“LA SINISTRA IN ITALIA DOPO IL PCI; Rifondazione comunista, gli antagonisti della globalizzazione e il centrosinistra (1991-2008) di Marco Di Maggio.
Il volume ripercorre la storia d’Italia nel ventennio della globalizzazione focalizzando l’attenzione su quella compone della sinistra che ha tentato di conservare la tradizione del comunismo italiano rifondandola all’interno della cornice del “trionfo dell’Occidente” e del “neoliberismo” dopo la dissoluzione dell’URSS e del “socialismo reale”.
Fra il 1991 e il 2008 il Partito della Rifondazione comunista svolge un ruolo determinante negli equilibri politici in Italia, tenta di raccogliere l’eredità del PCI e a rappresentare nuovi fenomeni di conflittualità e antagonismo politico e sociale. Agli inizi degli anni Duemila, utilizzando la forza dirompente e innovativa dei movimenti “NO global” e pacifisti, cerca di progettare un nuovo soggetto unitario della sinistra di alternativa. Partecipando al secondo governo Prodi, tenta di bloccare soluzioni ‘neocentriste’ e di ‘grande coalizione’, di rompere i vincoli neoliberisti che regolano l’Unione europea e di mettere in discussione la subalternità dell’Italia ed europea agli USA che basano la loro politica estera sempre più sull’uso della forza militare e il disprezzo del diritto internazionale. È protagonista della fondazione del Partito della Sinistra Europea, di cui Fausto Bertinotti suo segretario ne diventa il primo presidente.
Il progetto fallisce sconfitto dalle politiche liberiste in Europa e in Italia, dalla evoluzione del quadro geopolitico assolutamente avverso ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, alle istanze di pace, ad una economia solidale, ai beni comuni, ad ogni tipo di sinistra.
Marco Revelli scrive il 26 ottobre 2007:”…quella sinistra o sarà diversa da tutte quelle esistenti finora, o non sarà. (…) E reinventare una sinistra per il XXI secolo, in un contesto in sé ostile (strutturalmente incompatibile con lo stesso concetto di sinistra così come l’ha conosciuto la modernità), con uno spazio pubblico esploso, un meccanismo della rappresentanza lesionato al limite della inagibilità, un universo del lavoro frantumato e eroso dal cancro della precarizzazione e delle delocalizzazioni, appare impresa davvero improba”.
Un libro, questo di Marco Di Maggio, professore di storia contemporanea alla Sapienza di Roma, che ripercorre con onestà intellettuale e aderenza alle fonti una storia importante politicamente e culturalmente di Rifondazione e della sua relazione con i movimenti ‘altromondisti’, anche per chi quella storia l’ha vissuta da dentro, pienamente e senza risparmio. Una bella storia, comunque.
E come ci ha insegnato Franco Fortini , “l’Internazionale fu vinta, e vincerà “.











