Franco Cesario è stato eletto Segretario regionale del Partito della Rifondazione Comunista dell’Umbria nel corso dell’ultimo congresso regionale. Da sempre impegnato nei movimenti per il lavoro e per la pace, rappresenta una figura che unisce rinnovamento generazionale ed esperienza organizzativa. UmbriaLeft lo ha intervistato.
Segretario, qual è il tuo giudizio sul governo Meloni?
Totalmente ed inevitabilmente negativo. Ma non in modo aprioristico. È sotto gli occhi di tutti l’incapacità dell’esecutivo nelle scelte economiche.
Pericoloso dal punto di vista sociale: decreto (pseudo)sicurezza, autonomia differenziata totalmente a favore delle regioni più forti, propaganda continua cecando di occupare “militarmente” la cultura e i mass media senza un minimo di contraddittorio, le contro riforme costituzionali proposte come l’attacco alla Magistratura e il premierato. Non ultima la sudditanza totale ai folli piani trumpiani e le amicizie pericolose con gli autocrati Melei e Orban. Con buona pace del sovranismo.
E sulla giunta regionale dell’Umbria? In particolare, quali politiche ritieni positive e quali, invece, le criticità principali che Rifondazione comunista dell’Umbria intende mettere al centro?
La giunta Proietti ha avuto il grande merito di far terminare l’epoca Tesei che ha devastato la sanità umbra un tempo fiore all’occhiello della nostra Regione.
Ottimo anche il comportamento istituzionale su Palestina e sulle questioni ambientali.
Criticità da sviluppare meglio, anche attraverso un maggiore coinvolgimento delle parti sociali, soprattutto i Sindacati, su manovra fiscale e mondo delle cooperative. Nessuno ha la bacchetta magica ma da questo punto di vista per il momento siamo in attesa di atti concreti perchè i provvedimenti finora intrapresi ancora non possono essere di nostro pieno gradimento e di larga parte dell’elettorato che ci ha votato.
L’Umbria sta attraversando una fase di forte crisi sociale ed economica. Quali sono le valutazioni e le proposte di Rifondazione?
La crisi economica, acuita dalla giunta Tesei ma anche e soprattutto da un neoliberismo sempre più predatorio e sfacciato, morde soprattutto nel nostro fragile tessuto sociale. Secondo noi si devono rilanciare i salari con tutti gli strumenti a disposizione e nelle facoltà regionali. Abbattere definitivamente le liste di attesa sanitaria attraverso il potenziamento della sanità di prossimità e nuove assunzioni di infermieri e medici. Continuare senza tentennamenti sulla strada della riconversione ecologica capace di creare occupazione oltre che impedire il definitivo declino ambientale.
Segretario, in che rapporto sta Rifondazione con le altre forze della sinistra e con il Patto Avanti?
Anche se non siamo organicamente all’interno del Patto avanti ci consideriamo a pieno nella maggioranza politica che ha contribuito fattivamente ad eleggere la Presidente Proietti e anche i sindaci Ferdinandi a Perugia, Pecci a Bastia Umbra e Stoppini ad Assisi. Abbiamo ottime relazioni di collaborazione fattiva con il Movimento 5 stelle a cui ci legano in questa fase grandi tematiche politiche. Guardiamo però con interesse a tutto il mondo della sinistra come AVS.
Il tuo partito come intende rafforzare il proprio progetto politico in Umbria?
Il progetto politico di Rifondazione ha cominciato a rafforzarsi dopo il congresso nazionale dello scorso novembre e anche grazie ad una nuova e giovane dirigenza che cerca di dare nuova linfa a tutta la Sinistra umbra. Siamo stati tra i promotori delle grandi manifestazioni pro Palestina e siamo costantemente in prima fila nelle vertenze sindacali, sulle tematiche del lavoro con la nostra proposta di salario minimo e nella lotta per un ambiente più pulito e non sottomesso alla logica del profitto. La strada è lunga e tortuosa ma siamo fiduciosi anche dopo la marcia della Pace, la più partecipata di sempre e che ci ha visto tra i più attivi e organizzati, che la direzione intrapresa sia quella giusta.











