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La sberla del Senato a Trump

Questa è una sberla politica clamorosa a Donald Trump.

Per la prima volta dall’operazione militare in Venezuela, il Senato degli Stati Uniti ha deciso di mettere un argine formale al potere di guerra del Presidente, votando una misura che lo obbligherebbe a chiedere l’autorizzazione del Congresso prima di qualsiasi nuova azione militare.

Non è una sfumatura procedurale. È un messaggio chiarissimo: non puoi fare la guerra da solo.

Il dato più rilevante è politico, non tecnico. A votare contro Trump non sono stati solo i democratici, ma anche cinque senatori repubblicani, che hanno rotto la disciplina di partito e hanno detto apertamente che l’America non può permettersi un’altra escalation militare senza controllo, senza limiti e senza responsabilità.

Trump ha reagito come sempre: minacce, insulti, accuse di tradimento. Ma il punto è un altro.
Quando persino una parte del tuo stesso partito sente il bisogno di fermarti, significa che il tuo modello di potere fa paura anche a chi ti sostiene.

Forse non basterà a bloccarlo. Forse verrà aggirata, bocciata dalla Camera o addirittura posta sotto veto, come Trump ha promesso di fare.

Ma resta un fatto politico enorme: il Congresso ha detto che il presidente non è un sovrano. E questa, finalmente, è la prima crepa del suo delirio di onnipotenza.

tratto dalla pagina facebook Abolizione del suffragio universale