni, la storia dei luoghi e il legame con il territorio”.
Questi temi sono stati poi ripresi e dibattuti nella sessione pomeridiana del convegno, nella tavola rotonda moderata da Serena Marinelli, presidente de La Strada del Sagrantino, a cui hanno partecipato associazioni, consorzi, movimenti regionali e nazionali dell’enoturismo, ribadendo, ciascuno con diverse motivazioni, la necessità di rimodulare l’approccio e i presupposti per una più efficace proposta enoturistica del territorio montefalchese che, è stato ricordato, è quello comunque in grado in Umbria di offrire al ‘turista del vino’ la più variegata gamma di soluzioni enoturistiche nel rispetto della qualità, sicurezza, sostenibilità economica e identità territoriali. Tra gli altri erano presenti al dibattito Graziano Antonielli, Autorità di gestione dei fondi Feasr, Candia Marcucci, direttore generale del Consorzio di bonifica umbro, Paolo Bortolini, presidente del Consorzio tutela vini Montefalco, Mario Carlocchia, Map Comunication, e Alessandro Silvestrini, Gran Cordone della Confraternita del Sagrantino.















