Home / Sport / Mio padre faceva l’operaio alla Perugina, l’azienda più florida di tutta l’Umbria

Mio padre faceva l’operaio alla Perugina, l’azienda più florida di tutta l’Umbria

Mio padre faceva l’operaio alla Perugina, l’azienda più florida di tutta l’Umbria. Faceva il turno di notte e staccava alle 6 del mattino. Mia madre era una donna di casa e come tale si vestiva tutti i giorni. Aveva una vera e propria abilità nell’economia domestica. Gestiva tutto con parsimonia, ma senza privazioni per nessuno, a parte se stessa forse. Durante la mia infanzia, nelle giornate cupe prevalentemente di inizio inverno, faceva accordi coi negozianti di scarpe e vestiti per dilazionare i pagamenti e puntualmente si organizzava per dilazionare tutto, senza mai saltare una scadenza. In quei giorni le promettevo: ‘Tranquilla mamma, tra due anni penserò a tutto io’ .
Ma questo si è realizzato solo in parte.
Alla fine della stagione 1975-’76 per una serie di circostanze fortunate, passo dal Varese alla Roma. Era serie A vera. Un giorno perfino mio padre supera imprevedibilmente la sua ritrosia e sollecitato a sfinimento dai suoi colleghi di lavoro (‘Ma come, hai un figlio che gioca nella Roma che è in ritiro a Norcia a non più di cento chilometri da qui e non vai a trovarlo? ‘), si fa coraggio e verso l’ora di cena lo vedo aggirarsi di fronte al nostro albergo. Ho avuto un moto di tenerezza desueto per me e sono andato a recuperarlo. Poi l’ho presentato chiassosamente a tutti, mister Liedholm compreso, come so fare quando decido di vivere. Gli ho fatto preparare un tavolo nella sala della squadra e mi sono seduto a tenergli compagnia. Quella sera mio padre mangiò la bistecca di maiale e le salsicce più buone della sua vita, senza mai distogliere lo sguardo, e il giorno dopo raccontò a tutti di quella serata speciale con me e degli incontri altolocati che aveva fatto.

Walter Sabatini
Tratto da: Walter Sabatini “Il mio calcio furioso e solitario”