di Claudio Grassi – È stato importante che all’indomani dell’inizio del conflitto russo ucraino ci sia stato chi ha analizzato quell’avvenimento nella sua giusta dimension
Non una guerra come le tante che avevamo visto dal 1991 in poi, ma un avvenimento che evidenziava un salto di qualità
Non una guerra che si poteva circoscrivere ad un evento territoriale, ma una guerra che alludeva ad uno scontro mondiale
La “guerra mondiale a pezzi”, evidenziata con lungimiranza e in anteprima da Papa Francesco
Una guerra che non nasce da problematiche locali
Una guerra che, sfruttando tensioni locali, la si fa diventare guerra con dimensioni globali
È il disegno degli Stati Uniti d’America che, in un contesto di declino, usano l’Ucraina per evitarlo
Spingere la Federazione Russa ad intervenire militarmente in Ucraina per sconfiggerla ed affossarla
Metterla in ginocchio con sanzioni, impegno militare, crisi economica, crisi politica
Riportarla ai tempi di Eltsin
Smembrarla, distruggerla, spezzettarla, appropriarsi delle sue immense ricchezze
Distruggere la Federazione Russa per indebolire i Brics
Distruggere la Federazione Russa per indebolire e isolare la Cina
Questo il disegno di Biden e del cosiddetto Deep State
Tutto ciò ha incontrato due ostacoli
Il primo
La guerra: in poco tempo doveva portare al collasso l’economia russa. Ciò non si è verificato
La guerra – che in poco tempo doveva portare ad una sollevazione del popolo russo contro Putin – non ha prodotto questo risultato
È successo l’opposto
L’economia russa ha retto. Sì è rapidamente riorientrata verso i Brics i quali non hanno ritenuto di dover aderire alle sanzioni contro la Federazione Russa
Non solo: Putin, che doveva essere defenestrato in conseguenza della guerra, ha raggiunto il massimo del consenso nel suo paese e non solo
In compenso l’Unione Europea,che ha varato le sanzioni, è entrata in una pesante crisi economica
Il secondo
Le elezioni americano le ha vinte Trump
E Trump ha una idea opposta a quella di Biden e del Deep State per fare uscire gli Stati Uniti D’America dal declino in cui si trovano
Non ho bisogno di scrivere qui che Trump è altro da me e – credo di poterlo dire – per chi legge questo post. È altro da noi
È un leader politico impregnato di idee e di valori antitetici ai nostri
Detto questo il suo obiettivo è quello di chiudere la guerra in Ucraina, riconoscendo alla Federazione Russa un ruolo di potenza globale da trattare in quanto tale
E qui arriva il bello
L’Unione Europea, che aveva e ha tutto l’interesse a chiudere questa guerra e a ristabilire buone relazioni con la Federazione Russa, si è mossa nella direzione opposta
Si è trovata spiazzata dalla vittoria di Trump e, anziché rivedere le proprie scelte, sta continuando nella sua politica autolesionista
Ed ecco la grande idea
L’Europa ha un nemico: si chiama Russia
Il fatto che sia stata la Russia, 80 anni fa, a salvare l’Europa dal nazismo non importa a nessuno
Se non la fermiamo ci distruggerà
Dobbiamo armarci
Ed ecco che quei soldi che, da quando esiste l’Europa, non abbiamo mai visto disponibili per far fronte alle vere necessità come la sanità, l’ambiente, la scuola, il lavoro…
Quell’aiuto che poteva essere dato alla Grecia per farla uscire dalle sue difficoltà…
Oggi appare improvvisamente: 800 miliardi per comprare armi
Una scelta folle, che scommette sulla continuità della guerra e che, in una economia di guerra, pensa di rilanciare la propria economia, in particolare quella tedesca
E qui le manovre di una parte degli USA appaiono assai evidenti
Il Deep State, sconfitto nelle elezioni americane, punta a rimanere in vita usando l’Unione Europea in funzione anti Trump
Per farlo ha bisogno che la guerra continui
