Difficile immaginare una scena simbolicamente più potente del Papa che si sporge sugli scogli di Lampedusa verso quel mare teatro della strage dei migranti (21 mila ). L’immagine plasticamente alternativa a quella che il duo Paese, gli Stati Uniti d’America, in festa per i 250 anni dell’indipendenza dall’Inghilterra, offrono invece tramite Donald Trump.
Prevost chiama in causa l’Europa e le istituzioni:”l’Europa possiede un potenziale unico, che le deriva dalla sua storia e dalla sua cultura, e quindi una grande responsabilità e la possiede non solo per quanto riguarda i migranti ma anche la pace”. E quindi la richiesta ” è affrontare la crisi in modo organico, inserendo il primo soccorso in un piano strategico di lungo periodo, capace di accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti, e allo stesso tempo, lavorando per lo sviluppo, così che nessuno sia costretto ad emigrare”.
Una critica feroce alle politiche migratorie e colonialiste di Trump, e alternative a quella della patetica guerrafondaia Ursula von der Leyen e pure alla Meloni. Prevost parla chiaro.
La redazione.
Papa Prevost parla chiaro














