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Ricchezza estrema, democrazia fragile: il rapporto Oxfam

Un mondo sempre più diseguale: pochi accumulano, molti arretrano. L’Italia non fa eccezione

Nel 2025 la ricchezza globale ha raggiunto livelli di concentrazione mai visti: oltre tremila miliardari controllano una quota enorme delle risorse mondiali, mentre metà dell’umanità resta ai margini. Secondo Oxfam, la crescita delle grandi fortune procede molto più velocemente della riduzione della povertà, che da anni è ormai ferma e in alcune aree del pianeta torna ad aumentare.

Questa frattura non è solo economica. Il potere dei super-ricchi incide sulle scelte politiche, sul funzionamento delle democrazie e persino sul racconto della realtà, sempre più influenzato da media concentrati in poche mani.

In Italia il divario è particolarmente evidente. Una minoranza di famiglie detiene gran parte della ricchezza nazionale, spesso ereditata, mentre milioni di persone vivono ancora in povertà assoluta. Le politiche pubbliche faticano a riequilibrare la situazione e lasciano indietro territori e ceti sociali già fragili, alimentando sfiducia e malcontento.

Il messaggio del rapporto è netto: senza interventi strutturali su redditi, lavoro, casa e tassazione della grande ricchezza, le disuguaglianze continueranno a crescere, mettendo a rischio la coesione sociale e la stessa tenuta democratica.

GRACCHUS