Da mesi, a Perugia, il tema della sicurezza è tornato al centro del dibattito pubblico. Ma il modo in cui se ne parla non è neutro. Alla complessità dei problemi si risponde troppo spesso con slogan semplificati, alla paura con altra paura, costruendo una narrazione emergenziale che descrive la città come sempre più pericolosa e fuori controllo. Una narrazione che non trova riscontro nei dati sui reati, ma che contribuisce ad alimentare insicurezza e tensioni sociali.
È in questo contesto che nasce “Perugia si-cura”, una campagna promossa dal Circolo Arci Il Porco Rosso, con l’obiettivo di cambiare lo sguardo sul tema della sicurezza urbana e rimettere al centro la dimensione sociale, relazionale e comunitaria.
«La sicurezza viene sempre più ridotta a una questione di controlli, repressione e pene più dure – afferma Melania Bolletta, Presidente del Circolo Arci Il Porco Rosso – come se bastasse aumentare le pattuglie per rendere una città più vivibile. Noi pensiamo che questa sia una strada sbagliata e pericolosa, che non risolve i problemi ma rischia di acuirli, soprattutto scaricandoli sulle persone più fragili».
Negli ultimi mesi, infatti, alla crescita della percezione di insicurezza si è accompagnato un aumento dell’intolleranza verso chi vive ai margini: persone povere, senza casa, migranti, giovani lasciatə solə. Una dinamica che trasforma il disagio sociale in colpa e il problema in bersaglio.
«La sicurezza non si impone: si costruisce. – sottolinea Nicholas Radicchi, Coordinatore del Circolo Arci Il Porco Rosso – Non nasce dalla paura, ma dalla fiducia. Non dalla repressione, ma dalla cura. Perugia si-cura parte da una verità semplice e spesso dimenticata: una città è più sicura quando è più giusta e più solidale».
Secondo i promotori della campagna, la vera sicurezza passa dalla presenza viva di una comunità: dalle relazioni, dai servizi accessibili, dagli spazi abitati e attraversati. Passa da politiche di prossimità che conoscono i quartieri e le persone che li vivono, da presìdi sociali che ascoltano e accompagnano, da associazioni che tengono insieme i diversi pezzi della città. Cresce quando si investe nel lavoro dignitoso, nell’educazione, nella cultura, nello sport sociale e nell’aggregazione, perché riempire le piazze di vita è il modo più efficace per renderle davvero sicure.
Al contrario, l’abbandono genera insicurezza e la marginalizzazione la moltiplica. Criminalizzare il disagio non risolve i problemi: li sposta, li nasconde, li rende più duri.
“Perugia si-cura” è dunque un invito a informarsi, a discutere, a non lasciarsi trascinare dalla retorica dell’emergenza. È una proposta politica e culturale che parte dal basso e attraversa quartieri, associazioni e persone che ogni giorno tengono viva la città. Seguiranno aggiornamenti sul calendario delle attività e degli eventi.
Circolo Arci Il Porco Rosso














