L’organizzazione sindacale interviene in merito al dibattito in Comune su composizione, funzioni e regolamento dell’organismo
(AVInews) – Gubbio, 21 ott. – “Siamo fortemente preoccupate. È inaccettabile che si possa pensare di intervenire sulla composizione e sulle funzioni della Commissione senza avviare prima un confronto con le donne che ne fanno parte, senza riconoscere il valore del lavoro svolto, senza condividerne gli obiettivi, volendo imporre il proprio punto di vista”. È quanto afferma la Cgil tramite la segretaria generale dell’Umbria, Maria Rita Paggio, la segretaria regionale Stefania Cardinali, e la segretaria provinciale di Perugia, Barbara Mischianti, in merito al dibattito che si è svolto in Consiglio comunale a Gubbio in merito alla composizione, alle funzioni e al regolamento della Commissione Pari opportunità.
“Come organizzazione sindacale – spiegano dalla Cgil –, sappiamo che l’uguaglianza formale non basta. Servono politiche concrete, servizi adeguati, strumenti di tutela e una cultura istituzionale capace di riconoscere e contrastare le disuguaglianze, ma colpisce che la funzione consultiva della Commissione nei confronti del Consiglio comunale non sembri aver trovato, nel tempo, un adeguato riconoscimento attraverso un confronto istituzionale continuativo, richieste di pareri e occasioni strutturate di collaborazione sulle politiche di genere. Servono interlocutori disposti ad ascoltare, non a ridimensionare le istanze delle donne o a decidere al loro posto. Il paternalismo non è partecipazione. La sostituzione della voce delle donne non è tutela dei loro diritti”. “Preoccupano inoltre – proseguono Paggio, Cardinali e Mischianti – le modalità del confronto consiliare e gli episodi riferiti in relazione al diritto di parola e all’esercizio del voto della consigliera Simona Minelli. Il rispetto delle prerogative delle rappresentanti elette e delle regole democratiche è un elemento essenziale della vita istituzionale e non può essere considerato un aspetto marginale. Le istituzioni devono essere il primo luogo in cui si affermano il rispetto reciproco, la libertà di espressione e la piena partecipazione. Quando le donne vengono sminuite, derise o escluse dal confronto, non è in discussione soltanto il rispetto nei loro confronti: è la qualità stessa della democrazia a essere chiamata in causa”.
“La parità – commentano ancora dal sindacato – si costruisce riconoscendo alle donne autonomia, competenze e piena capacità di partecipare alle decisioni che le riguardano. Gli uomini e le istituzioni hanno una responsabilità precisa: contribuire a rimuovere gli ostacoli, contrastare le discriminazioni e sostenere concretamente il cambiamento, senza occupare gli spazi di parola delle donne né sostituirsi a loro. A Gubbio, come in ogni altro territorio, non servono passi indietro né interventi che indeboliscano gli strumenti di partecipazione. Serve rafforzare gli organismi di parità, renderli interlocutori effettivi delle istituzioni e garantire che il loro lavoro sia riconosciuto e valorizzato. La parità non è una concessione, ma un diritto. E il rispetto delle donne non può fermarsi sulla soglia delle istituzioni”.
“La Cgil – concludono Paggio, Cardinali e Mischianti – continuerà a sostenere ogni percorso volto a promuovere l’uguaglianza, contrastare le discriminazioni e garantire alle donne piena cittadinanza, autonomia e partecipazione. Perché una comunità è davvero democratica solo quando tutte e tutti possono prendere parola, essere ascoltati e contribuire alle decisioni collettive”.














