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FUGA DI GIOVANI UMBRI: IN 10 ANNI PERSI 1,43 MILIARDI

Negli ultimi dieci anni l’Umbria ha perso 1,43 miliardi di euro di competenze, vitalità e innovazione giovanile. È il valore stimato degli investimenti sostenuti da famiglie e istituzioni per i giovani che si sono trasferiti all’estero, molto spesso perché in Umbria non hanno trovato delle opportunità di lavoro, di studio e di vita adeguate alle proprie aspettative.
Ha evidenziarlo è una elaborazione della Camera di commercio dell’Umbria.
Tra il 2016 e il 2025 sono stati 8.453 i giovani umbri tra i 18 e i 39 anni che se ne sono andati all’estero a cercare una vita migliore di quello che poteva offrire la nostra società regionale, mentre nello stesso periodo gli arrivi e i rientri si sono fermati a 2.797 unità. Il saldo negativo è quindi di 5.656 giovani che equivalgono a 1,43 miliardi di euro trasferiti in altri sistemi economici. Di questi, oltre 1,14 miliardi interessano la provincia di Perugia e 291 quella di Terni.
L’ Umbria attanagliata da una pesante crisi demografica è anche terra di emigrazione giovanile perché non è più attrattiva né sul piano del lavoro né su quello dello studio.
Il fenomeno continua a mostrare dimensioni rilevanti anche nel 2025. Nell’ultimo anno hanno trasferito la residenza all’estero 813 giovani umbri sotto i 39 anni a fronte di 285 arrivi o rientri. Il saldo negativo di 528 unità corrisponde a una perdita patrimoniale stimata in 133,6 milioni di euro.
Questa emigrazione di giovani, per le caratteristiche produttive regionali, mette a rischio il ricambio generazionale per le professioni, la forza lavoro e la continuità aziendale. Si perdono competenze invece che attrarle, un problema serio, molto serio, ma anche per questo sembra che la classe dirigente, intesa in senso lato, non ne sia pienamente consapevole. E pertanto va sollecitata con una mobilitazione dal basso delle forze del cambiamento e del rinnovamento.
Il prima possibile.
Quinto Sertorio.

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Negli ultimi dieci anni l’Umbria ha perso 1,43 miliardi di euro di competenze, vitalità e innovazione giovanile. È il valore stimato degli investimenti sostenuti da famiglie e istituzioni per i giovani che si sono trasferiti all’estero, molto spesso perché in Umbria non hanno trovato delle opportunità di lavoro, di studio e di vita adeguate alle proprie aspettative.
Ha evidenziarlo è una elaborazione della Camera di commercio dell’Umbria.
Tra il 2016 e il 2025 sono stati 8.453 i giovani umbri tra i 18 e i 39 anni che se ne sono andati all’estero a cercare una vita migliore di quello che poteva offrire la nostra società regionale, mentre nello stesso periodo gli arrivi e i rientri si sono fermati a 2.797 unità. Il saldo negativo è quindi di 5.656 giovani che equivalgono a 1,43 miliardi di euro trasferiti in altri sistemi economici. Di questi, oltre 1,14 miliardi interessano la provincia di Perugia e 291 quella di Terni.
L’ Umbria attanagliata da una pesante crisi demografica è anche terra di emigrazione giovanile perché non è più attrattiva né sul piano del lavoro né su quello dello studio.
Il fenomeno continua a mostrare dimensioni rilevanti anche nel 2025. Nell’ultimo anno hanno trasferito la residenza all’estero 813 giovani umbri sotto i 39 anni a fronte di 285 arrivi o rientri. Il saldo negativo di 528 unità corrisponde a una perdita patrimoniale stimata in 133,6 milioni di euro.
Questa emigrazione di giovani, per le caratteristiche produttive regionali, mette a rischio il ricambio generazionale per le professioni, la forza lavoro e la continuità aziendale. Si perdono competenze invece che attrarle, un problema serio, molto serio, ma anche per questo sembra che la classe dirigente, intesa in senso lato, non ne sia pienamente consapevole. E pertanto va sollecitata con una mobilitazione dal basso delle forze del cambiamento e del rinnovamento.
Il prima possibile.

Quinto Sertorio