Il Partito Democratico dell’Umbria lancia una sfida frontale al Governo Meloni approvando un documento programmatico che ridisegna il futuro della sanità regionale. L’Umbria scende in campo con proposte concrete, mentre l’esecutivo nazionale continua a non giocare la partita.
Il Segretario regionale Damiano Bernardini, a margine dell’Assemblea dell’8 ottobre, ha espresso grande soddisfazione per il voto positivo che conclude mesi di lavoro del Dipartimento sanità e dei circoli territoriali. Questo documento rappresenta il contributo ufficiale che il PD consegna alla coalizione e alla Presidente Stefania Proietti per la stesura del nuovo Piano Socio-Sanitario regionale, il primo dal 2009.
La posizione del PD umbro è netta: riformare la sanità è una doppia sfida che deve unire l’innovazione locale al coraggio nazionale. L’Umbria è pronta a fare la propria parte intervenendo sulla rete ospedaliera e sulle case di comunità, potenziando la medicina di prossimità e digitalizzando i servizi. Tuttavia, una grande riforma strutturale non può essere realizzata a costo zero. Per questo il PD attacca le scelte finanziarie del Governo, ricordando i dati drammatici del 9° Rapporto della Fondazione GIMBE, che ha denunciato ben 18,8 miliardi di euro di tagli invisibili al fondo sanitario nazionale tra il 2023 e il 2026.
La richiesta politica è chiara: portare il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale almeno al 7% del PIL non è il traguardo finale di un percorso, ma la condizione minima di partenza per salvare la salute pubblica. Più risorse senza cambiamenti non bastano, ma l’impegno del pubblico deve tornare a crescere per rimettere finalmente la persona, e non le sole strutture, al centro del sistema. L’Umbria vuole andare oltre la gestione delle emergenze quotidiane per costruire una nuova stagione della sanità pubblica basata sul diritto universale alla cura.
Il PD dell’Umbria approva il documento sulla sanità















