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Anche a sinistra il più furbo non è mai l’ultimo della fila

Dai palazzi della Regione cominciano ad arrivare voci sempre più insistenti. A quanto pare, alcune figure di primo piano della sinistra rosso-verde umbra non fanno mistero, nei corridoi ovviamente, di una convinzione piuttosto netta: per i prossimi appuntamenti elettorali nei comuni umbri certi partiti e realtà associative della sinistra radicale sarebbero ormai superati, roba vecchia, da archiviare. Meglio far da soli, dicono, senza aprire alcun confronto con i compagni di un tempo che oggi sono solo un impaccio. Verrebbe da dire che la storia degli ultimi trent’anni non ha insegnato nulla. Ma tant’è. L’innovazione di questa sinistra è così sintetizzabile: o vieni con noi, e non in gruppo, oppure verrai relegato alla marginalità “prigioniero dei recinti identitari”.
In realtà servirebbe come non mai uno sforzo condiviso, soprattutto da parte di chi oggi propone alleanze larghe, di sinistra e ambientaliste. Una proposta che però al momento in Umbria, non solo non arriva, ma sembra infrangersi in sterili furberie. Solo con il riconoscimento delle differenze può nascere qualcosa di nuovo, una nuova alleanza. Chi si ostina a voler guadagnare terreno escludendo l’esistente, inevitabilmente scoprirà che anche a sinistra il più furbo non è mai l’ultimo della fila.

Gracchus