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HA STATO PUTIN

Oscar Monaco – Quindi, ricapitoliamo: secondo stampa e istituzioni, a reti unificate, la Russia – che da sola produce più del doppio dei missili dell’intera NATO messa assieme – avrebbe deciso di “attaccare” la Polonia con una decina di droni improvvisati, disarmati, rattoppati col nastro adesivo e con un’autonomia di volo inferiore alla distanza che separa i due confini (peraltro divisi dalla Bielorussia, non dal Molise).

Eppure eccoli lì, i soliti titoloni: richiami accorati, paragoni arditi con il 1914, allarmi da fine del mondo. E proprio da parte di quelli che, fino a ieri, urlavano senza uno straccio di prova che “ha stato Putin!” a far saltare il North Stream, la più importante infrastruttura energetica europea, poi rivelatosi invece il più clamoroso sabotaggio ucraino con beneplacito occidentale.

Il punto non è solo l’assurdità tecnica della narrazione, ma la funzione che essa svolge: alimentare un clima di isteria permanente, necessario a mantenere l’opinione pubblica sotto ricatto psicologico. Non conta la verosimiglianza: conta la ripetizione, il frame emotivo, la trasformazione della politica estera in un eterno copione hollywoodiano di buoni e cattivi.

La sproporzione logica è tale che viene voglia di passare cinque minuti dentro la testa di chi crede sinceramente a queste puttanate. Per capire quale combinazione di paura, frustrazione, infantilizzazione mediatica e disagio psichico lo spinge ad aderire a simili rappresentazioni. Perché io pensavo di sapere cosa sia il malessere, ma evidentemente esiste un livello ulteriore: quello di una coscienza che accetta come plausibile l’impossibile, e trova rassicurante la menzogna più grottesca.

Il vero dato politico è qui: il potere occidentale non teme la Russia “militare”, ma la Russia “simbolica”, cioè la possibilità che il mondo non accetti più il monopolio narrativo euroatlantico. Ecco perché non importa quanto fragile o ridicolo sia il racconto: serve a ribadire che solo l’Occidente ha il diritto di stabilire chi è aggressore e chi è vittima.