L’associazione UmbraLeft Aps esprime forte perplessità rispetto all’ipotesi di riforma del Governo sulla medicina generale, che rischia di colpire uno dei pilastri più importanti della sanità pubblica: il rapporto di prossimità tra medico di base, cittadini e territorio.
Dietro il presunto obiettivo di riorganizzare il servizio, si profila in realtà un intervento confuso che potrebbe indebolire l’assistenza primaria, aumentare la burocrazia, allontanare i medici dai pazienti e aggravare la già pesante carenza di professionisti, soprattutto nelle aree interne e nei piccoli comuni dell’Umbria.
Noi siamo da sempre per il rafforzamento della sanità pubblica. Proprio per questo riteniamo sbagliato intervenire destrutturando la medicina generale così come l’abbiamo conosciuta e che, pur con limiti evidenti, continua a rappresentare un presidio essenziale per migliaia di cittadini, in particolare anziani e persone fragili.
Se il problema riguarda il funzionamento delle Case della Comunità, si proceda con le assunzioni necessarie, con personale sanitario qualificato e con gli investimenti previsti. Se si ritiene opportuno rivedere gli assetti contrattuali, lo si faccia senza cancellare il modello della medicina di base territoriale, garantendo continuità assistenziale, presenza capillare e libertà di scelta dei cittadini.
Serve una riforma seria che migliori il sistema: meno assistiti per medico, più personale, più servizi, più integrazione territoriale. Non un intervento improvvisato che rischia di smantellare ciò che ancora funziona.
UmbraLeft chiede alla Giunta regionale che intervenga presso il Governo per il ritiro di ogni proposta che indebolisca la medicina generale e l’apertura di un confronto vero con operatori sanitari, enti locali e cittadini per costruire una sanità pubblica più forte, più vicina alle persone e più giusta.













