Il ricavato della vendita sarà devoluto ad associazioni impegnate nella ricerca contro il cancro e nel sostegno alle persone con rara malattia congenita – L’autore: “Dove affondano le radici etrusche nasce l’anima libera e fiera di Perugia”
(AVInews) – Perugia, 12 set. – Un salto nel tempo ma soprattutto una riscoperta di ciò che resta oggi degli Etruschi nella terra e nell’identità di Perugia: è l’esperienza che regala al lettore ‘Etruschi di campagna, una storia civile della Tuscia perugina’, l’ultimo libro di Mario Valentini presentato venerdì 11 settembre a Perugia. A dialogare con l’autore sono stati Valerio De Cesaris, rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, Nadia Togni, docente di Storia del Cristianesimo all’Università di Ginevra e Leonardo Varasano, storico e consigliere comunale di Perugia (che ha curato la prefazione del libro), davanti a un folto pubblico nell’Aula Magna di Palazzo Gallenga. É intervenuta anche l’assessore comunale Alessandra Sartore, che ha portato i saluti della sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi.
Classe 1939, Mario Valentini, che tra i diversi incarichi politici e istituzionali è stato anche sindaco di Perugia dal 1990 al 1995, nelle oltre 200 pagine del suo libro traccia un percorso che si collega idealmente al precedente dal titolo ‘L’anima libera e fiera di Perugia’ (Volumnia Editrice, 2022), perché l’idea centrale del volume è proprio questa: dove affondano le radici etrusche nasce l’anima libera e fiera di Perugia. Non soltanto città, grandi monumenti e reperti: il libro racconta gli Etruschi delle campagne, il loro lavoro, la vita quotidiana, i rapporti con il territorio e le tracce che una civiltà scomparsa ha lasciato nel tempo. Come si legge nella bandella, “ogni collina, ogni valle della Tuscia perugina custodisce una storia millenaria. Prima di Roma, prima dei castelli medievali, prima dei Comuni, queste campagne furono la casa degli Etruschi. Attraverso documenti, testimonianze archeologiche e un’attenta rilettura delle fonti, il libro accompagna il lettore alla scoperta di un mondo ancora sorprendentemente vicino”. Etruschi di campagna è inoltre “un invito a riconoscere nelle radici storiche una parte della nostra identità e a custodire un patrimonio culturale e civile da trasmettere alle nuove generazioni”. Un tuffo nel passato, una riflessione sul presente e uno sguardo al futuro: Valentini unisce nel suo libro tutto questo, dimostrando come la più grande vittoria degli Etruschi sia stata aver lasciato un’impronta così profonda che ancora oggi si continua a parlare di loro, perché l’Etruria di campagna non è scomparsa: resta nella terra, nei segni e nelle storie di chi vive ancora in questi luoghi, suggerisce la quarta di copertina. Valentini, nella premessa al libro, ricorda inoltre che “il progresso autentico nasce quando l’innovazione cammina insieme alla memoria, perché un popolo che dimentica le proprie radici rischia di perdere la direzione del proprio domani”. C’è, inoltre, una ragione concreta per cui questo libro guarda al presente: l’intero ricavato della vendita sarà devoluto a due associazioni, l’Associazione italiana tumori neuroendocrini (Ainet) e l’Associazione nazionale Sindrome di deficit CTNNB1.
“Il libro nasce da una fascinazione giovanile nei confronti di una civiltà presente nel territorio dove io sono nato e cresciuto, la Tuscia perugina – ha dichiarato Valentini –. Ho tentato di scavare nelle radici della civiltà perugina e ho capito che sono quelle dalle quali è nata l’anima libera e fiera di Perugia, per i contenuti, per i tratti distintivi di una società che ancora difende quei valori, come la solidarietà, il rispetto e la parità donna – uomo, ma soprattutto un orgoglio di appartenenza, una convinzione che il proprio destino deve essere definito, stabilito, costruito dalle persone, dai cittadini, dalla gente. Questa civiltà ci ha insegnato a difendere la nostra autonomia, il nostro modo di essere, la consapevolezza di poter gestire il proprio destino”.
“Quell’anima libera e fiera si vede ancora nelle vestigia della nostra città – ha affermato Varasano –. Valentini si occupa non degli Etruschi già noti dentro le mura, ma degli etruschi fuori dalle mura, quelli che egli definisce con una espressione efficace ‘gli Etruschi di campagna’; il libro è un dono preziosissimo, scaturito dal sentimento d’amore dell’autore verso la città di cui è stato anche sindaco e di cui è tutt’ora innamorato; così ci lascia questa primizia, uno sguardo significativo e originale, carico di sentimento e di studio ben equilibrati, come raramente avviene”.
“L’Università per Stranieri è internazionale – ha sottolineato De Cesaris – ma al tempo stesso è radicata nel territorio, è un’istituzione di Perugia e dei Perugini e quindi siamo felici di ospitare la presentazione di questo libro che racconta un pezzo della storia del territorio. Mario Valentini sottolinea diversi valori, tra cui aspetti di modernità della civiltà etrusca, in particolare rispetto al ruolo della donna che non era del tutto subalterna all’uomo e per quei tempi comunque era qualcosa di innovativo, e poi anche questa capacità di una civiltà radicata in Italia centrale, di incontrare, di dialogare attraverso il commercio, con le città etrusche sul mare; quindi c’è anche il tema dello scambio, dell’incontro con altre civiltà e questo resta valido anche oggi, in un tempo in cui appunto il valore dell’incontro e del dialogo resta fondamentale”.
Rossana Furfaro