L’attivismo della Gran Bretagna di Starmer, pur rappresentando un paese uscito dall’Unione Europea, si inquadra in questo contesto
E qui torniamo a quanto dicevamo all’inizio di questo post
Lo scontro internazionale che oggi viviamo è entrato in un tornante pericolosissimo, dove la guerra non è più una eventualità, ma un elemento centrale, possibile, di straordinaria attualità
I kit di sopravvivenza possono far sorridere, ma nessuno, fino ad alcuni anni fa, avrebbe previsto che uno dei massimi esponenti dell’Unione Europea ne avrebbe parlato
Ed è altresì evidente che, a differenza degli anni passati, quanto sta accadendo in Palestina, è impensabile possa trovare una soluzione senza immaginare un aggravarsi del conflitto e una sua estensione
Stiamo vivendo il genocidio di un popolo che, a differenza del passato, è documentato in ogni suo più piccolo particolare
Non si illuda Israele e chi lo appoggia
Esistono milioni di ore di video, di filmati raccapriccianti, di immagini di atrocità mai viste, di distruzioni ingiustificate, che sono agli atti e che inchiodano gli esecutori e i mandanti, quali responsabili di una delle peggiore atrocità mai commesse nella storia dell’umanità
Dunque, la guerra, le guerre, non come uno degli elementi che, in qualche parte del mondo qualcuno sta vivendo, ma….
La guerra come elemento sovraordinatore della politica, il dominus che accompagna e orienta la politica globale e nazionale
Quindi non esiste lotta politica efficace, che abbia un senso, che non parta da questa realtà
Che non metta la lotta contro la guerra e il riarmo al primo posto della propria iniziativa
Questo è oggi il discrimine
Il confine che segna se stai di qua o di là
Voglio essere esplicito
Se voti per la guerra, se voti per il riarmo, cioè per il massimo della distruzione ambientale, non mi importa se sei verde o di sinistra, sei dall’altra parte
È dunque importante che ci sia chi abbia denunciato questa situazione fin da subito nonostante qualcuno dicesse che la guerra “sarebbe finita in pochi mesi…”
Che si sia creato un movimento
Che molte associazioni, personalità, si siano impegnate
Pagando di persona, con coraggio.
Ricordate le liste dei putiniani? Una vergogna assoluta che disvela l’asservimento della grande stampa italiana
Questo lavoro è stato importantissimo e nonostante sia stato ostracizzato ha lavorato, ha scavato in profondità, ha dato fiducia a quella maggioranza del popolo italiano che è sempre stato contro la guerra
Anche se la maggioranza dei partiti in parlamento ha votato per continuare la guerra!
Oggi, nello sgomento dei Calenda, Gentiloni, Draghi, Picierno, e compagnia cantante, è apparso un sondaggio che dice che il 94% degli italiani è contrario all’invio di truppe in Ucraina
Oggi, grazie al lavoro svolto in questi anni dai “coraggiosi della pace”, come Elena Basile, Raniero La Valle, Alessandro Di Battista, Alessandro Orsini, Michele Santoro, Domenico Gallo, Lea Melandri, Ginevra Bompiani, Luisa Morgantini, Angelo D’Orsi, Barbara Spinelli, Luciano Canfora, Piergiorgio Odifreddi, Vauro, Alex Zanotelli, Ali Rashid e molti, molti altri… e grazie allo spazio che Il Fatto Quotidiano ha riservato a queste posizioni
Ecco: oggi possiamo lavorare per realizzare, finalmente, una grande mobilitazione nazionale contro la guerra
È la manifestazione del 5 aprile a Roma
Merito del M5S che l’ha convocata.
Merito del presidente Conte che l’ha voluta
A cui dobbiamo tutti partecipare
Non è solo una manifestazione contro la guerra
È una manifestazione fortemente politica che può aprire una partita del tutto nuova nella politica italiana.
La costruzione di uno schieramento che vuole certamente battere le destre, ma senza rinunciare a contrastare la guerra e le politiche di riarmo
Il 5 aprile tutti a Roma
Il Coraggio della Pace
lacasabrucia
disarma










