Uno studio recente di AUR (Agenzia Umbria Ricerche) ci dice che negli ultimi ventidue anni circa 40 mila umbri hanno lasciato la regione per trasferirsi all’estero. Un dato che fotografa la trasformazione profonda della mobilità e che assume caratteri ancora più allarmanti se si considera che uno su due di questi emigrati ha tra i 18 e i 39 anni di età.
Sono soprattutto i giovani che scelgono di costruire il proprio futuro fuori dai confini regionali, attratti da maggiori opportunità lavorative, salari e stipendi più elevati e migliori prospettive di crescita professionale.
L’ emigrazione umbra tra il 2002 e il 2024 ha assunto un carattere strutturale. Se nel 2002 il tasso di espatrio dell’intera popolazione regionale era pari a 4,3 ogni 10 mila residenti, nel 2024 è salito a 35 per 10 mila. Ancora più marcata è la crescita nella fascia d’età tra i 18 e i 39 anni, dive il tasso è passato da 7,7 a 78,6 espatri ogni 10 mila residenti. L’Aur ci dice, inoltre, che dal 2007 in poi il numero di giovani che hanno lasciato l’Umbria ha iniziato ad aumentare di intensità.
Dietro questa tendenza pesano fattori economici e occupazionali. Un tessuto produttivo regionale meno dinamico rispetto ad altre aree italiane ed europee, opportunità professionali più limitate e retribuzioni nettamente più basse contribuiscono a scegliere di emigrare all’estero sempre più frequentemente, soprattutto per i giovani altamente qualificati.
La perdita costante di popolazione in età giovane accellera l’invecchiamento della popolazione regionale, riduce la disponibilità di forza lavoro qualificata e rischia d’incidere nel medio lungo periodo nella tenuta dei servizi pubblici compresi quelli sanitari e sociali.
La ricerca Aur conferma come l’ Umbria stia tra il galleggiamento e il declino economico e sociale. Ma sembra che ancora la classe dirigente allargata dell’Umbria non ne abbia piena consapevolezza, e questo procrastina nel tempo ogni tipo di soluzione.
Un soluzione, o più soluzioni, che andrebbero ricercate con un grande dibattito politico, una mobilitazione culturale e sociale, un nuovo e proficuo confronto tra istituzioni, movimento dei lavoratori e società civile.
La Redazione
IN 22 ANNI 40 MILA UMBRI EMIGRATI, LA METÀ È GIOVANE
















